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Vesper. Rivista di architettura, arti e teoria-Journal of architecture, arts & theory. Volume Vol. 14

in uscita
Vesper. Rivista di architettura, arti e teoria-Journal of architecture, arts & theory. Volume Vol. 14
Titolo Vesper. Rivista di architettura, arti e teoria-Journal of architecture, arts & theory. Volume Vol. 14
Volume Vol. 14 - La volontà di sapere-The Will to Knowledge
Argomento Arti, cinema e spettacolo Architettura
Editore Quodlibet
Formato
Formato Libro Libro
Pubblicazione 05/2026
ISBN 9788822925237
 
18,00

 
Il libro è di prossima pubblicazione
Di prossima pubblicazione
Cinquant’anni fa Michel Foucault in La volonté de savoir (1976) descriveva il modo in cui i meccanismi dell’esame di coscienza della pastorale del XVII secolo si sono progressivamente estesi a tutti gli ambiti della società segnando la soglia di una modernità biopolitica. La “volontà di sapere” non è qui la spinta di ricerca del soggetto, ma l’ingiunzione a far entrare nel campo del sapere-potere quei luoghi limite della vita che ne erano esclusi: la morte, la nascita, la sessualità. Siamo oltre la metà degli anni Settanta, è chiaro ormai che il potere non è più questione di limitazione e negazione, ma di ingiunzione e stimolazione della vita. Incontriamo così, pochi anni dopo quello foucaultiano, un altro testo sull’inesauribile spinta verso il sapere, le sue risorse infinite di seduzione, le sue trappole letali. Con Il nome della rosa (1980) Umberto Eco ordisce un giallo alla cui origine è il voler sapere, al centro un libro e intorno, narrativamente, il desiderio degli aspiranti iniziati contro la strenua difesa dei custodi della tradizione. Il romanzo di Eco ruota spazialmente attorno a una biblioteca e diventa, come la costruzione dell’effimera Strada Novissima voluta, sempre nel 1980, da Paolo Portoghesi dentro le Corderie dell’Arsenale di Venezia, baluardo della post-modernità. Il progetto delle architetture che costudiscono libri e documenti è un esercizio sul rapporto tra corpi in moto nello spazio, oggetti e discorsi scritti che muovono le menti. Le biblioteche sono luoghi dell’immaginario. I libri, come personaggi di una storia, attendono di essere animati, consultati, dimenticati per essere poi riscoperti, di essere oggetto di discussione tra conoscenti o sconosciuti. Tra l’inquietante e il poetico, il monumentale e il fragile, l’effimero e l’eterno, la volontà di sapere ci sfida e ci irride.
 
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