Longo Angelo
Lectura Dantis Lupiensis. Volume Vol. 3
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2015
pagine: 112
La terza serie delle Lupienses offre nuovo combustibile allo studio dell'opera di Dante e della sua tradizione, in alcuni casi sparigliando i dati critici ricevuti da una lunga esegesi di settore: Andrea Mazzucchi propone correzioni, aggiustamenti e nuove aperture critiche sulle possibilità espressive del Convivio; Francesco Bausi, rileggendo il canto I dell'Inferno, scoraggia l'eccesso interpretativo e sovraletterale della tradizione mostrando le aporie della critica tradizionale; Domenico Cofano illustra con abbondanza di dati la formazione e lo sviluppo del mito di Francesca da Rimini nell'Ottocento, romantico e non; Elisa Brilli svela nel XXVI canto del Purgatorio la presenza intertestuale di luoghi determinanti delle Confessioni di S. Agostino, che riportano la materia dantesca alla tematica della "conversione" e ai suoi modi; infine, Fabio Moliterni porta alla luce gli elusivi rapporti di Vittorio Sereni con l'opera dantesca, contributo importante per la definizione di un "dantismo" contemporaneo tutt'altro che esaltatorio e banale.
Il lettore di provincia. Volume 145
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2015
pagine: 168
Lectura Dantis Lupiensis. Volume 2
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2014
pagine: 176
Boccaccio umanista. Studi su Boccaccio e Apuleio
Igor Candido
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2014
pagine: 165
II volume mette in luce i debiti letterari e filosofici di Boccaccio verso Apuleio di Madaura, uno dei più influenti autori latini dell'età argentea. L'analisi filologica e paleografica dei principali manoscritti della tradizione apuleiana, copiati, annotati o consultati da Boccaccio, si affianca al raffronto intertestuale condotto su tutto il corpus delle sue opere e gli esiti della ricerca mostrano, da prospettive differenti, come la cultura classica e l'atteggiamento intellettuale dell'autore fossero quelli di un vero umanista. Modello di arte narrativa e di inesausta sperimentazione linguistica, filosofo autorevole, Apuleio stimola Boccaccio al dialogo con i classici (Platone, Aristotele, Virgilio, Ovidio, Seneca) e con i moderni (Cavalcanti, Dante, Petrarca). Al centro dell'indagine è l'influenza della favola di Amore e Psiche, uno dei miti fondanti dell'immaginario poetico boccacciano dal Teseida alle Genealogie. La favola è indicata per la prima volta come fonte della novella di Criselda (Dee. X, 10), il cui disegno inventivo è dettato dall'imitazione del racconto apuleiano. Nelle Genealogie, invece, l'allegoria della favola invita alla lettura del modello in prospettiva teologica e filosofica. Per Boccaccio, come per tanti intellettuali medievali che non leggevano il greco, Apuleio rappresentava il tramite privilegiato per la conoscenza della dottrina platonica.
I chiostri di San Pietro a Reggio Emilia. Restauri, scoperte e rinvenimenti
Antonella Ranaldi
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2012
pagine: 139
Nei restauri compiuti dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, nel 2004-2009, diretti da Antonella Ranaldi, autentici capolavori sono tornati alla luce. Di alcuni non si aveva alcuna conoscenza, di altri solo scarne tracce. L'attenzione va alle superfici decorate e all'architettura della prima fase cinquecentesca. Dai documenti erano noti i nomi degli artisti che lavorarono al chiostro piccolo, lo scultore Bartolomeo Spani, l'architetto Leonardo Pacchioni e il pittore Simone Fornari. Ma tutt'altra cosa è apprezzarne la qualità, dopo il rinvenimento e il restauro delle scene affrescate e delle preziose finiture picte. Nei documenti e negli esiti dell'opera si dimostra l'unità delle arti, ad un livello qualitativo che supera le aspettative, dove l'architettura sconfina nella pittura impreziosita nella sua speculare rappresentazione sulle pareti e sulle volte. Espressione di concezioni artistiche maturate sullo scorcio del primo quarto del Cinquecento. Le architetture claustrali sono state liberate dalle incongrue aggiunte, successive alla sua destinazione post unitaria a caserma; affreschi e apparati decorativi sono stati scoperti al di sotto delle ridipinture moderne, qui illustrati per la prima volta in modo completo (dopo l'anticipazione di Ranaldi 2009) nel ricco apparato di immagini che seguono il corso dei lavori e gli esiti finali nelle fotografie di Andrea Santucci.

