Libri di Stefano Pivato
I comunisti mangiano i bambini. Storia di una leggenda
Stefano Pivato
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2015
pagine: 184
Lo slogan più fortunato della propaganda anticomunista viene coniato nel contesto della battaglia che nel Novecento la politica conduce in merito all'infanzia e al suo controllo: fra Chiesa e Stato laico ancora a fine Ottocento, fra organizzazioni cattoliche e comuniste nel secondo dopoguerra. Una battaglia fatta di notizie false, come quella della deportazione di migliaia di bambini siciliani in Urss durante la guerra, di manifesti truculenti, di evocazioni che fanno appello a timori ancestrali e finiscono per costruire l'efficace spauracchio dell'"orco" comunista.
L'ossessione della memoria. Bartali e il salvataggio degli ebrei: una storia inventata
Marco Pivato, Stefano Pivato
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2021
pagine: 104
Nel 2013 Gino Bartali viene riconosciuto dallo Yad Vashem come Giusto fra le nazioni: da dopo la sua morte, infatti, si racconta che fra il 1943 e il 1944 “Ginettaccio”, già vincitore di due Giri d'Italia e un Tour de France, abbia collaborato alla rete clandestina che consentì a molti ebrei di sfuggire alla deportazione. È una delle storie simbolo della Giornata della Memoria, eppure, secondo gli autori, non è solo storicamente infondata: è palesemente falsa. Alla fine del Novecento si è avviato un processo che oggi sembra compiuto: il divorzio fra storia e memoria. La ricostruzione del passato non è più compito esclusivo degli storici, ma si affida a memorie ripescate a distanza di decenni, a voci di seconda o terza mano, al sentito dire; le informazioni false, grazie alla rete, si rincorrono fuori dal ritmo prudente e meditativo della storia. E così, secondo gli autori, può succedere che la favola del campione coraggioso che usa la sua bicicletta per salvare vite diventi, nell'immaginario degli italiani, una realtà.
Finalmente le ali!
Maurice Leblanc
Libro: Libro in brossura
editore: Elliot
anno edizione: 2020
pagine: 87
Due coppie di parigini, Guillame e Madeleine con Pascal e Régine, decidono di compiere un tour in bicicletta tra Bretagna e Normandia. Via via che si allunga la distanza tra loro e Parigi, i quattro iniziano a respirare una sensazione di libertà mai provata, e tutte le regole borghesi della capitale perdono valore. Diventa chiaro anche che c'è qualcosa di fallimentare nel loro assortimento, e finiscono - dopo qualche esitazione e non senza attriti e gelosie - per cedere a uno scambio di coppia dalle conseguenze imprevedibili... Giudicato all'epoca scandaloso per i temi e il linguaggio libertino, "Finalmente le ali"! è il primo canto d'amore in letteratura per la bicicletta, simbolo di libertà e di emancipazione.
Storia sociale della bicicletta
Stefano Pivato
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2019
pagine: 256
Indispensabile nella vita contemporanea, strumento di svago e di lavoro, simbolo di libertà: la bicicletta ha 150 anni e non li dimostra. Ci ha accompagnato dentro la prima modernità industriale, ha cambiato lo stile di vita di uomini e donne. Una marcia vincente ma non priva di ostacoli: ai suoi inizi essa infatti parve un attentato alla pudicizia femminile, una minaccia alla dignità dei sacerdoti cui ne fu proibito l’utilizzo, persino un incentivo alla criminalità, dando luogo a dibattiti accaniti e grotteschi. Una storia straordinaria, che attraversa tutte le vicende del Novecento, dalle guerre alla Resistenza, alla ricostruzione che s’incarnò nei trionfi di Coppi e Bartali, per giungere ai giorni nostri che vedono ormai nella bicicletta il mezzo d’elezione della nuova sensibilità ambientalista.
Sia lodato Bartali. Il mito di un eroe del Novecento
Stefano Pivato
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2019
pagine: 156
"Sia lodato Bartali": in questi termini un quotidiano plaude, il 24 luglio 1948, alla vittoria di Gino Bartali al Tour de France. Quel titolo suona oggi ironico, ma allora era assolutamente privo di scherno perché rivolto a un personaggio oggetto di una venerazione quasi religiosa. Proprio per questo il trionfo in terra francese assunse il sapore di un evento miracolistico che, secondo una vulgata largamente diffusa, avrebbe sdrammatizzato la rivoluzione nella quale l'Italia rischiava di precipitare dopo l'attentato al leader comunista Palmiro Togliatti. Singolare davvero è la storia di Gino Bartali proclamato nel 2018 cittadino onorario di Israele per aver contribuito, durante la Seconda Guerra Mondiale, a salvare centinaia di ebrei. Nella seconda metà degli anni Trenta il ciclista fu al centro di una vera e propria beatificazione da parte del mondo cattolico che attorno alla sua figura creò il mito del «magnifico atleta cristiano» contrapponendolo all'eroe sportivo muscolare del fascismo. Nel dopoguerra Bartali contese a Fausto Coppi il primato della popolarità e la rivalità fra i due campioni si alimentò anche di motivi politici: al Bartali «cattolico e democristiano» le folle contrapposero il Coppi «comunista». Un vero e proprio duello politico e sportivo: a colpi di Guerra Fredda e di pedale.
Storia dello sport in Italia
Paul Dietschy, Stefano Pivato
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2019
pagine: 280
L’elevatissimo indice del consumo di sport in Italia ha pochi paragoni. Il libro racconta le origini di questa particolarità partendo dalle origini del fenomeno, la seconda metà dell’Ottocento, per arrivare ai nostri giorni. Dalla cultura del corpo coltivata per difendere i confini della patria il libro passa ad analizzare la nascita del divismo sportivo negli anni Trenta e la funzione dello sport come strumento del consenso durante il fascismo. Nel dopoguerra lo sport diventa strumento di riscatto di una nazione uscita in macerie dal conflitto: la conquista del K2 o le vittorie di Coppi e Bartali risarciscono il sentimento nazionale. Dagli anni Settanta e Ottanta lo sport accompagna i nuovi miti di una nazione proiettata nel lancio del Made in Italy: la vittoria della nazionale di calcio ai mondiali del 1982, i trionfi della Ferrari o le imprese di Azzurra paiono certificare l’inserimento dell’Italia nel novero delle economie più avanzate.
Sia lodato Bartali. Il mito di un eroe del Novecento
Stefano Pivato
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2018
pagine: 159
"Sia lodato Bartali": in questi termini un quotidiano plaude, il 24 luglio 1948, alla vittoria di Gino Bartali al Tour de France. Quel titolo suona oggi ironico, ma allora era assolutamente privo di scherno perché rivolto a un personaggio oggetto di una venerazione quasi religiosa. Proprio per questo il trionfo in terra francese assunse il sapore di un evento miracolistico che, secondo una vulgata largamente diffusa, avrebbe sdrammatizzato la rivoluzione nella quale l'Italia rischiava di precipitare dopo l'attentato al leader comunista Palmiro Togliatti. Singolare davvero è la storia di Gino Bartali proclamato nel 2018 cittadino onorario di Israele per aver contribuito, durante la Seconda Guerra Mondiale, a salvare centinaia di ebrei. Nella seconda metà degli anni Trenta il ciclista fu al centro di una vera e propria beatificazione da parte del mondo cattolico che attorno alla sua figura creò il mito del «magnifico atleta cristiano» contrapponendolo all'eroe sportivo muscolare del fascismo. Nel dopoguerra Bartali contese a Fausto Coppi il primato della popolarità e la rivalità fra i due campioni si alimentò anche di motivi politici: al Bartali «cattolico e democristiano» le folle contrapposero il Coppi «comunista». Un vero e proprio duello politico e sportivo: a colpi di Guerra Fredda e di pedale.
Il Touring Club Italiano
Stefano Pivato
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2006
pagine: 180
Grazie all'introduzione, nel 1907, del riposo festivo obbligatorio prendono avvio delle attività ricreative e un mezzo popolare come la bicicletta sostituirà sulle strade del Grand Tour le carrozze e i cavalli della aristocrazia europea e degli stranieri. Protagonista non secondario di queste profonde metamorfosi è il Touring Club Italiano (all'origine Touring Club Ciclistico Italiano) che, fondato nel 1894 da Luigi Bertarelli, asseconda il processo di appropriazione del turismo da parte degli italiani. Un atteggiamento di valorizzazione e tutela del nostro patrimonio artistico che caratterizza l'associazione anche nel secondo dopoguerra e, con identità di stile, la contraddistingue tuttora.
L'isola dei sentimenti. Tipi, stereotipi e immagini in Romagna tra '800 e '900
Stefano Pivato
Libro
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2000
pagine: 136
Sentimenti e quotidianità in una provincia in guerra. Rimini 1940-1944
Stefano Pivato
Libro: Libro in brossura
editore: Maggioli Editore
anno edizione: 1995
pagine: 151
Sentimenti e quotidianità in una provincia in guerra.
Movimento operaio e istruzione nell'Italia liberale
Stefano Pivato
Libro
editore: Franco Angeli
anno edizione: 1986
pagine: 184
Al limite della docenza. Piccola antropologia del professore universitario
Stefano Pivato
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 119
Il quaranta per cento di quanti si iscrivono all'università italiana non arriva a concludere il corso di laurea. Si tratta di una mortalità che non ha riscontri in altri paesi. Le cause invocate per spiegare questa anomalia sono molteplici: ci sono quanti chiamano in causa la mancanza di orientamento fornito dalle scuole superiori, e quanti invocano invece le scelte sbagliate degli studenti. Nessuno ha mai indagato, neppure in forma interrogativa, le eventuali responsabilità dei docenti universitari e la loro scarsa inclinazione alla "missione" didattica. La lezione di don Lorenzo Milani non sembra aver fatto breccia nelle aule universitarie. Ad accrescere la distanza nel rapporto fra docenti e studenti è anche la particolare mentalità del professore universitario. Se Claude Lévi-Strauss resuscitasse, avrebbe non poca materia per aggiornare il suo Pensiero selvaggio senza bisogno di inseguire i miti di terre lontane ma concentrando la sua attenzione sulla composita umanità del mondo accademico. Il volume di Stefano Pivato ne analizza nevrosi, tic e comportamenti nel tentativo di delineare una vera e propria antropologia del docente universitario italiano. Ne emerge il ritratto di una tribù alla quale è demandato il compito di preparare la classe dirigente del futuro.

