La Scuola di Pitagora: Collezione Vivarium
De eloquentia latina saec. XVII et XVIII dialogus
Oleg Nikitinski
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 248
La letteratura latina del Seicento e del Settecento si presenta oggi come un'indigesta moles di mille nomi. Ma non tutti quelli che hanno scritto in latino sono grandi maestri. Il compito di questo libro è appunto quello di fare una scelta degli autori più importanti. Si tratta non solo di stabilir per la prima volta il canone degli autori, ma anche di mostrare una tradizione spirituale ch'è quasi sconosciuta ai più. I massimi maestri della prosa latina (e ce ne son pochi), come David Ruhnken e Pierre-Daniel Huet, rappresentavano un modo di pensare ch'è strettamente legato alla dignità della lingua latina, cioè alla dignità della tradizione umanistica.
Gian Vincenzo Gravina nel contesto dell'Umanesimo europeo
Oleg Nikitinski
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 80
Questo saggio è la rielaborazione d'un discorso originariamente preparato per il convegno internazionale su Gravina "La cultura meridionale del Sei-Settecento e l'apporto dei filosofi e giuristi calabresi", tenutosi in Roggiano nel settembre 2003 e organizzato dal Centro Studi G. V. Gravina e dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: un convegno rivoluzionario, in cui i partecipanti erano uniti nel contribuire a una rivalutazione dell'immagine graviniana. Il presente contributo ha soprattutto lo scopo di mostrare che Gravina può essere studiato non solo come un magazzino d'idee, ma anche per la bellezza del suo latino e per l'attualità del suo atteggiamento umanistico.
Carattere de' napolitani. Quadro istorico-politico scritto in Francia dopo la controrivoluzione di Napoli
Onofrio Fiani
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 222
Che cosa restava, infine, dell'esperienza rivoluzionaria e di tanti lutti? Il bilancio appariva, malgrado tutto, ottimistico e positivo. La persecuzione non aveva fatto che rianimare il patriottismo, sviluppare ulteriormente i talenti, rendere ancora più accesa la lotta in difesa dei diritti dell'uomo [...]. Persecuzioni e proscrizioni non erano riuscite ad "avvilire l'energico carattere de' Napoletani". La storia, più che la natura, poteva qui spiegare la formazione del carattere dei napoletani e degli italiani in genere. Erano state invasioni esterne e guerre intestine a spingere "il povero napoletano" verso una "forzata indolenza", a "opporre i talenti alla forza", a cercare di "addormentare" e a intrigare piuttosto che provocare e combattere: "Nato egli buono per natura, sensibile, umano, si vede che i suoi vizj sono piuttosto l'effetto delle crisi politiche, che del suo carattere. Era vizio del governo ciò che si è creduto finora carattere della nazione napolitana, e non si deve imputare a lei la falsa politica de' suoi Re".
Baronio storico. Controriforma e crisi del metodo umanistico
Stefano Zen
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 466
Baronio è la colonna intellettuale della Controriforma. Tale apparve ad autorevoli contemporanei come Bellarmino e Campanella, Sarpi e Casaubon, ma anche a Muratori, Vico e Stendhal, che di lui si occuparono. La sua opera storiografica, pur stagliandosi come il baluardo della Chiesa romana, evidenzia originalità di vedute ed esigenze filologiche che richiamano il magistero di umanisti come Valla e il Biondo. Stefano Zen illustra la dimensione europea del Baronio, rilevandone le austere ricerche e le finalità apologetiche, peculiarmente espresse nella difesa della potestà pontificia, nella riconciliazione di Enrico IV, nei conflitti giurisdizionali con la Spagna e nella controversia con Venezia. Da questo libro, che esplora fonti inedite e complesse con gli strumenti propri della filologia, emergono i miti della Controriforma: concetto eroico del documento, agiografia e culto delle reliquie, arte come pedagogia, civilizzazione monastica, giurisdizione curiale, primato pontificio.
Scienza e sacra scrittura nel XVII secolo
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 296
I contributi qui presentati affrontano il tema "Scienza e Sacra Scrittura nel XVII secolo" da diversi punti di vista, prospettando ciascuno le sue proprie soluzioni, nonché aprendo ulteriori ambiti di ricerca. Nella forma in cui sono qui stampati, costituiscono gli atti di un Convegno, con lo stesso titolo, tenutosi a Udine dal 9 all'11 ottobre 1995. Se la fecondità di un dibattito storiografico si valutasse dal numero e dalla varietà delle questioni aperte, questo volume si segnalerebbe per la ricchezza delle connessioni suggerite. Non è possibile convogliare in un'unica direzione la molteplicità dei suggerimenti qui offerti: basti sottolinearne la comune matrice storica, e la convinzione che per comprendere il farsi e il disfarsi delle idee occorra ricostruire la trama delle relazioni concettuali che storicamente si sono date, senza i limiti imposti dalle attuali aree disciplinari ne dalle prevalenti semplificazioni storiografiche.
Orazione dogmatica sull'unione dei greci e dei latini
Basilio Bessarione
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 242
Nella presente rinascita degli studi intorno al Bessarione, e specialmente alla sua opera di filosofo e di principe della Chiesa, un prezioso sussidio alla storia del suo pensiero vien offerto da questa attenta versione di un documento fondamentale qual è l'"Oratio dogmatica", con la giunta di un illuminante saggio storico su Bessarione tra Costantinopoli e Roma Certamente il libro susciterà nuovo interesse non solo per la vicenda a cui è legata l'Oratio, ma anche per la storia degli anni che videro, non molto tempo dopo il Concilio di Firenze, il crollo politico, e ancor prima spirituale, dell'impero di Bisanzio e insieme il disorientamento delle maggiori potenze politiche e mercantili d'Europa, alle quali l'immediatezza di contrasti ed aspirazioni egemoniche non permetteva di rappresentarsi le gravissime conseguenze dell'avanzata dei turchi verso l'Occidente, e tra esse il pericolo di una chiusura delle tradizionali vie di commercio con l'Asia centrale e orientale.
Norme e natura. Una genealogia del corpo umano
M. Michela Marzano Parisoli
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 248
Oggi di corpo si parla molto. Ma se ne parla con una tale vaghezza che a volte è difficile anche solo capire di che corpo si tratta. Sono in molti ad invocare la necessità di definire un suo statuto giuridico soprattutto in seguito alle radicali trasformazioni che le biotecnologie hanno prodotto, sia nella materialità dei corpi, sia nelle rappresentazioni e nella riflessione. Sono numerosi coloro che invocano una verifica della validità dei principi portanti della morale e del diritto: in questione è il tipo di norme cui appellarsi e gli eventuali confini di tali norme. Tuttavia, nonostante questo discorso sovraccarico e talvolta irritante, il corpo non è stato ancora inquadrato in un suo statuto definitivo capace di delimitarne i contorni, di chiarirne le caratteristiche e di attribuirgli una chiara collocazione filosofico-giuridica.
Oratio «De doctore umbratico»
David Ruhnken
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 96
"Chi è che non capisce che neppure la luce può differir di più dalle tenebre di quanto il giudizio di questi pipistrelli è lontano dalla maniera di sentire degli antichi scrittori, ch'essi tentano d'interpretare? Questi infatti, dopo aver passato tutta la loro vita nella luce dello Stato, nella guerra, nel fòro, nelle legazioni e in altri importantissimi compiti civili, o avendo coltivato i loro costumi con la frequentazione di uomini d'alto sentire, tramandarono nei loro scritti degl'insegnamenti somigliantissimi alla loro assai splendida vita. Niente in essi è vile, niente pedante, niente abbellito da sciocchezze, niente che puzzi dello scolastico squallore: tutto risplende per naturale bellezza, e per un certo singolare splendore, che fu prodotto come dal soffio d'un animo grande ed elevato. Ora, come potranno questi maestri estratti dalle loro tane affinare la gioventù al senso d'una tale bellezza che né essi stessi avvertono, né mai si sono sforzati di avvertire? Come potranno coloro che hanno buttato tutti i loro pensieri in quisquilie giudicare che cosa sia stato detto in maniera soave, acuta, bella, magnifica?"