Libri di E. Pocar
Casa di bambola
Henrik Ibsen
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2016
pagine: LIII-104
Per curare il marito, Nora in passato si è indebitata con un certo Krogstad. Per anni ha lavorato per pagare il debito, senza riuscire a liberarsene. Krogstad, che lavora nella banca di cui il marito di Nora è direttore, ricatta la donna perché gli ottenga una promozione. Quando il marito, che per altri motivi lo vorrebbe licenziare, viene a sapere tutto, si preoccupa solo della sua reputazione e rimprovera aspramente la moglie. La meschinità dell'uomo porta Nora a decidere di allontanarsi, per riflettere da sola su se stessa.
La notte di Lisbona
Erich Maria Remarque
Libro: Copertina morbida
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2015
pagine: 269
È il 1942 a Lisbona. Un uomo osserva attentamente una nave ancorata nel Tago, poco distante dalla banchina. Al vivo bagliore delle lampadine scoperte, sull'imbarcazione si sbrigano le operazioni di carico. Si stivano carichi di carne, pesce, conserve, pane e legumi. Come tutti i piroscafi che, in quei tumultuosi giorni del 1942, lasciano l'Europa per l'America, la nave sembra un'arca ai tempi del diluvio. Un'arca incaricata di porre in salvo una gran folla di disperati, di profughi inseguiti dalle acque fetide del nazismo che hanno inondato da un pezzo Germania e Austria, e già sommerso Amsterdam, Bruxelles, Copenaghen, Oslo e Parigi. Anche l'uomo che la contempla è un profugo, senza alcuna speranza, però, di raggiungere New York, la terra promessa. Da mesi i posti sulla nave sono esauriti e, oltre al permesso di entrata in America, all'uomo mancano anche i trecento dollari del viaggio. Sarebbe certamente destinato a perdersi e dissanguarsi nel groviglio dei rifiutati visti d'entrata e d'uscita, degli irraggiungibili permessi di lavoro e di soggiorno, dei campi d'internamento, della burocrazia e della solitudine, se la sorte non venisse in suo aiuto. Un uomo, che non ha l'aria di un poliziotto, lo approccia e in tedesco gli dice di avere due biglietti per la nave ancorata nel Tago. Due biglietti che non gli servono più e che è disposto a cedere gratis a una sola condizione: che il futuro possessore non lo lasci solo quella notte e sia disposto ad ascoltare la sua storia...
Tempo di vivere, tempo di morire
Erich Maria Remarque
Libro: Copertina morbida
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2017
pagine: 384
Russia, Seconda guerra mondiale. Ernst Graeber torna a casa. Dopo due anni di combattimenti ininterrotti, il suo reggimento è finalmente in licenza. Torna con tante domande e speranze in testa. Le domande vanno alla guerra. Per chi combattono adesso i soldati tedeschi? Per le SS, per la Gestapo, per i bugiardi e gli imbroglioni? Perché fanatici e assassini possano rimanere ancora un anno al potere? I russi avanzano e la guerra è ormai persa. Una guerra che li ha tenuti isolati in una condizione spaventosa, disumana e ridicola. Le speranze vanno alla casa. Alla colazione, che sua madre preparerà come al solito, stendendo una tovaglia a scacchi bianchi e azzurri e servendo in tavola miele, panini e latte caldo insieme col caffè. Al sole, che d'estate illumina i gerani sul davanzale. Quando finalmente giunge a Warden, tuttavia, niente è come Graeber ha immaginato. Dove un tempo c'erano file di case di legno dai tetti aguzzi si erge ora un groviglio di travi carbonizzate, resti di muri e mucchi di pietre sopra i quali stagna un fumo biancastro. La casa è stata rasa al suolo, i genitori dispersi. L'unico fiore che risplende in quella devastazione è Elisabeth Kruse, la ragazza che conosceva da bambino. È diventata una donna dalla bellezza irresistibile, Elisabeth, con gli occhi scuri e i capelli color mogano che le scendono sulle spalle in un'onda inquieta. Ha, però, un velo di malinconia nello sguardo. Suo padre, il primario Kruse, è stato denunciato e da quattro mesi è rinchiuso in un campo di concentramento, ed Elisabeth vive una coabitazione forzata con la signora Lieser, una fervente nazista che la tiene prigioniera nella sua stessa casa. Che cosa fare per liberarla? Che cosa fare per ritrovare i genitori e per ridare dignità a una patria umiliata da schiavitù e stragi, dalla totale mancanza di umanità?
Fame
Knut Hamsun
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 2002
pagine: 192
I solitari deliri e le tortuose riflessioni di un giovane scrittore errante nella vita urbana, accompagnato dalla sua inesorabile antagonista, la fame. Un romanzo che sta sulla soglia della grande letteratura del Novecento.
La cristianità ossia l'Europa
Novalis
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
"La Cristianità ossia l'Europa", pagine dal titolo già allora impossibile, redatte in poche settimane nell'autunno del 1799, e
Una casa di bambola
Henrik Ibsen
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1991
pagine: 190
Per curare il marito, Nora in passato si è indebitata con un certo Krogstad
Le lettere. Edizione accresciuta delle lettere inedite
Heinrich von Kleist
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2026
pagine: 516
Il carteggio di Heinrich von Kleist (1777-1811), giunto a noi come grande frammento, è una testimonianza straordinaria della s
Il fondamento della morale
Arthur Schopenhauer
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2005
pagine: 287
Presentato a un concorso bandito nel 1837 dalla Reale Società di Danimarca, questo saggio non solo non vinse il premio, ma venne decisamente riprovato dagli accademici danesi per le gravi offese recate a "parecchi grandissimi filosofi degli ultimi tempi": ossia Hegel, Fichte e Schelling. Cosa c'era che rendeva il saggio tanto inviso alla cultura del suo tempo? Probabilmente gli stessi motivi che nella seconda metà dell'Ottocento e poi nel Novecento lo resero tanto influente.
Lettere alla fidanzata
Heinrich von Kleist
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2010
pagine: 168
Di Heinrich von Kleist presentiamo il ciclo di lettere che scrisse alla fidanzata, Wilhelmine von Zenge, dal principio del 1800 al 20 maggio 1802, integrate da quelle che indirizzò alla sorella Ulrike e alla cugina Marie quand'era già determinato a morire. Non è possibile leggere questi documenti straordinari senza sentirsi trascinati dalla febbre di ricerca che agita il giovane irrequieto, senza partecipare alle sue continue insoddisfazioni, senza trepidare con lui ammirandolo e compiangendolo, giacché, come scrisse Thomas Mann, "Kleist sa metterci alla tortura... e far sì che gliene siamo grati". Se da queste testimonianze sentiamo emergere il suo desiderio d'amore, la sua invocazione d'aiuto, l'aspirazione a una pace che gli è negata; se assistiamo ai suoi tentativi per formulare, sotto la severa guida della ragione, un "piano di vita" attraverso cui realizzare il suo destino, e poi lo vediamo agitato e travolto da "una morbosa confusione di sentimenti", com'ebbe a dire, riprovando, Goethe, non possiamo non accorgerci che questo mondo di contrasti, di dubbi, di insanabili conflitti è il terreno dal quale nasceranno, come per un miracolo apparente, i suoi capolavori drammatici e narrativi, e che infine lo porteranno a darsi la morte.
La distruzione del tempio e le prime comunità cristiane
Lion Feuchtwanger
Libro: Copertina morbida
editore: Guaraldi
anno edizione: 2014
pagine: 273
Queste pagine sono fondamentali per comprendere, oggi, il cuore della cultura ebraica, il dramma di Israele prima e dopo la distruzione del Tempio; ma anche la nascita e la prima diffusione del cristianesimo, le strategie imperialiste dell'occidente (Roma come gli Usa, duemila anni più tardi...), la difficoltà di "gestire" politicamente tutto lo scacchiere medio-orientale.
L'ebreo di Roma
Lion Feuchtwanger
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2015
pagine: 383
Nella Roma di Vespasiano, Tito e Domiziano, crocevia di popoli e di culti, lo storico Giuseppe Flavio sperimenta tutta la difficoltà di essere un buon ebreo e un buon romano, proprio nel momento in cui l'impero entra in guerra contro le tribù ribelli della Giudea. Dopo averlo affrancato dalla condizione di schiavo, Vespasiano lo ha, non senza sarcasmo, invitato a raccontare la storia e le tradizioni ebraiche. Giuseppe scrive, diviso tra due mondi e sempre più coinvolto nella macchina del potere, mentre vede con angoscia il suo conflitto interiore riflettersi nei destini dei due figli, Simeone, nato dall'unione con una donna ebrea, e Paolo, figlio di una greca-egiziana. Per Lion Feuchtwanger, che scrive questo libro a metà degli anni Trenta, la narrazione storica è anche un modo per affrontare con lucidità le inquietudini dell'Europa alla vigilia della seconda guerra mondiale.

