Il Pozzo di Giacobbe: Pensieri per la vita comune
Pensare attraverso il genere. Approcci plurimi tra scienza e politica
Libro
editore: Il Pozzo di Giacobbe
anno edizione: 2019
pagine: 296
«Il dibattito in Italia intorno a questo tema (per meglio dire: intorno a questa “parola”) negli ultimi tempi sembra essersi esaurito come esausto dalle troppe polemiche, come sfinito dall’apparente inutilità di un dialogo tra sordi, come schiacciato dagli usi a volte pretestuosi o ideologici che lo hanno ampliato a dismisura, ma anche apparentemente svuotato di ogni possibilità reale di progresso nel confronto reciproco. Allora perché riattivare braci ormai apparentemente limitate a gruppi particolarmente coinvolti con una traduzione degli atti di un seminario di studi tenutosi in Francia in due tappe, nel 2012 e nel 2014? Serve, sì.... Ne siamo profondamente convinti. Serve per riportare il dibattito al suo luogo originario e proficuo, quello della riflessione pacata e plurale, che si confronta per cercare di capire meglio il mondo in cui viviamo e la sua complessità. Ma a una condizione: che il libro sia come quello che avete per le mani, un testo articolato, serio, complesso anche, ma di interesse indubbio per fare un “punto della situazione” intorno a questa categoria, prendendo in considerazione molti e diversi elementi, senza passionalità né pregiudizi ideologici.» (dalla Prefazione all’edizione Italiana di Stella Morra)
L'altro prima di me. La gratitudine nel pensare per rimanere umani
Giuseppe Schillaci
Libro: Libro in brossura
editore: Il Pozzo di Giacobbe
anno edizione: 2019
pagine: 208
Nell’altro, nel suo mondo e nei suoi vissuti, non bisogna scorgere soltanto negatività o criticità, nell’altro e dall’altro vengono fuori, lasciando che emergano, potenzialità e risorse: nell’altro ci sono io, ci siamo noi, c’è il nostro vissuto, la nostra storia, c’è la nostra umanità. L’altro viene sempre prima di me. Per questo è sempre più urgente e necessario dare il primato all’altro. Prima l’altro! Il che vuol dire, fondamentalmente, prima la persona umana! […] L’altro prima di me significa che c’è una infinità di cose che mi e ci oltrepassano. Il prima di me è l’affermazione, ma soprattutto l’evocazione e l’invocazione, che allude ad un riferimento e ad un orizzonte per ripensare l’umano in modo sempre più essenziale e radicale. È sempre più necessario e urgente, infatti, nell’attuale contesto culturale, sociale, politico, religioso, ritrovare questa priorità per non abbandonare l’umano che è in noi. Mi pare importante porre all’attenzione di tutti questa priorità che si presenta sempre di più come la vera emergenza, per l’uomo del nostro tempo: se vogliamo ancora rimanere umani occorre riconoscere l’altro in quanto altro, nella sua alterità a partire anzitutto dalla sua precedenza temporale ed ontologica.
Tempo redento. Riflessioni filosofiche a partire da Oscar Cullmann
Giovanna D'Aniello
Libro
editore: Il Pozzo di Giacobbe
anno edizione: 2019
pagine: 168
«Il tempo è fuori dai cardini», scriveva Shakespeare, quasi avvertendo nel suo stadio di incubazione quella che è stata definita una «patologia temporale» dell’uomo contemporaneo, incapace tanto di progettare il futuro quanto di rielaborare il passato. Si è prodotta una «forbice temporale», ovvero uno iato strutturale fra il tempo della vita e il tempo del mondo, con i suoi correlati della noia e/o dell’angoscia... All’origine vi è una sorta di presente eternizzato, cioè una pura presenzialità che si sottrae alla decisione. Questa sindrome investe il senso della durata, cioè la coscienza del tempo vissuto. Il significato si dà sempre nel presente, come un «parto maschio del tempo» (Bacon) che supera il passato da cui trae origine per orientarsi all’avvenire. Allora, la percezione dell’ostilità del tempo, minacciato di sterilità, dev’essere saggiata nel crogiolo della «fedeltà allo spirito» (Alquié): l’essenza del tempo risiede nella sua tessitura drammatica, essendo eminentemente una relazione... L’autrice tenta una disamina della sintassi filosofica del tempo: punto di fuga è la provocazione lanciata da O. Cullmann negli anni 60, secondo cui il pensiero occidentale e il regime temporale cristiano sarebbero inconciliabili...
Pensare senza smettere di credere. Filosofia e ricerca teologica oggi
Libro
editore: Il Pozzo di Giacobbe
anno edizione: 2016
Superati i pregiudizi storici e le reciproche chiusure, da alcuni decenni oramai filosofi e teologi insieme si ritrovano per uno scambio di prospettive ed un ascolto reciproco circa le domande fondamentali dell'uomo, nel tentativo di pensare meglio le sfide del mondo contemporaneo. L'impegno che si esige in maniera sempre più urgente è il superamento di posizioni ideologizzate per lasciarsi contaminare reciprocamente. Da discipline del pensiero, con i propri contenuti e metodi, filosofia e teologia si offrono come percorsi efficaci per ripensare l'esperienza dell'uomo e del credente in particolare. In questa prospettiva, e all'interno della formazione teologica, filosofia e teologia sono sollecitate non soltanto a parlarsi, ma anche ad ascoltarsi. È proprio l'ardire del pensare che dà alla teologia un contatto attivo con la fede, mentre la fede può dare, e ha dato, come è documentabile storicamente, tanti spunti originali al pensare. In questo reciproco ascoltarsi e parlarsi, filosofia e teologia non perdono il loro fecondo riferimento al mistero, alla sapienza, alla trascendenza. Ciò le dispone al dialogo, a rimeditare la costitutiva eccedenza che abita il loro argomentare.
I saperi della liberazione. Una mappa delle teorie critiche della società nel pensiero contemporaneo
Libro
editore: Il Pozzo di Giacobbe
anno edizione: 2015
pagine: 280
Nella società di mercato dove il sistema finanziario ha assunto una centralità egemonica, la coscienza collettiva ha smarrito sempre più la capacità sia di analizzare criticamente la situazione storica presente, sia di immaginare vie di trasformazione sociale e modelli di vita alternativi. In un contesto simile, risulta preziosa l'eredità della "teoria critica della società" elaborata nella prima metà del '900 a Francoforte da un gruppo di filosofi, psicologi, sociologi e politologi. Da allora sono fiorite numerose teorie critiche che offrono strumenti di diagnosi delle patologie sociali e insegnano a valutare la validità o la negatività delle logiche che presiedono all'organizzazione della convivenza. Oggi possiamo avvalerci del contributo sia dei principali esponenti della Scuola di Francoforte - Horkheimer, Adorno e Marcuse -, sia di autori e autrici come Hannah Arendt, Michel Foucault, René Girard, Emmanuel Lévinas, Nancy Frazer, Sheyla Benhabib e altri ancora. Questo libro, elaborato da un gruppo di giovani studiosi coordinati dal prof. Roberto Mancini, presenta l'apporto di ognuna di queste prospettive. Esso offre per la prima volta al lettore italiano una mappa organica delle teorie critiche della società nel pensiero contemporaneo, aprendo la via che conduce a una visione integrata. Una visione che può consentirci di ritrovare l'orientamento verso la priorità della dignità umana, così da rigenerare le forze culturali, sociali e politiche necessarie per avviare il processo storico...

