Libri di Marcello Pezzetti
Solo il dovere oltre il dovere. La diplomazia italiana di fronte alla persecuzione degli ebrei 1938-1943
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2019
pagine: 239
“Nostra politica mira a difendere purezza della nostra stirpe ed a rafforzare negli italiani (,) che hanno conquistato un Impero in Africa (,) quella profonda coscienza di razza che è essenziale ai grandi popoli colonizzatori (.)” (Indicazioni del Ministero degli Affari Esteri all'ambasciata di Tokio, 1938) “sono stati ‘eliminati' mediante l'impiego di gas tossico” (Giuseppe Pièche, generale, 1942) “Nessuno dei deportati ha mai dato segno di vita, e si ritiene che siano stati in gran parte soppressi.” (Guido Romano, console generale a Vienna, 1943) “Sulla sorte ad essi riserbata... non possono nutrirsi molti dubbi.” (Dino Alfieri, ambasciatore a Berlino, 1943) “hanno ormai solo gli occhi per piangere.” (Roberto Venturini, console di Skopje, 1943).
L'inferno nazista. I campi della morte di Belzec, Sobibor e Tteblinka
Marcello Pezzetti
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2023
pagine: 224
«Con gli ebrei - lo voglio dire chiaro e tondo - dobbiamo farla finita in qualche modo. (...) Io parto dall'aspettativa che loro spariscano. Devono sparire. (...) Miei signori, devo pregarvi di armarci contro considerazioni di pietà. Dobbiamo sterminare gli ebrei ovunque si trovino e ovunque sia possibile in qualche modo» Discorso del Governatore Generale Hans Frank a Cracovia Seduta del governo, 16 dicembre 1941. «Dove mi trovo? All'inferno, un inferno popolato di diavoli. Aspettiamo la morte che può arrivare in ogni momento, nel migliore dei casi fra qualche giorno. E come premio per qualche giorno di sopravvivenza dobbiamo sporcarci le mani aiutando quei banditi nel loro lavoro. No, non possiamo farlo!» Chil Rajchman, Sopravvissuto al campo della morte di Treblinka.
Il farmacista del ghetto di Cracovia
Tadeusz Pankiewicz
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2023
pagine: 262
Quando in un quartiere periferico di Cracovia viene creato d’autorità il ghetto ebraico, il 3 marzo 1941, Tadeusz Pankiewicz ne diventa suo malgrado un abitante. Pur senza essere ebreo, infatti, gestisce l’unica farmacia del quartiere: contro ogni previsione e contro ogni logica di sopravvivenza, decide di rimanere e di tenere aperta la sua bottega, resistendo ai diversi tentativi di sgombero, agli ordini perentori di chiusura e trasferimento. Rimarrà anche quando il ghetto verrà diviso in due e in gran parte sfollato, quando diventerà sempre più difficile giustificare la necessità della sua presenza. Grazie a questa sua condizione anomala, coinvolto ed estraneo allo stesso tempo, Pankiewicz diventa una figura cardine del ghetto: si fa testimone delle brutalità del nazismo, fedele cronista dei fatti e silenzioso soccorritore, cercando in tutti i modi di salvare la vita e, quando impossibile, almeno la memoria delle migliaia di ebrei del ghetto di Cracovia. Mescolando il rigore della ricostruzione e la delicatezza del ricordo, Tadeusz Pankiewicz ci restituisce la sua versione di questa grande tragedia, raccogliendo le storie di chi ha subito impotente la "soluzione finale" e le storie di chi ha invece provato a reagire: i disperati tentativi di resistenza armata, la ricerca del cianuro di potassio come extrema ratio in caso di cattura, le fughe attraverso le fogne cittadine... "Il farmacista del ghetto di Cracovia" racconta tutta l’assurdità di un momento storico in cui il capriccio del caso decise il destino di molti, ma anche l'incredibile resilienza degli esseri umani di fronte all'orrore. Come dice un cliente a Pankiewicz: "Dottore, mi dica: come mai ci sono così pochi pazzi in giro dopo tutto quello che la gente ha dovuto sopportare? Possono le cellule grigie del nostro cervello reggere così tanto dolore?".
For this I lived. My life at Auschwitz-Birkenau and other exiles
Sami Modiano
Libro: Libro in brossura
editore: Università La Sapienza
anno edizione: 2022
pagine: 160
Sami Modiano è rimasto in silenzio, senza raccontare la sua vita, la sua esperienza, il suo lungo viaggio attraverso il Novecento. Come poter dare voce a un dolore così profondo? La perdita di un'intera famiglia, la cancellazione della comunità ebraica di Rodi dalla faccia della terra? Con l'applicazione delle leggi razziali viene improvvisamente considerato un diverso, si sveglia da bambino come tanti e va a dormire come un ebreo. Da qual momento nulla sarà più come prima. Finisce ad Auschwitz Birkenau dove perde tutti i suoi affetti più cari. Rimane solo al mondo ma non conosce i linguaggi dell'odio e della violenza: riesce a sopravvivere per costruirsi una nuova vita accompagnato da sua moglie Selma. Una coppia straordinaria tenuta insieme dall'amore per vita. Diversi decenni dopo la voce di Sami è diventata una testimonianza preziosa, unica, a partire da una domanda che l'autore si è tenuta dentro per lungo tempo e attraversa le pagine del volume: «Perché sono tornato vivo? Perché proprio io?». Questo libro che è uscito in italiano dal 2013 in varie edizioni e ristampe, oggi finalmente in inglese consegna la lettura di una straordinaria testimonianza a un vasto pubblico internazionale. Una storia di dolore e distruzione, ma anche un segno di speranza per chi è riuscito a raccontare e a far diventare la parola un seme di pace e di solidarietà, un percorso di conoscenza e cultura.
Noi, bambine ad Auschwitz. La nostra storia di sopravvissute alla Shoah
Andra Bucci, Tatiana Bucci
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2020
pagine: XIX-133
"Per combattere la paura, ci siamo immerse nell'assurda quotidianità di Birkenau cercando così di sopravvivere". 28 marzo 1944: la famiglia Perlow, ebrei di Fiume, viene arrestata e deportata ad Auschwitz-Birkenau. Sopravvissute alle selezioni, le due sorelle Tatiana, di sei anni, e Andra, di quattro, insieme al cuginetto Sergio, vengono internate in un Kinderblock, il blocco dei bambini destinati alle più atroci sperimentazioni mediche. Ad Auschwitz-Birkenau vennero deportati oltre 230.000 bambini e bambine da tutta Europa; solo poche decine sono sopravvissuti. Questo è il drammatico racconto di due di loro.
Razza e ingiustizia
Antonella Meniconi, Marcello Pezzetti
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
anno edizione: 2018
pagine: 228
Questo libro nasce dall'iniziativa congiunta del Consiglio Superiore della Magistratura e del Consiglio Nazionale Forense, con la partecipazione del Senato della Repubblica e dell'Unione delle Comunità Ebraiche. Nel 2018 si compie l'ottantesimo anno dell'emanazione delle leggi antiebraiche, "leggi abominevoli" secondo le parole di Piero Calamandrei. Leggi che costituirono la più grave lacerazione dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico e dello Stato di diritto. Il complesso tema del rapporto tra i giuristi e la normativa antiebraica è al centro del volume, che raccoglie, fuori da ogni retorica, testimonianze, riflessioni storiche, documenti e immagini, nonché prospettive di ricerca. Si approfondisce così il ruolo dei giuristi nella formazione delle leggi antiebraiche, l'approccio estensivo o restrittivo che i magistrati adottarono nell'interpretazione e nell'applicazione delle stesse norme, le zone d'ombra, le adesioni opportunistiche e compromissorie alle posizioni antisemite del regime, così come gli sprazzi di luce gettati da coloro che si contrapposero ai principi discriminatori affermati nei provvedimenti e le conseguenze che la promulgazione della normativa razziale ebbe per gli avvocati e i magistrati ebrei italiani.
Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto
Marcello Pezzetti
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2015
pagine: XVIII-453
Più di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell'ebraismo italiano. Dal mondo di prima, l'infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. E poi l'occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. Complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio italiano: oltre 9000 persone. Nella quasi totalità dirette ad Auschwitz. Ma chi erano gli ebrei italiani? All'inizio degli anni Trenta erano circa 45 000 persone; le comunità più consistenti erano quelle di Roma (oltre 11 000), Milano, Trieste, Torino, Firenze, Venezia e Genova. Comunità, in generale, fortemente integrate nel tessuto sociale del Paese, a tal punto che dopo la liberazione solo un'esigua minoranza dei sopravvissuti scelse, a differenza degli ebrei di altre nazionalità, di vivere altrove. Un mosaico di testimonianze che ha sui lettori un effetto dirompente proprio grazie al fittissimo intreccio di ricordi, traumi, sogni, rabbia, smarrimento, sensi di colpa, e persino speranza, dopo il ritorno alla vita.
1938. La storia
Sara Berger, Marcello Pezzetti
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2017
pagine: 192
"Io sono andato via dall'Italia perché... avrebbe dovuto chiedermi scusa. Non l'ha fatto. Mai. Nessuno m'ha chiesto scusa, non l'ho mai visto in nessun giornale. L'Italia non mi ha protetto, anzi mi ha perseguitato, per tanto tempo. Non in maniera tedesca, ma mi ha sempre perseguitato. Io ero un cittadino di serie b, c, d, z. Non posso sentirmi del tutto italiano, perché m'hanno detto per tutti questi anni che sono ebreo. Non sono italiano, sono ebreo." (Martino Godelli)
16 ottobre 1943. La razzia
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2017
pagine: 191
16 ottobre 1943: una data impressa nella memoria, uno degli avvenimenti più drammatici della storia della città di Roma, dell'Italia e del mondo intero. Questa data, nella quale più di mille ebrei residenti a Roma subirono il rastrellamento da parte di unità tedesche, viene ricordata con una mostra che riporta proprio questa data: “16 ottobre 1943. La razzia".
La razza nemica. La propaganda antisemita nazista e fascista
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2017
pagine: 192
“In Europa l'antigiudaismo tradizionale, basato soprattutto su motivazioni religiose, non sparisce con l'emancipazione degli ebrei, ottenuta faticosamente nel corso dell'800 dopo secoli di emarginazione, ma si trasforma, Da un lato, gli ebrei diventano quasi ovunque cittadini come i cristiani; dall'altro, questa loro integrazione suscita sospetto e ostilità, soprattutto con la nascita dei nazionalismi in tutto il continente. La possibile loro assimilazione è vista come una minaccia per l'esistenza stessa della nazione, Essi incominciano a essere considerati come "stranieri", una vera e propria "nazione nella nazione", con una tradizione culturale pericolosamente "diversa", responsabili del dilemma del progresso e della temuta "modernità", È vissuta come drammatica la partecipazione di molti di essi ai movimenti liberali e socialisti. così come la capacità di adattarsi all'industrializzazione dei vari paesi in cui vivono, Queste nuove motivazioni trasformano il tradizionale odio "antigiudaico" in una nuova forma di avversione, più profonda e complessa, che viene definita "antisemitismo."
Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto
Marcello Pezzetti
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 490
Più di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell'ebraismo italiano. Dal mondo di prima, l'infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. E poi l'occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. Complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio italiano: oltre 9000 persone. Nella quasi totalità dirette ad Auschwitz. Ma chi erano gli ebrei italiani? All'inizio degli anni Trenta erano circa 45 000 persone; le comunità più consistenti erano quelle di Roma (oltre 11 000), Milano, Trieste, Torino, Firenze, Venezia e Genova. Comunità, in generale, fortemente integrate nel tessuto sociale del Paese, a tal punto che dopo la liberazione solo un'esigua minoranza dei sopravvissuti scelse, a differenza degli ebrei di altre nazionalità, di vivere altrove. Un mosaico di testimonianze che ha sui lettori un effetto dirompente proprio grazie al fittissimo intreccio di ricordi, traumi, sogni, rabbia, smarrimento, sensi di colpa, e persino speranza, dopo il ritorno alla vita.