Libri di Fabio Zanello
Frontiers. Il cinema horror franco-belga degli anni Zero
Libro: Libro in brossura
editore: Shatter
anno edizione: 2020
pagine: 190
'Na botta infame
Fabio Zanello
Libro: Copertina morbida
editore: Ortica Editrice
anno edizione: 2020
pagine: 122
Canto di ultrà, celerini, rapinatori, anonimi agenti di commercio e post-punk, questi versi varcano le dure esperienze del '77, gli anni '80 dell'eroina, gli anni '90 e 2000 della techno e dell'hip hop, dalle zone centrali alla periferia di Tor Bella Monaca. Una Roma trasformata in intrattenimento mistico, ode unica di materia e trascendenza, nel flusso di coscienza che corre come un rap tra quartieri alti e vite ai margini, in cui vita e morte, salvezza o perdita senza redenzione finiscono per coincidere.
Malcolm McDowell. Oltre «Arancia meccanica»
Libro
editore: Weird Book
anno edizione: 2025
pagine: 164
Christopher Lee. Il principe delle tenebre
Fabio Zanello
Libro: Copertina morbida
editore: Profondo Rosso
anno edizione: 2008
pagine: 190
Hanno rapito Gorbaciov
Fabio Zanello
Libro
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2003
pagine: 111
La storia di un gruppo di ragazzi romani che, in un agosto caldo e immobile, si muovono avventurosamente tra rave party, trattorie, attività politica e storie d'amore. Tutto procede finché non si diffonde una notizia che muterà il corso degli eventi: a Mosca qualcuno ha rapito Gorbaciov...
Sergio Leone. C'era una volta il West
Fabio Zanello
Libro: Libro in brossura
editore: Libreria Univ. Editrice
anno edizione: 2003
pagine: 112
Il cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari
Gordiano Lupi, Fabio Zanello
Libro
editore: Mondo Ignoto
anno edizione: 2006
pagine: 250
Enzo G.Castellari, già membro di una dinastia che tanto ha dato al cinema italiano come quella dei Girolami, è regista di polizieschi ("Il cittadino si ribella" e "Il grande racket"), di western ("Vado...l'ammazzo e torno e "Keoma"), di avventurosi ("L'ultimo squalo" e "Il cacciatore di squali"), bellici ("La battaglia d'Inghilterra") e postatomici ("1990: I guerrieri del Bronx"). Quentin Tarantino lo adora a tal punto che rifarà il suo "Quel maledetto treno blindato." Ora Castellari viene analizzato a fondo in questo volume sia con gli interventi critici di Franco Prono, Elisa Grando, Federico de Zigno, Domenico Monetti, Luca Pallanch, As Chianese e la redazione di "Buio in sala" che con le testimonianze di due suoi parenti come il regista Romolo Guerrieri e l'attore Enio Girolami e altri collaboratori come lo sceneggiatore Luigi Montefiori.
Il cinema di Sam Raimi
Fabio Zanello
Libro: Libro in brossura
editore: Il Foglio Letterario Edizioni
anno edizione: 2006
pagine: 160
«Da regista di culto nell'horror per la trilogia "Evil Dead", Sam Raimi si è progressivamente dimostrato negli anni un regista dal talento così inventivo e visionario da coniugare la classicità con il postmoderno negli altri generi cinematografici da lui affrontati: dal western ("Pronti a morire") al noir ("Soldi sporchi"), dal supernatural thriller ("The Gift") alla consacrazione definitiva con la fortunata saga di "Spider-Man" che oltre ad aver visualizzato l'umanesimo del fumetto Marvel, ha sancito un'autorialità immune alle costrizioni hollywoodiane. Il volume comprende saggi di Massimiliano Spanu, Luca Bandirali, Enrico Terrone, Fabio Zanello, Rebecca Dezzani, Laura Messina, Elisa Grando, Federico De Zigno, Domenico Monetti, Sabrina Negri, Michele Tosolini e Simona Giordano» (Fabio Zanello).
Il cinema di Shinya Tsukamoto
Andrea Fontana, Davide Tarò, Fabio Zanello
Libro: Libro in brossura
editore: Il Foglio Letterario Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 150
Esponente di spicco del cinema indipendente giapponese, Shinya Tsukamoto si è fatto conoscere al pubblico occidentale con il film cult Tetsuo, che ne riassume immediatamente le coordinate stilistiche e poetiche. Figlio del cinema di David Cronenberg e di David Lynch, Tsukamoto ha sviluppato un'idea di cinema fondata sul corpo come metafora fragile dell'essere umano. Attraverso film quali Tokyo Fist, Bullet Ballet, A Snake of June, Vital, e la trilogia su Tetsuo, Tsukamoto ha saputo ragionare in termini efficaci sul ruolo dell'individuo all'interno della società oppressiva contemporanea, sulle relazioni sempre più effimere tra le persone, sul ruolo del sesso nella gestione della propria esistenza, tutti temi affrontati all'interno del libro da firme autorevoli quali: Raffaele Meale, Edvige Liotta, Domenico Monetti, Lorenzo Leone, Enrico Carocci, Dario Tomasi, Michele Raga, Enrico Azzano, Matteo Boscarol e Massimiliano Spanu. Prefazione di Tom Mes.
Nero criminale. Il cinema di Pete Walker
Rudy Salvagnini, Fabio Zanello
Libro: Libro in brossura
editore: Profondo Rosso
anno edizione: 2024
pagine: 152
Cupo, inesorabile, compatto e sadico, conciso, febbrile, violento e sarcastico, il cinema sexy-thrilling & horror del regista inglese Pete Walker è pervaso da una furia iconoclasta che lo ha reso portavoce dell'horror politico.
Vivere e morire a Los Angeles di William Friedkin
Fabio Zanello
Libro: Copertina morbida
editore: Gremese Editore
anno edizione: 2022
pagine: 126
Quarta incursione di William Friedkin nel poliziesco metropolitano, il neonoir "Vivere e morire a Los Angeles" è stato considerato, fin dalla sua distribuzione, «un pionieristico esempio di avanguardia pop, capace di dialogare con il più raffinato audiovisivo del suo tempo, tanto dal punto di vista dei contenuti quanto da quello visivo. Un noir forse troppo colto per ambire a quel consenso generalizzato a cui doveva aspirare una forma d'arte per definizione minore come il cinema di genere». Adattamento cinematografico del romanzo di Gerald Petievich, agente federale, il film si è guadagnato negli anni uno status cultuale in buona .parte dovuto al cospicuo debito contratto nei suoi confronti da tutto il poliziesco successivo del cinema americano, soprattutto sul piano espressivo per i brani pop rock eseguiti dai Wang Chung nella colonna sonora, le adrenaliniche scene d'azione e la varietà cromatica della fotografia di Robby Múller. Con "Vivere e morire a Los Angeles" Friedkin tende ancora una volta a imporsi come uno degli -irregolari- del cinema americano, poiché nella sua poetica il poliziesco ha sempre svolto la funzione di una coordinata per definire l'ambiguità, e il labile confine fra bene e male.

