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I «libri adgiunti» alle «Storie» di messer Biondo da Furlì

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I «libri adgiunti» alle «Storie» di messer Biondo da Furlì
Titolo I «libri adgiunti» alle «Storie» di messer Biondo da Furlì
Autore
Curatore
Argomento Scienze umane Storia
Collana Biblioteca memorie domenicane
Editore Nerbini
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 440
Pubblicazione 10/2018
ISBN 9788864342849
 
60,00 57,00

 
risparmi: € 3,00
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Andrea Cambini (1445-1528) fu collaboratore di Lorenzo e Giuliano de’ Medici e dei figli del Magnifico, poi legato strettamente a Savonarola, e incaricato di uffici pubblici non solo in quegli anni ma anche in età soderiniana e subito dopo il ritorno dei Medici in patria. Traduttore prolifico di testi latini classici (Cicerone, Cornelio Nepote) e moderni (Leonardo Bruni, Biondo Flavio e Cristoforo Landino, di cui fu allievo), egli coltivò sin dalla prima giovinezza una spiccata attitudine per la storia, testimoniata in primis da due trattati storici, il "Della progenie del Regno de’ Franchi e vita de’ loro Re" e il "Libro della origine de’ Turchi et imperio delli Ottomani". Il non trascurabile corpus letterario di Cambini non è stato fino a oggi oggetto d’indagine ed è inedito, ad eccezione del trattato sui Turchi, un vero e proprio best-seller del Cinquecento europeo, la cui princeps fu edita, postuma, nel 1529. Dopo quasi mezzo millennio si torna dunque a pubblicare un testo di Cambini. I Libri adgiunti sono tre addizioni a corredo della traduzione integrale del testo vulgato delle incompiute "Historiarum ab inclinatione Romanorum imperii decades" di Biondo; sembrano riflettere, a un primo sguardo, il progetto a lungo vagheggiato dall’umanista forlivese: completare la narratio della sezione contemporanea delle "Decades". Per tale motivo in passato si è ritenuto che i Libri adgiunti fossero le reliquie in volgare dell’estrema performance storico-letteraria di Biondo, che Cambini avrebbe in qualche modo intercettato, arrogandosene la paternità. Tuttavia, attraverso un complicato e originale complesso d’indagini, vertenti sul monumento blondeo – con sondaggi sulla non studiata tradizione testuale delle "Decades" –, su Cambini, di cui si delinea per la prima volta il profilo intellettuale, e sui "Libri adgiunti", è adesso possibile ascrivere quelle addizioni allo storiografo fiorentino. L’edizione critica commentata dei "Libri adgiunti" è fondata sui manoscritti autografi cambiniani, individuati nel corso delle ricerche. E proprio da un minuto dettaglio filologico, una nota marginale autografa, si avvia un percorso di “riabilitazione” che riguarda certamente Cambini e, verosimilmente, anche altri storiografi secondo-quattrocenteschi.
 
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