Il Castoro: Lo sguardo dei maestri
Bellezza e tristezza. Il cinema di Mizoguchi Kenji
Libro: Libro in brossura
editore: Il Castoro
anno edizione: 2008
pagine: 264
"'Bellezza e tristezza' è un romanzo di Kawabata cui abbiamo voluto rubare il titolo per questo libro e per il convegno che lo ha preceduto. Le ragioni del "furto" stanno nel fatto che la bellezza e la tristezza evocano alla perfezione il duplice sentimento che tutti i film del regista, al pari delle sue belle e tristi eroine, suscitano nello spettatore. Convinti che questa "tristezza" sia anche una conseguenza di questa "bellezza", ovvero di un'estetica, lo sforzo principale della maggior parte dei saggi qui proposti è quello di definire certe peculiarità dello stile e della messinscena di Mizoguchi. In un insieme di contributi ricco e variegato, il lettore si troverà così davanti all'analisi sia dei meccanismi più noti del cinema del regista (i piani sequenza, i movimenti di macchina, le immagini distanziate, le inquadrature dall'alto), sia di aspetti più trascurati dalla critica (la messinscena delle conversazioni, l'uso delle dissolvenze, il gesto degli attori, la funzionalità di certi luoghi come le porte e i ponti) in un tentativo tanto di approfondire quanto di estendere la nostra conoscenza dell'opera di uno dei grandi autori della storia del cinema."
Joseph Losey. Senza re, senza patria
Libro: Libro in brossura
editore: Il Castoro
anno edizione: 2008
pagine: 256
Per il singolare tragitto esistenziale e artistico che ha compiuto, Joseph Losey (1909-1984) è un'originale figura di cineasta in equilibrio tra due mondi: quello americano della sua formazione e quello europeo, nel quale approda. Dopo le prove nell'ambito del cinema classico di genere, si afferma come uno degli autori della modernità, declinata in versatili forme di stile con le quali dà voce ai temi della sua poetica. Scostando il velo dell'oblio che lo ricopre, questo volume cerca di ripensarne il valore e la collocazione nella storia del cinema, mettendo in dialogo generazioni di giovani studiosi con figure storiche della critica che consacrarono Losey come uno dei maestri contemporanei. Dal confronto di metodi e prospettive scaturisce uno sguardo rinnovato sull'irriducibile vitalità di un'opera intrisa della passione del cineasta per il suo tempo.
My name is Orson Welles. Media, forme, linguaggi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Castoro
anno edizione: 2006
pagine: 342
"Sono partito dal vertice e mi sono fatto strada verso il basso". Così Orson Welles ironizzava sulla propria carriera, dalla condizione di rgazzo d'oro di Hollywood ("Quarto potere") a quella di genio in esilio, costretto a realizzare i propri film a pezzi e bocconi, sempre in lotta con le difficoltà produttive, che a volte divengono forza generatrice del film attraverso il montaggio ("Otello"), o condizione di un "work in progress" inconsciamente vissuto come interminabile ("Don Quixote"). I saggi di questo volume esaminano la produzione di Welles (teatro, radio, cinema, televisione) secondo una visione complessiva, rendendo giustizia al carattere totale dell'opera wellesiana, che attraversa e fonde i diversi media, anticipa di decenni le questioni artistiche del presente, e come tale è di sempre più scintillante e drammatica modernità.