Mondadori: Strade blu
Una gentilezza infinita. Storie vere di amore, cura e generosità raccontate da un'infermiera
Christie Watson
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 276
Le luci al neon, le pareti bianche e fredde. Il corpo di un bambino avvolto in un morbido lenzuolo. E una donna, china su di lui, che sussurra qualcosa mentre gli bacia il volto e gli accarezza le ginocchia. Molti piani più in basso, nel caos saturo di odori e voci del pronto soccorso, tra alcolisti, senzatetto e il viavai di medici e barelle, una vecchia dall'aria smarrita racconta di un abito da sposa confezionato con la seta di un paracadute. Da qualche altra parte c'è Tia, una bimba di cinque anni. La lastra mostra una grossa nuvola bianca, proprio al centro del cervello. Ma Tia ride, ride con gli altri bambini intorno a lei, e sua madre vorrebbe tenersi stretta per sempre quella risata. Intanto, nel reparto di psichiatria, Derek urla che qualcuno gli sta rubando l'anima, e quasi non si accorge che dalle braccia ricoperte di tagli il suo sangue zampilla come un torrente in primavera. È un'umanità dolente quella che ogni giorno varca le soglie di un ospedale. Migliaia di persone che si affidano ai medici nella speranza di non vedere spezzato il filo che le lega alla vita. Migliaia di volti e storie diverse, accomunati dalla sofferenza e dal bisogno di aiuto, di comprensione, a volte solo di ascolto. Secondo Christie Watson – per vent'anni infermiera presso alcuni grandi ospedali di Londra – a farsi carico di questi bisogni sono in primo luogo gli infermieri. Sono loro a prendersi cura dei pazienti, somministrando farmaci, assistendoli nella pulizia personale e, soprattutto, offrendo attenzione, empatia, gentilezza, generosità, una parola di conforto, un gesto di compassione. E questo nonostante i turni massacranti e caotici, lo stress e la stanchezza; nonostante i continui tagli al bilancio, la cronica mancanza di personale, di posti letto, di formazione, di risorse drenate sempre a vantaggio della sanità privata. Una presenza silenziosa, quella degli infermieri, sottotraccia, data quasi per scontata nella routine ospedaliera. Una presenza fatta di «normale» eroismo quotidiano ed errori, di dedizione all'altro e distacco emotivo, di «linee guida» e fiducia nei colleghi, di preparazione e istinto, di competenza e autoriflessione. Una presenza imprescindibile per i pazienti e i loro familiari, perché, quando le cure falliscono e la speranza ha ormai lasciato la stanza, al capezzale del malato rimane solo l'infermiera a offrire quello che manca: la dignità, la pace, a volte anche un po' d'amore. E di amore, in fondo, parla Una gentilezza infinita. Di amore per la vita, per questa cosa straordinariamente fragile che ci portiamo addosso, con tutte le sue meraviglie e i suoi orrori, e che ci insegna che solo insieme possiamo andare incontro a un destino impossibile da prevedere.
Ho trovato la mia tribù
Ruth Fitzmaurice
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 193
Come si può sopravvivere ai capricci di cinque figli, che a turno hanno fame, sonno, problemi scolastici, crisi di gelosia, le scarpe sempre slacciate? A un cane con la dermatite e a una montagna di panni da lavare? E, soprattutto, come si può sopportare l'ininterrotto andirivieni delle infermiere nel corridoio di casa e gli sguardi di compatimento di chi sa (ma pare non voler capire) che, nella stanza accanto, tuo marito sta morendo? Ruth Fitzmaurice la risposta non ce l'ha. Non sa come possa continuare a superare difficoltà e amarezza quotidiane, eppure desidera raccontare una storia, la sua storia, che ha la forza straordinaria della verità e dell'amore, mescolando i ricordi della sua vita felice «di prima», quando ancora non era stata diagnosticata a Simon la malattia del motoneurone, con le sue giornate impegnative «del dopo», quando è diventata moglie, mamma, amica e (suo malgrado) infermiera. «Mi innamorai delle mani danzanti di Simon, e adesso non si muovono più. Le sue mani hanno smesso di ballare per sempre, ma le amo lo stesso. Le massaggio, le stringo, le adagio sui cuscini. Posso ancora assaporare la profondità dei suoi occhi, ma la danza di quelle mani mi manca da impazzire» confessa. La ripetitività dei gesti amorevoli e strazianti di chi accudisce un malato terminale è interrotta ogni tanto dallo sguardo a un albero «speciale», da un caffè gustato in solitudine in giardino e, soprattutto, da una nuotata in mare, unico momento in cui i suoi pensieri diventano finalmente liberi e leggeri. Ma a spezzare davvero la routine soffocante sono le persone che trova ogni giorno accanto a sé: Marian dagli occhi che ridono, Aifric, saggia e imperturbabile, Michelle la guerriera, e naturalmente i figli, che le permettono di guardare in faccia il dolore e, insieme, di continuare ad amare la vita, nonostante tutto. È questa la tribù che si è radunata per starle vicino e per darle modo di stare, a sua volta, vicino a Simon fino all'ultimo istante. Attraverso la scrittura Ruth riesce a raccontare di sé ciò che neppure lei stessa, prima, avrebbe potuto immaginare: la paura di cedere al dolore, la tentazione di fuggire e di sottrarsi al destino, ma anche la scoperta di essere una donna forte, di quelle che sanno chiedere e ricevere aiuto. E quando si arriva d'un fiato all'ultima pagina di questo memoir davvero unico si ha l'impressione non solo che Ruth abbia trovato la sua tribù, ma che sarebbe davvero bello se ognuno di noi, in modi e per bisogni diversi, trovasse la propria.
Paradise City. Storia di un'adolescenza nei migliori quartieri di Roma
Susanna Nicchiarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 228
Roma, fine anni Ottanta. Susanna ha tredici anni e un disperato bisogno di appartenenza. Ma nel quartiere in cui è nata - un paradiso di privilegi e scuole private dove le feste finiscono in violenza e chi non si conforma viene escluso - lei rimane «Puzzola» o «Crosta». Per quanto si sforzi, tra lei e gli altri resta un doloroso scarto. Ogni amicizia è un patto fragile, ogni amore un terreno minato. La fame di accettazione è una battaglia quotidiana, che non risparmia nessuno. Attingendo ai suoi diari, Susanna Nicchiarelli ripercorre gli anni del liceo per raccontare un'adolescenza che è insieme ferita e rivelazione. La storia di un progressivo disincanto, il momento in cui capisci che il posto che ti hanno assegnato non è il tuo, e che l'unica via d'uscita è la ribellione. Ricorda così i goffi tentativi di inclusione e il bullismo subito, le delusioni e gli affetti sinceri, le cadute e le rinascite. Soprattutto, ricorda le scoperte salvifiche, come la filosofia, la poesia di Jim Morrison, la musica dei Pink Floyd e dei Guns N' Roses, bussole luminose per liberarsi dai condizionamenti e trovare la propria identità. Con la schiettezza di un memoir e la potenza di un romanzo di formazione, Nicchiarelli ci consegna una riflessione profonda sulla giovinezza e il privilegio, sulle dinamiche di potere che si annidano nei contesti più insospettabili e sull'urgenza di trovare il proprio posto nel mondo. Un libro che diventa un invito a interrogare le strutture che ci circondano e a inseguire, a qualunque costo, la propria autenticità. Perché ogni adolescenza è una sfida decisiva: si può restare intrappolati nelle regole degli altri o trovare il coraggio di liberarsi e seguire la propria vocazione. È questa, suggerisce l'autrice, l'unica via. Anche quando ci porta lontano da casa. Anche quando significa abbandonare il paradiso.
Dieci versioni di Kafka. Come dieci traduttori si sono confrontati con il genio di Kafka
Maïa Hruska
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 192
Cosa succede all'opera di uno scrittore quando viene tradotta, soprattutto se si chiama Franz Kafka? A partire dalla metà degli anni Venti del Novecento, dieci scrittori fecero conoscere le sue opere al di fuori della lingua e del luogo in cui lui le aveva concepite, salvandole dall'oblio a cui le autorità sovietiche e naziste le avevano condannate. Per decenni, l'opera di Kafka è esistita principalmente in traduzione, attraverso voci diverse dalla sua. I suoi primi traduttori non lo sono diventati per caso, ma per necessità o per amore. Paul Celan e Primo Levi lo tradussero (rispettivamente in rumeno e in italiano) al ritorno dai campi di concentramento; Bruno Schulz lo tradusse in polacco, prima di essere fucilato per strada da un ufficiale delle SS; Milena Jesenská lo tradusse in ceco, prima di essere deportata; e Jorge Luis Borges in spagnolo, prima di perdere la vista. I suoi traduttori russi, costretti alla clandestinità, rimasero anonimi. Quanto al poeta Melech Ravitch, lo tradusse in yiddish dopo la guerra per un pubblico di lettori che era quasi scomparso. Tutti i traduttori hanno imposto l'opera di Kafka sulla scena mondiale proiettandovi qualcosa di loro stessi. Ognuno di loro può, a modo suo, esclamare: «Josef K, c'est moi». In questo saggio erudito e struggente Maïa Hruska tira il filo delle matasse letterarie e politiche del XX secolo: analizzando il modo in cui Kafka è diventato Kafka, illumina sottilmente l'Europa di oggi alla luce di quella di ieri.
Dracula non muore mai. Storia vera di un vampiro per caso
Syusy Blady
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 180
Dracula non muore mai. Dracula è una figura che domina il nostro immaginario da quasi due secoli. Ma quel Dracula è ben più antico e coincide con la figura storica di Vlad Tepes, voivoda di Valacchia. Principe sanguinario? Uomo d'armi? Stratega al servizio della cristianità? Syusy Blady è caduta nell'incanto di tanta seduzione ed è andata alla ricerca di Dracula con un pugno di studiosi e collaboratori. È andata alla ricerca, in particolare, di un mistero che dura nel tempo: ma Vlad è veramente morto? Esiste una sua tomba? Il viaggio è l'occasione per fare i conti con il fantasma del principe e con i documenti storici che lo riguardano. Con sapienza e passione Syusy racconta, si racconta, ci trascina nel vortice del mistero.
Alzarsi all'alba
Mario Calabresi
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 168
Viviamo nel tempo della comodità, dove ogni cosa è studiata per sembrarci facile. Ci siamo illusi che ogni traguardo possa essere raggiunto con il minimo sforzo, che le scorciatoie siano vie preferenziali e la velocità un sinonimo di successo. Eppure, per milioni di persone la fatica non è solo una compagna di vita quotidiana, ma una cifra essenziale dell’esistenza, «figlia del senso del dovere, della responsabilità, dell’amore per la propria professione». È un giovane allenatore che insegna ai bambini la bellezza di essere tenaci, un marito che da venticinque anni si prende cura della moglie malata, un papà che corre le ultramaratone perché solo così ritrova la figlia che ha perduto, una donna che a 89 anni ogni mattina porta i fiori al marito e pulisce i bagni del cimitero perché tutti li trovino accoglienti e poi corre a infornare le focacce nel suo ristorante. E ancora, è un maestro di pianoforte che è salito nelle vigne del padre per non sprecare una vita di sacrifici, una restauratrice che coltiva la pazienza per salvare la bellezza, tutti coloro che fanno parte della pattuglia dell’alba che fa funzionare il mondo. «La fatica la devi adorare» ha detto Veronica, giovane atleta paralimpica, prima di sfidare la sabbia e l’acqua gelata del mare per allenarsi. Le sue parole, così audaci e controcorrente, sono state la scintilla che ha messo in moto questo libro. Nell’epoca del tutto e subito, Mario Calabresi ci invita a riscoprire il valore del tempo, della pazienza e della costanza attraverso un mosaico di vite che meritano di essere viste e riconosciute, anche quando la fatica non è una scelta ma un gesto estremo d’amore. Ci conduce così, senza retorica, ma con lo sguardo attento e partecipe del grande giornalista, in un nuovo viaggio, pieno di speranza.
I figli dell'odio. La radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina, l'umiliazione dell'Iran
Cecilia Sala
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 156
A Hebron, un gruppo di minorenni ebree innalza uno striscione contro i matrimoni misti. A Tulkarem, i ragazzini palestinesi appendono ai fucili le foto degli amici uccisi e si preparano a combattere i soldati israeliani. A Teheran, Abbas piange il cugino impiccato dal regime e prova un misto di terrore ed eccitazione per il grande attacco dello Stato ebraico alla Repubblica islamica. Il nuovo reportage di Cecilia Sala è un viaggio che guarda da vicino tre grandi storie intrecciate tra loro: la radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina e il collasso dell’Asse della resistenza che ha la sua testa a Teheran. Con uno stile vivido e in presa diretta, Cecilia Sala ci fa attraversare i check-point e i raid, ci fa entrare nelle case delle vittime e dei carnefici, dei leader militari e dei sopravvissuti. Ci svela così lo scontro generazionale che attraversa ciascuno di questi paesi, divenuto una delle linee di faglia più rilevanti – e meno indagate – del nostro presente. Perché mentre i «pacifisti esausti» tra gli anziani israeliani assistono impotenti alla deriva del proprio paese, una generazione di coloni giovanissimi è la più feroce di sempre in Cisgiordania. Mentre in Palestina un padre come Firas crede ancora nella diplomazia e rimpiange i tempi degli accordi di Oslo, il figlio Samih vede nei suoi tre fucili d’assalto l’unica risposta all’occupazione. E mentre i vertici della Repubblica islamica dell’Iran tentano di nascondere la propria debolezza, le arrabbiate senza velo che sfidano le telecamere per il riconoscimento facciale sono diventate centinaia di migliaia. Il racconto sul campo si arricchisce di alcune interviste a figure chiave, come Hossein Kanaani, uno dei fondatori dei pasdaran, e Ronen Bergman, giornalista premio Pulitzer che spiega il fallimento di Israele nel difendersi dal suo nemico interno, l’estremismo armato. E ancora Imad Abu Awad, analista palestinese, che non crede esista più una soluzione diplomatica né una militare e per risolvere i problemi del suo popolo spera in una guerra civile interna a Israele. Da questo coro di voci, che Cecilia Sala orchestra con maestria, rigore giornalistico e una straordinaria capacità narrativa, nasce un libro essenziale per comprendere i conflitti che definiscono il nostro tempo. Un ritratto complesso, inedito e profondamente umano di un Medio Oriente in trasformazione.
Appunti su un cuore spezzato
Annie Lord
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 348
Il primo amore non si scorda, né tantomeno la prima volta che il proprio cuore è andato in frantumi. Dopo una relazione durata cinque anni, Annie viene lasciata di colpo davanti alla stazione di King’s Cross dal ragazzo con cui pensava che avrebbe trascorso il resto della vita. Con il cuore spezzato e la sensazione di aver perso ogni punto di riferimento, comincia a ripercorrere tutti i dettagli della loro storia d’amore: il giorno in cui si sono conosciuti, i piccoli momenti di quotidianità, il lessico segreto costruito negli anni. Ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio viene messo sotto la lente, come se, analizzando il passato, potesse trovare una spiegazione, un punto preciso in cui qualcosa ha iniziato a rompersi. Parallelamente, Annie racconta le settimane e i mesi che seguono la rottura, dai titanici sforzi per tirarsi fuori dal letto alle disastrose esperienze di sesso occasionale; dai messaggi scritti e mai inviati allo stalking sui social della nuova ragazza di lui. Un percorso disordinato, ma fondamentale per capire chi è lei al di fuori di quel “noi” in cui aveva finito per perdersi. "Appunti su un cuore spezzato" è un memoir intimo e tagliente, che si legge come un romanzo. Con una voce autentica, vulnerabile e ironica, Annie Lord descrive un dolore che è personale ma parla a tutte e a tutti, raccogliendo il meglio e il peggio dell’amore: l’euforia e il dolore, la bellezza e il caos.
Terra chiama Luna. Un viaggio folle e sincero con un padre di nome Frank Zappa
Moon Unit Zappa
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 420
Come si può trascorrere un'infanzia ordinaria quando si è figli di uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi? È normale chiamare i propri genitori Frank e Gail invece che papà e mamma? Vederli gironzolare per casa nudi a discutere di sesso e tradimenti, in un clima di assoluta libertà e anarchia creativa? Per Moon Unit, figlia del visionario artista Frank Zappa e della sua "manager" Gail, dare un senso a una vita così stravagante, scandita dai capricci del genio, dalle tendenze della cultura pop e dalle dinamiche della celebrità è stato un percorso a tratti doloroso, a tratti chiarificatore, ma soprattutto profondamente destabilizzante. In "Terra chiama Luna", Moon Unit Zappa racconta con brutale autoironia cosa significhi crescere nella Los Angeles degli anni Settanta in una famiglia del tutto anticonvenzionale, benedetta e maledetta dal successo; diventare adulta tra le colline di Hollywood negli anni Ottanta nei panni della "Valley Girl" e ritrovarsi per caso su una nuova rete chiamata MTV; cercare la propria strada come attrice, artista, moglie e madre, e infine riconnettersi con sé stessa dopo la perdita dei genitori, quando tutti i suoi legami più stretti sono stati messi alla prova. Spassoso e pieno di aneddoti esclusivi sulla famiglia Zappa, questo memoir celebra il viaggio tortuoso verso la piena realizzazione di sé, il confronto con i fantasmi del passato e due genitori che, presi dalla loro ossessione artistica, hanno causato ferite profonde nella figlia. Ma è anche un ritratto intimo e mai visto di uno dei più grandi talenti musicali di sempre, e di una generazione cresciuta all'insegna degli ideali del libero amore sulla West Coast americana degli anni Settanta.
La Cina è un'aragosta. Come sta cambiando il gigante asiatico
Giada Messetti
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 228
«Cinquant'anni fa sarebbe stato impossibile immaginare la Cina di oggi» sostiene Giada Messetti. E questo perché, come afferma un suo amico cinese, «la Cina è un'aragosta». L'immagine è particolarmente azzeccata perché come l'aragosta, che crescendo è costretta ad abbandonare il vecchio carapace e ad aspettare, vulnerabile, che se ne formi uno nuovo, anche la Cina di oggi sta vivendo una fase di muta faticosa e complessa. Dopo aver raccontato nei suoi saggi precedenti l'attualità e le dinamiche culturali del Celeste Impero, in questo nuovo libro Giada Messetti si concentra sulla società cinese. Durante i suoi ultimi viaggi, avvenuti dopo la riapertura delle frontiere, ha incontrato molte persone di diversa provenienza ed estrazione sociale. Ha così potuto appurare sul campo quante cose siano cambiate nella vita quotidiana dei cinesi: dall'atteggiamento dei giovani verso il lavoro e il loro futuro, alla nuova consapevolezza delle donne riguardo la famiglia e il loro ruolo tradizionale, fino alla voglia degli anziani di godersi gli anni della pensione. Ma non solo, statistiche alla mano, ha fotografato l'evoluzione di abitudini e stili di vita e ha potuto constatare quanto sia ormai generale l'attenzione all'ambiente: il cielo sopra Pechino è finalmente azzurro, segno di una vera svolta green. Una testimonianza di prima mano, non ideologica e quindi preziosa, proprio quella che serve per contrastare gli stereotipi ancora troppo diffusi in Occidente. Perché il Dragone, benché al momento soffra di seri problemi interni, come l'invecchiamento della popolazione, il rallentamento della crescita, la disoccupazione giovanile e la crisi immobiliare, è ancora in ascesa e capace di ridefinire le dinamiche economiche e geopolitiche del mondo. Perciò tentare di comprenderne le contraddizioni e le sfumature, in questo momento storico di grandi cambiamenti, è davvero cruciale.
Un amore di contrabbando. Gigi Riva, una vita in rovesciata
Nicola Muscas
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 252
Quando è morto Gigi Riva se n’è andato l’ultimo dei ribelli, un irregolare per sottrazione. “Quel gol in rovesciata? Ma no, niente: ho visto il pallone arrivare, ci ho provato, mi è andata bene.” Leonardo Carboni, giornalista e scrittore con l’anima in riserva, partecipa al funerale in una Cagliari avvolta da un silenzio irreale, perso in mezzo ad altre trentamila persone. Gli occhi intorno a lui brillano di commozione, ma presto a risplendere è la limpidezza dei ricordi che genera un misterioso senso di comunità. In tanti sentono l’urgenza di raccontare il loro Gigi Riva, chi lo ha visto giocare, chi lo ha conosciuto, chi lo ha solo immaginato. Dietro quei racconti Leonardo vede pulsare vite piene di emozioni. Cosa è stato, per loro, Gigi Riva? E cosa scopriamo, di noi stessi, tra le pieghe delle vite degli altri? Sono queste domande a fargli prendere una decisione improvvisa: inseguire il fantasma di Riva per rimettersi in gioco, dando vita a un romanzo che è fatto di incontri, viaggi, speranze, sorprese, amori, consigli e bugie. Tappa dopo tappa – tra Leggiuno e Milano, tra Cagliari e Torino, tra Carloforte e Roma – emerge il profilo di un uomo votato al tragico, che da eroe ci ha mostrato come si diventa mito, e cioè alla sua maniera, l’unica possibile: scomparendo. Questa è la storia dei suoi tiri mancini e dei suoi no così ostinati, del suo dolore così profondo, così pieno di pudore, così scintillante di dignità. La storia di Rombo di Tuono e dell’Hombre Vertical, un calciatore che era un’iradiddio, un uomo che non somigliava a nessuno. “Se non avessi giocato a calcio? Avrei fatto il contrabbandiere.”
Una Cosa sola. Come le mafie si sono integrate al potere
Antonio Nicaso, Nicola Gratteri
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 204
«Oggi le mafie non sparano, ma il loro potere non è mai stato così forte.» In questo nuovo saggio Nicola Gratteri e Antonio Nicaso ci riportano nel cuore oscuro della criminalità organizzata, svelandone i legami nascosti con i mercati finanziari e la politica e dimostrando come essi siano ormai diventati, di fatto, «una cosa sola». Abbandonata la plateale violenza del passato, le mafie oggi sono vere e proprie imprese globali, capaci di gestire transazioni economiche complesse, nascondere i loro guadagni attraverso il riciclaggio e collaborare con grandi reti di criminalità internazionale. Il loro potere, ormai, si estende ovunque, dall’Europa all’America Latina, dall’Africa all’Asia, infiltrando le istituzioni e minando la stabilità delle economie locali. Grazie a una raffinata strategia di mimetismo, approfittando di regole deboli e della complicità dei colletti bianchi, le mafie si sono insinuate in molti settori chiave, quali la finanza, le grandi opere, le energie rinnovabili, l’immobiliare. Dai paradisi fiscali ai circuiti finanziari digitali, le loro attività illecite sono ormai una parte imprescindibile del sistema economico mondiale. Attraverso un’analisi lucida e documentata, testimonianze dirette e casi studio, gli autori mostrano come questo legame sempre più stretto tra mafia, politica e imprenditorialità stia compromettendo non solo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, ma anche la crescita e lo sviluppo economico dei paesi corrotti. E sollevano una domanda, tanto urgente quanto inquietante: se le mafie non sono più visibili, sarà possibile fermarle prima che sia troppo tardi? Poiché «il loro silenzio è il nostro allarme più grande, e ignorarlo significa cedere alla loro nuova e devastante forma di potere.»

