Ist. Editoriali e Poligrafici: Supplementi di Bruniana e campanelliana. Studi
The alchemy of extremes. The laboratory of the Eroici furori di Giordano Bruno
Libro: Copertina morbida
editore: Ist. Editoriali e Poligrafici
anno edizione: 2007
pagine: 176
Il volume raccoglie gli atti di una Conferenza internazionale, tenuta a Roma nel maggio del 2003 e promossa dall'Istituto del Lessico Intellettuale Europeo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con l'Accademia Americana di Roma. Il titolo della conferenza, ripreso da un volume di Ferruccio Masini pubblicato nel 1967, riporta un'espressione che corrisponde ad una immagine e ad un'idea evocata più volte negli Eroici furori. I contributi raccolti si occupano tutti di varie problematiche inerenti l'opera ed il contesto in cui essa si pone, dal rapporto con il platonismo e l'aristotelismo alla riflessione sulla magia, che interessa gran parte della produzione filosofica di Bruno, dall'analisi della posizione del filosofo nolano nei confronti della religione allo studio del linguaggio poetico, inserito nella tradizione del petrarchismo ma caratterizzato da una forte carica aggressiva e deformante.
Giulio Cesare Vanini e l'Europa del Seicento
Francesco P. Raimondi
Libro: Copertina morbida
editore: Ist. Editoriali e Poligrafici
anno edizione: 2005
pagine: 580
Il volume ripercorre la storia della vita e dell'opera di Giulio Cesare Vanini, filosofo naturalista e aristotelico nato a Taurisano (Lecce) nel 1585 e morto Tolosa nel 1619. Dopo aver studiato filosofia e teologia a Napoli, il Vanini proseguì gli studi di giurisprudenza a Padova, dove prese gli ordini carmelitani. Viaggiò molto, in Svizzera, Olanda, Francia e Inghilterra, dove abiurò la fede cattolica e fu incarcerato nel 1614 per aver attaccato la Chiesa anglicana. Ritornato al cattolicesimo, in Francia pubblicò le sue due opere, L'Amphitheatrum aeternae Providentiae e i dialoghi De admirandis naturae reginae deaeque mortalium arcanis. Accusato di ateismo, fu arrestato e condannato a morte, a Tolosa, nel 1616. Nell'opera che qui si presenta la ricostruzione della biografia e delle vicende vaniniane è ampia e articolata, fondata sull'esame di una numerosa serie di documenti (alcuni scoperti di recente) che vengono tutti riportati nella loro lingua originale. Essi seguono ed illuminano le vicende ed il pensiero del filosofo e mettono a fuoco gli ambienti culturali che frequentò, le influenze che subì e che esercitò sui suoi contemporanei e sugli sviluppi successivi della filosofia.
De mulieribus-Delle donne. Testo latino a fronte
Mario Equicola
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Editoriali e Poligrafici
anno edizione: 2004
pagine: 80
Il testo offre una significativa testimonianza dell'interesse per la questione femminile, per l'influenza dell'educazione, per le doti e l'attività letteraria delle donne nell'Italia tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento. L'opera, dedicata a Margherita Cantelmo Maroscelli o Maloselli e uscita probabilmente a Ferrara nel 1501, fa riferimento alla tradizione filosofica, ma anche alla produzione letteraria dedicata all'argomento. Il libro, testimoniando l'irruzione della donna nell'ambito di quella "Respublica litterarum" riservata tradizionalmente agli uomini, si propone come una delle prime riflessioni critiche sull'origine e sulle cause del ruolo subordinato della donna, sull'influenza e sui condizionamenti della cultura.
Il carcere, il politico, il profeta. Saggi su Tommaso Campanella
Germana Ernst
Libro
editore: Ist. Editoriali e Poligrafici
anno edizione: 2002
pagine: 192
In questo volume si presenta una scelta di saggi campanelliani, collegati per affinità tematiche. Centrale è la riflessione sulla figura del profeta e sul suo ruolo, un motivo che collega la vita e l'opera di Campanella, dall'azione in Calabria al suo fallimento e ai lunghi anni di carcerazione, che lo costringono a ripensare al destino inevitabilmente doloroso del sapiente, portatore di un messaggio in conflitto con l'assetto sociale dominante. Ma la sconfitta e l'esclusione non gli tolgono la fiducia nella necessità di proporre una riforma della società alla luce del modello della natura che, in quanto riflesso della sapienza e dell'arte divina, si pone come norma ideale cui ispirarsi per realizzare rapporti di giustizia fra gli uomini.

