Libri di Saverio Ciarcia
Architettura della morte. Viaggio asistematico nel tempo e nello spazio del dolore
Saverio Ciarcia
Libro: Libro in brossura
editore: Giannini Editore
anno edizione: 2015
pagine: 64
Il pensiero della morte domina la vita di ogni uomo: a quel triste e ineluttabile destino, che Atropo indifferente distribuisce a tutto il genere umano, è da sempre subordinato ogni atteggiamento, ogni azione, ogni speranza di sopravvivenza. Se non nel corpo, almeno nel ricordo dei nostri simili. È per questo che, sin dagli albori della civiltà, un ruolo centrale ha sempre rivestito nelle più varie culture umane il momento commemorativo e celebrativo dei defunti e l'elemento che ne rappresenta fisicamente e materialmente le istanze più profonde: il monumento funerario appunto. Il testo opera una rapida disamina delle tradizioni funerarie che si sono succedute nella storia dell'umanità e che hanno dato luogo a interpretazioni a volte molto diverse del rapporto con la morte. In esse l'architettura funeraria finisce per essere l'unico ponte riconoscibile e dunque efficace tra il mondo dei vivi e quello dei morti, l'unica concreta illusione di eternità.
Le città ideali del Rinascimento. Contributi per una lettura iconologico-architettonica delle tavole di Urbino, Baltimora e Berlino
Saverio Ciarcia
Libro
editore: Giannini Editore
anno edizione: 2014
pagine: 56
Per circa un secolo, a partire dai primi decenni del Quattrocento, un ridotto gruppo di case regnanti e di famiglie, nobiliari e non, tenacemente attaccate al potere e in continua lotta tra loro, trasformò l'Italia in un campo di scontri cruenti. Ma negli stessi anni, un numero ancor più esiguo di artisti, matematici, architetti e studiosi di vario genere, muovendosi incessantemente tra le varie città e le varie corti, dava vita alla fioritura di una nuova splendida cultura e civiltà: il Rinascimento. Tra le corti più raffinate ed attente a promuovere le scienze e le arti, figurava quella di Federico da Montefeltro a Urbino, crocevia fondamentale di artisti e correnti di pensiero. In questo particolare ambito e sullo sfondo più generale indicato vanno collocate le tavole con vedute di città ideali, rispettivamente conservate a Urbino, Baltimora e Berlino. L'analisi generale e di dettaglio di questi tre dipinti, forse originariamente utilizzati come testate di letti o come pannelli di rivestimento parietale, ha evidenziato rigorose impostazioni prospettiche, contenuti concettuali e simbolici analoghi e una comune atmosfera luministica delle scene rappresentate. Non mancano, però, e sono state puntualmente rilevate, differenze e variazioni sul tema. L'autore o gli autori delle tre tavole restano non precisamente identificabili, né questo era l'obiettivo della presente trattazione: ma risulta evidente una comune radice di metodo e di obiettivi più o meno dichiarati.
L'architettura di Ignazio Gardella. Il pensiero e le opere
Saverio Ciarcia
Libro: Libro in brossura
editore: Giannini Editore
anno edizione: 2012
pagine: 168
Tutte le volte che ci si avvia a scrivere di architettura, sarebbe sempre opportuno chiedersi, come era del resto costume di Gardella, a chi sono destinate le nostre riflessioni ed a che scopo. L'intento del libro non è quello di illustrare analiticamente e in maniera storicamente esaustiva, l'intera lunga attività progettuale di Ignazio Gardella: anche la sola elencazione, accompagnata da brevi note, non dico critiche ma semplicemente descrittive, di tutti i progetti o le realizzazioni richiederebbe spazi ben maggiori di quelli disponibili. Né è quello di affrontare, magari con dettagli inediti, gli aspetti più propriamente filologici delle sue opere, peraltro altrove già ampiamente indagati, per fornire preziosi riscontri ed elementi di giudizio. Il libro intende offrire un ritratto critico, sintetico ma efficace, del personaggio, del suo modo di intendere l'architettura e dei principali risultati conseguiti nella lunga parabola della sua carriera.è stato perciò necessario mescolare pensieri ed opere costruite, descritte nei propri caratteri essenziali e spesso innovativi, e selezionate tra quelle più significative ed utili per inquadrare correttamente la sua figura nel contesto culturale e sociale dell'architettura italiana del '900, di cui rimane uno dei più importanti anche se a volte contrastati protagonisti. L'ottica, con cui si intende analizzare l'opera di Gardella, è dunque quella propria di chi considera l'architettura nel suo complesso come un testo "aperto".

