Libri di Maria Teresa Girardi
Le cose buone e vere. Lettere di un maestro e di un giovane poeta (1953-1982)
Carlo Betocchi, Giovanni Raboni
Libro: Libro in brossura
editore: Interlinea
anno edizione: 2024
pagine: 580
Nella primavera del 1953 Giovanni Raboni risulta vincitore di un concorso di poesia della cui giuria fa parte Carlo Betocchi. La circostanza della premiazione, a Roma, segna l'inizio di un rapporto stretto e duraturo fra l'allora ventunenne milanese e l'autorevole poeta toscano. Il fitto scambio epistolare, finora inedito, che lo documenta permette di seguire da vicino il cammino lungo la «difficile strada» della poesia nel quale Betocchi accompagna il giovane corrispondente, in un confronto franco e mai formale. Il configurarsi come prezioso testimone di un fervido laboratorio poetico non esaurisce il valore del carteggio, assicurato altresì dall'ampiezza di orizzonte e dalla costante tensione morale di una nobile conversazione che spazia dalle vicende personali e familiari alla realtà culturale e storica dell'Italia contemporanea fino alle grandi questioni esistenziali e spirituali sulle quali si interrogano i due interlocutori.
Ripartendo da Vittoria Colonna (e dintorni). Il contributo femminile alla lirica cinquecentesca
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2024
pagine: 180
Il progetto, di antica data, da cui è venuto alla luce il presente volume nasceva dall'esigenza di riconsiderare il vistoso fenomeno della produzione lirica femminile, a partire dall'esperienza fondativa di Vittoria Colonna, sia in se stesso, nella sua specificità, che all'interno dell'evoluzione del linguaggio lirico lungo il secolo XVI, e, più in generale, all'interno della cultura letteraria nell'età del petrarchismo. A tale esigenza, ancora valida e, per così dire, rilanciata dal progredire degli studi sull'argomento negli anni recenti, rispondono i saggi qui raccolti, disposti lungo un itinerario che muove dalla figura e dall'opera della marchesa di Pescara per esplorarne i 'dintorni', alla ricerca di una possibile 'funzione Colonna' nella storia della lirica medio-cinquecentesca.
Dal «mondo scritto» al «mondo non scritto». Studi di letteratura italiana per Eraldo Bellini
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2021
pagine: 168
Da Torquato Tasso a Italo Calvino, dalle novità dei moderni tardorinascimentali al 'classicismo' del prosatore novecentesco: i sei saggi qui riuniti, che raccolgono gli Atti della prima Giornata di studi per Eraldo Bellini (15 febbraio 2019), percorrono coerentemente la traccia indicata dalle ricerche dell'amico e collega che si è voluto ricordare. Posto al principio, quasi a rappresentare la meta delle indagini, verso il presente, apre il volume Italo Calvino lettore di Galileo, indagatore inquieto dei rapporti tra le 'due culture' in nome di una letteratura «alla ricerca della saggezza». Gli succede il grande cantiere della Roma primosecentesca, con i saggi dedicati all'Accademia dei Lincei e alla scuola galileiana, qui rappresentata dal matematico Benedetto Castelli. A fianco, formatesi in un unico organismo culturale, troviamo le maggiori voci legate alla Compagnia di Gesù, Agostino Mascardi e Sforza Pallavicino, con il loro aristotelismo non dogmatico e, soprattutto, con il loro classicismo letterario, sensibile e al contempo critico verso le novità in ambito retorico, poetico e storiografico. Proprio al papa poeta, Maffeo Barberini, è dedicato il contributo successivo, che, a partire da inediti epistolari, offre significative novità sulla storia della 'letteratura barberiniana', da retrodatarsi rispetto all'elezione del 1623. Il saggio conclusivo, analizzando una disputa svoltasi a metà secolo nell'Accademia romana degli Umoristi, misura la tenuta del messaggio di Tasso nell'ambito della scrittura storica, con un allargamento oltre la poesia che indica la portata e le conseguenze delle riflessioni tassiane intorno alla validità della parola, tra vero, verisimile, finto e falso. Chiudendo il cerchio, nell'eterno confronto tra 'parole' e 'cose', si torna così al titolo del volume, che, citando Calvino, ricorda motivi ben presenti al lavoro di Eraldo Bellini, fedele a un'idea di letteratura che non rinunci a guidare dal «mondo scritto» al «mondo non scritto».
L'arte compiuta del viver bene. L'oratoria sacra di Cornelio Musso (15 11-1574)
Maria Teresa Girardi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2012
pagine: 232
Esercitata a partire dai primi anni trenta del Cinquecento da diversi pulpiti d'Italia, particolarmente nella Roma farnesiana di Paolo III, poi ancora di Pio IV e del giovane Carlo Borromeo, l'oratoria sacra in lingua volgare del conventuale piacentino Cornelio Musso (1511-1574), vescovo di Bitonto e padre conciliare, inaugura la storia moderna di tale genere che, lasciati definitivamente alle spalle modi e forme della predicazione medioevale, ancora vivi per certi aspetti in quella quattrocentesca, si ispira, fiduciosa nelle risorse della parola eloquente, ai grandi modelli della retorica classica e patristica. Sollevandosi alla dimensione della letterarietà, l'esperienza oratoria del dotto francescano umanista, formatosi a Padova tra Aristotele e Bembo, segna la strada sulla quale si sarebbero incamminati il più celebre 'discepolo' Francesco Panigarola e, sulle sue orme, i rappresentanti della rigogliosa stagione dell'oratoria sacra secentesca. Questo volume prende in esame, da una prospettiva prevalentemente retorico-letteraria, il corpus delle prediche di Cornelio Musso, due delle quali vengono proposte, con funzione di esempio, in prima edizione moderna, nell'intento di dare ragione del carattere di novità e del grado di responsabilità culturale, oltre che spirituale, di cui erano portatrici entro la temperie storica degli anni contigui al Concilio di Trento.
Tasso e la nuova «Gerusalemme». Studio sulla Conquista e sul Giudicio
Maria Teresa Girardi
Libro
editore: Edizioni Scientifiche Italiane
anno edizione: 2002
pagine: 288
Il sapere e le lettere in Bernardino Tomitano
Maria Teresa Girardi
Libro
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 1994
pagine: 266
Configurati come resoconto delle conversazioni occorse nella casa di Sperone Speroni all'indomani della sua elezione a 'principe' dell'Accademia degli Infiammati, i "Ragionamenti della lingua toscana" (1545 e 1546), poi "Quattro libri della lingua toscana" (1570) di Bernardino Tomitano, una tra le figure eminenti nello Studio padovano di metà Cinquecento, costituiscono il tentativo di raccogliere le molteplici questioni relative alle arti del dire in una sintesi organica avente al centro il grande tema del rapporto tra sapienza ed eloquenza. Facendo propri gli insegnamenti dei classici e del Bembo, rimeditati alla luce delle avanguardie intellettuali padovane, il Tomitano li ordina in una summa che aspira a offrirsi come punto di riferimento teorico e normativo al letterato volgare moderno, documento vivo della complessità culturale del maturo Rinascimento veneto.