Libri di Sara Davidovics
06.010
Sara Davidovics
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 152
"'06.010' ripropone il primo tempo della poesia di Sara Davidovics. È questa una poesia contraddistinta dalla tensione alla visività tramite un utilizzo della pagina quale luogo in cui installare una lingua disarticolata, spazio preposto alla metamorfosi del poema in mappa, in partitura. Protagonista è il corpo femminile, un corpo innervato nei contesti e nelle azioni che ne tramano il vissuto, un ambiente-organismo a metà tra il sintetico e il biologico, un ibrido. E sarà l’ibridazione la cifra di questa scrittura, scrittura in cui si dà continuità tra mediale, organico e industriale, in cui medicina, pratiche sessuali e cura tendono a coincidere e il domestico si apre a una ritualità contesa tra lo psicotico e l’arcaico. Ne scaturisce la cartografia di una realtà riletta a partire da uno sguardo desiderante, retta dalle leggi della libido, ricomposta a partire dalle pulsioni che la sottomettono a un erotismo innalzato a principio architettonico, a rivendicazione politica di una visione altra del reale." (Ivan Schiavone)
Oz. Viaggio astratto su quattro punti cardinali e una coda
Sara Davidovics
Libro: Copertina morbida
editore: Oedipus
anno edizione: 2016
"Un'esplosione di immagini e suoni, talvolta dissonanti, e i loro progressivo intersecarsi in una perenne oscillazione verso l'altro, quasi con solennità allucinata, un cantare 'quel che è forma delle cose'." (M. R. Buonarroti)
Corrente
Sara Davidovics
Libro: Copertina morbida
editore: Zona
anno edizione: 2006
pagine: 80
"L'Esterno. Il Calco. In questa salinità pellicolare - sassosa scabra volta al suo schiudersi d'uovo, - in questa carne minerale - atomizzata dalla sua permanente alterazione, - la lingua si sgancia, come, dal suo segnare: ogni unità (già) significante, ritorna tattilmente oggetto (e sua sostanza traumatica). Eppure, giusto mentre che si consolida, disturbante, il reticolato delle immagini, è lì proprio che si eclissa ogni spazio della figuralità." (Dall'introduzione di Tommaso Ottonieri).

