Mondadori: Strade blu
Esposte al vento. Camminare nella natura per ritrovare se stesse
Annabel Abbs
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2022
pagine: 336
Dopo anni trascorsi a occuparsi dei quattro figli e della famiglia, con la casa ormai vuota e sull'orlo di una crisi esistenziale profonda, Annabel Abbs decide di riconnettersi al mondo in cui il padre, ispirandosi ai principi di Rousseau, l'aveva cresciuta. E lo fa mettendosi in cammino. O meglio, ripercorrendo il cammino di donne eccezionali del passato, che nel camminare hanno trovato una grande fonte di ispirazione, consolazione e libertà. Alcune sono donne famose, altre meno conosciute, tutte possono considerarsi vere e proprie pioniere dell'escursionismo femminile. Donne che camminavano per allenarsi a pensare autonomamente, per affermare la loro indipendenza, per sondare i limiti del proprio corpo: ripercorriamo così gli itinerari di Frieda von Richthofen tra l'Inghilterra, la Germania e l'Italia; accompagniamo Gwen John lungo la Garonna, Clara Vyvyan e Daphne du Maurier lungo il Rodano, Nan Shepherd sulle montagne della Scozia, Simone de Beauvoir nelle foreste della Francia e della Svizzera, Georgia O'Keeffe nelle deserte pianure del Texas e del New Mexico. Ma, oltre al beneficio dell'immersione totale nel mistero della natura, corroborato da una serie di interessanti studi scientifici che si intrecciano alla narrazione, a Abbs interessa il viaggio interiore. Seguendo i passi di queste donne straordinarie, si rende conto che, proprio come le sue eroine, anche lei sta camminando verso un futuro nuovo. Un viaggio attraverso terre selvagge e paesaggi interiori inediti, una profonda riflessione sul potere del camminare nella natura e sulla forza di volontà delle donne.
Centoventisei
Ezio Abbate, Claudio Fava
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2022
pagine: 132
Un vecchio killer in disarmo, una sospettosissima moglie al nono mese di gravidanza, un balordo che vuole farsi mafioso. Accade tutto in una notte d'estate palermitana, con l'aria ferma e la città svuotata. Attorno al furto di una centoventisei si accende un crescendo di presentimenti, equivoci, rivelazioni, fughe. Sullo sfondo, l'ombra densa e a tratti grottesca di Cosa Nostra e dei suoi progetti di morte. Finché la notte si spegne in un'alba limpida e imprevedibile. Claudio Fava ed Ezio Abbate scrivono un racconto di fulminante efficacia in cui, senza mai citarla, alludono ai preparativi della strage di via D'Amelio del '92. Prendono distanza dalla cronaca degli eventi, ma mettono in scena tre personaggi nella cui vita e nella cui personalità vediamo il mondo di chi è nato sotto la mafia ed è abituato a ragionare e ad agire secondo lo schema "ubbidisco o muoio, uccido o vengo ucciso".
La partita. Le immagini di Italia-Brasile
Piero Trellini
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2022
pagine: 224
È il 5 luglio 1982, sul quadrante dell'arbitro Klein scattano le 17.15. Nel ventre del vecchio stadio Sarriá di Barcellona ventidue uomini affidano a un pallone i destini delle proprie esistenze. Non sono i soli a giocarsi la partita della vita. I novanta minuti che stanno per affrontare Italia e Brasile sono determinanti per un universo intero composto da giornalisti, tecnici, presidenti, fotografi, dirigenti, politici e semplici spettatori. Ciascuno di loro sta giocando una propria partita: contro le condizioni avverse, i propri limiti e il tempo rimasto. Il sole è ancora alto, il prato bagnato, lo stadio pieno, l'epilogo scritto. Nessuno può immaginare che quella sarà la più grande partita mai giocata in un campo da calcio. E che tutti loro rimarranno intrappolati in un eterno presente della memoria collettiva. Attraverso fotografie, oggetti, reliquie, documenti e giornali – raccolti, custoditi e raccontati da Piero Trellini – questo volume, vero e proprio "libro illustrato d'autore", ripercorre la storia di Italia-Brasile del 1982, svelandone ogni segreto, scoprendo particolari invisibili e trovando indizi sconosciuti, tutti capaci di restituire potentemente sguardi, atmosfere, luci e persino voci di quelle ore.
La vita accade. Una storia che fa luce sulle emozioni maschili
Alberto Pellai
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2022
pagine: 204
Questa è una storia che parla di uomini. «Uomini che non sanno dare parola alle proprie emozioni e quindi le trasformano in silenzi, oppure in azioni disfunzionali.» Paolo sta per diventare padre. Sua moglie Chiara lo sveglia in piena notte per dirgli che è giunto il momento. Quando salgono in macchina e partono alla volta dell'ospedale, Paolo sa che quel viaggio gli cambierà la vita. E mentre viene travolto da un turbine di emozioni e ricordi, non può fare a meno di ripercorrere la sua storia, abitata da figure maschili che gli hanno lasciato ferite profonde, alcune ancora aperte. Un passato dove sofferenza e disagio hanno agito senza tregua, trasformando in sopravvivenza ciò che avrebbe dovuto essere esistenza. Ripensa quindi al padre biologico Bruno, al padre «di fatto» Oreste e al padre affidatario Giancarlo, a come le loro emozioni, represse e mal gestite, siano diventate delle pericolose micce, capaci di scatenare incendi devastanti. La fatica di questi padri nel gestire la propria sfera emotiva ha plasmato la crescita di Paolo, che trascina la sua vita in un ininterrotto «qui e ora» in cui il lavoro diventa un alibi per fingere di vivere, rimanendo un eterno migrante alla ricerca di un approdo. Ma se da una parte sente di aver ereditato le loro difficoltà, dall'altra coltiva anche la speranza dell'uomo che può diventare grazie all'incontro con Chiara e al potere trasformante della nascita del figlio Tommaso. Ecco allora che a fronte di relazioni pericolose e tossiche, che distruggono, nascono anche relazioni costruttive e accudenti, che salvano. Con una prosa attenta e profonda, che coniuga la conoscenza dello psicoterapeuta con l'abilità del narratore, Alberto Pellai mette in scena il mondo interiore degli uomini, trasformando la loro solitudine e il loro silenzio in una vicenda universale. E racconta, in queste pagine cariche di sentimento, la storia di un uomo che li rappresenta tutti, che mostra come solo facendo pace con il proprio passato si può diventare persone risolte, compagni e padri migliori.
Confini invisibili. Quello che abbiamo imparato sui microbi e le sfide che ci aspettano
Barbara Gallavotti
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2022
pagine: 228
Questo libro ha preso forma in un mondo sotto scacco. Eppure non nasce dal conto degli errori fatti, bensì da una nuova consapevolezza: non siamo i padroni della Terra, perché condividiamo il pianeta con un'infinità di minuscoli abitanti, a volte più potenti di noi. Fin dall'alba dei tempi, batteri, virus e microrganismi possono essere preziosi alleati, ma anche terribili nemici. Fondamentale è quindi studiarli e imparare a conviverci. La conoscenza del passato è come sempre la via maestra per interpretare il presente. Per questo Barbara Gallavotti ripercorre la storia dei microbi, antica quanto quella dell'uomo, esaminando con profonda competenza e con un linguaggio chiaro le geniali soluzioni che essi hanno adottato per riuscire a non estinguersi, approfittando anzi di ogni occasione per diventare più forti e più numerosi. Anche il corpo umano, però, in maniera altrettanto stupefacente, ha sviluppato strategie per non soccombere, spesso ricorrendo all'aiuto della scienza. È proprio la scienza che nel corso dei secoli ci ha dotato di armi ben più potenti di quelle che avremmo potuto mettere in campo solo facendo appello al nostro sistema immunitario. La lunga avventura degli esseri umani sulla Terra è legata in maniera inscindibile al rapporto con ciò che ci circonda, dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo; in una parola, con tutto ciò che chiamiamo «natura». E da questa relazione, ogni giorno sempre più compromessa, dipende la nostra sopravvivenza. Perché senza l'uomo la vita sul pianeta proseguirebbe comunque, magari comparirebbero nuovi organismi, ma senza l'ambiente e la ricchezza della sua biodiversità gli esseri umani sono destinati all'estinzione. È forse questa la lezione più importante che possiamo trarre dalla recente pandemia: la nostra salute dipende da quella della Terra e di tutte le specie che la abitano, e non tenerne conto, sfruttando senza alcun rispetto le risorse disponibili come se fossero illimitate, ha un costo altissimo. Non possiamo permetterci di sfidare la natura, o di ignorare i confini invisibili che ci separano e al tempo stesso ci mettono in contatto con gli altri esseri viventi. Occorre invece che ci assumiamo, tutti insieme e ciascuno singolarmente, la grande responsabilità di ricreare la necessaria sintonia con il nostro pianeta: un obiettivo ambizioso eppure esaltante, per il quale ormai non esistono più scorciatoie.
Un uomo solo
Antonio Iovane
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2022
pagine: 132
Sanremo, 26 gennaio 1967. La Riviera è pronta a ospitare il Festival della Canzone Italiana: i giornalisti già parlano di un'edizione rivoluzionaria, perché sul palco si sfideranno la vecchia guardia guidata da Claudio Villa e Domenico Modugno e le voci nuove, come I Giganti, Little Tony, Lucio Dalla. E Luigi Tenco. Tenco è più conosciuto come autore che come interprete ed è lì perché vuole che il grande pubblico impari ad apprezzarlo: ha deciso che d'ora in poi nelle sue canzoni parlerà di problemi sociali, di disoccupazione, di legge sul divorzio, di mafia, e vuole che tutti lo ascoltino, anche il pubblico delle canzonette, perché " le idee non valgono da sole, valgono solo se qualcuno le recepisce ". Insieme a Dalida, la diva francese con cui ha avuto un'intensa ma breve relazione, canterà 'Ciao amore, ciao' che racconta la grande emigrazione dalla campagna verso la città, una canzone orecchiabile ma impegnata. Mentre si avvicina il momento dell'esibizione, però, Tenco capisce che sta tradendo se stesso, che lui non ha nulla a che fare con quel mondo. È nervoso, beve, le ultime prove sono un disastro, e quando sale sul palco appare già rassegnato; l'esibizione è pessima, le giurie bocciano la canzone, che non viene nemmeno ripescata. La delusione lo rende furioso, non segue Dalida e gli amici della casa discografica al ristorante, torna in albergo. Alle 2,10 viene ritrovato morto, disteso sul pavimento della sua camera. Attraverso testimonianze e una meticolosa ricerca d'archivio, Antonio Iovane ricostruisce in un lunghissimo piano sequenza l'ultimo giorno di vita di Luigi Tenco ma anche le ore successive, quelle in cui si accavallano dichiarazioni terribili da parte di colleghi cantautori e giornalisti, quelle del più tragico e indegno "show must go on" che l'Italia abbia mai conosciuto. "Un uomo solo" non cerca di far luce sul presunto suicidio di Luigi Tenco, ma racconta con la forza immersiva del romanzo il tormento, le contraddizioni e i sogni di un artista fuori dal tempo.
Interista Social Club. Viaggio al termine delle nostre notti insonni nell'anno dello scudetto
Tommaso Labate
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 156
Il tifo calcistico è qualcosa di più di una storia d'amore o di una fede religiosa, è una condizione dell'essere. Si è di una squadra fin da bambini e la si ama seguendo dinamiche personalissime, fatte di consuetudini e liturgie ben precise, che rispondono a una grammatica che il non tifoso non può che ignorare. Tommaso Labate prende le mosse dalla recente vittoria dello scudetto del 2021 da parte della sua Inter per accompagnare il lettore alla scoperta di questa grammatica, attraverso un vero e proprio viaggio nell'"interismo". Una riflessione in cui sport e costume, analisi e narrazione si intrecciano fino a toccare la società, la cultura e la politica del Paese nel suo complesso. Un viaggio al termine di notti insonni in cui, sullo sfondo dei ricordi, si stagliano avvenimenti felici, come la conquista dello scudetto del 2008, o delusioni laceranti, come il titolo perso all'ultima giornata il 5 maggio 2002, fatidica data dalla quale Labate trae spunto per imbastire uno dei capisaldi della sua personale analisi dell'indole interista. Se è vero, infatti, che c'è una piccola percentuale di pessimismo dentro ognuno di noi, nel tifoso di calcio - e in particolar modo in quello dell'Inter - questa percentuale è più alta. Si tratta di una sorta di «ottavo vizio capitale» che fin dalla nascita lo accompagna, latente e silenzioso ma sempre presente, nell'altalena di emozioni in cui la passione per il calcio e le questioni della vita si intrecciano, spesso sfumando i propri contorni fino a diventare una cosa sola. Una girandola di gioie e delusioni in cui si alternano «diverse gradazioni di paradiso» e veri e propri «gironi infernali». Fra i vari personaggi che popolano queste pagine ce n'è uno che aleggia come un fantasma da esorcizzare, quel José Mourinho il cui nome, grazie alla conquista del Triplete, è destinato a restare impresso per sempre nella storia dell'Inter. Ed è stato proprio un ex juventino, Antonio Conte, a «liberare» gli interisti da un'eredità tanto pesante in una sera di ottobre del 2019, quando i nerazzurri, pur giocando un calcio spettacolare, persero con il Barcellona in una partita della fase a gironi della Champions League. Fu una sconfitta ingiusta, che lasciò un segno indelebile nel cuore dei tifosi, ma segnò l'inizio di un nuovo percorso. Perché il calcio è come la vita. E la sconfitta, più della vittoria, in alcuni casi è la chiave dell'eternità.
L'inattesa. Angela Merkel. Una biografia politica
Tonia Mastrobuoni
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 288
Angela Merkel è la misteriosa scienziata emersa dalle macerie del Muro di Berlino che in pochi anni conquista il partito di Helmut Kohl. È la cancelliera che trasforma la Germania nel Paese più potente d'Europa. È la donna dell'Est, la figlia di un pastore protestante che blinda precocemente la sua vita privata e occupa per trent'anni il centro della scena politica tedesca: batte i rivali e cannibalizza gli alleati. È quasi sempre la donna più intelligente nella stanza, raccontano unanimi i suoi confidenti e persino i suoi nemici. Tonia Mastrobuoni, con il piglio narrativo e la capacità analitica che si riscontra nei suoi reportage, nelle interviste e nei commenti sul quotidiano «la Repubblica» per cui è corrispondente da Berlino, alla trama dei documenti politici e storici riguardanti la cancelliera intreccia l'ordito di racconti e retroscena inediti, mostrando il raro talento politico di Angela Merkel. Un Proteo che assorbe le istanze migliori di tutti, una leader postideologica che, con istinto infallibile, sfrutta le debolezze degli avversari. Non sempre le sue strategie hanno garantito progressi all'Europa: a volte i suoi limiti caratteriali hanno portato il continente sull'orlo della catastrofe. Ma la più longeva cancelliera della storia lascia un'eredità difficile da sottovalutare e una generale nostalgia. Dopo sedici anni alla guida della Germania, c'è ancora chi la considera un corpo estraneo, quasi un incidente o un episodio irripetibile. Alla vigilia del suo addio, Merkel è ancora, per tanti aspetti, l'inattesa.
Il tesoriere
Gianluca Calvosa
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 396
Italia, 1972. Dopo quattordici anni trascorsi tra i corridoi polverosi di un soffocante archivio alla periferia di Milano, Andrea Ferrante è ormai rassegnato al suo dignitoso quanto anonimo ruolo di piccolo funzionario politico, ben lontano dalla radiosa carriera cui un tempo sembrava destinato. Il rapporto con la moglie Sandra si trascina stancamente. Con suo figlio Umberto, poco più di qualche sporadico litigio. A strapparlo dal torpore del fallimento è un'inattesa convocazione a Roma dove, contro ogni logica e consuetudine, il nuovo segretario del PCI lo nomina tesoriere del partito. L'entusiasmo per il prestigioso incarico, però, lascia presto il posto allo sconcerto: non solo il suo predecessore è stato trovato morto in circostanze poco chiare, ma il primo compito che Ferrante deve affrontare è interrompere il fiume di denaro proveniente da Mosca. Sono anni densi di fermento, quelli della Guerra Fredda, delle università occupate, del volantinaggio in fabbrica, dei cortei di piazza e delle prime vittime del terrorismo. L'Italia è troppo strategica per lasciare l'iniziativa al nemico: comunisti, democristiani, CIA, KGB, servizi deviati, brigatisti e alti prelati del Vaticano si incrociano a Roma, vero epicentro della contrapposizione tra Mosca e Washington, mettendo in scena un conflitto senza precedenti che, anestetizzato dall'abbraccio della Dolce Vita, trasforma la Città Eterna nel parco divertimenti dello spionaggio internazionale. Gli eventi che hanno catapultato l'inconsapevole tesoriere in un labirinto senza apparente via di uscita risvegliano storie provenienti da lontano che si danno appuntamento sulle sponde del Tevere per fare i conti con il passato. Storie di soldi, tanti soldi, storie di militanza e di tradimenti, di fantasmi testardi, nobili proletari, truffatori metodici, ministri senza culto, criminali devoti ed eroi inconsapevoli. In questo romanzo d'esordio Gianluca Calvosa ricostruisce le dinamiche di una stagione cruciale per la storia italiana, che ancora si riverbera con la sua ombra fosca sul presente.
Turno di notte. Storia tragicomica di un infermiere che avrebbe voluto fare altro
Giacomo Poretti
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 156
Com'è che, dopo un'infanzia passata a sognare di diventare calciatore, astronauta o magari avvocato o filosofo, uno si ritrova a fare l'infermiere nella corsia di un ospedale? Sandrino – detto Saetta perché nessuno è veloce come lui ad accorrere al letto dei ricoverati – se lo chiede ancora oggi, dopo tanti anni trascorsi a galoppare su e giù per i corridoi dei vari reparti, richiamato dal suono insistente dei campanelli con cui i pazienti esigono le sue attenzioni, giorno e notte. Già, la notte... le ore che tutti attendono per abbandonarsi al riposo sono per l'infermiere, esattamente come per il navigatore solitario, il momento più difficile: quello in cui si percepisce tutta la solitudine e la responsabilità di non poter lasciare la barca ingovernata. Ma per Sandrino sono anche l'occasione per far spazio ai ricordi più esilaranti, drammatici o commoventi che hanno costellato la sua carriera, iniziata come ausiliario delle pulizie – parola d'ordine: «Saetta, vada a cambiare il 23!!» – e coronata dal diploma di infermiere, il vero passaporto per entrare nel mondo della medicina. Nel divertente racconto di Sandrino – che ha una inspiegabile quanto fortissima somiglianza con Giacomo Poretti – sfilano personaggi d'ogni tipo, dal medico di turno restio a farsi svegliare nel cuore della notte, e quindi soprannominato «Brandina», al paziente che si attacca al campanello perché gli si è informicolata una gamba oppure perché si sente solo e vorrebbe fare una partita a briscola. Ma in queste pagine c'è posto anche per la tenerezza verso chi soffre e spesso ha paura, e soprattutto per la riflessione sulla condizione umana che ci espone alla malattia e al dolore, riflessione che induce Sandrino a incalzare l'Amministratore Delegato dell'Universo (o chi per lui) con mille domande e dubbi su tanta ingiustizia. "Turno di notte" è un romanzo fatto di mille personaggi meravigliosi – suore, infermieri, pazienti, dottori – alle prese con tutte quelle piccole cose e quelle questioni enormi che sono il sale delle nostre giornate. Con la leggerezza profonda che lo contraddistingue, Giacomo non solo ci racconta una storia, fatta di tante storie che ci fanno ridere e piangere, ma riesce, senza dare troppo nell'occhio, a farci pensare. Alla malattia, alla cura, alla paura e alla speranza: insomma, a quella cosa esaltante, spaventosa e inesplicabile che chiamiamo vita.
Il posto degli uomini. Dante in Purgatorio dove andremo tutti
Aldo Cazzullo
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 288
«I nostri nemici finiranno all'Inferno; le nostre mamme in Paradiso; ma a noi un po' di Purgatorio non lo leva nessuno. Per questo il Purgatorio è il posto degli uomini, dove andremo tutti. Meglio sapere per tempo quel che ci aspetta. Dante stesso pensava di finirvi da morto, nel girone dei superbi...». Aldo Cazzullo prosegue il viaggio sulle orme del «poeta che inventò l'Italia». Il romanzo della Divina Commedia, dopo l'Inferno, racconta ora il Purgatorio: il luogo del «quasi», dell'attesa della felicità; che è in sé una forma di felicità. Un mondo di nostalgia ma anche di consolazione, dove il tempo che passa non avvicina alla morte ma alla salvezza. Una terra di frontiera tra l'uomo e Dio, con il fascino di una città di confine. La tecnica narrativa è la stessa di "A riveder le stelle". La ricostruzione del viaggio nell'Aldilà viene arricchita dai riferimenti alla storia, alla letteratura, al presente. Il Purgatorio è il luogo degli artisti: il musico Casella, il poeta Guinizzelli, il miniaturista Oderisi che cita l'amico di Dante, Giotto. Ci sono i condottieri pentiti nell'ultima ora: Manfredi con il ciglio «diviso» da un colpo, Bonconte delle cui spoglie il diavolo ha fatto strazio, Provenzano Salvani che si umiliò a chiedere l'elemosina per un amico in piazza del Campo a Siena. E ci sono le donne: gli occhi cuciti dell'invidiosa Sapìa, le lacrime disperate della vedova Nella e la splendida apparizione di Pia de' Tolomei, l'unico personaggio a preoccuparsi per la fatica di Dante, «Deh, quando tu sarai tornato al mondo/ e riposato della lunga via...». Nel Purgatorio, oltre a descrivere il Bel Paese, il poeta pronuncia la sua terribile invettiva civile: «Ahi serva Italia, di dolore ostello...». E in cima alla montagna, entrato nell'Eden, ritrova Beatrice, più bella ancora di come la ricordava. Dante trema per l'emozione, piange, perde Virgilio, e si prepara a volare con la donna amata in Paradiso. E ognuno di noi, dopo due anni di pandemia, ha capito quello che il Purgatorio vuole significare. Può così sentirsi come Dante: «Puro e disposto a salire a le stelle».
Fa' che non sia matto. Tra terapeuta e pazienti: storie di menti che si svelano
A. K. Benjamin
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2019
pagine: 240
Un ambulatorio spoglio, dalle pareti di un azzurro gelido, nel reparto di neurologia. Davanti alla scrivania si siedono tanti pazienti, uno dopo l'altro, in attesa di essere visitati. C'è Lucy, una signora che non distingue casa sua da quella della vicina. C'è Michael, sopravvissuto a un brutto incidente durante un volo di base jumping. Ci sono Jane, un'adolescente afflitta da crisi epilettiche, e Tracy, una bambina che è stata travolta da un televisore ultrapiatto mentre cercava di accenderlo. Poi c'è lui, il terapeuta, che interroga e scruta chi gli sta di fronte, alla ricerca della diagnosi da imprimere nero su bianco nella cartella clinica. La verità straziante con cui deve convivere è che non sempre si può guarire: nel campo dei disturbi neurologici le personalità si frantumano, le evidenze sono volubili, le certezze vengono meno. Risonanze, encefalogrammi e tamponi non sono sufficienti per inquadrare un disagio, una persona, una vita. Quando un clinico si spinge nei luoghi più intimi, nascosti e inafferrabili di un paziente, contando su intuito, emozioni ed empatia, non è più importante distinguere chi è sano da chi è malato, capire ciò che è vero e ciò che invece è soltanto il frutto dell'immaginazione. Il racconto di una serie di casi clinici si trasforma allora nel confronto intenso e commovente di un terapeuta con la propria storia personale e lavorativa, che evoca l'espressività dei temi cari a William Shakespeare. Come Re Lear, che deve fare i conti con un potere decadente su un regno sempre più precario, A.K. Benjamin, pseudonimo dietro al quale si cela un neuropsicologo britannico, è un protagonista cangiante e camaleontico. Ha lavorato tra India, Nepal e America centrale, ha vissuto tra migranti, transgender, tossicodipendenti e senzatetto negli Stati Uniti e, fin da bambino, ha avuto a che fare con psicologi, psichiatri e consulenti: a vent'anni è stato sfiorato dall'idea di farsi travolgere dalla metropolitana in una delle stazioni più trafficate di Londra, ha affrontato un matrimonio andato in pezzi e la nascita di due figlie, si è trincerato dietro lo sport estremo per chiedere a se stesso prestazioni sempre più ai limiti e si è fatto strada in una professione labirintica in cui i confini tra terapeuta e paziente si sono rivelati sempre più labili. Proprio come nel dramma shakespeariano, così personale da diventare corale, “Fa' che non sia matto” racconta una pazzia piena di lucidità e affronta l'angoscia, l'instabilità, il dolore e la solitudine creando una storia multiforme, spiazzante e ipnotica che si dimostra profondamente umana e oltremodo attuale.

