Libri di Francesco Bonami
Post. L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità sociale
Francesco Bonami
Libro: Copertina morbida
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 144
Da misteriosa sconosciuta da scrutare, scoprire e svelare, l'opera d'arte è diventata uno sfondo, un panorama, un accessorio alla nostra esperienza. Se in passato potevamo pensare di condividere l'esperienza dell'artista con la nostra esperienza di spettatore, oggi i protagonisti assoluti siamo noi. L'arte è ormai un punto di riferimento come altri. È diventata una qualunque tra le tantissime prove schiaccianti della realtà che utilizziamo per dimostrare che esistiamo, che ci muoviamo, che viaggiamo. Così molte opere d'arte contemporanea rimangono lì a guardare le nostre spalle, accettano di farsi usare e abusare. Si tratta di opere in cui l'arte ha deciso di rinunciare alla sua sacralità e alla sua aura per trasformarsi in gioco, illusione ottica, trucco. Oggi il museo è diventato una zona franca dove ogni cosa è permessa, dove tutto cambia la propria funzione. Cosa racconta questa rivoluzione della nostra società? Il mondo in cui viviamo sta cambiando. Le sue regole, i suoi codici, la nostra postura non saranno più gli stessi. E poiché l'opera di ogni artista è uno specchio dei mutamenti profondi che riguardano la vita di tutti i giorni, Francesco Bonami compie un viaggio attraverso l'arte che diventa sempre più autonoma dall'opera e si trasforma nello sfondo della nostra esistenza nella società.
Lo potevo fare anch'io. Perché l'arte contemporanea è davvero arte
Francesco Bonami
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2017
pagine: 176
Tutti, almeno una volta nella vita, davanti a un'opera di arte contemporanea abbiamo pensato: «Ma come! Questa non è arte! Lo potevo fare anch'io!». Eppure i critici ci assicurano che si tratta davvero di capolavori, e celebri collezionisti spendono cifre da capogiro per quadri che sembrano tele imbrattate. Che siano tutti impazziti? Francesco Bonami ci aiuta a capire cosa distingue un grande artista da uno pessimo, cosa ha fatto sì che Marcel Duchamp o Andy Warhol abbiano superato la prova del tempo. E se è senz'altro vero che nell'ultimo secolo l'arte si è evoluta al punto da essere quasi irriconoscibile, il lavoro di Bonami ci fa capire perché non è vero che potevamo farlo anche noi.
L'arte nel cesso. Da Duchamp a Cattelan, ascesa e declino dell'arte contemporanea
Francesco Bonami
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 135
Con l'autoironia che lo contraddistingue, Francesco Bonami, uno dei più brillanti critici d'arte internazionali, riprende il discorso avviato dieci anni fa in “Lo potevo fare anch'io” e ammette che, in fondo, tante opere alla cui vista restiamo sgomenti forse avremmo potute farle pure noi, e comunque, anche se le ha fatte qualcun altro prima, questo non significa affatto che si tratti di arte. Per concludere, provocatoriamente ma non del tutto, che l'arte contemporanea - che ha avuto inizio nel 1917 con l'orinale capovolto (Fontana) di Marcel Duchamp - oggi, a un secolo esatto, è giunta alla sua fine, e deve lasciare il posto a una nuova fase. E con che cosa si è conclusa? Con America, il cesso d'oro 18 carati di Maurizio Cattelan esposto nell'autunno 2016 al Guggenheim di New York, dove lo si può non solo ammirare ma persino usare. In questi cento anni, ci dice Bonami, abbiamo visto davvero di tutto, dagli artisti che sulla scia di Duchamp espongono un oggetto, a chi propone un concetto (come Una e tre sedie di Joseph Kosuth), a chi mostra un progetto, ovvero parole, disegni, grafici che vengono presentati come opere d'arte ma al momento sono semplici ipotesi in attesa di essere realizzate (come accade per esempio con Christo, ma non con Peter Fend, che in genere espone solo fantasiose e irrealizzabili ipotesi sul mondo, come cambiare i confini di certe nazioni o deviare il corso del Danubio). Tutti accomunati dall'intento di sorprendere. Attraverso una serie di racconti e riflessioni, l'autore ci mostra perché ora all'arte non bastano più solo idee che si rincorrono con l'obiettivo di essere una più rivoluzionaria dell'altra. E perché, provocazione dopo provocazione, la contemporaneità ha esaurito il suo potere di stupire. E conclude che, per tornare a essere utile, l'arte deve ritrovare la capacità d'inventare e narrare storie, recuperando quell'essenziale cocktail di ingenuità e genialità che è alla base della creatività umana. Un po' come fa Charles Ray, in polemica con l'astrazione del Novecento, con il suo bambino che gioca con una macchinina. «Il bambino di Ray non è semplice, ma è accessibile» scrive Bonami. «Qualsiasi persona di qualsiasi parte del mondo comprende quel gesto. L'oggetto, quale che sia nella mano del bimbo, diventa un universo di pensieri, l'inizio di una storia, di un viaggio che il bambino farà stando fermo quasi sdraiato per terra, praticamente senza muoversi. Ecco il destino dell'arte. Farci entrare in una storia, farci iniziare un viaggio senza doversi mai spostare.»
Fantastica. 18ª Quadriennale d'arte
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2025
pagine: 320
Fantastica è l’arte, per la sua capacità di dischiudere nuovi orizzonti, a tutte le latitudini e in tutte le epoche. Fantastica, nella sua valenza di verbo, è un’esortazione a riscoprire, oggi, la potenza del simbolico e la forza dell’immaginazione, anche quando la mente fatica a trovare spiragli, nel nostro quotidiano minato dall’affermarsi di modelli e stili di vita che ci hanno trasformato radicalmente negli ultimi venticinque anni, così come di fronte alle urgenze di un’attualità che non smette di esporci a vecchie e nuove paure. Il tema della mostra è l’arte italiana post Duemila, su cui cinque curatori sono stati invitati a una riflessione attraverso la proposta di un proprio progetto espositivo. Ciascuno di loro, nella propria singolarità e specificità, concentra lo sguardo su artisti giovani e mid-career, quasi tutti alla loro prima Quadriennale. I filoni di indagine riguardano i meccanismi dell’autorappresentazione; la figura dell’artista, e l’importanza per lui di affermare e mantenere la propria identità anche nella relazione con la committenza istituzionale; lo stato delle immagini, mai così pervasive ma forse mai così irrilevanti; il racconto del corpo umano, animale, meccanico – in un’incompiutezza che rivela potenzialità e aperture a nuovi sviluppi.
L'irrazionalpopolare. Da Bocelli ai Suv. Viaggio tra gli incomprensibili miracoli d'Italia
Francesco Bonami, Luca Mastrantonio
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: 287
Siamo passati dal nazionalpopolare irrisolto all'irrazionalpopolare attraverso una società dello spettacolo sempre più integrale, liberamente totalitaria, attivamente demagogica. L'avanguardia ha fatto scuola, la cattiva maestra e le sue assistenti sono le nuove muse. C'è informazione più che formazione, situazione e non circostanza, divertimento più che intendimento, de-costruzione e non invenzione. Di un cretino patentato con due apparizioni tv si dice "Guarda che non è uno stupido". Se diventa ospite fisso si dice "Bisogna dire che è bravo". Nell'irrazionalpopolare è bello ciò che piace senza un motivo. Anzi, è proprio la mancanza apparente di un motivo a rendere qualcosa incredibilmente più bella. E bello ciò che piace "agli altri come me" e senza un motivo apparente si prova a capire perché. Contribuendo alla crescita del suo successo. Per capire lo si penetra e se ne viene penetrati. Contagiati. Il bello, come il segnale della telefonia mobile, è tutto intorno a noi. Ed è anche dentro di noi, anche se non è nostro. La gara è con il tempo, a vivere ciò che crediamo bello, a fissarlo su un supporto tecnologico: attimo fermati perché voglio capire se sei bello. Novelli Faust incerti ma risoluti, ci basta una macchina fotografica digitale per catturare e riprodurre all'infinito quello che ci piace. Perché viviamo in una società dove regna un imperativo categorico di natura estetica: compiacersi.
Artista fallito. Sviste e interviste per la stessa rivista 1986-2012
Francesco Bonami
Libro
editore: Politi Seganfreddo Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 130
Andrea Zittel. Between art and life
Francesco Bonami, Alberto Salvadori
Libro: Libro con legatura in pelle o di pregio
editore: Mousse Magazine & Publishing
anno edizione: 2011
pagine: 184
Curator. Autobiografia di un mestiere misterioso
Francesco Bonami
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio
anno edizione: 2014
pagine: 144
Che cosa fa un curatore d'arte? E come lo si diventa? Quali sono le qualità che gli permettono di emergere? Francesco Bonami, tra i curatori più famosi al mondo, disegna in questo libro il percorso di una carriera. Che non è proprio come si potrebbe immaginare... Fu la mamma a informarlo nel 2003 che era diventato direttore della Biennale di Venezia. E una volta dovette addirittura inventarsi di sana pianta l'esistenza di un curatore per attrarre i pittori che mancavano a una mostra. Un viaggio continuo il suo - da Pechino a Johannesburg, dall'Armenia alla Polonia - per scovare nuove idee e suggestioni (la linfa vitale del curatore), tra vicende improbabili, incontri formidabili e problemi incontrollabili. Con scenari sempre nuovi: non solo la Biennale di Venezia, ma anche Manifesta, Site Santa Fe nel New Mexico, la prestigiosa Biennale del Whitney Museum e l'enigmatico ruolo di Manilow Senior Curator con i surreali weekend in compagnia dei finanziatori del museo di Chicago. Racconti, avventure e disavventure nel mondo dell'arte animano questo affascinante percorso, popolato da strani personaggi (collezionisti, galleristi, direttori di museo, artisti e non), sempre in bilico tra follia, genialità e (qualche volta) noia. Attraverso la sua storia personale, e togliendosi non pochi sassolini dalle scarpe, Bonami racconta la realtà (non le favole) sullo strano mestiere che si è "ritrovato" a fare per trent'anni.
Il Bonami dell'arte. Incontri ravvicinati nella giungla contemporanea
Francesco Bonami
Libro: Libro in brossura
editore: Electa
anno edizione: 2015
pagine: 125
Il titolo non tragga in inganno il lettore! Francesco Bonami non firma un manuale di arte contemporanea, non fa classifiche di merito né si erge a giudice sputasentenze. Non nasconde neppure il suo vero pensiero dietro a falsi pudori. Scrive ciò che pensa senza pretendere di avere ragione. Ma tanto è graffiante, talvolta spietato con gli altri, tanto sa essere ironico con se stesso. I suoi "incontri ravvicinati" sono brevi ritratti di personaggi che egli ha incrociato in qualità di curatore di mostre e di critico d'arte. Oltre sessanta protagonisti del panorama contemporaneo: Bonami racconta come li ha conosciuti, ricorda gli incontri/scontri, rivela le aspettative generate e non sempre soddisfatte, riconoscendo anche qualche abbaglio preso negli anni. Artisti, architetti, galleristi, collezionisti, mecenati: sono queste le bestie che popolano la giungla contemporanea che, scrive Bonami, "ricorda quella del Doganiere Rousseau, dove neppure le belve più feroci fanno paura. La giungla dell'arte più che pericolosa è fastidiosa, molti dei suoi abitanti non mordono, ma pungono come insetti. Ma, come una giungla, è anche misteriosa, affascinante, lussureggiante e lussuriosa. Nella mia vita l'ho attraversata come un esploratore, finché mi ci sono perso dentro diventandone parte."
Don't shoot the painter. Dipinti dalla UBS Art Collection. Ediz. italiana e inglese
Francesco Bonami
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2015
pagine: 272
Un omaggio alla pittura contemporanea attraverso oltre cento tra i maggiori capolavori della UBS Art Collection dagli anni '60 ad oggi. Pubblicato in occasione della mostra milanese, il volume documenta come quest'ultima si proponga di sancire il ruolo della pittura come punto di riferimento nell'arte contemporanea per artisti e pubblico attraverso le opere di una delle più grandi collezioni corporate a livello internazionale, la UBS Art Collection. La mostra ospita opere di 91 fra i maggiori artisti internazionali come John Armleder, John Baldessari, Jean-Michel Basquiat, Michaël Borremans, Alice Channer, Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Gilbert & George, Katharina Grosse, Damien Hirst, Alex Katz, Gerhard Richter, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, Mark Tansey e Christopher Wool, per citare solo alcuni nomi. Il catalogo è corredato da installation views che raccontano la mostra attraverso lo speciale allestimento ideato dal curatore in cui i visitatori hanno la sensazione di trovarsi all'interno di una insolita quadreria contemporanea di dipinti. Immaginando i quadri come fossero sospesi nello spazio museale, le pareti delle sale espositive sono coperte da fotografie che riproducono le sale della GAM come erano e come sono quando ospitano la collezione permanente del museo.
Colors. A book about a magazine the rest of the world
Francesco Bonami, Oliviero Toscani, Luciano Benetton
Libro
editore: Damiani
anno edizione: 2015
pagine: 240
Jean Michel Basquiat
Francesco Bonami
Libro: Copertina rigida
editore: 24 Ore Cultura
anno edizione: 2016
pagine: 192
Come ogni artista "maledetto", Jean-Michel Basquiat, scomparso nel 1988 a soli ventisette anni, è riuscito a costruire una leggenda attorno alla sua figura e alla sua arte. Sbucato fuori dalla metropolitana di Manhattan per approdare nelle più importanti gallerie del mondo, questo ragazzo-prodigio di origini haitiane è stato un personaggio fondamentale nella storia americana: perché capace di intrecciare - unico per quei tempi - l'energia urbana di New York con le sue radici africane, segnate dalla schiavitù e dalla diaspora. Nonostante il suo lavoro ricordi quello di un autodidatta, Basquiat possedeva una forte sapienza tecnica, e una profonda conoscenza di stili diversi che gli ha consentito di costruire un collage visivo unico, specchio dell'ibridismo della cultura contemporanea. Con oltre ottanta opere, la retrospettiva costituisce un appuntamento unico per approfondire la conoscenza di un artista tormentato, snodo fondamentale tra la modernità del dopoguerra e i nuovi orizzonti multiculturali, oggi al centro del dibattito artistico.

