Mimesis: Accademia del silenzio
Il nobile silenzio. Prospettive buddhiste
Matteo Nicolini-Zani
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 56
Il volume contiene uno sguardo sintetico al tema del silenzio in rapporto alla vita di Buddha e alla vita dei discepoli raccolti nella sangha, la comunità buddhista. Il non parlare è il parlare del Buddha; il suo è un silenzio terapeutico che ha un carattere pragmatico: la "bramosia metafisica" dei suoi discepoli può solo essere placata e curata da un silenzio che lascia spazio soltanto a quelle poche parole che indicano un sentiero, dunque una pratica umana e spirituale, per arrivare a liberarsi dalla sofferenza. Nel contesto della prassi monastica buddhista, varie sono le declinazioni del "nobile silenzio": il silenzio come dimensione della vita di rinuncia e di distacco, il silenzio di colui che siede in solitudine, ovvero il silenzio interiore della mente raccolta in sé, e il silenzio come discernimento della parola.
Un silenzio di voci. Muri, case e città
Francesca Panzeri
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 80
Il libro indaga sul valore del silenzio attraverso il dialogo con i muri, le case e più in generale con le voci silenziose dei fabbricati che formano la città. I racconti delle case si svelano nell'interpretazione della molteplicità dei loro silenzi, mostrando quanto questi contengano e rivelino. Una riflessione sulle voci degli edifici che si muove attraverso l'ascolto dei loro elementi costitutivi, delle loro forme e dei loro materiali. Attraverso alcuni percorsi urbani, viene restituita una diversa modalità di accostamento e di comprensione dello spazio, dove i silenzi vengono ascoltati, interpretati e descritti, e dove i muri degli edifici diventano pagine di storie silenziose.
Disabile chi? La vulnerabilità del corpo che tace
Roberto Cescon
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 80
Negli ultimi anni la disabilità è entrata nella retorica mediatica grazie a una serie di libri che ha avuto il merito di raccontare le asperità di quest'esperienza (sdoganando pensieri indicibili in cui persino un genitore è avvolto), e grazie a una maggiore presenza di disabili negli spazi televisivi e nella rete, dove si denunciano discriminazioni sociali e si descrive la dimensione quotidiana di questa condizione. Tuttavia tale esposizione mediatico-letteraria serve solo a estetizzare la disabilità per spingere all'indignazione o per rappresentare una sorta di riscatto consolatorio – "sì, lui è così, ma ce l'ha fatta". Questo atteggiamento edificante rischia di non rivelare il reale valore della disabilità, che riguarda la vulnerabilità della nostra specie esposta al rischio biologico dei giorni (tra l'altro, un potente rimosso del western way of life). Per evitare l'accettazione fantasma dovremmo ripensare un concetto più fluido di norma solo dopo aver scelto di restare fedeli a questa immanente rottura nell'ordine dell'esistenza.
La parola sospesa. Il silenzio dell'afasia
Maristella Bellosta
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 64
Il silenzio imposto dall’afasia ci obbliga a prendere coscienza della nostra vulnerabilità. In questa sofferta consapevolezza c’è un dono nascosto: la compiutezza che ognuno di noi cerca per sé. La parola sospesa dell’afasico rappresenta il tempo della possibilità, l’opportunità di rispondere alle richieste impensate e impensabili della vita. Chi è obbligato al silenzio sperimenta la resilienza, lo strenuo coraggio della ri-partenza, la passione per la propria originalità. La negatività, pur affrontata con umanissima furia, induce a superare le soglie, a entrare in uno spazio trasformativo. Sull’altro fronte, chi parla con l’afasico impara ad ascoltare, a valorizzare la sosta e la pazienza, a coltivare l’empatia: dunque, deve essere capace di aprire lo sguardo, accogliendo l’altro e scoprendone la preziosa alterità. Questo silenzio ospitale diventa allora uno spazio etico in cui far risuonare la reciproca libertà.
Gli infiniti silenzi di Giacomo Leopardi
Patrizia Landi
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2019
pagine: 62
Per un poeta-filosofo come Giacomo Leopardi, in cui il canto, i suoni, la voce occupano un posto assolutamente rilevante, sembra quasi impossibile poter parlare di silenzio, addirittura di tanti e diversi modi di silenzio. Eppure il silenzio in Leopardi rappresenta un momento essenziale di riflessione ermeneutica: su se stesso, sulla propria esistenza e sui propri desideri di gloria; sulla caduta inesorabile delle illusioni giovanili; sulla persistenza, o meglio, sulla provvisorietà della storia, soprattutto quella degli antichi, e dei suoi insegnamenti; sulla natura delle cose, del cosmo e dello spazio; sulla morte e la precarietà degli esseri sensibili (uomini, animali, piante). Infiniti silenzi che mirano tutti, come sempre accade nell’opera di Leopardi, sia in versi sia in prosa, a porre l’umanità di fronte alla propria fragilità e al proprio dolore – “fatali” entrambi – di cui unica responsabile è la Natura, “madre... di parto e di voler matrigna”.
Un silenzio aurorale. Per una medicina tra scienza e cura
Silvana Baldini
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2019
pagine: 52
L’ospedale come luogo di cura e di conoscenza. Come crocevia di linguaggi. I silenzi della giornata ospedaliera. Dove sono e come sono. Nell’elaborazione della diagnosi. In terapia intensiva. A fianco del malato terminale. Nell’ascolto delle storie di vita dei pazienti. Il racconto di un’esperienza pratica. Da una crepa troppo ampia non passa alcuna meraviglia.
Singolare femminile. Perché le donne devono fare silenzio
Nicoletta Polla-Mattiot
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2019
pagine: 71
Il silenzio è un attributo femminile da secoli e nelle più diverse culture: una storia del silenzio è sempre una storia delle donne. I proverbi dicono, in tutte le lingue, che “il silenzio è il miglior ornamento di una donna”: parte da qui un viaggio nel tacere femminile scelto e imposto, cercato e subito. E nelle donne che lo incarnano: eroine letterarie, personaggi reali o d’immaginazione, archetipi in cui risuona il destino comune e pur tuttavia l’esperienza singolare femminile. Tacita, Penelope, la Mite, le Sirene, Difred, Maria sono i nomi di migliaia di madri, figlie, spose, esistenze anonime ridotte al silenzio. Che qui tornano a parlare.
La resistenza del silenzio. Per una proposta politica e democratica
Bruna Peyrot
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2019
pagine: 50
Parole e “cose” sembrano animarsi solo nei rispettivi universi, in un reciproco isolamento che estromette lo stesso individuo che le pratica. L’educazione civica è ormai una lingua antica. L’“altro” non è più un’abitudine della convivenza, cieca ormai al limite umano. Sempre più il pensiero critico è al margine perché poco si cerca l’autenticità e molto l’approvazione. Questo humus culturale prepara forme di totalitarismi sottili che penetrano nelle soggettività delle persone, le quali, ignare delle regole democratiche, sono rese consenzienti a svolte autoritarie. Solo la resistenza del silenzio può arginarle, recuperando la consapevolezza dell’esistere. È un silenzio a due dimensioni. Una, più personale, può incontrare anche la propria spiritualità, l’altra può essere un atto politico, muta denuncia di una condizione d’insopportabilità che nella storia ha molti testimoni (dalla devotio privata ugonotta del XVIII secolo alle “catene del silenzio” di Alessandria d’Egitto...).
Il silenzio che guarisce. Quando la terapia agisce tacendo, e tace agendo
Alberto Lomuscio
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2019
pagine: 53
In greco il termine therapeuein vuol dire prendersi cura di qualcuno, non guarire. Vuol dire cercare l’armonia del nostro protetto, come conferma l’antico taoismo, che propone: “Prenditi tutto in carico, ma non trattenere niente”. Il terapeuta è un logos poieticos, direbbe Aristotele, ossia uno spirito umano che crea (sottinteso, la salute): non fa miracoli, ma può comunque spingersi agli estremi limiti dell’umanamente immaginabile tramite un’altra categoria, ossia l’utopia. L’utopia, come dice il nome stesso (u privativo e topos, luogo: in nessun luogo) è qualcosa di irraggiungibile perché non ha un luogo dove resta fissa, ma analogamente alla linea dell’orizzonte, quando la si insegue lei si sposta più in là. Tommaso Moro, agli inizi del ’500 scrisse "Utopia". Ma allora, se è irraggiungibile, a cosa serve? Serve a camminare, serve a mantenere viva la speranza nel paziente, serve a non spegnere la luce, serve a evitare la disperazione più nera della frase “non c’è più nulla da fare”.
Ombra e silenzio
Guido Giannuzzi
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 116
Se il confronto tra poesia e pittura è un topos di origine antica – “ut pictura poesis” –, è senz’altro meno evidente il possibile accostamento tra pittura e musica. Eppure, in molte opere novecentesche, come i White Paintings di Robert Rauschenberg, è plausibile descrivere come “grado zero” della pittura proprio il silenzio, mentre nessuno più di Claude Debussy seppe cogliere la magia dell’ineffabile in musica, desiderando “che essa avesse l’aria di uscire dall’ombra e che, a tratti, vi rientrasse”. Poiché spesso è uno sguardo trasversale, inaspettato, a cogliere con maggiore precisione l’essenza delle cose, può rivelarsi interessante descrivere un oggetto, pittorico o sonoro, attraverso il linguaggio che pertiene all’altro, ad esempio parlando della natura morta in pittura attraverso il silenzio o del notturno musicale attraverso l’ombra. E così, il rapporto tra ombra e silenzio nelle discipline artistiche diventa anche la rappresentazione di un rapporto filosofico.
L'iconografia del silenzio. Un cambiamento simbolico e culturale
Giulia Fars
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 120
Come raffigurare il silenzio? Quale forma visiva si può mai dare a ciò che non è tangibile, né dicibile? Eppure, il silenzio dimora da sempre nel nostro immaginario collettivo, nel nostro linguaggio, perfino nella nostra gestualità. Da segno di segreto, meditazione e ascesi nell’arte figurativa antica e religiosa, oggi il silenzio si evolve e muta, rinnovando il suo modo di mostrarsi alla società contemporanea. L’iconografia moderna del silenzio “regredisce”, l’eloquente gesto di avvicinare il dito alle labbra si trasforma in una simbologia meno complessa che va di pari passo con il linguaggio tecnologico, trovando applicazione in luoghi e contesti figurativi-digitali che prima gli erano estranei, dove a farsi immagine sono gli stessi “oggetti del rumore”.
I silenzi dell'ascolto letterario
Paolo Giovannetti
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2023
pagine: 128
La letteratura, in quanto littera, testo scritto, sembra aver fatto di tutto per escludere la pratica dell’ascolto. Più esattamente: sembra averla relegata nello spazio della poesia, dei suoi particolarissimi suoni. Eppure, anche dove la visività domina, nella tradizione del romanzo realista e modernista, è possibile cogliere i segnali di un modo di ascoltare obliquo e trasposto. La pagina muta improvvisamente, si inflette, si soggettivizza, “mette le orecchie”. Questo libriccino riflette su simili paradossi, illustrandoli a partire da due istanze. In primo luogo, la pressione del silenzio: la capacità che la letteratura ha di dire un vuoto di suoni e la necessità, reciproca, di promuoverlo a un pieno di senso. E poi c’è l’universo del digitale che tutti ci assorbe, mettendoci in contatto con voci che sempre più spesso creano corpi, sullo sfondo di un brusio mai come oggi confuso e confusivo. Forse, dovremmo imparare ad ascoltare con i silenzi giusti (a pausare e a far correttamente risuonare) l’assordante ronzio del mondo.

