Castelvecchi: Etcetera
Con le donne monologo spesso. Morale, stampa e vita erotica nella Vienna d'inizio Novecento
Karl Kraus
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2007
pagine: 141
Aforismi sulle donne, battute fulminanti, umorismo di uno dei creatori della modernità. Vergini, madri, attricette di teatro, letterate, prostitute, ma in ogni caso considerate "cose secondarie": gli scritti di Karl Kraus, il più grande scrittore satirico del secolo scorso, abbracciano tutto lo spettro del "Weib", dell'"essere femminile". I fulmini di Kraus colpiscono la morale borghese ipocrita, bigotta e filistea, che nega al singolo la libertà nella sfera privata e sessuale, e che permette allo stato di regolamentarla per mezzo di leggi sul "buon costume". I processi per adulterio, gli annunci matrimoniali in cui la donna è solo un mezzo per giungere a un patrimonio, il voyeurismo dei critici che rivangano pettegolezzi sulle letterate del secolo scorso, le prostitute messe alla gogna, offrono a Kraus la possibilità di esternare opinioni davvero poco convenzionali.
Elogio del traditore
Christian Petr
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2007
pagine: 57
"Intendo qui rivolgere un elogio al traditore, ma desidero essere compreso bene: non ho alcuna intenzione di esaltare il corruttore, l'approfittatore, l'imbroglione, il delatore, il rinnegato o la spia. Conosciamo tutti degli amanti segretamente volubili, dei borghesi puritani che di nascosto diventano festaioli, degli ecclesiastici che di notte si travestono da laici e si danno all'amore o al denaro". Dunque, chi è il traditore? Stando ai Vangeli, è colui che fa un atto arbitrario di libertà e di conoscenza verso il male, e involontariamente con il suo tradimento mette in movimento la storia. Ma è anche il figlio ribelle, la serpe in seno, colui che solidarizza all'improvviso col nemico. È il lato imprevedibile dell'animo umano, che merita forse, dice paradossalmente l'autore, di essere elogiato più che vituperato.
Corso accelerato di ateismo
Antonio López-Campillo, J. Ignacio Ferreras
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2007
pagine: 76
Un ateo, se gli fate la solita domanda: "Ma tu credi in Dio?", difficilmente vi risponderà: "Mai e poi mai, è una assoluta sciocchezza". Perché l'ateo è un pensatore critico, non uno sciocco materialista per partito preso. È uno che rivendica il diritto al dubbio, alla ricerca, alla discussione... Più probabilmente, quindi, a quella domanda risponderà: "Dipende da cosa intendiamo per Dio", o "Dipende da cosa intendiamo per credere". Gli atei non sono riuniti in una chiesa o in una congregazione. Non esistono corsi di formazione specifici in ateismo e laicità. Beati i credenti, che vivono di certezze, di serenità, di fede. Profondità, erudizione e senso dell'umorismo sono gli ingredienti principali di questo libro, scritto per piacere della riflessione e del confronto. L'ateismo visto come culmine della maturità dell'individuo e come conquista della ragione libera - con profondo rispetto di tutte le opinioni contrarie.
Grammatica dell'insuccesso. Come azzeccare le scelte sbagliate e vivere meglio
Simonetta Monesi
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2006
pagine: 123
Questo manuale dimostra che dobbiamo smettere di pensare che il successo è il metro di tutte le cose, se vogliamo davvero imparare a vivere. Ecco a voi, allora, una ragionevole guida all'arte dell'insuccesso, scritta con delicata ironia e molto buon umore: un metodo per vivere tranquilli (magari anche felici) senza inseguire sogni di gloria - o, peggio, di gloria televisiva da reality - senza doversi affannare a fare le scarpe a colleghi e rivali, senza dover per forza sgomitare in ogni istante della vita. Un corso di base per godere a pieno dell'irripetibile privilegio di essere vivi e umani, perché il nostro arrivismo ce lo rende impossibile... Con un pizzico di sano "insuccesso" (che è il contrario della sfiga, della depressione e dell'ansia da prestazione) la vita, le amicizie, il lavoro diventano un vero piacere.
L'arte di tacere. Seguita dall'arte dello scrivere poco e bene
Joseph A. Dinouart
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2006
pagine: 96
A rigore, non si potrebbe parlare del silenzio. O meglio ancora, dovremmo "smettere di tacere soltanto quando abbiamo qualcosa da dire che valga più del silenzio". E questa piccola opera sapiente è proprio un'arte del parlare e dello scrivere poco, a proposito, sensatamente, del non aprire bocca a vanvera. L'arte di tacere è anche un'arte dell'eloquenza del corpo, che la civiltà cristiana per lungo tempo ha ignorato, pur essendo un capitolo importante della retorica classica. Ed è così che si giunge a una vera padronanza di sé: "L'uomo non è mai tanto padrone di sé quanto lo è nel silenzio". L'uomo che parla poco e scrive solo cose essenziali sarà migliore scrittore, e miglior politico.
Mini Freud. Dall'invidia del pene al super-io
Caroline Rusch
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2006
pagine: 101
Chi era veramente Sigmund Freud? Questo è un piccolo vademecum che racchiude tutto il pensiero del fondatore della psicoanalisi senza mai banalizzarlo. Piccoli e grandi fraintendimenti di e su Freud vengono spiegati con piccoli casi ed esempi, conditi da numerose citazioni di famosi fan di Freud, come Woody Allen, Elfriede Jelinek e da critici come Alfred Adler. Un modo per avvicinare tutti i lettori profondamente interessati agli abissi della psicologia e al genio Sigmund Freud, come si conviene a un personaggio del suo livello.
Apologia del critico militante
Giorgio Manacorda
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2006
pagine: 62
"La critica militante è l'attività laica per eccellenza. Eppure, esattamente come dio, il critico militante può essere un padre o un boia. E, come dio, non ha mezze misure. Le mezze misure sono dei politici della letteratura, di coloro per i quali la critica militante è uno strumento per raggiungere altri fini, generalmente la carriera o addirittura il successo. Le mezze misure sono dei "sagrestani della letteratura", come diceva Cesare Cases nel 1960. Nel momento in cui legge, e scrive su ciò che ha letto, il critico militante è solo di fronte al mondo, e deve decidere se ciò che sta leggendo vale la pena di essere letto anche da altri o se, invece, può essere dimenticato. Il critico militante non ha chiesa, ma senza di lui non ci sono chiese. Egli infatti è il primo che, rischiando in proprio, tenta di dire una verità. E, si sa, le chiese si basano su verità condivise".
Lo spergiuro. Il tempo dei rinnegati
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2006
pagine: 106
Con il consueto tono ironico e stralunato, il filosofo Derrida passa in rassegna le ragioni e le strutture logiche del falso giuramento. Il modo di ragionare è così spiazzante che alla fine cediamo: quante volte anche noi abbiamo giurato e spergiurato. "È possibile commettere uno spergiuro non per trasgressione deliberata, ma per semplice distrazione? Derrida si chiede se è possibile giudicare perdonabile il fatto di "non pensarci": se dimenticare di pensarci è una colpa, se una simile interruzione è un fallimento, allora che cosa si chiama pensare? E dimenticare? E dimenticare di pensare? Cosa si chiama non pensare? Non pensare di pensarci? Non si può chiedere a un soggetto di essere capace, a ogni istante, di ricordarsi tutti gli imperativi etici ai quali, per essere giusti, dovrebbe rispondere. Sarebbe disumano e indecente".
Et cetera. (And so on, und so weiter, et ainsi de suite, etc.)
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2006
pagine: 66
Se non sapessimo fare elenchi non potremmo ordinare il mondo, conoscere la Natura, il passato e il presente, contare, fare delle scelte. Ma se dovessimo fare elenchi completi la gente si addormenterebbe, i discorsi si farebbero infiniti e noiosi. La mente umana ha inventato un piccolo marchingno, che consiste, fatte le prime considerazioni, nel dire "e così via, eccetera". In questo libro il filosofo Derrida si diverte a spiegare quanto è stato importante, per il pensiero filosofico di tutti i tempi, avere a disposizione questa congiunzione.
«... Soprattutto: niente giornalisti!». Quel che il Signore disse ad Abramo
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2006
pagine: 75
Il punto di partenza è un gustoso paradosso: qui Derrida immagina il giorno in cui Dio convoca Abramo per il sacrificio di Isacco. Data la delicatezza dell'"incarico", la prima preoccupazione è che la cosa non assuma i toni di una notizia di cronaca: "Mi raccomando Abramo: questa volta niente giornalisti!". E da qui tutta una tirata polemica e divertita sul fatto che le cose serie della vita e del pensiero non possono né essere divulgate dai giornali, né raccontate ai tanti consiglieri e confessori di cui è piena la vita moderna.
Breve storia della menzogna. Prolegomeni
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2006
pagine: 122
La favola e il mito mentono? E cosa c'è dietro il concetto greco di Phantasma, "apparizione", "ombra"? La menzogna fa parte strutturalmente della cultura umana? E quali sono le sue ragioni profonde? Per esempio, molti animali si travestono, si mimetizzano, cacciano con sotterfugi e inganno, ma solo l'uomo è in grado di architettare, dal profondo della mente creativa, quella costruzione verosimile, efficace e terribile che è la menzogna.

