Libri di Raffaele Manduca
Viaggio nella storia di Milazzo. Cinquanta episodi tra personaggi, curiosità e leggende
Pino Privitera
Libro: Libro rilegato
editore: Lombardo Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 184
Prefazione di Raffaele Manduca.
La stella e il mare. Racconti
Raffaele Manduca
Libro: Libro in brossura
editore: Pellegrini
anno edizione: 2024
pagine: 184
"La Stella e il mare" è una raccolta di una straordinaria intensità: tre lunghi racconti che disegnano un percorso dal mito alla storia. Un anticlimax di progressivo avvicinamento alla realtà che si sforza di conservare un impianto narrativo accattivante, coinvolgente e, a tratti, anche lirico, senza perdere forza e vigore di concetto e linguaggio. Nel primo racconto “in un tempo che ancora non era tempo” si consuma l’amore tragico fra il Mare e una stella lontana, Gemma, la più splendente della costellazione della Corona Boreale, che diventa per lui “la risposta al suo stesso esistere”. L’indifferenza delle cose è la storia di un uomo “malato di niente” che acquista consapevolezza, sulla scorta di Bertolt Brecht, che l’unica soluzione possibile, quando si è ormai esaurito tutto il novero dei possibili errori e dei fallimenti, è il nulla. Millenovecentocinque narra della strage, oggi quasi dimenticata, avvenuta a Grammichele, piccolo paese del centro della Sicilia, in occasione di una dimostrazione della Camera del lavoro agli inizi del Novecento: uno degli episodi più cruenti del periodo che ebbe una vastissima eco nella stampa nazionale e nelle aule parlamentari.
I disastri della guerra
Francisco Goya
Libro: Libro in brossura
editore: Il Grano
anno edizione: 2023
pagine: 140
Le tenebre che calano sulle fucilazioni del 3 maggio sono lo sfondo essenziale delle 82 acqueforti realizzate da Goya tra il 1810 e il 1820. Quella dei «Disastri», infatti, è una denuncia che certamente si radica nella tragicità delle guerre napoleoniche di primo Ottocento, ma è allo stesso tempo parte di un’elaborazione molto più intima e personale, scavo drammatico nelle sensibilità dell’animo umano che universalizza tempo e spazio. Un j’accuse che il pittore rivolge alle follie della società che precipita nel XIX secolo, alle sue bruttezze, alle sue storture, a tutte quelle bassezze rappresentate più volte con ironia feroce, con veemente scherno. «Los disastres de la guerra» abbandonano i toni del sarcasmo per far posto a un pennello simile al bisturi, che incide le carni mettendo a nudo i processi di disumanizzazione innescati certo dall’invasione francese della Spagna, dalla lotta patriottica, ma dolorosamente riferibili ai conflitti bellici di qualsiasi origine.
Restò solo voce
Raffaele Manduca
Libro: Libro in brossura
editore: Nulla Die
anno edizione: 2022
pagine: 180
Queste voci, questi silenzi, questi orizzonti, questi giorni sono figli della notte e dell’ombra; a lungo hanno combattuto con la solitudine e, quasi radendo il montare dell’onda, hanno fatto muro all’assenza. Ora, però, sono senza passato: non dicono ricordi, alcuna fattezza, nessun volto; appartengono solo a chi vorrà leggerli, specchio a qualsiasi occhio, riflesso di ogni sguardo. Raffaele Manduca insegna Storia moderna presso il DICAM dell’Università degli Studi di Messina. Tra le sue pubblicazioni La Sicilia, la Chiesa, la storia. Storiografia e vita religiosa in età moderna, 2012; Le chiese lo spazio gli uomini. Clero e istituzioni ecclesiastiche nella Sicilia moderna, 2009. Scrive per il quotidiano la Sicilia di Catania e coordina la pagina Facebook @costruirestorie, dove assieme a studenti e dottorandi si occupa di divulgazione di contenuti storici e letterari sui social media. "Restò solo voce" è la sua prima silloge poetica, anche se alcune sue liriche sono presenti in pubblicazioni antologiche in occasione di premi letterari cui ha partecipato.
Carlo Santacolomba. Un vescovo illuminato nella Sicilia del Settecento
Salvatore Bella
Libro: Libro in brossura
editore: Giambra Editori
anno edizione: 2019
pagine: 250
«Carlo Santacolomba, abbate di Santa Lucia del Mela, vescovo in partibus e poi anche vicario della diocesi di Lipari fino alla sua morte nel 1801 è un personaggio significativo e, per certi versi, costituisce paradigma di alcune importanti dinamiche attraversate dalla chiesa in Sicilia, in particolare quelle relative all’azione dell’alto clero siciliano, nell’ultimo quarto del Settecento e nei primissimi anni dell’Ottocento. Una figura complessa e ricca quella del sacerdote palermitano, prima curato di una delle più importanti parrocchie della capitale chiamato poi a reggere la più piccola circoscrizione ecclesiastica siciliana, una di quelle abbazie che costituiscono il retaggio dell’antica ripartizione ecclesiastica normanna destinata, dopo pochi anni dalla morte di Santacolomba, a subire sostanziali modifiche territoriali.» (Dalla Prefazione di Raffaele Manduca)
La Sicilia e l'inchiesta sui regolari di Pio IX. La diocesi di Caltagirone
Raffaele Manduca
Libro: Copertina morbida
editore: Ass. Zaleuco
anno edizione: 2011
Teoria dell'insurrezione
Jean-Paul Marat
Libro: Libro in brossura
editore: Il Grano
anno edizione: 2017
pagine: 158
Il sangue e la violenza hanno costituito, per molti, un naturale paradigma della grande rivoluzione, l'orizzonte di significato entro cui collocare le traiettorie giacobine e sanculotte dei suoi uomini più noti. In questa prospettiva Marat assurge ad archetipo e modello del rivoluzionario dall'animo feroce e spietato, quasi irrazionale, vendicativo. La riedizione degli scritti, tuttavia, pone un quesito sostanziale: Marat è, in fondo, esclusivamente l'uomo della dittatura, colui che invoca la necessità del triumvirato romano, che stringe sino a soffocare le libertà degli avversari, che si arrovella e sbraita, sguazzante tra i fumi e il cruor delle devastazioni rivoluzionarie? Di certo, il montagnardo lavora per la formazione di una solida opinione pubblica attraverso una stampa e una pubblicistica passionalmente a contatto con la più varia fiumana popolare. La severità delle espressioni impiegate deriva dal timore della prossima illusione, da un pensiero che alla rivoluzione nulla chiede se non il riconoscimento degli ideali sociali e dei diritti sanciti dalla déclaration. È la motivazione esistenziale che lo muove a presentarsi quale intransigente coscienza del popolo francese.