Cesati: Linguistica e critica letteraria
Il troppo e il vano. Percorsi di formazione linguistica nel secondo Ottocento
Giuseppe Polimeni
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 242
Il volume raccoglie dieci saggi dedicati alla ricerca di una lingua comune nell'Ottocento italiano. Fulcro storico è l'Unità d'Italia, intesa come spartiacque in cui le istanze del primo Ottocento trovano una concreta possibilità di realizzarsi attraverso il sistema scolastico e i moderni mezzi di comunicazione. Ripercorsi i momenti di un'unificazione intesa come estensione di una varietà all'intera nazione (principalmente attraverso la scuola), il libro si propone di sondare il nodo problematico della definizione di uno strumento linguistico che garantisca a tutti una partecipazione democratica alla vita civile. Centrale si dimostra il concetto di popolo: inteso in prima battuta come una non definita entità a cui lo scrittore è chiamato a rifarsi per costruire una lingua spontanea, il popolo diviene gradualmente proiezione delle istanze della vita civile di un'intera società. I saggi si dispongono lungo un'ideale linea di demarcazione che riguarda il problema della varietà linguistica, di quell'abbondanza di parole e di forme che caratterizza storicamente l'italiano: da un lato i "manzoniani" si adoperano per raggiungere una riduzione di forme concorrenti, considerate come inutile orpello nell'accesso democratico alla parola; dall'altro Graziadio Isaia Ascoli e la sua scuola propongono sondaggi negli strati della lingua con l'intento di ricostruire le valenze storiche della varietà e di favorirne la consapevolezza nell'uso effettivo.
Arrigo Boito librettista, tra poesie e musica. La «forma ideal, purissima» del melodramma italiano
Edoardo Buroni
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2013
pagine: 351
Artista dalle due anime, Arrigo Boito nella sua produzione ha unito il genio del poeta e quello del musicista. Non a caso, ancora giovanissimo studente del conservatorio di Milano, l'autore diede prova di sapersi esprimere sia con l'arte dei suoni sia con quella delle parole componendo Il quattro giugno e il 'mistero' Le sorelle d'Italia e, più tardi, dedicandosi al melodramma; genere assai in linea con il concetto scapigliato dell'"arte dell'avvenire", ovvero l'idea di un'arte che includesse in sé tutte le sue manifestazioni particolari, dalla musica alla poesia, dalla pittura alla danza, dalla scultura alla recitazione. Il volume di Edoardo Buroni propone di analizzare la figura del Boito librettista, uno studio che si colloca inevitabilmente a cavaliere di più discipline: la linguistica, anzitutto, punto focale dell'analisi, ma anche la musicologia e la drammaturgia, senza le quali, come si vuol dimostrare, sarebbe impossibile o quanto meno limitante e parziale considerare gli stessi aspetti dello stile poetico dell'autore. Il risultato è un percorso guidato alla lettura analitica del testo verbale integrato che mette in luce le caratteristiche principali dell'estro linguistico di Boito sul piano fonomorfologico e morfosintattico, contraddistinto per una sempre maggiore evoluzione verso tratti più innovativi, dal gusto per le forme ricercate ed erudite all'estrema cura nel selezionare una forma in base al contesto.
Scrivere per gli italiani nell'Italia post-unitaria
Salvatore C. Sgroi
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2013
pagine: 472
Sono qui proposti undici saggi che hanno come tema portante l'italiano scritto di autori otto-novecenteschi, di diversa estrazione culturale e linguistica, per lo più in prima istanza dialettofoni e/o dialettografi: Luigi Capuana, Luigi Pirandello, Vitaliano Brancati, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Ercole Patti, Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo e Gesualdo Bufalino; tutti scrittori per i quali, fatta eccezione per il toscano Dino Campana, l'uso della lingua nazionale ha costituito uno storico problema risolto con esiti diversi e con diversa consapevolezza teorica. Un'occasione, dunque, per osservare in prospettiva linguistica opere di grande valore letterario - da "Scurpiddu" a "L'amica delle mogli", dai "Canti Orfici" a "Il bell'Antonio", passando per "Il Gattopardo" e "Un bellissimo novembre" - per analizzare, in un'ottica descrittivista, la stratificazione della lingua scritta nei suoi vari livelli (grafia, fonologia, morfologia, sintassi, lessico, testo, ecc.) e nelle sue diverse varietà (di italiano letterario, medio, regionale, popolare, di mistilinguismo, ecc.), non di rado allo specchio con le giustificazioni teoriche e auto-analisi delle scelte dei vari autori.
La poesia forte del poema dantesco
Francesco Spera
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2011
pagine: 260
Il fascino della Commedia nasce dalla proposta di una letteratura 'forte', moralmente agonistica, che mira a rappresentare la totalità del mondo e a trasmettere coraggiosi messaggi di verità e giustizia. A tal fine Dante compie l'ambiziosa scelta di raccontare un viaggio preternaturale, di porre in versi una visione straordinaria. Il poema è la revisione letteraria della visione. Questi saggi nascono con l'obiettivo di offrire analisi e interpretazioni ditale complessa operazione, indagando i variegati intrecci strutturali dell'opera, soprattutto la tecnica della drammatizzazione e il rapporto collettore. Tre studi sono letture di un singolo canto; altri due riguardano macrosezioni narrative (i barattieri infernali e la confessione di Dante nell'Eden), ma nella maggior parte dei casi si propone un percorso tematico all'interno delle tre cantiche. Si confrontano così numerosi episodi del poema, talora con focalizzazioni su passi meno noti, talora con ritorni su passi più celebri ma rivisti da diverse angolature.
Il lungo amore del secolo breve. Saggi sulla poesia novecentesca
Silvio Ramat
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2010
pagine: 334
Lingua letteraria, delle arti e degli artisti
Gabriella Cartago
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2006
pagine: 337
Uno specchio di parole scritte. Da Parini a Pusterla, da Gozzi a Meneghello
Pietro De Marchi
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2003
pagine: 227
Policarpo Petrocchi e la lingua italiana
Paola Manni
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2001
pagine: 224
L'eredità latina nel lessico italiano
Maurizio Trifone
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2024
pagine: 548
Il libro offre un quadro d’insieme dei rapporti che legano il lessico dell’italiano a quello del latino, mettendo in luce la peculiarità dell’italiano nel panorama delle lingue romanze. La vicinanza del toscano al latino ha favorito il massiccio inserimento di parole dotte, determinando una latinizzazione del lessico italiano in misura superiore a ogni altra lingua romanza. Nel processo di formazione dell’italiano la corrente dotta ha giocato un ruolo non meno importante di quello svolto dalla corrente popolare. I latinismi sono stati di fondamentale importanza nella costituzione del lessico intellettuale e scientifico, ma pervadono profondamente anche il vocabolario di base. La lingua dell’antica Roma ha impresso il proprio marchio sulle lingue europee anche perché è stata il tramite per l’immissione di un numero cospicuo di parole greche nelle lingue romanze e non romanze. Il volume analizza l’apporto del latino all’italiano attraverso l’angolo visuale delle parole, di cui si ricostruiscono le vicende storiche in un ideale viaggio tra passato e presente.
Cursus in fabula. Ritmo e retorica nella novellistica da Boccaccio al Cinquecento
Paola Mondani
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2022
pagine: 256
L’esercizio retorico del cursus nella letteratura volgare è davvero circoscrivibile alla prosa letteraria delle origini o tracce di un suo re-impiego più moderno sopravvivono in tutto il Medioevo e nel Rinascimento? La diffusa cura del dettato, nel Novelliere di Sercambi, l’insistita versificazione nel Pecorone, le calibrate cadenze nei Ragionamenti di Firenzuola e negli Ecatommiti di Giraldi Cinzio, o, ancora, l’aggettivazione esasperata e le puntuali corrispondenze ritmiche tra membri e chiuse di frase nel Paradiso degli Alberti sono solo alcuni degli aspetti della novellistica post-boccacciana che sembrano confermarne la discendenza stilistica dal Decameron. Il libro, dopo una ricostruzione della storia del cursus e dei principali studi dedicati a questo antico artificio retorico – volta a metterne in rilievo la particolare natura fonico-acustica e gestuale e l’importante funzione mimetica – delinea gli elementi chiave e “modellizzanti” del ritmo prosastico nella principale opera di Boccaccio, marcando così una possibile direttrice di recupero, sviluppo ed evoluzione del cursus nella novellistica italiana.

