Libri di Pietro Testa
Richiamo dalla notte dei tempi
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: DigitalSoul
anno edizione: 2018
pagine: 344
La storia, ambientata alla fine dell’Ottocento, si svolge in Egitto. La narrazione, in stile autobiografico, è imperniata sulla ricerca della tomba della principessa Néfert-ahyt, vissuta all’inizio della XVIII dinastia. La vicenda, ricca di colpi di scena, si dipana fra strani fenomeni e avvenimenti che collegano l’Egitto faraonico a quello del XIX secolo, avendo come filo conduttore un amore spezzato tremila anni prima e magicamente rivissuto all’epoca della vicenda. Il finale, originale e a sorpresa, capovolge alcuni valori tradizionali in nome dell’immanenza di una giustizia e di una magia determinata e atemporale.
Viaggio nell'aldilà dell'antico Egitto
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2016
pagine: 432
Il filo dell'eternità. L'inizio.
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Primaedizione
anno edizione: 2026
pagine: 356
Egitto del XIX secolo a.C. Il protagonista, insieme a un compatriota incontrato per caso, scopre la tomba della giovane Nafârat-iàhy (vissuta nel regno del re Thuthmose III). Sul filo di un 'giallo' archeologico, nello studio del sepolcro egli scopre la similitudine impressionante tra la vita sua e quella della ragazza, convincendosi che il ritrovamento del sepolcro e della presenza della defunta ivi sepolta è stato un 'richiamo dall'eternità, richiamo di riunione dopo un amore spezzato e rimasto sospeso nei millenni. Attraverso episodi 'strani' della lunga vicenda nella quale inizia a apparire la realtà immanente dell'antica Magia egiziana, la ragazza rivive in carne e spirito ricongiungendosi al suo antico amore, Amôn-ĕm-mèdì (Amon-è-come-parola-mia), nel quale il protagonista si sovrappone e si fonde. Antichi ricordi, il sapere intendere e parlare l'antica lingua egiziana e tanti altri eventi di memoria antica, alla fine della storia convincono il protagonista a attraversare il 'portale del tempo' insieme alla sua ritrovata amata per passare nell'epoca alla quale appartenevano la ragazza e lui nel regno del re Thuthmose III (1470 a.C.). Addio al mondo del XIX secolo per intraprendere una vita nuova in un tempo antico mai dimenticato e nuovamente trovato.
Il mondo agricolo nell'Antico Egitto
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2021
pagine: 124
L'agricoltura dell'Antico Egitto era molto ricca e i suoi prodotti tipici erano numerosi, anche se fra questi giocavano un ruolo essenziale i cereali e soprattutto il frumento: il grano egizio era di qualità assai pregiata e veniva sfruttato per produrre il pane, presente nell'alimentazione del Paese fin dal Neolitico, inoltre dalla fermentazione di frumento e orzo veniva ricavata la birra, bevanda molto diffusa in Egitto e consumata abitualmente accanto al vino. L'Egitto esportava grandi quantità di grano per scambiarlo con le materie prime di cui scarseggiava (principalmente legname e metalli, essendo una regione quasi del tutto desertica) e fu anche per questo terra di conquista da parte di potenze militari straniere, subendo più tentativi di invasione: nel XVII sec. a.C. la popolazione semita degli Hyksos si stabilì nella regione del Delta e fu scacciata a fatica dal faraone Ahmosi, mentre gli Ittiti tentarono di conquistare il Paese e vennero respinti nella battaglia di Kadesh del 1280 a.C. circa.
Innamorarsi nell'antico Egitto
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2021
pagine: 80
L’antico egiziano aveva sentimenti simili a quelli nostri: odio, amore, pietà, disprezzo, amicizia, benevolenza, invidia, crudeltà, scalata sociale, umiltà … Su questo turbine di sentimenti umani imperava il concetto della maat, equilibrio sociale, giustizia materiale e morale che, stando alle fonti indigene, regolava l’ingranaggio sociale, il cui rappresentante massimo era il re, erede in terra degli dei, buon pastore che si prendeva cura del suo gregge, nutrendolo e difendendolo. I giovani egiziani amavano. L’amore, questo sentimento insondabile e profondo, era nel loro animo e si manifestava nel matrimonio, nella famiglia e nell’attenzione per i figli e per la moglie. I coniugi amavano definirsi ‘fratello’ e ‘sorella’, poiché per gli Egiziani il sentimento per la fratellanza era molto considerato … e poi, quando s’invecchia, il proprio compagno/compagna si può considerare un fratello/sorella, avendo vissuto un arco di vita insieme.
Il Faraone
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2021
pagine: 92
La figura del Faraone è stata sempre un’immagine che ha dato briglia sciolta alla fantasia di chiunque abbia studiato a scuola la storia dell’antico Egitto. I Faraoni sono legati alle piramidi, ai templi, alle gesta guerresche di conquista del Medio Oriente, e infine “Faraone” compare nella Bibbia relazionato alla liberazione degli Ebrei dalla schiavitù egiziana. Bisogna innanzitutto precisare che il termine Faraone appare nel Nuovo Regno e deriva dalla parola peraa, cioè “grande Casa”, reso poi dai viaggiatori greci in Farao. “Grande Casa” era un’espressione designante il re, un po’ come per gli Ottomani la Sublime Porta indicava il Sultano. Il vero termine designante il re d’Egitto era “Signore dell’Alto e Basso Egitto”, e per parlare di lui si diceva “Sua Incarnazione”, o per rivolgersi a lui “Tua Incarnazione”, intendendo con questa espressione di cortesia che il re era l’incarnazione terrena del dio supremo Ra, il sole.
I geroglifici. Scrivere come uno scriba. Introduzione alla grammatica del medio egiziano
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2021
pagine: 410
Dalle nebbie della preistoria egiziana, come in altri luoghi della terra, compaiono scene di caccia, di rituali, impronte di mani, ecc., testimonianze mute della percezione visiva degli uomini dell’epoca: le co-siddette pitture rupestri. Alcune zone del Sahara ci hanno restituito queste raffigurazioni, espressione di un innato senso grafico di qualche membro di un clan, e che ci tramanda la realtà di un habitat non desertico, ma verde e con presenza di acqua. Ebbene, queste pitture sono anche il primo tentativo di ‘scrittura’ ideografica che si svilupperà timidamente in epoca protostorica per poi affermarsi nell’era storica, espressione di un Egitto organizzato socialmente e culturalmente ancora in embrione, ma che sente il bisogno di tradurre in ‘segni’ un insieme di suoni, cioè la lingua, per fissarli in modo comunicativo e per sempre su supporti vari: schegge litiche, pezzi di avorio o legno, cocci di vaso, ecc. Nasce così la ‘scrittura’ geroglifica che, attraverso il tempo, diventa sempre più organizzata per riflettere un pensiero, un’idea, un concetto espresso oralmente e tale tramandato per memoria, ma che poteva perdersi per una serie d’imprevisti.
L'esodo. Mito o realtà?
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2020
pagine: 78
Il tema trattato in questa piccola ricerca riguarda l’Esodo degli Israeliti dall’Egitto, episodio riportato nella Bibbia e che costituisce uno dei pilastri fondamentali della memoria culturale del popolo ebraico. L’Esodo è una questione di ‘lana caprina’, poiché confronto tra fede e archeologia, ed è un confronto delicato e ambiguo: due culture dell’antichità si fronteggiano. Da un lato l’antico Egitto, testimone di un’organizzazione sociale millenaria, che ci ha lasciato tracce tangibili della sua realtà storica: realtà provata e testimoniata dalle sue manifestazioni nel corso del tempo, attraverso la scrittura (e quindi il pensiero), l’arte nelle sue varie forme, e nella religione, apparentemente ‘strana’, ma in fondo ragionata e sottile. Dall’altro lato la storia d’Israele documentata dal Vecchio Testamento, che trova poi eco nel Nuovo Testamento: ma qui è una storia riguardante la grande figura di Gesù, manifestazione dell’incontro di Dio con l’umanità in un nuovo discorso fondato sull’amore e sul perdono.
Testi delle piramidi
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2020
pagine: 642
Dalle nebbie dell’epoca preistorica dell’antico Egitto è giunta in epoca storica, e posta in scrittura, l’eco dei rituali funerari. Un’eco codificata e sottoposta a logiche leggi di procedimenti atti a salvaguardare la parte intangibile del defunto nell’oscuro e misterioso viaggio oltre la soglia. Nelle piramidi della III, IV e V dinastia le pareti degli ambienti funerari non presentano scritture: ciò non toglie che le funzioni magico-religiose avevano luogo, ma oralmente. I rituali funerari prendono la prima forma nei cosiddetti Testi delle Piramidi iscritti sulle pareti delle funzioni sotterranee delle piramidi della fine della V dinastia e della VI presenti nella zona sacra di Saqqara a occidente del Nilo.
La mummificazione. Rinascere nell'Aldilà
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2019
pagine: 252
“Ah, Unis! Tu non sei andato certo morto, ma sei andato vivo!” Quest’asserzione rivolta al defunto re Unis della VI dinastia prelude al contenuto del presente libro: i rituali funerari nell’antico Egitto. Gli antichi Egiziani, amando molto la vita, cercarono di continuarla dopo la morte. Per esaudire questa speranza sfruttarono in modo sottile e logico i concetti della religione e della magia fondati essenzialmente sul mito della cruenta morte e rinascita di Osiride unita al sole, principio di luce e vita in terra e nell’aldilà. La memoria storica e culturale accompagnò il problema della morte durante l’arco storico dell’Egitto, fornendo una serie di speculazioni religiose dei miti espresse in canoni scritti e orali che caratterizzarono la preparazione al viaggio nel mondo misterioso dell’altra vita. Ci accorgiamo allora che l’origine del meccanismo della morte e della rinascita dell’essere umano parte dalla morte e rinascita degli dei, dall’animazione delle loro immagini dipinte o plastiche, ricettacolo della loro potenza e forza celeste in terra.
La saggezza dell'Antico Egitto
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Saecula
anno edizione: 2019
pagine: 272
Una letteratura che si compone di massime di vita quotidiana, scritti che indagano le sfumature più intime e recondite dell’essenza umana, secondo principi di pazienza, bontà, pietà, giustizia, etica professionale, ma anche fermezza e autorità. Moniti sulla moderazione da tenere nella vita sociale, senza dar spazio a presunzione e superbia. Norme di galateo, a tavola come nei luoghi in cui è necessario attendere il proprio turno. Consigli per mantenere l’armonia con coniugi e familiari. Perfino i regnanti lasciano i propri insegnamenti, colmi di amarezza e struggente malinconia, per avvisare i successori delle difficoltà che implica la sovranità. Di grande intensità il dialogo tra un aspirante suicida e la propria anima.Nei testi geroglifici selezionati nel presente lavoro troviamo, in perfetta armonia, la voce del cuore così come il calcolo ragionato e cristallino della geometria pura del ragionamento, l’empatica comprensione delle debolezze umane e la consapevolezza della caducità delle cose terrene, accanto alla certezza di una vita eterna in un aldilà che sarà conseguente a quella che è stata la propria condotta.
La guerra nell'antico Egitto
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2019
pagine: 178
Gli antichi Egiziani, grazie alla posizione geografica della loro terra, non erano un popolo guerriero, come lo furono altri dell’area medio-orientale. Nei primi periodi della loro civiltà ebbero milizie interne con compiti difensivi e offensivi riguardanti piccole rivalità tra distretti del paese: le uniche azioni guerresche erano dirette verso la Libia e la Nubia, principalmente per razziare e deportare schiavi per la mano d’opera. Fu dopo la cacciata degli Hyksos che l’Egitto compose un nuovo quadro delle forze militari sotto il profilo logistico e di armamenti. L’esperienza della guerra contro il governo asiatico fu la molla che fece scattare l’epopea imperiale ed espansionistica rivolta principalmente verso la zona dell’Asia Minore, giungendo fino all’Eufrate e all’area meridionale dell’attuale Turchia.

