Città del Sole Edizioni: Quaderni di storia
Garibaldi e garibaldini prigionieri in Aspromonte nel 1862
Domenico Romeo
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 120
Lo scontro di Aspromonte del 29 agosto 1862 tra Garibaldini e Bersaglieri - che causò morti e feriti da entrambi le parti e il ferimento e l'arresto di Garibaldi e dei Garibaldini - rappresentò per l'Italia appena nata come Stato una vergogna e una svolta politica della monarchia, nel contesto del primo Risorgimento italiano. L'Italia rinacque Unita, Repubblicana e Democratica il 2 giugno 1946, realizzando così la volontà e il sogno della maggior parte dei patrioti del primo Risorgimento e di Giuseppe Mazzini.
La Repubblica Rossa di Caulonia. Uomini in rivolta
Ilario Ammendolia
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 120
Ilario Ammendolia racconta qui la Repubblica Rossa di Caulonia, proclamata il 6 marzo 1945, in un clima di liberazione ed effervescenza, quando al Nord le brigate partigiane cominciavano già a scendere nelle città per l'ultima battaglia contro i nazifascisti, mentre il Sud libero muoveva i primi passi per superare il vecchio ordine. È in un tale periodo di passaggio, scandito da speranze e timori, attese e inquietudini, che si staglia la rivolta di Caulonia. Cinque giorni circa durò la Repubblica Rossa. Il 10 marzo ebbe inizio la spedizione compiuta da carabinieri e forze dell'ordine, pilotati dal Ministero dell'Interno. Il territorio ampio venne setacciato contrada per contrada fin quando, tra scontri e brutali repressioni, i rivoltosi di Caulonia dovettero arrendersi. Due anni dopo, il 23 giugno 1947 si aprì al Tribunale di Locri il più grande processo politico del dopoguerra: gli imputati per banda armata erano ben 365. Solo pochi, tra cui il sindaco comunista Cavallaro, scontarono anni di carcere. Gli altri furono liberati grazie al provvedimento di amnistia voluto da Togliatti l'anno precedente. Ma la pena più dura, oltre allo scacco in sé, fu la rimozione, la condanna all'oblio di questa storia, insieme alla diffamazione postuma. Così i vinti potevano essere sconfitti ulteriormente e, sempre di nuovo, grazie al discredito gettato su di loro, alla denigrazione, all'oltraggio. Quei mulattieri, quei caprai, quei falegnami erano gente di 'ndrangheta, figli di briganti, banditi per vocazione, malavitosi. A Caulonia non c'era stato altro che una rivolta di 'ndrangheta, di cui vergognarsi e perciò da rimuovere. Ma come stanno le cose? Che cos'è successo davvero? Le domande si affastellano, gli interrogativi sono più complessi di quanto si possa pensare. Ammendolia li indica in queste pagine con chiarezza e invita a riflettere sui tanti lati oscuri così come pure, però, sulle evidenze denunciando con forza la criminalizzazione di una rivolta cui va riconosciuto invece un grandissimo valore politico… Dalla Prefazione di Donatella Di Cesare
I cinque Martiri di Gerace nel Risorgimento italiano
Domenico Romeo
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 88
Il 2 ottobre del 1847, sulla piana di Gerace, con la fucilazione di cinque giovani, si concludeva in modo tragico il moto insurrezionale pacifico che aveva coinvolto il distretto di Gerace dal 3 al 7 settembre di quell'anno, attraverso il quale essi avevano sognato l'Italia unita e avevano cercato di ottenere la Costituzione e riforme che portassero giovamento anche alla Calabria, contribuendo così a farla uscire dal secolare isolamento socio-culturale che ancora l'attanagliava, per avvicinarla sempre più all'Europa e alle idee di libertà e di uguaglianza che si erano diffuse dopo la Rivoluzione francese. Il moto del distretto Gerace del 1847 anticipò la grande stagione rivoluzionaria del Risorgimento italiano ed europeo del 1848. Michele Bello da Siderno, Gaetano Ruffo da Bovalino, Rocco Verduci da Caraffa, Domenico Salvadori da Bianco e Pietro Mazzone da Roccella, giovani borghesi e letterati, passati alla storia come i cinque martiri di Gerace, nel settembre del 1847 agirono con lo stesso coraggio e con lo stesso amore per la terra natia, con cui il grande filosofo e e letterato calabrese Tommaso Campanella aveva agito nel 1599. Morirono imperterriti da forti al grido di Viva l'Italia.
La Calabria Ulteriore Prima fra moti risorgimentali e insorgenze legittimiste
Fabio Arichetta
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 88
Questa raccolta di saggi, frutto di una ricerca condotta su documenti d'archivio, alcuni anche inediti, delinea un arco temporale in cui si collocano i moti risorgimentali e le insorgenze legittimiste nella provincia reggina. Emergono figure, spesso di giovani, provenienti dalla borghesia locale o dal mondo ecclesiale, in particolare sacerdoti e religiosi del basso clero, che si sono spese non solo sul fronte liberale e unitario, ma anche su quello legittimista. Dal Canonico Paolo Pellicano, alla guida, insieme ai fratelli Romeo, di un gruppo di giovani durante il moto del 2 settembre 1847, al giovane Francesco Saverio Vollaro, tempratosi nella difesa di Forte Marghera e della Repubblica di San Marco insieme a tanti ragazzi del Sud sacrificati sotto i colpi della potente artiglieria austriaca; sino ai sacerdoti del basso clero reggino, come i frati del convento del Crocefisso di Bianco, in provincia di Reggio Calabria, che ospitarono il generale carlista Borges, o i religiosi domenicani impegnati nella campagna antiunitaria attraverso la diffusione di pubblicazioni di profezie. Si tratta di figure espressione di un travagliato periodo storico in cui l'impresa dei Mille di Garibaldi rappresenta la chiave di sintesi di una lunga guerra civile, iniziata alla fine del Settecento e giunta sino alla seconda metà dell'Ottocento. Una fase storica da approfondire nelle sue sfaccettature più controverse e che vede il saggio chiudersi con una sintesi sulle carenze infrastrutturali della Calabria Ulteriore Prima che, fra tanti fattori ostativi, rappresenta una cesura importante per il decollo economico di questa provincia e della Calabria intera.
La schiena dritta. Il lungo cammino delle lavoratrici verso la parità di diritti e retribuzione
Rosella Crinò
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2023
pagine: 96
"Se la Calabria si è liberata di vecchi tabù che vedevano la donna, anche in virtù della cultura magno-greca ereditata dagli avi, che la voleva dedita alla cura della casa e della famiglia ed al culto dell'accoglienza, sottoposta alla dominanza dell'uomo, è stato possibile per la partecipazione alla vita politica e sindacale di partiti, organizzazioni e movimenti sociali e culturali che hanno permesso alle nuove generazioni di donne di uscire dal loro recinto tradizionale e di entrare in tutti i campi della vita economica ed istituzionale e competere alla pari dell'uomo dando impulso al processo di rinnovamento e di sviluppo della società calabrese che pure c'è stato da oltre mezzo secolo a questa parte. Un saggio che si legge bene, scorrevole, emozionante che disvela aspetti rimasti in ombra in ordine al grande contributo che masse di diseredati, braccianti, contadini, artigiani calabresi e meridionali hanno dato col loro lavoro e la loro fatica alla costruzione dell'Unità d'Italia divenuta nel tempo un Paese sempre più forte e rispettato, e accreditato nei consessi europei e internazionali." (Dalla Postfazione di Saverio Zavettieri)