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Quodlibet: Logica della sensazione

Arte o decadenza. Dilettanti professionisti maestri

Gabriele Guercio

Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio

editore: Quodlibet

anno edizione: 2025

pagine: 336

Immaginare l’arte come evento che sfida la decadenza significa pensare a una potenza che non è mai confinata al presente, che non si limita alla sua contemporaneità. L’arte, radicata nel momento storico in cui nasce, possiede tuttavia una forza che la trascende, rinnovandosi continuamente. Non è solo testimonianza del tempo, ma resistenza alla sua caducità. In essa, il presente si dissolve per fare spazio a un essere sottratto al divenire.
26,00 24,70

Venezia e il Rinascimento. Religione, scienza, architettura

Manfredo Tafuri

Libro: Libro in brossura

editore: Quodlibet

anno edizione: 2024

pagine: 584

«Il nostro tentativo è volto a eliminare – per quanto possibile – pregiudizi, a liberare la storia dell’architettura e della città. Del resto, le forme visibili nascondono accuratamente la storia della loro genesi e ancor più nascondono le scelte perdenti: dagli archivi e dalle testimonianze dei contemporanei emergono a getto continuo progetti che nel loro insieme disegnano città “altre”, non realizzate ma ricostruibili. È necessario andare oltre lo sguardo, e chiedere ai progetti irrealizzati il perché delle loro sconfitte». La novità di questo libro permane intatta, ma il suo insegnamento ha fatto strada. Quando Venezia e il Rinascimento comparve, nel 1985, il giudizio fu entusiastico. Tafuri aveva rotto l’isolamento dell’architettura tra le arti belle e insegnato a vederla nei nessi con gli altri aspetti della vita culturale e religiosa, ponendola nel vivo delle questioni storiche di un secolo drammatico e di una città straordinaria. Sullo sfondo di un’Europa scossa da profondi rivolgimenti, i conflitti che emergono nella Serenissima dagli inizi del Cinquecento al primo decennio del Seicento sono ricomposti in un ampio affresco: il filo conduttore è dato dalle trasformazioni urbane nel modo in cui vengono progettate e nei percorsi che attraversano in fasi diverse di elaborazione, alimentando discussioni esplicite e umori diffusi. La Venezia del mito, utopia realizzata nel segno dell’equilibrio armonico, si scontra con i nuovi tempi: le tendenze oligarchiche e papaliste, le mode culturali romane, l’emergere di nuove mentalità, le insofferenze e i drammi degli eterodossi innescano la battaglia per un’architettura interpretata come metafora di assoluta verità e di buon governo, che ebbe tra i suoi protagonisti dogi come Andrea Gritti e Leonardo Donà, artisti come Lotto, Sansovino, Serlio, Palladio e Scamozzi, scienziati e umanisti come Daniele Barbaro, Francesco Barozzi e Galileo Galilei. Perseguendo l’obiettivo di una storia fatta di intersezioni, Tafuri racconta una vicenda ricca di sorprese tra linee di frattura con il passato e persistenze. Ne esce una ricostruzione complessa, in cui la vicenda della “forma urbis” è intrecciata alle grandi tematiche religiose, civili ed economiche. E i problemi emergenti da tale ricostruzione vengono riconosciuti come le sfide che la storia di Venezia lancia alla cultura distratta dei «moderni».
35,00 33,25

Rinascimento anacronico

Alexander Nagel, Christopher S. Wood

Libro: Libro in brossura

editore: Quodlibet

anno edizione: 2024

pagine: 576

Rinascimento anacronico propone una sorprendente rilettura di una stagione fondamentale della cultura europea e una nuova concezione della storicità delle opere d’arte. Definire un’opera «anacronica» significa in effetti, scrivono Alexander Nagel e Christopher S. Wood, dire ciò che essa fa «quando ripete, quando esita, quando ricorda, ma anche quando progetta un futuro o un ideale», eccedendo il «mondo della vita» che l’ha generata. Le architetture di Leon Battista Alberti e Bramante, i dipinti di Guido da Siena, Jan van Eyck e Vittore Carpaccio, le sculture di Michelangelo o gli affreschi della Stanza della Segnatura, così come le icone, i disegni, le stampe, i mosaici, le medaglie esaminate da Nagel e Wood, fanno emergere interrogativi imprevisti circa la loro autenticità, riferimenti a precedenti prestigiosi, così come gli effetti della trasposizione da un medium a un altro. Le icone bizantine considerate come antichità paleocristiane, le immagini non create da mano umana, le spoliazioni e le citazioni, i diversi approcci al restauro, le leggende sugli edifici, i falsi e i pastiches si rivelano in questo modo altrettante componenti di una originale e più esauriente visione dell’arte rinascimentale. Se è vero che un’opera d’arte testimonia il momento della sua realizzazione, Nagel e Wood dimostrano che è altrettanto determinante comprenderne la costitutiva instabilità temporale e i modi con cui essa rimanda a remote origini ancestrali, a un artefatto o a un’immagine anteriore, o persino a un’origine divina posta fuori dal tempo. Rinascimento anacronico cerca di estrarre dalle opere d’arte una temporalità in strutturale disallineamento con la disciplina della storia dell’arte, «verso una cronotopologia della creazione artistica». Se l’opera, come scrivono gli autori, è un messaggio i cui mittenti e destinatari sono in costante spostamento, l’arte è la possibilità di un indispensabile colloquio attraverso il tempo.
38,00 36,10

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