In contrapposizione alla "produttività", che muove e orienta l'intero sistema della comunicazione-produzione globale, il diritto all'alterità si specifica come "diritto all'infunzionalità". L'alterità alla quale ci riferiamo non è quella relativa dei ruoli, delle posizioni sociali, professionali, dell'appartenenza nazionale, di religione, ecc. L'alterità relativa è quella che fa la nostra identità, ed è anche quella che comporta contrapposizione, dissidio, guerra. Ma se, per un'ipotesi di "riduzione", togliamo tutte le nostre alterità relative che costituiscono la nostra identità, non resta più nulla o persiste un "residuo" indipendente da esse? Ebbene, in contrasto a quanto questa forma sociale vuol farci credere, un tale residuo c'è, un'alterità non relativa che fa sussistere ciascuno di noi non semplicemente come individuo e quindi come rappresentante di un genere, di una classe, di un insieme, e come altro-relativamente-a..., e neppure come persona, termine di riferimento di quanto è "personale", "appartenente", "proprio", ma come unico, come assolutamente altro, non sostituibile, non intercambiabile, un genere a sé, sui generis. Il diritto all'infunzionalità è il diritto a valere per sé, come fine in sé, come alterità non relativa. L'infunzionale è l'umano. E tuttavia i "diritti dell'uomo", in quanto "diritti dell'identità" non contemplano il diritto all'infunzionalità. E perciò Emmanuel Levinas distingue i "diritti umani e i diritti altrui". L'infunzionale fuoriesce dall'umanesimo dell'identità. Ed è a fondamento di tutti i diritti umani, dei diritti dell'umano. Sono queste le tematiche e le prospettive che qui ci si propone di considerare.
Il diritto all'infunzionalità come fondamento dei diritti umani
novità
sconto
5%
| Titolo | Il diritto all'infunzionalità come fondamento dei diritti umani |
| Curatore | S. Petrilli |
| Collana | Athanor, 27 |
| Editore | Mimesis |
| Formato |
|
| Pagine | 376 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791222325408 |

