Una fashion victim in un modo o in un altro, ma che sia comunque cool. Un feticista in un bordello. Una coppia di fidanzatini dal tetto della scuola. Una blogger direttamente on-line. Un nerd sociopatico con il sapone. Il Sarchia con le torte della nonna corrette con il Tavor. Un tale molto depresso da un cavalcavia. Nepomucemo lo sfigato con i fili elettrici. La velina triste e solitaria con le pillole. E poi finestre, tante, tante finestre. La domanda vera non è Perché la gente si uccide?, ma dovrebbe essere Perché la gente si uccide così poco ? Una delle possibili risposte, accantonata la melensa gioia di vivere, potrebbe essere proprio nella congiura che gli eventi, gli oggetti e le concomitanze organizzano contro di noi, creando scompiglio nei nostri piani, ridicolizzando le nostre intenzioni di morte prematura, e impedendoci di portare a compimento i nostri piani. Così che il destino possa ancora ridere di noi...
Suicidi falliti per motivi ridicoli
| Titolo | Suicidi falliti per motivi ridicoli |
| Curatori | G. Morozzi, G. Lisai |
| Collana | I calcestruzzi, 1 |
| Editore | Coniglio Editore |
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| Pagine | 214 |
| Pubblicazione | 01/2006 |
| ISBN | 9788860630179 |

