Libri di Daniele Vitali
Dizionario bolognese-italiano, italiano-bolognese
Luigi Lepri, Daniele Vitali
Libro: Libro rilegato
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2009
pagine: 723
Il dizionario comprende oltre 33.000 lemmi (i precedenti dizionari non avevano mai superato i 13.000). Pienamente bidirezionale: dal bolognese all'italiano e dall'italiano al bolognese. Dai termini tradizionali a quelli recentissimi. Ricca fraseologia, proverbi bolognesi e italiani. Gerghi bolognesi. Forme diminutive, accrescitive e spregiative. Indicazioni grammaticali su plurale, femminile, coniugazioni verbali ecc. Appendice con nomi geografici e di persona. Scritto nell'Ortografia Lessicografica Moderna, usata anche dai Corsi di Bolognese, dal Sît Bulgnais www.bulgnais.com e dagli altri supporti didattici con cui interagisce l'opera.
Dialetti emiliani e dialetti toscani. Dialetti emiliani e dialetti toscani. Le interazioni linguistiche fra Emilia-Romagna e Toscana e con Liguria, Lunigiana e Umbria. Volume Vol. 2
Daniele Vitali
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2020
pagine: 566
"Questo corposo lavoro aggiunge un nuovo capitolo alla dialettologia italiana, nel mentre recupera gli elementi portanti di lunghi dibattiti, e viceversa sottolinea caratteri storicamente trascurati; costituisce inoltre un contributo tutt'altro che banale alla tipologia della mescolanza di lingue; sempre ricordando che tutte le lingue sono miste, ma che alcune lo sono di più" (dalla Prefazione di Luciano Giannelli). La frontiera regionale tra Emilia-Romagna e Toscana, grosso modo articolata lungo lo spartiacque appenninico, è al tempo stesso geografica, storica e linguistica, al punto che secondo vari autori la linea La Spezia-Rimini o La Spezia-Senigallia sarebbe il confine linguistico più netto di tutto il mondo romanzo. Tale idea sembra contraddire un'altra nozione tradizionale, quella di un «italo-romanzo» in cui far rientrare sia i dialetti dell'Italia Settentrionale sia quelli dell'Italia Centrale e Meridionale, comprese lingue minoritarie riconosciute da una legge dello Stato come ladino dolomitico, friulano e sardo. Per indagare e possibilmente risolvere questa contraddizione, Daniele Vitali propone di rivalutare il concetto di continuum che unisce fra loro tutti i dialetti romanzi, finché questi ultimi sono ancora studiabili perché non del tutto cancellati dalle lingue ufficiali. L'autore descrive i dialetti parlati lungo la Linea basandosi su registrazioni proprie o di collaboratori effettuate negli ultimi 20 anni e su una revisione critica della bibliografia disponibile. Le diverse descrizioni seguono una stessa struttura espositiva, così che risulta possibile valutare somiglianze e differenze non solo fra i dialetti parlati lungo il confine, ma anche fra questi e quelli dei rispettivi centri di riferimento, ossia i capoluoghi dell'Emilia e della Toscana settentrionale, nonché Genova e Perugia. L'aver descritto un numero elevato di dialetti consente di affrontare, nell'ultimo volume, alcune questioni evolutive generali e di proporre varie correzioni alla cartografia dialettale, abbozzando anche una classificazione delle lingue romanze che prescinde dai vecchi insiemi di raccolta con prefissi d'ispirazione sostratistica quali «ibero-, gallo-, italo-e daco-romanzo», abbandonati a favore di una visione che tiene conto di vicinanza geografica e interazioni storiche fra i vari sistemi. Appendice e consulenza fonetica Luciano Canepari.
Dialetti emiliani e dialetti toscani. Dialetti emiliani e dialetti toscani. Le interazioni linguistiche fra Emilia-Romagna e Toscana e con Liguria, Lunigiana e Umbria. Volume Vol. 3
Daniele Vitali
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2020
pagine: 466
"Questo corposo lavoro aggiunge un nuovo capitolo alla dialettologia italiana, nel mentre recupera gli elementi portanti di lunghi dibattiti, e viceversa sottolinea caratteri storicamente trascurati; costituisce inoltre un contributo tutt'altro che banale alla tipologia della mescolanza di lingue; sempre ricordando che tutte le lingue sono miste, ma che alcune lo sono di più" (dalla Prefazione di Luciano Giannelli). La frontiera regionale tra Emilia-Romagna e Toscana, grosso modo articolata lungo lo spartiacque appenninico, è al tempo stesso geografica, storica e linguistica, al punto che secondo vari autori la linea La Spezia-Rimini o La Spezia-Senigallia sarebbe il confine linguistico più netto di tutto il mondo romanzo. Tale idea sembra contraddire un'altra nozione tradizionale, quella di un «italo-romanzo» in cui far rientrare sia i dialetti dell'Italia Settentrionale sia quelli dell'Italia Centrale e Meridionale, comprese lingue minoritarie riconosciute da una legge dello Stato come ladino dolomitico, friulano e sardo. Per indagare e possibilmente risolvere questa contraddizione, Daniele Vitali propone di rivalutare il concetto di continuum che unisce fra loro tutti i dialetti romanzi, finché questi ultimi sono ancora studiabili perché non del tutto cancellati dalle lingue ufficiali. L'autore descrive i dialetti parlati lungo la Linea basandosi su registrazioni proprie o di collaboratori effettuate negli ultimi 20 anni e su una revisione critica della bibliografia disponibile. Le diverse descrizioni seguono una stessa struttura espositiva, così che risulta possibile valutare somiglianze e differenze non solo fra i dialetti parlati lungo il confine, ma anche fra questi e quelli dei rispettivi centri di riferimento, ossia i capoluoghi dell'Emilia e della Toscana settentrionale, nonché Genova e Perugia. L'aver descritto un numero elevato di dialetti consente di affrontare, nell'ultimo volume, alcune questioni evolutive generali e di proporre varie correzioni alla cartografia dialettale, abbozzando anche una classificazione delle lingue romanze che prescinde dai vecchi insiemi di raccolta con prefissi d'ispirazione sostratistica quali «ibero-, gallo-, italo-e daco-romanzo», abbandonati a favore di una visione che tiene conto di vicinanza geografica e interazioni storiche fra i vari sistemi. Appendice e consulenza fonetica Luciano Canepari.
Dialetti emiliani e dialetti toscani. Dialetti emiliani e dialetti toscani. Le interazioni linguistiche fra Emilia-Romagna e Toscana e con Liguria, Lunigiana e Umbria. Volume Vol. 1
Daniele Vitali
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2020
pagine: 458
"Questo corposo lavoro aggiunge un nuovo capitolo alla dialettologia italiana, nel mentre recupera gli elementi portanti di lunghi dibattiti, e viceversa sottolinea caratteri storicamente trascurati; costituisce inoltre un contributo tutt'altro che banale alla tipologia della mescolanza di lingue; sempre ricordando che tutte le lingue sono miste, ma che alcune lo sono di più" (dalla Prefazione di Luciano Giannelli). La frontiera regionale tra Emilia-Romagna e Toscana, grosso modo articolata lungo lo spartiacque appenninico, è al tempo stesso geografica, storica e linguistica, al punto che secondo vari autori la linea La Spezia-Rimini o La Spezia-Senigallia sarebbe il confine linguistico più netto di tutto il mondo romanzo. Tale idea sembra contraddire un'altra nozione tradizionale, quella di un «italo-romanzo» in cui far rientrare sia i dialetti dell'Italia Settentrionale sia quelli dell'Italia Centrale e Meridionale, comprese lingue minoritarie riconosciute da una legge dello Stato come ladino dolomitico, friulano e sardo. Per indagare e possibilmente risolvere questa contraddizione, Daniele Vitali propone di rivalutare il concetto di continuum che unisce fra loro tutti i dialetti romanzi, finché questi ultimi sono ancora studiabili perché non del tutto cancellati dalle lingue ufficiali. L'autore descrive i dialetti parlati lungo la Linea basandosi su registrazioni proprie o di collaboratori effettuate negli ultimi 20 anni e su una revisione critica della bibliografia disponibile. Le diverse descrizioni seguono una stessa struttura espositiva, così che risulta possibile valutare somiglianze e differenze non solo fra i dialetti parlati lungo il confine, ma anche fra questi e quelli dei rispettivi centri di riferimento, ossia i capoluoghi dell'Emilia e della Toscana settentrionale, nonché Genova e Perugia. L'aver descritto un numero elevato di dialetti consente di affrontare, nell'ultimo volume, alcune questioni evolutive generali e di proporre varie correzioni alla cartografia dialettale, abbozzando anche una classificazione delle lingue romanze che prescinde dai vecchi insiemi di raccolta con prefissi d'ispirazione sostratistica quali «ibero-, gallo-, italo-e daco-romanzo», abbandonati a favore di una visione che tiene conto di vicinanza geografica e interazioni storiche fra i vari sistemi. Appendice e consulenza fonetica Luciano Canepari.
Dialetti emiliani e dialetti toscani. Dialetti emiliani e dialetti toscani. Le interazioni linguistiche fra Emilia-Romagna e Toscana e con Liguria, Lunigiana e Umbria. Volume Vol. 4
Daniele Vitali
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2020
pagine: 261-XXVI
"Questo corposo lavoro aggiunge un nuovo capitolo alla dialettologia italiana, nel mentre recupera gli elementi portanti di lunghi dibattiti, e viceversa sottolinea caratteri storicamente trascurati; costituisce inoltre un contributo tutt'altro che banale alla tipologia della mescolanza di lingue; sempre ricordando che tutte le lingue sono miste, ma che alcune lo sono di più" (dalla Prefazione di Luciano Giannelli). La frontiera regionale tra Emilia-Romagna e Toscana, grosso modo articolata lungo lo spartiacque appenninico, è al tempo stesso geografica, storica e linguistica, al punto che secondo vari autori la linea La Spezia-Rimini o La Spezia-Senigallia sarebbe il confine linguistico più netto di tutto il mondo romanzo. Tale idea sembra contraddire un'altra nozione tradizionale, quella di un «italo-romanzo» in cui far rientrare sia i dialetti dell'Italia Settentrionale sia quelli dell'Italia Centrale e Meridionale, comprese lingue minoritarie riconosciute da una legge dello Stato come ladino dolomitico, friulano e sardo. Per indagare e possibilmente risolvere questa contraddizione, Daniele Vitali propone di rivalutare il concetto di continuum che unisce fra loro tutti i dialetti romanzi, finché questi ultimi sono ancora studiabili perché non del tutto cancellati dalle lingue ufficiali. L'autore descrive i dialetti parlati lungo la Linea basandosi su registrazioni proprie o di collaboratori effettuate negli ultimi 20 anni e su una revisione critica della bibliografia disponibile. Le diverse descrizioni seguono una stessa struttura espositiva, così che risulta possibile valutare somiglianze e differenze non solo fra i dialetti parlati lungo il confine, ma anche fra questi e quelli dei rispettivi centri di riferimento, ossia i capoluoghi dell'Emilia e della Toscana settentrionale, nonché Genova e Perugia. L'aver descritto un numero elevato di dialetti consente di affrontare, nell'ultimo volume, alcune questioni evolutive generali e di proporre varie correzioni alla cartografia dialettale, abbozzando anche una classificazione delle lingue romanze che prescinde dai vecchi insiemi di raccolta con prefissi d'ispirazione sostratistica quali «ibero-, gallo-, italo-e daco-romanzo», abbandonati a favore di una visione che tiene conto di vicinanza geografica e interazioni storiche fra i vari sistemi. Appendice e consulenza fonetica Luciano Canepari.
Il fenomeno lingua. Manuale informale di linguistica su italiano, dialetti e lingue europee
Daniele Vitali
Libro: Libro in brossura
editore: goWare
anno edizione: 2024
pagine: 276
L'italiano, i dialetti e le lingue straniere sono tutti aspetti del più globale "fenomeno lingua", un argomento che ci affascina e sul quale ognuno di noi ha le sue idee. Dagli anglicismi al linguaggio paritario, dal ruolo dell'italiano in Europa a quello delle lingue nazionali e minoritarie nell'era delle reti sociali, i temi di attualità non mancano, soprattutto adesso che in Italia c'è un governo che pensa di avere una politica culturale e della lingua. Tutto ciò in una situazione in cui la conoscenza della linguistica come scienza non è molto diffusa tra la popolazione, una lacuna che vizia il dibattito e contribuisce alla proliferazione di idee a volte un po' pittoresche. Non restava che rivedere la storia dell'italiano e delle lingue dei nostri vicini europei, cercando di divertirci, di sfatare un po' di luoghi comuni e di prendere finalmente consapevolezza del fatto che la lingua è anche una questione politica: sta a noi decidere se vogliamo trattarla in modo esclusivistico o pluralistico, nazionalistico o cosmopolita, populista o democratico.
Dialetti romagnoli
Daniele Vitali, Davide Pioggia
Libro: Libro in brossura
editore: Pazzini
anno edizione: 2016
pagine: 302
Dialetti Romagnoli: Alfonsine, Bertinoro, Calisese, Careste, Castel Bolognese, Castiglione, Cervia, Cesena, Cesenatico, Conselice, Faenza, Filo, Forlì, Forlimpopoli, Fusignano, Imola, Lavezzola, Lugo, Massa Lombarda, Ravenna, Rimini, San Marino, Sant'Agata, Santarcangelo, Sarsina, Serravalle, Sesto Imolese, Ville Unite.
Studi sulla media e tarda età del ferro nell'Italia settentrionale
Libro: Libro in brossura
editore: Ante Quem
anno edizione: 2005
pagine: 370
Fonologia del santarcangiolese
Giuseppe Bellosi, Daniele Vitali, Luciano Canepari
Libro: Libro in brossura
editore: Pazzini
anno edizione: 2012
pagine: 758
"Qualcosa di barbarico e irsutamente inedito" trovava Gianfranco Contini nel dialetto santarcangiolese delle poesie di Tonino Guerra, inedito perché mai prima di Guerra quel dialetto era stato utilizzato in poesia, e anche perché era privo di una significativa tradizione scritta.
Pronuncia russa per italiani. Fonodidattica contrastiva naturale
Luciano Canepari, Daniele Vitali
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2013
pagine: 200
L'approccio fonodidattico contrastivo adottato introduce in modo agile, non troppo specialistico, ma senza sacrificare il rigore scientifico, tutto ciò che serve sapere sulla pronuncia del russo d'oggi, per ottener buoni risultati nel capire i nativi e farsi capire da loro. I vari capitoli trattano differenti aspetti per le vocali, consonanti e intonazione; contiene anche un Minipronunciario d'oltre 3000 nomi propri e toponimi, e un capitolo con testi in trascrizione. Il tutto è dato nella pronuncia internazionale del russo, che è una forma semplificata, più conveniente nell'insegnamento/apprendimento. Ma ci sono anche capitoli dedicati alle caratteristiche native della pronuncia neutra, tradizionale e mediatica, con una precisione superiore a quella degli esperti nativi stessi, per una maggior efficacia.
Poeti petroniani del Duemila. Poesie in dialetto bolognese con versione italiana
Luigi Lepri, Daniele Vitali
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2015
pagine: 175
"Questo volume, che esce dopo oltre cinquant'anni dall'ultima antologia di composizioni in dialetto bolognese, raccoglie 25 fra i poeti e verseggiatori più conosciuti dell'area cittadina. L'esclusione da questa pubblicazione di altri autori non deve però essere interpretata come giudizio di merito: lo spazio disponibile non permetteva di andare oltre questo numero. Fatta quest'avvertenza, ci sembra che il presente lavoro possa dare un'idea di quel che c'è da leggere in versi, oggi, nel dialetto di Bologna e dintorni, dei risultati ottenuti e della strada eventualmente ancora da percorrere. Nella speranza che gli autori viventi continuino a produrre nuovi testi che possano ridar fiato al dialetto bolognese, creando nuovi autori e nuovi lettori." (Dalla prefazione e introduzione degli autori)
W. A. Mozart. Viaggio tra massoneria e illuminismo nella vita e nell'opera del primo antesignano della composizione pop
Daniele Vitali
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2017
pagine: 45
“Da un paio di anni ho riconosciuto nella morte il vero scopo della nostra vita, e di questa scoperta ne ho fatto uso nel farmi della morte un vero ottimo amico, cosicché la sua figura non solo non mi è più terrificante, ma riveste un aspetto di tranquillità e di consolazione. E ringrazio dunque il mio Dio che mi ha concesso la fortuna di darmi la opportunità – Lei mi comprende – di riconoscere in Lui la chiave per la nostra vera felicità“. In queste parole, Mozart racchiude, nella sua ultima lettera al padre, tutto il mistero che avvolge l’uomo e l’artista. L’appartenenza alla massoneria, l’amore-odio nei confronti della “voce illuminista”, la scomoda etichetta di “enfant prodige”, la morte prematura in circostanze mai del tutto chiare, fanno di Mozart uno dei personaggi più discussi e più amati della storia della musica. L’intera opera mozartiana attinge a piene mani da queste esperienze di vita e si colora a tratti di luminosità, a tratti di ombre, dipingendo un quadro di assoluta genialità e di costante sregolatezza. La musica di Mozart ha rappresentato da sempre il collante tra la purezza e la contaminazione, tra i sovrani e il popolo, tra la luce e le tenebre.

