Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina
Iscriviti alla newsletter

Adelphi: Collezione Il ramo d'oro

45,00 42,75

La figura mistica della divinità. Studi sui concetti fondamentali della Qabbalah

La figura mistica della divinità. Studi sui concetti fondamentali della Qabbalah

Gershom Scholem

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2010

pagine: 318

"La dottrina della creazione dell'uomo a immagine (tzelem) di Dio ( Gn, 1, 26), già in sé alquanto problematica per la teologia monoteistica, offrì ai mistici il termine tecnico per una concezione che aveva ormai una parentela molto remota con l'idea biblica. Ai cabbalisti premeva sapere in che cosa propriamente consistesse la particolare essenza individuale dell'uomo, dal momento che la dottrina della trasmigrazione delle anime ... si prestava a mettere in dubbio la specifica unicità e irripetibilità dell'essere umano. Qual è il prìncipium individuationis di ogni uomo, l'elemento che costituisce l'unicità della sua esistenza e che mantiene la sua identità attraverso le varie trasmigrazioni dell'anima?". Così si legge in questo volume, che raduna le conferenze tenute da Scholem ai celebri Colloqui di Eranos, ad Ascona, tra il 1952 e il 1961. A quel pubblico assai scelto Scholem decise di presentare lo sviluppo storico e i nodi essenziali delle dottrine cabbalistiche scandendoli in altrettanti capitoli di un lessico ideale del misticismo ebraico. Scorrono così davanti ai nostri occhi i temi e i concetti più profondi, misteriosi e affascinanti della teosofia cabbalistica: la figura mistica del Creatore, l'intreccio misterioso di bene e male nella divinità stessa, la dimensione sessuale del divino, compendiata nelle forme del Giusto e della Shekinah, le peripezie della reincarnazione e i viaggi cosmici del nostro "doppio", il "corpo astrale".
34,00

Il vincolo della vergogna. Letture oblique

Carlo Ginzburg

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2026

pagine: 280

«Il paese al quale apparteniamo non è, come vuole la retorica, quello che si ama, ma quello di cui ci si vergogna, o di cui ci si può vergognare»: questa frase, tratta dal saggio che dà il titolo al nuovo libro di Carlo Ginzburg, ha suscitato, dopo un attimo di sconcerto, il consenso delle persone più diverse, anche se il peso della vergogna cambia a seconda dei tempi, e da paese a paese. Ma il vincolo che deriva dalla vergogna ci invita a riflettere sui limiti della nozione stessa di individuo: il filo conduttore dei saggi qui raccolti, che affrontano in maniera obliqua un autore, un libro, un'immagine, una frase, addirittura una parola. L'analisi approfondita di casi particolari apre la strada a una serie di generalizzazioni, a risposte che provocano altre domande. Parlare di microstoria, a proposito di questa strategia cognitiva, sembra legittimo: ma i risultati sono più importanti delle etichette. Chi legge è invitato a condividere la gioia della ricerca, e l'incontro con l'inaspettato.
28,00 26,60

L'apoteosi del femminile nella Qabbalah

Moshe Idel

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2024

pagine: 252

«L’affermazione che una potenza divina femminile occupi un luogo privilegiato in certe teologie ebraiche potrà sorprendere alcuni studiosi». Fin dal caustico incipit, il nuovo libro di Moshe Idel promette di disvelare un paesaggio teologico controintuitivo, quasi scandaloso – promessa che verrà poi mantenuta in un crescendo analitico dall’esito abbagliante. Quel «ruolo privilegiato» del Femminile divino non si presta a facili analogie con altri ambiti o epoche del pensiero occidentale e orientale: non è un «messaggio rivelato» da un’entità femminile, come avviene con Diotima nel Simposio platonico; né può riallacciarsi alle «donne eminenti» sublimate nella letteratura dei trovieri, fino a «guide spirituali» come la Beatrice dantesca. Con certe forme delle divinità classiche (per esempio Atena, dea della saggezza, della guerra e della «castità virginale»), il Femminile divino dei cabbalisti condivide invece una «molteplicità funzionale» che Idel indaga sul piano non solo strettamente teologico, ma anche rituale. E il legame con la cultura classica riaffiora nell’acme cosmogonico del libro, allorché il Femminile divino – stando ai cabbalisti più radicali – viene a coincidere con il telos della creazione, ergendosi quindi a «creatura più nobile di tutte». Perché la donna, in un vertiginoso paradosso, benché sia «l’ultima a essere stata creata», è stata «la prima nella mente divina», sulla scorta di una relazione Maschile-Femminile che riecheggia quella tra pensiero e azione nella dottrina della causalità aristotelica, in cui «dopo» significa «meglio».
28,00 26,60

Miti emblemi spie. Morfologia e storia

Carlo Ginzburg

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2023

pagine: 332

Sono molti, e variegati, i temi affrontati in questa straordinaria raccolta di saggi: dalla stregoneria al divieto di conoscere ciò che sta in alto, inteso letteralmente e metaforicamente; dalle pitture erotiche di Tiziano all’«uomo dei lupi» di Freud, interpretato come un lupo mannaro mancato; da Aby Warburg e i suoi continuatori all’intreccio tra riflessioni sul mito e ideologia nazista negli scritti di Georges Dumézil. Che cosa lega ricerche così distanti tra loro? La prefazione alla prima edizione insisteva sulla morfologia, usata «come una sonda, per scandagliare uno strato inattingibile agli strumenti consueti della conoscenza storica». E alla morfologia si ritorna, in una prospettiva diversa, negli scritti inediti che ora si aggiungono, imperniati sulla nozione di «testo invisibile» (e perciò riproducibile) che era stata proposta in Spie. Radici di un paradigma indiziario. In questa nuova edizione Ginzburg rilegge il libro anche a partire da un tema fondamentale che, almeno in apparenza, in Spie mancava: il rapporto tra indizi e prove. È lecito supporre (come aveva fatto, in passato, lo stesso autore) che la ricchezza cognitiva degli indizi avesse indotto a trascurare l’importanza delle prove? Un dubbio da avvocato del diavolo, che ha portato a riesaminare da un’angolazione inattesa la sequenza che, partendo dalla triade Morelli-Freud-Sherlock Holmes, proietta il lettore da un lato verso i cacciatori del Neolitico, dall’altro verso il presente. E un invito a trasformarsi in cacciatori di indizi, per cercare di rispondere a questa e ad altre domande.
35,00 33,25

Esodo. La rivoluzione del mondo antico

Jan Assmann

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2023

pagine: 428

Fra le grandi narrazioni che hanno accompagnato la storia dell’uomo, quella dell’Esodo dall’Egitto è senza dubbio una delle più dense di significato, e il testo biblico che l’ha tramandata fino a noi ne è la vivida testimonianza letteraria. La potenza evocativa delle descrizioni – dalle dieci piaghe d’Egitto al prodigio del Mare dei giunchi – rischia tuttavia di lasciare in ombra gli sviluppi sotterranei del mito. In questo saggio Jan Assmann, con profondità e vastità di sguardo, interroga il libro dell’Esodo dal punto di vista dell’«egittologo che opera nel campo delle scienze culturali», risalendo alle origini dei suoi nuclei mitici e indagandone gli effetti e i riverberi nel tempo. Sarà così possibile vedere da una nuova prospettiva la cruciale rivelazione nel roveto ardente, allorché Yahweh manifesta la propria volontà e stabilisce un patto con il popolo eletto: «Con l’idea del patto viene al mondo la “fede”, che rappresenta l’autentica, rivoluzionaria novità del monoteismo biblico, sia esso veterotestamentario, neotestamentario o islamico». Nell’Antico Testamento, infatti, «“fede” ha lo stesso significato di “fedeltà”, ovvero fiducia nel patto». E il «monoteismo della fedeltà» porterà a una nuova idea di religione, in grado di gettare «le basi per un rapporto totalmente nuovo con il mondo, con Dio e con il tempo» – un rapporto destinato a perdurare fino alla modernità.
42,00 39,90

Medio evo del diritto. Le fonti

FRANCESCO CALASSO

Libro: Copertina morbida

editore: Adelphi

anno edizione: 2021

pagine: 655

«"Medio evo del diritto", come titolo di un'opera di storia, può forse saper di astrattezza e ha bisogno di essere giustificato: proprio sul terreno storico, dove le astrattezze non allignano. Non è facile. Medio evo - si dice - è soltanto un concetto della nostra mente, qualcosa dunque di relativo, e destinato a sparire quando le ragioni che lo generarono si saranno consumate nella nostra coscienza. E diritto - si dice anche - è una cosa che i giuristi cercano ancora di definire. Queste, le basi dell'astrattezza del titolo, se pur è da ammettere che un'astrattezza abbia basi. Tuttavia, se vogliamo esser sinceri, confessiamo pure che quelle astrattezze sono state per secoli gli spiragli attraverso i quali lo spirito umano è riuscito a intravedere qualcosa di concreto: altrimenti, non avremmo potuto nemmeno pensare quelle astrattezze. E a questi spiragli vorremmo che altri occhi si accostassero ancora e ficcasser lo viso: ma, perché essi non temano di veder delle nebbie, noi vogliamo dir subito, adoprando parole tutte dell'uso comune, che codesto qualcosa di concreto è semplicemente una storia del diritto, che ha come sua epoca il medio evo, come teatro d'azione l'Italia. Ma qui ci nasce l'obbligo di dar conto di ciascuna di queste affermazioni, e proprio per paura dell'uso comune che le ha consacrate, e spesso fraintese. Le ha fraintese in modo particolarmente grave di fronte al primo e fondamentale problema che quella storia pone, e cioè quello delle fonti del diritto. Da questo, perciò, sentiamo il bisogno di rifarci.» (Francesco Calasso). Postfazione di Andrew Cecchinato.
40,00 38,00

I riti di caccia dei popoli siberiani

Éveline Lot-Falck

Libro: Copertina morbida

editore: Adelphi

anno edizione: 2018

pagine: 227

«La caccia, in Siberia, è una questione di vita o di morte, uno scontro inesorabile tra l'uomo e le potenze invisibili che dominano le immense distese ghiacciate, le foreste, i monti, i laghi, e a cui appartengono gli animali. In un mondo dove tutto è pieno di dèi, popolato da spiriti di ogni sorta con le loro gerarchie e antipatie reciproche, il cacciatore che si addentra nella foresta o s'avventura per mare "deve trovarsi in uno stato di grazia, come il sacerdote che si accosta al sacrificio". Si muove dunque con circospezione, protetto solo dalla magia, mediante la quale stipula un patto con l'"altro lato", perché "il diritto di uccidere si paga, come un permesso di caccia rilasciato da potenze superiori", e in cambio dei sacrifici le divinità concederanno selvaggina in abbondanza. L'esito dell'impresa, pertanto, non dipende solo dall'abilità dei cacciatori, ma dallo scrupolo con cui si atterranno alle innumerevoli prescrizioni e interdizioni rituali che accompagnano dal principio alla fine la battuta di caccia. Dovranno, soprattutto, conciliarsi la preda - far sì che acconsenta alla propria uccisione - e placarne l'anima dopo la morte, affinché non torni a perseguitarli. Con questo saggio, Éveline Lot-Falck, uno dei più grandi studiosi dello sciamanismo siberiano, riesce a restituirci "nella sua atmosfera, nella sua profusione, nelle sue variazioni, un fenomeno a un tempo poetico, magico e religioso".» (Claudio Rugafiori)
30,00 28,50

Il germe d'oro. Un'introduzione al simbolismo indiano

F.D.K. Bosch

Libro: Copertina morbida

editore: Adelphi

anno edizione: 2017

pagine: 402

Muovendo dallo studio dei rilievi del prodigioso tempio giavanese di Barabudur (IX secolo), Bosch ci accompagna, attraverso una lussureggiante selva di richiami simbolici, fino al cuore della concezione indiana del mondo: Hiranyagarbha, il Germe d'oro del Rgveda, il principio unico della vita. Emerso dalle acque primordiali come pianta di loto, partecipe delle essenze opposte di Soma e di Agni, Hiranyagarbha diviene l'albero cosmico rovesciato, asse dell'universo, nel quale scorre il rasa, l'Acqua della Vita che anima e accomuna tutti gli esseri - animali, uomini e dèi. Così, i motivi che ai non iniziati potevano sembrare decorativi si rivelano carichi dei più profondi significati metafisici e religiosi. Guidato da un mirabile intuito per le immagini e da una rara familiarità con le fonti iconografiche e letterarie, Bosch ricostruisce la cosmologia che plasma non solo ogni forma dell'arte e dell'architettura indù e buddhista, ma anche la religione, il mito, la nozione stessa dell'uomo e della vita propri dell'India antica.
40,00 38,00

Il male primordiale nella Qabbalah. Totalità, perfezionamento, perfettibilità

Moshe Idel

Libro: Copertina morbida

editore: Adelphi

anno edizione: 2016

pagine: 411

I primi versetti della "Genesi" costituiscono da sempre un'arena di scontro per esegeti, filosofi e mistici. Tutto ruota intorno all'oggetto d'indagine della teodicea, quella branca della teologia che studia l'origine del male: si tratta di una realtà presente nella creazione e addirittura in Dio? Preesiste al bene, così come le tenebre preesistono alla luce? È una scorza dura che protegge un frutto succoso dagli attacchi di chi lo vuole distruggere? In antichi testi ebraici si legge che Satana fu il primogenito di Dio, o che il primogenito di Adamo, Agrimas, potenza primordiale malvagia, prese in moglie una lilit, una demonessa, la quale gli generò novecentomila figli che avrebbero invaso il mondo e imposto la loro supremazia se non fosse intervenuto Matusalemme a sterminarli con una spada magica. La storia della generazione del male da un principio positivo appare già nel IX secolo in un passo del vescovo Agobardo di Lione, dove si attribuisce agli ebrei la credenza in un Dio il quale, seduto sul suo trono sorretto da quattro bestie in una sorta di grande palazzo, "fa pensieri superflui e vani che, data la loro inanità, si trasformano in demoni" - una formulazione destinata a riverberarsi in molte forme della tradizione cabbalistica medioevale. Basandosi sull'analisi di testi perlopiù ignoti, ignorati o fraintesi dalla ricerca contemporanea, Moshe Idel indaga in pagine dense e coinvolgenti i processi che portarono all'adozione nel giudaismo di tradizioni dualistiche iraniche o gnostiche e all'elaborazione di gerarchie ontologiche in cui i due princìpi opposti di bene e male sono comunque intesi come entità subordinate al loro creatore. E solo di rado il male appare in forme diaboliche, perché in fondo esso deve la sua vitalità alle scintille di Dio che vi si trovano incluse, senza le quali sarebbe incapace di agire o addirittura di esistere.
32,00 30,40

Gli indù

Wendy Doniger

Libro: Copertina morbida

editore: Adelphi

anno edizione: 2015

pagine: 872

Attingendo alle opere somme della letteratura sanscrita - i Veda, i grandi poemi epici, i testi tantrici e puranici - ma anche alla fonte inesauribile delle tradizioni locali e orali, Wendy Doniger, indologa di fama mondiale, studiosa originale e audace, ci offre della civiltà indù una storia eterodossa, capace di dare voce ai personaggi relegati ai margini dalla storiografia ufficiale. L'esito è una trama abbagliante di racconti, la celebrazione di una tradizione plurale, inclusiva e infinitamente diversificata: anche le classi più basse ed emarginate, osserva la Doniger, ci parlano: "non sempre attraverso voci registrate sulla pagina scritta, ma con segni che possiamo comunque leggere, se lo vogliamo".
65,00 61,75

Lo Zen e la cultura giapponese

Taitaro Suzuki Daisetz

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2014

pagine: 472

Daisetz T. Suzuki, massima autorità giapponese nel campo del buddhismo zen, dà avvio nel 1936 a una serie di conferenze in Inghilterra e in America, cimentandosi nella non facile impresa di illustrare al mondo occidentale la più indecifrabile e sfuggente delle dottrine orientali. E due anni più tardi, dopo aver profondamente rielaborato e perfezionato i testi approntati allo scopo, consegna con questo libro le chiavi di accesso a una mirabile tradizione religiosa, senza la quale sarebbe inconcepibile gran parte della filosofia, dell'arte e della letteratura nipponiche. Fu infatti grazie alla pratica zen del satori - il risveglio o illuminazione - che ogni aspetto della vita giapponese assunse le forme misteriose di un'incessante ricerca del senso ultimo nascosto nell'esistente, di un'arte al servizio del potenziamento spirituale: la filosofia samuraica della spada, la cerimonia del tè, la pittura sumiye, il teatro No e lo haiku sono solo alcune delle vie attraverso cui lo Zen ci invita a una partecipazione etica ed estetica al mondo, percepito nella sua vacuità e impermanenza. Con uno stile in cui convergono lo spirito del monaco, del poeta e del divulgatore, Suzuki ridefinisce l'identità e l'evoluzione storica dello Zen - origini e influenze, scuole e maestri, principi e strumenti -, svelandoci quel vuoto originario in cui i grandi maestri seppero cogliere un barlume di eternità.
45,00 42,75

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.