Paoline Editoriale Libri: La Parola e la sua ricchezza
Ricostruire e ricominciare. Leggere la Bibbia nella comunità con Esdra-Neemia
Claudio Balzaretti
Libro
editore: Paoline Editoriale Libri
anno edizione: 2010
pagine: 128
Il libro di Esdra-Neemia colma un vuoto di cinque secoli della storia d'Israele, fino alla comparsa di Gesù in Giudea. È l'unica testimonianza biblica (fuori dalle extrabibliche) della svolta nella religione biblica che segna la nascita del giudaismo. C'è un progressivo ripiegarsi della fede biblica in una comunità sempre più esclusiva, preoccupata solo di conservare la propria identità e di difendersi dalle pressioni esterne. Su base storica ed esegetica, il volume segue passo dopo passo il libro biblico, mostrando sia l'attualità di quell'esperienza sia il suo significato teologico. Protagonista della vicenda è il popolo nella sua totalità, al cui servizio stanno i capi, per la ricostruzione di Gerusalemme distrutta dai babilonesi: prima del tempio e poi delle mura. L'importanza di Esdra-Neemia è data dall'episodio della lettura pubblica della Scrittura: 1) nasce la pratica della lettura liturgica della Parola di Dio; 2) viene spiegato che la Parola per realizzarsi deve essere studiata e compresa; 3) ha inizio la serie ininterrotta di letture e commenti della Scrittura, che è arrivata fino ai nostri giorni. E fra queste letture un posto importante è occupato dal monaco inglese Beda il Venerabile (673-735 circa), che dopo l'età patristica ha commentato tutta la Scrittura e ha mostrato al Medioevo e a noi il modo con cui leggere i diversi sensi della Scrittura, da quello letterale a quello morale. Per questo, sono riportate alcune pagine del suo commentario, che aprono uno squarcio sulla Chiesa dei suoi tempi e ci insegnano come formulare domande anche per l'oggi. «Solo da Esdra-Neemia noi veniamo a sapere che alcuni ebrei esuli ritornarono a Gerusalemme, mentre altri restarono nei luoghi in cui furono deportati e formarono la diaspora. Il libro di Esdra- Neemia impedisce di far coincidere la fine di erusalemme, la fine del tempio e la fine della monarchia con la fine della storia biblica». (C. Balzaretti)
Non svegliate l'amore. Una lettura del Cantico dei cantici
Gianni Barbiero
Libro: Libro in brossura
editore: Paoline Editoriale Libri
anno edizione: 2007
pagine: 128
L’autore si propone non di dire parole sue, ma di accostare il lettore al testo sacro, dandogli chiavi di lettura per comprenderlo e gustarlo. Come ogni parola di Dio, il Cantico dei cantici è anche parola profondamente umana e, come tale, ancorata a uno spazio e a un tempo precisi. Esso si colloca nella Palestina dell’epoca tolemaica (III secolo a.C.), e nasce come un confronto tra la concezione ebraica dell’amore e quella greca, sullo sfondo della cultura orientale, soprattutto egiziana. La lettura di Gianni Barbiero privilegia l’approccio strutturale. Il Cantico dei cantici si presenta così come un libro programmatico, con un messaggio ben chiaro. Esso si pone in dialogo e spesso in contrasto non solo con la letteratura del tempo, ma anche con la società ebraica e la sua concezione patriarcale dell’amore, senza timore di contraddirla. Vari i motivi di interesse: Generalmente, il Cantico dei Cantici è letto o in modo allegorico, e quindi in funzione dell’amore di Dio, oppure in modo erotico, come un manuale d’amore. Qui l’autore propone una lettura allo stesso tempo letterale e teologica del libro biblico. Il Cantico non è, come comunemente si crede, un’antologia di poemi amorosi, ma è un’opera unitaria, con una chiara struttura letteraria e un programma teologico; il Cantico è databile nel periodo ellenistico, come una risposta del mondo ebraico alle provocazioni della cultura greca nel campo dell’amore; il Cantico dei cantici è una protesta contro una concezione patriarcale dell’amore diffusa nella società del tempo e presente anche in altri libri biblici.

