Libri di Furio Jesi
Germania segreta. Miti nella cultura tedesca del '900
Furio Jesi
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2018
pagine: 375
"Germania segreta" è il libro con cui Jesi inaugura, nel 1967, il suo originale cantiere di mitologo della modernità. Meditando sugli orrori del nazifascismo, egli affronta il problema della produzione di nuovi miti o delle rinascite, in forme distorte, delle immagini e dei racconti dell'antichità. Campo naturale d'indagine è la grande cultura tedesca fra Otto e Novecento: da Wagner a Mahler, da Nietzsche a Mann e Kafka, dall'Espressionismo a Brecht, Jesi esamina il rapporto inevitabile e complesso che l'artista intrattiene con un mito ormai estraneo a quel che un tempo era stato, ossia rivelazione gioiosa offerta alla coscienza collettiva. Nell'arte moderna, infatti, la fanciulla divina riappare nelle ambigue sembianze della femme fatale, la presenza opaca della morte domina l'immaginario della poesia mentre la città rivela una natura minacciosa e oppressiva. Accade allora che il poeta o il filosofo patiscano di persona, fino alla malattia, la loro vicinanza alle figure affascinanti e demoniache. In pagine che anticipano "Cultura di destra", l'analisi di Jesi si sposta poi dalla malattia alla colpa: è il caso dei teorici nazisti, divulgatori di un mito germanico posticcio, di immagini ipnotiche e mortifere.
Miti e misteri
Károly Kerényi
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2017
pagine: 384
Apparso per la prima volta nel 1951 nella collana einaudiana di studi etnologici cara a Cesare Pavese, “Miti e misteri” raccoglie quindici studi, frutto delle indagini sempre più approfondite e rivelatrici che Karoly Kerényi aveva condotto sull'antica religione ellenica, tentativo originale di valorizzare l'eredità classica per l'uomo contemporaneo. L'incontro con la «grande mitologia» aveva portato Kerényi alla scoperta dei temi mitologici fondamentali, di cui tutti i miti tramandati sino a noi sono altrettante variazioni; l'incontro con Jung ebbe a chiarire in lui i rapporti tra gli archetipi psichici e le immagini storicamente concrete della religione greca. In Kerényi, peraltro, la teologia diventa antropologia: la religione greca non vi appare come il frutto di una fantasia sfrenata o di una ingenuità «primitiva», né come il casuale confluire di elementi culturali disparati, ma come una risposta coerente e articolata al problema della presenza dell'uomo nel mondo.
La casa incantata
Furio Jesi
Libro: Libro in brossura
editore: Salani
anno edizione: 2011
pagine: 129
Tutti stanno già dormendo, ma Daniele stasera non riesce a prender sonno: dal suo letto scorge una strana luce proveniente dalla sala da pranzo. Chi può essere? Quando entra per controllare, all'improvviso il soffitto si alza, le pareti si allargano e i mobili, divenuti enormi, si popolano di personaggi bizzarri e misteriosi. Qualcuno cerca le ultime pagine di un libro dal titolo Il Vampiro Rosso. Ma chi è il Vampiro Rosso? Daniele, simpaticissimo eroe in pigiama, viaggerà nei meandri di una credenza e tra scomparti segreti, cassetti e bui cunicoli, condurrà l'oscura indagine con l'aiuto di un servizievole gorilla e conoscerà un mondo segreto abitato da esseri strani e meravigliosi, fino a scoprire il mistero delle pagine mancanti. Età di lettura: da 6 anni.
Il tramonto dell'Occidente
Oswald Spengler
Libro: Libro in brossura
editore: Longanesi
anno edizione: 2008
pagine: 1600
Immensa costruzione ideologica e mitologica, in cui una grande congerie di dati è ordinata in modo da costituire una struttura ciclica della storia, l'opera di Spengler ebbe una ricezione imprevedibilmente ampia. Dall'introduzione di Stefano Zecchi: "Tutto ciò che passa è soltanto un simbolo, dice Spengler ricordando un verso del Faust, che ritorna come un leitmotiv wagneriano in "Il tramonto dell'Occidente". Ma anche, aggiunge, il movimento dell'esistere e del conoscere ha un significato se ha un valore simbolico. Spengler riabilita così i concetti di simbolo e destino che la cultura moderna ha deriso e avvilito, credendo di poterli sostituire con quelli di segno e progresso, più funzionali alla filosofia analitica e al controllo tecnico-scientifico dell'esistenza. Ma questo non significa che "Il tramonto dell'Occidente" possa essere letto come una tradizionale reazione allo spirito dell'Illuminismo, anche se proprio a questa interpretazione deve il suo grande successo".
I quaderni di Malte Laurids Brigge
Rainer Maria Rilke
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2014
pagine: 256
Sei anni di incessante lavoro precedono l'uscita del libro, nel 1910, e dieci anni di "siccità" artistica la seguono. Sorta di romanzo-diario autobiografico in cui il protagonista, alter ego di Rilke, annota sogni, incubi, reminiscenze dell'infanzia e meditazioni sulla morte, Malte è la testimonianza artistica, e per molti aspetti rivoluzionaria, di una tormentosa condizione umana: quella dell'artista chiuso nella propria interiorità che, in una Parigi trasognata e allucinata, sperimenta la solitudine e la paura, la miseria ma anche l'ansia di Dio. Libro che riesce a tradurre in parola gli eventi infimi e impercettibili come anche l'orribile e il terribile, il "Malte" si colloca sulla soglia della modernità letteraria: prova sconcertante della crisi del romanzo ottocentesco, precorre la narrativa esistenzialista del secondo dopoguerra. Introduzione, traduzione e note di Furio Jesi.
Cultura di destra
Furio Jesi
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2011
pagine: 240
"Che cosa vuol dire cultura di destra?" chiede un intervistatore a Furio Jesi nel 1979. È "la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare nel modo più utile, in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l'iniziale maiuscola". Originale mitologo della modernità, Jesi dedica gli studi qui raccolti a individuare le matrici sotterranee, il linguaggio e le manifestazioni delle "idee senza parole" della cultura di destra otto-novecentesca; e lo fa smascherandone i luoghi comuni, le formule e le parole d'ordine che alludono a un nucleo mitico profondo e inconoscibile, ma fondante e modellante, cui fanno riferimento i principi ricorrenti di Tradizione, Passato, Razza, Origine, Sacro. Un "vuoto" da riempire di materiali mitologici, manipolati dalla propaganda politica di destra per legittimare il suo potere e gli ordinamenti sociali dominanti. Da questa prospettiva, Jesi indaga gli apparati linguistici e iconici sottesi al fascismo e al neofascismo, al nazismo e al razzismo, penetra nelle pieghe dell'esoterismo di Julius Evola e del lusso retorico dannunziano, attraversa le pagine di Liala e Pirandello. Questa nuova edizione di un libro ancora attualissimo è corredata da tre inediti e un'intervista.
Kierkegaard
Furio Jesi
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2001
pagine: 227
L'esperienza di Soren Kierkegaard cosituisce uno dei punti problematici del pensiero e della religiosità moderni. Kierkegaard denunciò in termini di eccezionale rigore la crisi dell'uomo occidentale, del cristiano in particolare, dinanzi alla filosofia e alla religione, e della stessa denuncia fece uno strumento didattico destinato a giungere in profondità per la sua durezza. In questo libro l'autore ha inquadrato storicamente il lungo prcesso in cui è radicata la posizione di Kierkaard dinanzi all'Illuminismo e al Romanticismo.
Timore e tremore
Søren Kierkegaard
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 192
In «Timore e tremore» Kierkegaard tenta di rispondere all'angoscioso dilemma della rinuncia, il sacrificio richiesto dalla religione: la dimensione del silenzio e dell'assurdo pieno di solitudine e di sofferenza della fede, che «comincia là, appunto, dove la ragione finisce». Raccontando la storia di Abramo e la paradossalità del sacrificio del figlio Isacco che gli viene chiesto da Dio, Kierkegaard mostra la radicalità dell'atteggiamento religioso. Una rassegnazione infinita e un credere nell'assurdo che inducono l'autore a porre il problema del rapporto dell'individuo con il tempo e la realtà, e a sviluppare l'idea dell'unione di necessità e libertà, di finito e infinito, realizzata nell'io.
Esoterismo e linguaggio mitologico. Studi su R. M. Rilke
Furio Jesi
Libro
editore: D'Anna
pagine: 316
Bertolt Brecht. In appendice: Origine del teatro
Furio Jesi
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2025
pagine: 204
Quando pubblica questa monografia per la serie “Il Castoro” nel 1973, Jesi ha già mostrato una profonda affinità con l’opera di Bertolt Brecht. Nel 1969 aveva dedicato la parte centrale di uno dei suoi libri più noti, Spartakus, all’analisi di Tamburi nella notte, lo stesso dramma che aveva diretto e interpretato anni prima nel teatro improvvisato di una cantina torinese. Inoltre, aveva tenuto al Teatro Stabile di Torino un’importante lezione sulle “Origini del teatro”, qui riprodotta in appendice: partendo dalla concezione brechtiana dell’attore che “cambia se stesso”, Jesi risaliva fino alle rappresentazioni rituali primordiali e alla ripetizione teatrale, sacra e collettiva, di eventi mitici che “salvano dai dolori della storia”. Dunque, il confronto con la produzione teorica, la drammaturgia e la tecnica registica di Brecht configura uno dei fili rossi della ricerca jesiana: un laboratorio di pensiero da cui emergono l’idea della rivolta come “sospensione del tempo storico” – il cardine su cui ruoterà la cruciale definizione della “macchina mitologica” nel Tempo della festa – e la messa in discussione del ruolo dell’artista nella cultura dominante borghese (o, potremmo chiosare, “di destra”). Al centro del discorso risalta infatti la drammatica posizione dell’intellettuale che “si impegna nella lotta di classe solo nella misura in cui può verificare la possibilità del contributo del suo ‘mestiere’”: una rigorosa autocritica accomuna così il drammaturgo e il mitologo, rendendo i testi qui riproposti ancora più illuminanti per la comprensione di entrambi.
Verità e menzogna-La nascita della tragedia-La filosofia nell'età tragica dei greci
Friedrich Nietzsche
Libro: Libro in brossura
editore: Newton Compton Editori
anno edizione: 2018
pagine: 352
Prima di Nietzsche la visione del mondo greco era quella lasciataci in eredità dal Rinascimento: un ideale irraggiungibile di serenità, armonia, «bellezza». Dietro questi aspetti, che Nietzsche indicò come «apollinei», il grande pensatore tedesco intuì l'altro polo di quella grande civiltà: quello notturno, «barbarico», che nei riti dedicati a Dioniso celebrava la potenza irrefrenabile degli istinti. Nelle opere che presentiamo Nietzsche espone e sviluppa questa sua concezione, destinata ad avere un'enorme influenza su tutta la nostra cultura.
Letteratura e mito
Furio Jesi
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 272
Questa nuova edizione include un saggio inedito di Furio Jesi: Il mito «padrone di sempre». Nel 1968, incoraggiato da un lettore come Italo Calvino, Jesi consegnava alle stampe quello che possiamo oggi definire un vero classico della letteratura saggistica. Un’idea mitologica, diceva Kerényi, somiglia al bocciolo di un fiore: capace di schiudersi e svilupparsi, racchiude anche e forma in sé un mondo. Letteratura e mito contiene non solo i primi studi jesiani su Rilke, o anticipa, nelle pagine sulla dimensione collettiva delle mitologie, il tema politico di Spartakus, ma custodisce già nel titolo l’espressione compiuta di un’inimitabile maniera compositiva. Inserendo direttamente gli «elementi mitici fra il materiale letterario», Jesi riunisce in un nucleo coeso e organico le figure di Cesare Pavese, di Novalis e Hoffmann, o di Ezra Pound, colto nel suo contegno parodico di fronte al mito; scrivendo infine il suo capolavoro, offre nel saggio sul romanzo di Apuleio la cifra abbreviata e luminosa della sua stessa opera.


