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Adelphi: Collezione Il ramo d'oro

Il cosmo amazzonico. Simbolismo degli indigeni tukano del Vaupés

Gerardo Reichel-Dolmatoff

Libro: Copertina morbida

editore: Adelphi

anno edizione: 2014

pagine: 377

Nell'antropologia del Novecento spiccano due libri anomali e fascinosi, che si fondano sulla testimonianza di un unico informatore: "Dio d'acqua" di Marcel Griaule e "II cosmo amazzonico" di Gerardo Reichel-Dolmatoff. Come il vecchio Ogotemmeli aprì a Griaule le prospettive stupefacenti della cosmologia e della metafisica dogon, così Antonio Guzmán (ma il suo vero nome era Miru Púu) introdusse Reichel-Dolmatoff alla dottrina della sua tribù, i Desana, e al tempo stesso gli svelò il complesso edificio del "cosmo amazzonico". Centrale, in quelle concezioni, e sottilmente elaborato, è tutto ciò che si connette alla caccia e al rapporto con gli animali. Solo all'interno di quei fatti si potrà delineare la figura e la funzione dello sciamano, punto di equilibrio precario e sempre rinnovato per il mondo della foresta amazzonica. Attraverso le parole di Miru Púu e le rigorose analisi di Reichel-Dolmatoff un imponente e in larga parte ignoto territorio di pensieri, di credenze e di emozioni si svela ai nostri occhi.
40,00 38,00

Storia della civiltà africana

Leo Frobenius

Libro: Copertina morbida

editore: Adelphi

anno edizione: 2013

pagine: 482

Leo Frobenius dedicò parecchi anni, all'inizio del Novecento, a spedizioni antropologiche e archeologiche nei luoghi più vari dell'Africa, dal Fezzan al Capo, dal Sudan al deserto del Kalahari, e ne riportò risultati preziosi sotto specie di oggetti di culto e della vita quotidiana, nonché di prime riproduzioni di ignote pitture rupestri. E altrettanto prezioso fu il tesoro di storie che raccolse dalla bocca di numerosi narratori locali e poi pubblicò nei dodici volumi di "Atlantis", inesauribile miniera di miti, fiabe e leggende. Ma l'opera in cui tutte queste esperienze e scoperte si presentarono in una sorta di summa fu questa "Storia della civiltà africana", pubblicata nel 1933. Opera imponente, questa "Storia" è anzitutto il tentativo affascinante di delineare la morfologia di un continente, tentativo che rimane unico nel suo genere. Come anche è altamente peculiare il fondamento conoscitivo che qui si rivendica: l'esigenza di individuare la Ergriffenheit, la specifica "commozione" che sta alla base di ogni forma di cultura. Non meraviglia che fra i lettori più attenti e appassionati di questo libro vi siano stati Pavese, Canetti e Giorgio de Santillana. E così anche va ricordato che i primi sostenitori delle négritude, come Senghor, riconobbero nella "Storia" di Frobenius la più grandiosa rivendicazione, da parte di uno studioso occidentale, di quello che la civiltà africana, nelle sue variegate manifestazioni, è stata.
35,00 33,25

Il pensiero del Buddha

Richard Gombrich

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2012

pagine: 283

Quali furono le idee del Buddha? Quali le sue parole? Paradossalmente, alcuni studiosi sostengono che non è dato di saperlo con certezza, giacché le testimonianze più antiche, i sermoni conservati nel Canone pali, furono messe per iscritto solo vari secoli dopo la sua morte. In questo libro Richard Gombrich, fra i massimi indologi viventi, si ribella a tale "ermeneutica della pigrizia" e mostra come sia possibile, vagliando attentamente i testi e tenendo in debita considerazione l'ambiente culturale dell'epoca, far emergere, appunto, le idee fondamentali di "uno dei pensatori più brillanti e originali di ogni tempo", liberandole dalle concrezioni dottrinarie successive e dai fraintendimenti e letteralismi dei seguaci. Non solo vengono così sottoposte a una radicale reinterpretazione nozioni essenziali quali il karman, l'impermanenza, il "non sé", ma Gombrich evidenzia anche come il Buddha abbia largamente attinto al vocabolario e al patrimonio ideologico del giainismo e del brahmanesimo di epoca tardo-vedica, rivoluzionandone le concezioni e sovvertendo il significato dei termini da essi mutuati. E ci mostra un Buddha che, in contrasto con la figura sovrumana e onnisciente della tradizione, procede per tentativi ed errori e affina col tempo la formulazione del suo insegnamento. Un insegnamento tutto incentrato sull'esperienza umana, vista come un processo privo di soggetto agente che, simile a un fuoco divorante, arde fino a che non venga rimosso ciò che la alimenta.
30,00 28,50

Gli eroi greci

Angelo Brelich

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2010

pagine: 478

Gli eroi greci sono figure molto più complicate e sconcertanti di quanto l'accezione moderna della parola non lasci presagire: anzitutto vissero soltanto nella quarta era - convulsa e grandiosa - dell'umanità (dopo l'età d'oro, quella d'argento, quella di bronzo) e si estinsero subito dopo la guerra di Troia; in secondo luogo, erano esseri semidivini - e necessariamente mostruosi. L'argomento appassiona da secoli scrittori e studiosi. Ma per una volta non sarà azzardato definire fondamentale questo libro, imponente edificio che ancora oggi, a più di cinquant'anni dalla sua costruzione, si rivela un indispensabile punto d'osservazione, da cui lo sguardo può spaziare su un territorio sconfinato. Allievo di Karl Kerényi, Brelich ha scelto nel libro di percorrere una strada divergente da quella del maestro, e di procedere risolutamente verso una prospettiva storica e comparatistica. Muovendosi tra antropologia, etnologia, archeologia, storia e filologia, Brelich riesce così a estendere e al tempo stesso a rendere più nitido l'orizzonte d'indagine, e attraverso la sua magistrale analisi degli eroi greci - enigmatici nell'orizzonte culturale moderno, dove "c'è ancora posto per un'idea di dio, ma difficilmente per esseri 'semidivini'" - permette di cogliere in tutta la sua specificità il rapporto, in Grecia, fra rito e mito.
38,00 36,10

La differenza sdoppiata

Wendy Doniger

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2009

pagine: 428

Secondo l'Iliade, il rapimento di Elena da parte di Paride diede l'avvio all'assedio di Troia; parallelamente, secondo il Ramayana, la grande epopea indiana che si affianca al Mahabharata, il rapimento di Sita fece sì che per riaverla il suo sposo Rama muovesse guerra a Ravana, il demone sovrano di Lanka. In Grecia come in India, tuttavia, altri sostennero che né Elena né Sita sarebbero mai state veramente rapite. Secondo Platone, Stesicoro, per sottrarsi alla maledizione della cecità, dovette negare che Elena si trovasse davvero a Troia. Anche per Erodoto, del resto, Elena non aveva in realtà mai raggiunto Troia perché trattenuta in Egitto - e a suo dire ciò era noto anche a Omero, che però l'aveva taciuto. Il suo posto era stato preso da un'immagine, da un simulacro, sostenne Euripide, sicché Paride e Menelao si erano battuti per un'entità aerea, per un semplice nome. Analogamente, in base ad altre versioni indiane della storia, anche Sita era rimasta tutto il tempo al sicuro, sostituita da un'ombra che le aveva fatto da controfigura durante le epiche peripezie che la vedono protagonista. Se tali parallelismi rendono inevitabile la comparazione, ciò però costituisce solo l'avvio dell'esplorazione di Wendy Doniger in questo libro che indaga il mistero stesso della duplicità nelle sue più svariate manifestazioni.
48,00 45,60

Chateaubriand. Poesia e terrore

Marc Fumaroli

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2009

pagine: 806

Nell'Ottocento i viaggiatori di lungo corso non dimenticavano di portare con sé una biblioteca portatile, che trovava posto in una cassa opportunamente attrezzata. Si può dire che questo volume di Marc Fumaroli è l'equivalente moderno di quei cofanetti preziosi, in vista dei quali gli editori pubblicavano, in formato adeguato, apposite collezioni di titoli antichi e moderni. Ciascuno dei suoi capitoli, infatti, può essere letto come un'opera autonoma, che ci offre il vivido ritratto di un grande autore classico, di un poeta misconosciuto, di un personaggio che ha lasciato una traccia più o meno vistosa nella storia, indagati tutti con la consueta, magistrale capacità di penetrazione. E tutti legati gli uni agli altri dal rapporto - ravvicinato o a distanza - con Chateaubriand e la sua vicenda umana, dipanatasi attraverso quel "secolo delle rivoluzioni" di cui egli fu testimone e attore, nonché interprete e narratore nel suo capolavoro, le "Memorie d'oltretomba". "Questo libro non è una biografia di Chateaubriand" avverte Fumaroli in apertura. "Invita a una traversata della grande tempesta poetica delle Memorie d'oltretomba e del campomagnetico all'interno del quale si è formata". E aderire all'invito significherà, per il lettore, "percorrere il primo planisfero dei conflitti tra modernità e anti-modernità, Lumi e Contro-Lumi, e riconoscervi l'incunabolo del mondo che oggi, un po' dappertutto, si squarcia e ci frana sotto i piedi".
55,00 52,25

La dottrina del sacrificio nei brahmana

Sylvain Lévi

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2009

pagine: 224

Se si risale alla più remota antichità indiana, a un'epoca che precede il Buddha e quella cultura che gli occidentali sono soliti identificare con l'India stessa, si trovano, anziché vestigia di monumenti chiuse in un silenzio altero, null'altro che testi, spesso di dimensioni imponenti, i quali compongono l'immenso corpus chiamato Veda. E il Veda ruota intorno a un cardine, a un centro potente che non potrebbe essere per noi più misterioso: il sacrificio, che pur incarnandosi in riti molteplici "è diffuso ovunque; risiede allo stato latente in tutto ciò che è, poiché 'tutto ciò che è partecipa al sacrificio', ma, 'come gli dèi, sfugge ai sensi'". Chi voglia capire che cos'è questa mirabile architettura di parole e gesti minuziosamente codificati non può che rivolgersi ai Brahmana, i testi vedici di esegesi liturgica, che nel dar ragione di ciascun elemento dei riti intessono un reticolo vertiginoso di connessioni volto a catturare l'universo dei significati nelle maglie del sacrificio. Ma per mole e complessità i Brahmana sarebbero rimasti una foresta quasi impenetrabile per il non specialista se l'eminente indologo Sylvain Levi non avesse pubblicato, sulla base di lezioni tenute negli anni 1896-1897, questo libro: una guida al pensiero dei Brahmana costruita interamente attraverso il sapiente incastro di citazioni emblematiche, che nella sua scrupolosa esattezza induce qualsiasi lettore a riconoscere l'audacia e l'altezza speculativa di questi testi.
25,00 23,75

L'idea messianica nell'ebraismo e altri saggi sulla spiritualità ebraica

Gershom Scholem

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2008

pagine: 388

"Come il chicco di grano deve marcire nella terra prima di poter germogliare, così le azioni dei "credenti" devono "marcire" affinché possa germogliare la redenzione". Così scrive Scholem nel saggio che costituisce il cuore di questo volume, "La redenzione attraverso il peccato", sintetizzando, appunto, la dottrina paradossale del "santo peccato" che era stata sviluppata dal sabbatianesimo radicale: al redentore, al più santo fra gli uomini, spetta il compito di immergersi nell'oscurità del male e "riscattare le scintille divine che vi sono ancora imprigionate". Proprio al movimento sabbatiano e alle sue propaggini più radicali Scholem dedica alcuni dei fondamentali saggi contenuti in questo volume, e non con l'atteggiamento di disprezzo e di condanna che aveva caratterizzato fino allora la storiografia ebraica, bensì con profondo interesse, sull'onda di quella "scintilla di emozione" (in questi termini ne aveva scritto all'amico Walter Benjamin) con cui nel 1927, alla Bodleian di Oxford, si era imbattuto in un trattato manoscritto: Magen Avraham ("Lo scudo di Abramo"), a firma di Avraham Miguel Cardoso, seguace dello pseudo-Messia Shab-betay Tzevi. Senza indietreggiare di fronte allo scandalo della "apoteosi negativa" di Shabbetay Tzevi - la sua conversione all'Islam - e dei suoi fedeli, Scholem riconosce "un elemento autenticamente ebraico nell'anelito di quegli individui paradossali a ricominciare da capo", a "tornare alle sorgenti originarie della fede ebraica".
38,00 36,10

Eros e Qabbalah

Moshe Idel

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2007

pagine: 370

Il maschile, il femminile e le relazioni erotiche che ne derivano costituiscono, fin dall'epoca più remota, anche un modo di pensare le coppie di elementi opposti o complementari e i rapporti che intercorrono fra essi. In Occidente, alla tradizione di pensiero che da Empedocle e dal "Simposio" di Platone giunge sino ai testi ermetici si affianca quella ebraica, e più specificamente cabbalistica. Il racconto della creazione androgina del primo essere umano e della sua scissione in Adamo ed Eva e l'interpretazione del "Cantico dei Cantici" sono i fondamenti da cui si sviluppano speculazioni che estendono la sfera del pensiero erotico fino ad abbracciare la dimensione intradivina, creando una molteplicità di coppie sessuate che si rifrangono specularmente a tutti i livelli della realtà. In questo libro Moshe Idel, lo studioso che ha ripreso e sviluppato in nuove direzioni le indagini di Scholem, si addentra in quella che egli definisce la "cultura dell'eros" peculiare dell'ebraismo, dove il rapporto sessuale non solo assolve a un comandamento fondamentale, ma ha una valenza cosmica, poiché esercitando un'azione teurgica sulla sfera superna favorisce di riflesso l'unione di Dio con la sua consorte, la "Shekhinah", ovvero la sua presenza immanente, e fa così discendere sul mondo la benedizione dell'influsso divino. L'eros rappresenta dunque una via d'accesso privilegiata tanto alla conoscenza teosofica quanto all'esperienza mistica.
28,00 26,60

Il mondo spezzato del sacrificio. Studio sul rituale nell'India antica

Jan C. Heesterman

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2007

pagine: 351

Ben poco si saprebbe della civiltà indiana più antica se non avesse lasciato un imponente corpus di testi noti con il nome di Veda ("conoscenza"), i quali vertono intorno al centro assoluto del pensiero e della vita dell'India arcaica: il sacrificio, un complesso insieme di pratiche rituali descritto e regolamentato instancabilmente, al punto da emergere come una sorta di paradigma universale capace di riflettere ogni aspetto del mondo e della vita. In questo libro Heesterman indaga le origini del sacrificio vedico, e si sforza di spingere lo sguardo al di là dell'immagine levigata che di esso presentano gli antichi teorici indiani, sia mediante il confronto con altre tradizioni religiose sia attraverso la ricerca nei testi vedici di incongruenze e tensioni capaci di far intravedere una realtà più antica. Riaffiora così un mondo guerriero, violento e competitivo, in cui il "gioco" del sacrificio era intimamente connesso al "dilemma della vita e della morte". In seguito questo mondo fu spezzato, e all'agone sacrificale venne sostituito, attraverso lo sforzo reinterpretativo degli antichi esegeti vedici, il rituale classico, che vede come protagonista un sacrificante individuale privo di contendenti. Heesterman individua nel sacrificio quattro elementi costitutivi: l'uccisione, la distruzione, il banchetto e l'agone.
43,00 40,85

Formazioni, deformazioni. La stilistica ornamentale nella scultura romanica

Jurgis Baltrusaitis

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2005

pagine: 290

Quando apparve per la prima volta, nel 1931, questo saggio si impose subito come un'opera in grado di gettare nuova luce su alcuni passaggi decisivi dell'arte medioevale in Occidente. E non mancò di sbalordire l'"occhio assoluto" che rivelava il suo giovane autore, nonché la sua capacità di individuare nel groviglio dei corpi, nell'esplosione del mostruoso, nell'oltranza antirealistica della plastica dei secoli XI e XII la segreta immanenza di un ristretto numero di schemi lineari fissi. Dietro l'apparente disordine e le violente sproporzioni della scultura romanica, Baltrusaitis intuisce così per primo la dialettica fra necessità architettoniche e una sorta di ossessione geometrica, di implacabile rigore formale.
32,00 30,40

Sogni, illusioni e altre realtà

Wendy Doniger

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2005

pagine: 461

Che cos'è la realtà? Non appena lasciamo i rassicuranti ormeggi del senso comune, il contenuto di questa nozione si trasforma in una preda quanto mai sfuggente. In questo libro Wendy Doniger guida il lettore attraverso i vertiginosi labirinti di specchi che la mitologia e la narrativa indiana hanno saputo creare per esemplificare le infinite ambiguità e possibilità di stratificazione dell'illusione. Storie di mondi condivisi, di mondi paralleli, di allucinazioni annidate una nell'altra.
48,00 45,60

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