Antenore
Padri. Petrarca e Boccaccio nella poesia del Trecento
Paola Vecchi Galli
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2012
pagine: 120
Passione veronese
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2012
pagine: 169
Uno dei documenti più interessanti dell'antico volgare veronese la "Passione veronese" è un testo in prosa composto nella prima metà del Trecento. La sua marcata fisionomia linguistica, tale da renderlo uno dei documenti più interessanti dell'antico volgare veronese, attirò ben presto l'attenzione di uno studioso quale Adolfo Mussafia che ne auspicò più volte la pubblicazione. Una prima trascrizione, meritoria ma costellata di errori, fu data alle stampe nel 1872 dal canonico Giuliari, e fu garbatamente ripresa dallo stesso Mussafia. Se ne offre ora il testo critico corredato da introduzione, illustrazione delle fonti e commento linguistico. Lo studio, oltre a valorizzare gli aspetti di carattere linguistico evidenziando alcuni passaggi dell'opera non privi di vigore espressivo, ha fatto emergere una messa a punto redazionale delle diffuse 'harmoniae evangelicae' (composizioni medioevali in cui venivano fuse le pericopi di tutti e quattro i Vangeli) e ha permesso di individuare una trama di autori medioevali (S. Bonaventura, Pier Damiani, la Glossa ordinaria) che le conferiscono una non scontata originalità.
Epitome: Spagna. Il geografo come filosofo
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2012
pagine: 87
La paternità del 'Papiro di Artemidoro': storia di un falso moderno. Del testo in lingua greca che qui viene presentato si è cominciato a parlare fra i papirologi nei primi anni Novanta, quando il manufatto apparteneva a un collezionista tedesco; nel 1998 Gallazzi e Kramer pubblicarono una prima dettagliata descrizione dell'oggetto che fu ritenuto risalente a un'epoca che va dal I secolo a.C. al I d.C e attribuito ad Artemidoro. Lo storico dell'arte Salvatore Settis ha altresì sostenuto l'autenticità del papiro. Lo studio di Canfora mette in luce in modo essenziale dei dati di fatto che impongono invece le due seguenti conclusioni: a) il cosiddetto papiro di Artemidoro è un falso moderno, costruito ovviamente con materiali antichi; b) l'autore del falso è Costantino Simonidis (1820-1890 circa). A giudizio di Canfora, occorre considerare due questioni. La prima è che il papiro non può essere di Artemidoro, come ritengono Gallazzi e Kramer, poiché lo impediscono una lingua greca molto lontana dagli usi e dal lessico propri del II/I secolo a.C. e diverse contraddizioni fattuali che possono essere spiegate solo alla luce di evoluzioni posteriori delle conoscenze geografiche. La seconda questione è che la cronologia del testo è molto tarda ed è incompatibile con il fatto che quello si trovi su un rotolo di papiro, una forma di libro che fu presto soppiantata dal codice di pergamena.
Lettere a Cristina di Lorena
Galileo Galilei
Libro: Libro con legatura in pelle o di pregio
editore: Antenore
anno edizione: 2012
pagine: 224
La "Lettera a Cristina" è uno dei testi centrali della riflessione di Galileo sul rapporto tra scienza e fede; essa mette a confronto il libro della natura e il libro sacro sul rapporto mobilità-immobilità, centralità-non centralità di terra e sole, mostrando la singolarità dei due libri e dimostrando che non è pertinente leggere i caratteri della natura mediante il testo della Bibbia. La lettera è stata scritta da Galileo nel 1615; viene portata a stampa solo un ventennio dopo, nel 1636, presso gli Elzevier a Strasburgo, ed è accompagnata in parallelo dalla traduzione latina di Elia Diodati. Della Lettera abbiamo, accanto alla princeps, oltre una sessantina di esemplari manoscritti, un numero triplo rispetto a quelli sin qui noti. La storia del testo, il censimento dei manoscritti e i loro rapporti con la stampa hanno fornito i criteri per l'edizione critica. Essa è fondata sulla princeps, e fornisce in apparato le lezioni di una prima redazione individuata dal curatore nell'Archivio di Stato di Firenze, e di un testimone di una redazione posteriore, con edizioni autografe, conservata presso l'Accademia romana dei Lincei.
Quaderni per la storia dell'Università di Padova (2011). Volume Vol. 44
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2012
pagine: 388
Figure della diligenza. Costanti e varianti del Tasso lirico nel Canzoniere Chigiano L VIII 302
Davide Colussi
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2011
pagine: XXI-436
Dalle "rime sparse" al canzoniere amoroso, uno studio sulla lingua lirica del Tasso negli anni della reclusione. Negli anni di reclusione ferrarese a Sant'Anna, Torquato Tasso lavora assiduamente, come mai in altre stagioni della sua vita, al progetto di sistemare in maniera organica parte della sua sparsa produzione di rime. Il presente studio offre un'analisi linguistica e stilistica a largo raggio del frutto più notevole di questa rielaborazione, il canzoniere amoroso raccolto nel manoscritto autografo Chigiano L VIII 302, dove Tasso viene trascegliendo e correggendo componimenti editi seriandoli con altri scritti per l'occasione. Dall'indagine si ricava un quadro della lingua lirica tassiana tanto nelle sue costanti formali quanto nelle varianti, d'ordine specialmente sintattico e metrico, cui è sottoposta negli anni della maturità.
Giovanni Battista Ramusio «editor» del «Milione». Trattamento del testo e manipolazione dei modelli. Atti del seminario di ricerca (Venezia, 9-10 settembre 2010)
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2011
pagine: LII-172
Il libro di Marco Polo, conosciuto sotto i titoli Milione, Descrizione del Mondo, Libro delle meraviglie, è consegnato a tradizioni non omogenee, per lingua e posizione storica. Pur disponendo di simili materiali, perlopiù sottoposti a processi rielaborativi, l'impegno ricostruttivo attorno al libro, con intenti e criteri diversi, non è mancato. La presente collana apre un nuovo cantiere, con il progetto di verificare la possibilità effettuale dell'ipotesi ricostruttiva già avanzata da L.F. Benedetto nel 1928: una ricostruzione "integrale" che mantenga i connotati linguistici delle fonti. Nella sua serie si raccoglieranno edizioni critiche, monografie, atti di incontri di studio, dedicati alla definizione di oggetti testuali e all'analisi di momenti della tradizione manoscritta del libro poliano, con particolare ma non esclusiva attenzione ai testi ancora inediti e alle sue fasi meno note, perché meno indagate.
«Le parentele inventate». Letteratura, cinema e arte per Francesco e Pier Maria Pasinetti. Atti del convegno internazionale (Venezia, 3-5 dicembre 2009)
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2011
pagine: XIX-402
Il volume raccoglie i saggi presentati al Convegno Internazionale di Studi "Le parentele inventate. Letteratura, cinema e arte per Francesco e Pier Maria Pasinetti", svoltosi a Venezia dal 3 al 5 dicembre 2009. È un primo bilancio complessivo di due figure di spicco della cultura italiana del Novecento, che ripercorre la loro varia e intensa attività: regista, sceneggiatore, critico cinematografico e storico del cinema Francesco (1911-1949); romanziere, giornalista, docente universitario e saggista Pier Maria (1913-2006). I singoli interventi mettono a fuoco sia aspetti specifici della loro produzione, sia la salda rete di rapporti intrattenuta da entrambi con i nomi più importanti della cultura, dell'arte, del cinema, della politica del secolo scorso, sia infine i modi e la natura del loro straordinario sodalizio, durato fino alla prematura scomparsa di Francesco. Nella ricostruzione dell'ambiente da cui prende le mosse l'avventura intellettuale dei fratelli Pasinetti, la Venezia degli anni '10 e '20, ampio spazio è dedicato anche al nonno e alla zia materni, i pittori Guglielmo ed Emma Ciardi. Introduzione di Silvana Tamiozzo Goldmann.
Il trittico di Cacciaguida. Lectura Dantis Scaligera 2008-2009
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2011
pagine: 320
Negli ambienti accademici internazionali è da tempo consolidata la tradizione delle letture tematiche, organizzate dai più importanti istituti culturali e scientifici, e tenute dai massimi rappresentanti del mondo delle scienze umanistiche e non. Nel solco di questa prassi, l'importante Centro Scaligero di Studi Danteschi invita ormai da diversi anni i più autorevoli studiosi a tenere, presso la prestigiosa e storica Biblioteca Capitolare di Verona, delle lezioni pubbliche su un determinato tema dantesco, ogni anno differente e originale. Il nucleo è costituito dal tema del corso del 2008/2009, I canti di Cacciaguida (Par., XV, XVI, XVII), a cui per "affinità" si accostano le letture di Piaia, Basile e Ghisalberti. Il volume contiene 8 lezioni di Gregorio Piaia, Marco Ariani, Giuseppe Chiecchi, Giuseppe Ledda, Bruno Basile, Alessandro Ghisalberti, Luca Marcozzi, Lidia Bartolucci.
Gli arcani dell'oratore. Alcuni appunti sull'actio dei romani
Alberto Cavarzere
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2011
pagine: 242
Da dove viene il concetto di "comunicazione non verbale"? La postura, i gesti, l'espressione del viso, quanto influenzano il ritmo del discorso? E ancora, le emozioni che l'oratore dovrebbe trasmettere al pubblico possono essere sincere dal momento in cui risalgono alla fase di composizione del discorso stesso? Alberto Cavarzere insegna Letteratura latina all'Università di Verona. Studioso in particolare di Cicerone e Orazio, ha già pubblicato il saggio "Oratoria a Roma. Storia di un genere pragmatico".
Italia medioevale e umanistica. Volume Vol. 52
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2011
pagine: 299
La rivista. Nuova serie diretta da Rino Avesani, Edoardo Fumagalli, Giovanna M. Gianola, Manlio Pastore Stocchi, Gianvito Resta (Resp.), Nigel G. Wilson, Stefano Zamponi.
La mia istoria ovvero memorie del signor Tommasino scritte da lui medesimo. Opera narcotica del dottor Pifpuf, Venezia 1767-1768
Francesco Gritti
Libro: Libro in brossura
editore: Antenore
anno edizione: 2010
pagine: 256
Francesco Gritti (1740-1811) fu poeta dalla vasta e dispersiva produzione, in buona parte in veneziano. Al suo interno spiccano le favole, argute satire della decaduta aristocrazia alla quale lo stesso Gritti apparteneva. Il suo capolavoro è una delle opere più originali del Settecento. Il romanzo, pubblicato qui per la prima volta dopo l'edizione principe del 1767/68, in versione completa, parodiando tutte le tradizioni narrative non solo di Sei e Settecento, costituisce un gioco affascinante con e per i lettori, cui allude già il titolo lunghissimo con le sue numerose componenti contraddittorie. Secondo la moda settecentesca, il romanzo cerca di raccontare la vita e i viaggi del suo (non) eroe, che funge non solo da protagonista, ma anche da narratore. Il nostro però si vede sempre costretto a interrompere la narrazione perché incontra tanti altri personaggi che gli raccontano le loro storie, così che l' opera prende la forma di una sorta di scatole cinesi. Con questo romanzo il Gritti arricchisce il quadro della letteratura italiana di un testo che smentisce l'idea dominante del romanzo italiano come arretrato rispetto alla letteratura europea del tempo.

