Libri di Paolo Simoncelli
Storia moderna. Dalla formazione degli Stati nazionali alle egemonie internazionali
Alberto Aubert, Paolo Simoncelli
Libro
editore: Cacucci
anno edizione: 2001
pagine: 928
Il nostro Sic
Rossella Simoncelli, Paolo Simoncelli
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2013
pagine: 360
C'era una volta, tra la spiaggia con gli ombrelloni e la campagna dove si può imparare a guidare il trattore, un'officina piena di attrezzi e un pugno di bambini a cui piaceva andare forte con le minimoto. E tra questi ce n'era uno che voleva sapere il perché di tutte le cose, che amava il modo di correre di Eddie Lawson e Valentino Rossi e sognava di diventare un giorno come loro. E poi c'era un ragazzino che passava i pomeriggi a capire come funziona un motore, che la domenica cantava in macchina con babbo e mamma andando alle gare con la moto nel baule, che in trasferta all'estero si portava la piadina per le grigliate tutti insieme a fine gara e che cercava di far ubriacare le ragazze straniere su viale Ceccarini ma non sempre gli andava bene. E un giovane uomo che sulla moto ci stava un po' stretto ma che amava vincere. Non solo in pista ma anche a calcetto, a beach-volley, sugli sci, a biliardino, ovunque ci fosse della bagarre. E che aveva scelto una ragazza e quattro amici, sempre gli stessi, e cantava "Siamo solo noi" perché gli piaceva Vasco Rossi, ma anche "O surdato 'nnammurato" e "Like A Rolling Stone". Un guerriero che con la squadra giusta sapeva fare miracoli e se c'era da prendersi a torte in faccia non si tirava mai indietro. Oltre duecento foto a colori, documenti di pista, memorabilia e scritti inediti. I primi giri in minimoto, le serate con gli amici, i rally: quattordici QR Code con video rari e divertenti. E un coro di trenta voci per raccontare Marco.
Affioramenti protonazionalisti nella cultura fiorentina di metà '500. Da Cristofano Rinieri a Francesco Salviati e oltre
Paolo Simoncelli
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2022
pagine: 124
Un mercante di tradizione repubblicana, Cristofano Rinieri, dopo la fine della Repubblica e dell'assassinio del primo duca di Firenze, Alessandro de' Medici, diventa un apprezzato 'tecnico fiscale' del 'nuovo' ducato mediceo, all'interno delle cui istituzioni ricoprirà cariche viepiù importanti; non è chiamato ad abiurare la sua antica fede politica: la 'deideologizza' in nome del servizio allo Stato. Un noto pittore, Francesco Salviati, tornato a Firenze dalla Roma farnesiana, nel 1539, in occasione delle nozze di Cosimo I de' Medici con Eleonora di Toledo, rifiuta di portare a compimento il 'quadro' «dove l'Imperatore mette la corona ducale in capo al duca Cosimo» e dove avrebbero dovuto figurare anche «l'arme del castellano [spagnolo] della fortezza [di Firenze]». Nell'ottobre 1543, grazie alle premure del Rinieri e d'altri, proprio Salviati riceve l'ambita committenza ducale degli affreschi della Sala dell'Udienza in Palazzo Vecchio. Gli affreschi di una parete proiettano quella deideologizzazione nelle allegoriche indicazioni di una acquisita 'indipendenza' fiorentina dagli Asburgo (appena occorsa col recupero, in mano medicea, delle fortezze di Firenze e Livorno, «ceppi della Toscana»); le allegorie sono desunte da suggestioni e moniti tratti dalla più repubblicana delle opere di Machiavelli: i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio. Un duca, Cosimo de' Medici, non più 'tiranno' dopo aver recuperato da Carlo V le chiavi di quei «ceppi della Toscana», diventa l'artefice della riconosciuta 'indipendenza' statuale (che va a contrapporsi alla strumentale 'libertà' invocata dall'oligarchia antimedicea in esilio per rivendicare una propria guida politica del ducato e continuare a godere dei privilegi di casta contro la rigorosa uniformazione del procedere legislativo dello Stato). E' un'indipendenza che potenzialmente acquisisce contorni non più solo municipali ma nazionali, secondo quanto già propugnato da Machiavelli: vanamente durante il pontificato di Leone X, pericolosamente e sfortunatamente durante la prima fase del pontificato di Clemente VII, infine concretamente, ora, grazie a un 'Principe'-redentore (non più un papa) comunque mediceo: Cosimo I. Sono anni di riforme dello Stato, di suturazione delle lacerazioni ideologiche occorse tra Repubblica e Principato; di 'consenso'. Tutte circostanze che profilano dunque la nuova immagine del duca: non 'tiranno' che ha soffocato la Repubblica, ma 'principe giusto' che proprio dalla piaga mai rimarginata delle ininterrotte 'dissensioni civili' che avevano connotato la precedente vita politica traeva legittimazione quale 'inveratore' della Repubblica. Confortata dall'opera di storici, letterati e artisti coevi, la nuova immagine del ducato mediceo di Cosimo non indica più 'fratture' ideologiche ma 'consequenziali' passaggi istituzionali. Almeno fino a che, terminate le 'guerre d'Italia', pulsioni classiche e colpi di coda oligarchici non tenteranno di dar nuovamente corpo (e armi) al fantasma di Bruto. La reazione medicea allora sarebbe stata spietata: non solo giudiziaria, anche terroristica. E fors'anche iconografica. Paolo Simoncelli si diletta di ricerche storiche. Per i nostri tipi ha pubblicato Antimedicei nelle "Vite" vasariane (2016); La Repubblica fiorentina in esilio. Una storia segreta, vol. I, La speranza della restaurazione della Repubblica (2018; di cui è prossima l'edizione del II volume, L'istituzione della Repubblica in esilio); Cagli, De Libero, "La Cometa". Censure e manomissioni dagli anni '30 (2020).
Renzo De Felice. La formazione intellettuale
Paolo Simoncelli
Libro
editore: Le Lettere
anno edizione: 2001
pagine: 468
La lingua di Adamo. Guillaume Postel tra accademici e fuoriusciti fiorentini
Paolo Simoncelli
Libro: Libro in brossura
editore: Olschki
anno edizione: 1984
pagine: 186
La normale di Pisa. Tensioni e consenso (1928-1938)
Paolo Simoncelli
Libro
editore: Franco Angeli
anno edizione: 1998
pagine: 208
Il volume ricostruisce le vicende del primo decennio di vita della Scuola Normale di Pisa, fino alle leggi razziali del '38, muovendo dunque dalle sue origini moderne, dalla riorganizzazione fattane da Gentile con l'appoggio personale di Mussolini, per costituirla "semenzaio degli educatori per le classi dirigenti della nuova Italia". La Normale assurse allora ad emblema dello stretto rapporto che si volle tra sistema scolastico e vita nazionale; la sua rifondazione culturale e anche logistica poteva dunque non aversi "nel momento del totale rinnovamento fascista della vita nazionale". L'Appendice è dedicata agli anni 1944-49.
Storia moderna. Dalla formazione degli Stati nazionali alle egemonie internazionali
Alberto Aubert, Paolo Simoncelli
Libro: Libro in brossura
editore: Cacucci
anno edizione: 2021
pagine: 494
Profili di storia moderna. Dalla formazione degli Stati nazionali alle egemonie internazionali
Alberto Aubert, Paolo Simoncelli
Libro
editore: Cacucci
anno edizione: 2003
pagine: 524
L'ultimo premio del fascismo. Marino Moretti e l'Accademia d'Italia (Firenze, 21 aprile 1944)
Paolo Simoncelli
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2005
pagine: 104
Fuoriuscitismo repubblicano fiorentino 1530-1554. Volume Vol. 1
Paolo Simoncelli
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2006
pagine: 384
Nel 1530 la fine politico-militare della Repubblica fiorentina determina la sanguinosa restaurazione medicea: per la prima volta in Italia nell'età moderna, prende corpo un fenomeno vasto di emigrazione politica con esponenti di un'oligarchia cittadina che il nascente Stato assoluto esclude progressivamente. La ricerca indaga nelle passionalità, corruzioni e ambiguità del fuoriuscitismo antimediceo nel suo dipanarsi spesso segreto fra intrighi, spie, assassinii politici laddove si fosse pronti ad accogliere, strumentalizzare, tradire questi esuli. Questo primo volume offre un profilo d'insieme di un movimento repubblicano ancora in gran parte ignoto nei suoi confini ideologici, e nelle sue estreme aspirazioni politiche.
Tra scienza e lettere. Giovannino Gentile (e Cantimori e Majorana)
Paolo Simoncelli
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2007
pagine: 184
Giovannino Gentile (1906-1942), figlio del filosofo Giovanni, è stato uno dei primi fisici teorici italiani. Allievo della Normale di Pisa dove si legò di amicizia fraterna a Delio Cantimori, entrò nel '28 all'Istituto romano di fisica diretto da Orso Mario Corbino. Legato da allora ad Ettore Majorana da un'amicizia profonda, avviò ricerche sull'atomo che rimangono nella storia della grande fisica nucleare. Con Majorana e Cantimori coltivò discipline letterarie e filosofiche dando vita ad un sodalizio epistemologico e politico progressivamente distante da quello della fisica romana guidato dagli "sperimentalisti" Fermi e Rasetti. Insieme testimoniarono esplicitamente il tortuoso percorso politico giovanile fascista, tra entusiasmi e dubbi, antisemitismo e antirazzismo. Il volume ricostruisce il tracciato biografico, politico e scientifico, del giovane scienziato attraverso una ricca documentazione da cui si chiariscono anche le polemiche innescate da Sciascia in merito alla malavita universitaria gestita da Enrico Fermi nelle vesti di un improbabile "padrino". Ma la documentazione prodotta offre ulteriori elementi per far luce sulla misteriosa fine di Majorana.
L'epurazione antifascista nei licei. Cronache di una controversa «ricostruzione»
Paolo Simoncelli
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2009
pagine: 376
Il volume affronta il conto da saldare all'alta cultura italiana espressasi durante il fascismo nelle due Accademie, d'Italia e dei Lincei. Nei panni dei "contabili", Benedetto Croce ed altri esponenti del liberalismo e dell'azionismo italiano, gestiscono un'epurazione tutt'altro che imparziale. Tra incongruenze, contraddizioni e ipocrisie profonde, vengono così pubblicamente condannati alla "radiazione" i massimi rappresentanti della cultura italiana in ogni campo del sapere: da Santi Romano a Giorgio Pasquali, da Giancarlo Vallauri a Giuseppe Bruni. Il metro di giudizio per far parte dei Lincei è diventato politico; non più aver offerto alla comunità internazionale indiscussi contributi scientifici, ma come ci si è politicamente comportati durante il fascismo. Il nuovo assetto dell'alta cultura italiana si presenta alla vita del dopoguerra nascondendo quindi deturpazioni e ferite profonde mai prima d'ora conosciute, svelate da un'ampia documentazione inedita che viola la consegna del silenzio politicamente imposta e culturalmente accettata.

