Corponove
Manzù e Papa Giovanni. Sculture dell'anima
Silvana Milesi
Libro
editore: Corponove
anno edizione: 2001
pagine: 160
Tra le maglie della vita. 99+1 testimonianze da numeri uno
Beppe Rota
Libro: Libro rilegato
editore: Corponove
anno edizione: 2023
pagine: 256
Il libro è la raccolta di contatti di Beppe Rota con personaggi del calcio famosi, di cui conserva traccia attraverso la raccolta di fotografie, dediche autografate, maglie di campioni sportivi, tanto che il suo domicilio può a giusta ragione essere considerato, un piccolo, significativo Museo. Portiere con la P maiuscola per qualche tempo, attraverso le sue importanti conoscenze e amicizie, ha raccolto una collezione di emozioni intense, vivide, non solo casacche che narrano successi e fanno vibrare l'anima per ciò che sanno evocare. «Dentro - scrive Giovanni Malagò - c'è una galleria infinita di pagine indimenticabili, l'essenza di campioni che hanno lasciato il loro segno consegnandoci un esempio da rinnovare e onorare... Un orizzonte universale permeato di ideali solidi, dipinto con intenzioni nobili ed edificato sulla fratellanza che è il comune denominatore della mission che lo rende grande...».
Pensieri
Libro: Libro rilegato
editore: Corponove
anno edizione: 2023
pagine: 96
Lo psicologo Mario Ravasio, nella sua presentazione, definisce Stefano "uno scrittore postumo". «Non ho conosciuto Stefano personalmente, ma solo attraverso l'incontro con il dolore lacerante dei genitori per la perdita del giovane figlio suicida. Un dolore che improvvisamente ferma il tempo, toglie senso al futuro, infrange certezze e progetti, obbliga ad una ridefinizione radicale del rapporto con sé e con la vita, oltre che con il (ricordo del) figlio. Stefano avrebbe voluto fare lo scrittore. Amava dare forma a ciò che la sua profonda sensibilità gli permetteva di cogliere della vita, scrivendo brevi frasi o pagine articolate, che postava su moderni social o fissava su tradizionali fogli di carta. I genitori, in particolare la mamma, hanno voluto coronare il sogno di Stefano, facendo di lui uno "scrittore postumo". Hanno quindi raccolto alcuni scritti che il figlio ha lasciato, non a caso, nella sua camera. La loro lettura […] pone in contatto con aspetti intimi e profondi di Stefano, con quella ricchezza interiore che, immagino, molti intuivano incontrandolo, ma che in parte rimaneva nascosta e segreta, per quel pudore che protegge le emozioni più intime. Una lettura, quindi, che permette di approfondire la conoscenza di Stefano […] e può rappresentare il filo conduttore che aiuta a definire una nuova relazione con lui, ora che, per chi lo ha amato, si rende necessario da un lato "lasciarlo andare" (prendendo atto della sua assenza), dall'altro conservare e preservare dentro di sé qualcosa di lui, attraverso una nuova modalità di relazione, da scoprire e definire con fatica. Questi scritti possono rappresentare un aiuto anche per chi non ha conosciuto Stefano, un aiuto a penetrare il profondo spessore della vita, lasciandosi guidare dallo sguardo di Stefano, uno sguardo sincero e diretto, senza filtri e mediazioni. Il libro è la testimonianza di una esistenza ricca e profonda, benché (o proprio perché) breve e attraversata dalla sofferenza della depressione (ma forse, proprio per questo, dal desiderio di vita)». Il giornalista Andrea Valesini scrive che Stefano ha lasciato un "Testamento di Pensieri". «Ho conosciuto i genitori di Stefano prima, attraverso uno scambio di messaggi. Mi colpì la gentilezza delle loro parole, la preoccupazione di non disturbare, un garbo ormai raro. Poi li incontrai di persona in occasione di un convegno: ne ricavai l'impressione di una mamma e di un papà segnati da un profondo dolore, portato con grande dignità e con una mitezza caratteriale. Impossibile non voler loro bene. Per la sofferenza che vivono, ma ancora di più per le persone che sono. Secondo il ciclo della vita, non è naturale che i genitori sopravvivano ai figli. Quando accade, si genera una ferita irreparabile in chi li ha generati. Posso solo immaginare le domande che l'atto tragico di Stefano ha aperto in chi gli è stato più vicino. Ma il suicidio è l'atto più drammatico e il più intimo che una persona possa compiere. Un grande mistero. Non può giustificare sensi di colpa in chi ha amato la sua giovinezza. Stefano, anche a chi non lo ha conosciuto, lascia i testi raccolti in questo libro, testimonianza di una personalità acuta, umanissima e profonda. Di una sensibilità che espone alla sofferenza, più di altri, ma anche alla capacità di andare al fondo delle domande cruciali dell'esistenza. "L'uomo ottuso non dubita mai di se stesso". "L'amore è guardare non con gli occhi, ma con il cuore". sono solo due delle perle che Stefano ci lascia nel suo testamento di pensieri, utili per districarsi nella nostra vita. Infine un mea culpa. Le cronache hanno bandito la fragilità umana, indicando modelli vincenti. Ma la fragilità è un limite connaturato in ognuno di noi... una barriera contro i deliri di onnipotenza oggi in voga... Stefano ci ricorda che "la società moderna teme il dolore, il fallimento". Teme una parte della verità di se stessi e così si consegna alla menzogna.
Sospeso tra terra a cielo
Omar Lange
Libro: Libro rilegato
editore: Corponove
anno edizione: 2023
pagine: 112
Sospeso tra Terra e Cielo è una raccolta di poesie che rimanda alla dimensione naturale, spesso dimenticata dall'uomo, scrive Lucrezia Miriam Almini, autrice delle illustrazioni. Il poeta riflette sulla nostra condizione, sulle emozioni e sensazioni della nostra vita, sul rapporto con gli animali e con l'ambiente. Quando scrive il tempo perde la sua misurazione e frenesia, gli consente di raggiungere luoghi lontani e sconosciuti, di entrare in contatto con la sua interiorità. Ringrazio pertanto Omar Lange per avermi dato l'opportunità di continuare la nostra collaborazione nell'illustrare la sua poesia, che molto ispira la mia creatività, mentre il confronto su diversi temi è sempre stato motivo di arricchimento. Mi auguro che molti trovino il giusto tempo per accarezzare con gli occhi e abbracciare con il cuore le poesie di questo libro. Ognuna può regalare punti di vista nuovi e profonde emozioni. Spero che le mie illustrazioni, realizzate con diverse tecniche, per rappresentare al meglio l'anima del componimento, portino un soffio in più ad ogni lettore affinché si senta davvero Sospeso fra Terra e Cielo. «Sguardi e silenzi diversi / magneti di spazi ampi / in dialogo con la luce» è una strofa di Spazio ben in armonia con Noi che: «Noi polvere di stelle / che nel caos di questo tempo / sappiamo ancora sorridere / portiamo nel cuore l'amore / camminiamo al passo delle stelle / con scarpe di terra e di erba / diciamo domani agli dei». Fedele ancella è la poesia, scrive l'autore, mi accompagna nel viaggio verso l'esito finale. Corteggiato da una Natura amica che mi confessa amore eterno, con vibranti voci, infantili e misteriose, che sempre riesco a decifrare, attingendone forza e coraggio. La tristezza della solitudine è placata dalla magia dell'Universo, che porge spighe azzurre nel prato del cielo, dove amo vagare in cerca del sogno. Amo guardare le cose dall'alto, immerse nel mare nero del dubbio, per osservarle meglio, incuriosito come la prima volta, con la speranza di offrirle a chi legge per poterle salvare. La Poesia mi aiuta a cercare il passato e il presente, a costruire il Futuro. Continuo a camminare con lei perché mi avvicina alla verità e lenisce il dolore. Linea diretta con la Vita e con il Mondo, può aiutare a salvare l'uomo e il pianeta. Voglio continuare a esplorare l'Universo e l'Infinito con le parole, ad accendere spiragli nel cuore di chi crede nei sogni, come «... il canto di latte / della luna sopra di noi / e una scala di stelle» di Cosi divenimmo.
L'aquila e la farfalla
Andrea Cantù
Libro: Libro rilegato
editore: Corponove
anno edizione: 2023
pagine: 72
Come ben scrive Monsignor Daniele Rota, in prefazione di "L'aquila e la farfalla", il libro raccoglie cinquanta preziose poesie di Andrea Cantù, giovane che abbina fra le diverse sue passioni la scienza, la poesia e il pianoforte, tenendo concerti in tutta Europa. Monsignor Rota esordisce, chiedendosi: «Cos'è poesia?» e Poi cita Omero, Virgilio e Leopardi come «esemplificazioni che hanno il pregio e il compito di scandire la storia dell'umanità. Perché i poeti sono i veri interpreti e i precursori dell'universale divenire. Per conoscere le grandezze di Roma e la sua storia è assai più importante l'Eneide che il De bello Gallico. Con i piedi nel passato e la mente nel futuro, come su astri luminosi sui quali circumnavigare le immensità astrali. "Quasi cursores lampadas tradunt" (Orazio, lib.II): come gli atleti olimpionici che trasmettono nei secoli la fiaccola della vitalità, di generazione in generazione. Una formula aurea anche in letteratura che arriva, attraverso Dante e Petrarca, fino ai giorni nostri e appartiene ormai all'inconscio linguistico degli Italiani. Gli antichi assegnarono a Calliope la sovranità dell'arte compositiva, la musa dalla bella voce come il suo nome filologicamente significa e il Foscolo la esaltò con versi mirabili: "... e tu i cari parenti e l'idioma / désti a quel dolce di Calliope labbro / che amore in Grecia nudo e nudo in Roma / d'un velo candidissimo adornando / rendea nel grembo a Venere Celeste" (I Sepolcri, vv.175-180). Figlia del sommo Zeus che l'ebbe particolarmente cara, esaltandone universalmente il teandrico fascino. Anche qui in questa cinquantina di componimenti giovanili, l'eco di mondi ideali e di giorni senza tempo dei quali la memoria fissa l'incanto: se ne sente il fluire perenne, talvolta dirompente, sempre armonioso. Tutti abbiamo avuto venti contrari e aria fredda al mattino che tagliava la pelle dal viso. Tutti siamo caduti in salita e non è vero che non fa male perché vai più piano. Tutti abbiamo cercato senza trovare perché non sapevamo né cosa, né come. Tutti siamo partiti per non rimanere e siamo rimasti per non andarcene. Tutti noi abbiamo ricominciato non una volta sola e ogni volta era tutto daccapo. Tutti abbiamo camminato nel vuoto e abbiamo avuto paura di lasciarci andare. Tutti siamo cambiati senza volerlo e abbiamo voluto cambiare senza riuscirci. Tutti abbiamo pensato che non c'era più nulla da fare e non era vero... Anche il trentenne autore di questi componimenti, cultore sensibile di nobili arti, dalla musica alla medicina, esponente affermato di una nuova progenie artistica, in forte lievitazione, egli, ad ogni voltar di pagina, ti viene incontro, ti tiene per mano, giorno dopo giorno, lungo i sentieri mai banali della quotidianità, con l'intento neanche troppo criptato, di farti volare alto e sognare cose grandi: le sue».
Una vita di poesia
Giancarlo Michelini
Libro: Libro rilegato
editore: Corponove
anno edizione: 2023
pagine: 136
Tutto rivela il titolo, non solo che si tratta di un libro di poesie, ma che il respiro della poesia aleggia in ogni giorno della vita, come la farfalla che ha ispirato la prima poesia del libro, nel continuo volo fino ai giorni nostri. Una poesia vivificante l'amore per i fiori, il cielo aperto, la pesca, accompagnando, sommessa e amichevole, anche i giorni della tristezza e i due anni di ospedale dopo un incidente stradale. La farfalla prese il volo, quando Giancarlo era un ragazzino di tredici anni, e gli è tutt'ora compagna di vita. La vita è un gioco: / un giorno perdi / un altro vinci, / un giorno precipiti / un altro risorgi./ Giocalo!!! Poche righe a piè pagina del colofon, non serve commento. Più di cento poesie in questo libro. Difficile scegliere qualche verso, senza il respiro del suo contesto. Poesie di sentimenti (Pensiero, Sconforto, Lamento d'amore, De Tristia), Poesia della natura (Alba, Aurora, Il mio giardino, Foglie ingiallite, La burrasca, Alluvione), Poesia dei monti (Le Alpi, Le Retiche, Il Pizzo Stella), una poesia dedicata "Ai patrioti ungheresi": E Dio ti conceda, / o popolo magiaro, quel che / tu chiedi e sogni.../ l'amore, la fede, il vero... / Morderà, l'oppressore, la polvere / cesseran i fiumi di sangue, / suoneran le campane a festa / e tutti, il tricolore in testa, / giungerete a Dio divino... Poesia del 24 novembre 1956. Attualissima! Poesie che si pongono domande: "Perché ti droghi?". Perché "Bologna 2 agosto 1980": Quel bimbo che piange.../ quella madre che, muta / osserva con occhi / ormai senza lacrime / ma pieni di paura, / lo strazio dei parenti / privi di vita.../ Tutto questo, brigatista, / a te non incute timore.../ Quel bimbo straziato, ormai senza vita... / sfigurato nel volto, / quel bimbo, forse, non ha neppure / colto un fiore... Perché? Tante poesie dedicate agli amici, nelle quali scorrono i sentimenti più nobili: in primis l'amicizia e la stima (l'amico Ascanio, l'amico Ferri, il signor Gigi Pozzi, Battista, Giuseppe Zanetti, la dottoressa Elena), e poi la delicatezza di un giovane amore (A Bruna. Breve è la vita / infinito l'amore / la gioventù è fuggita.../ Credendo nel nulla / non sapevo che amavo / una dolce fanciulla). Quasi per dar misura alla commozione, il poeta intercala rime per la sua Seicento (La mia Seicento / va come il vento / ed è un portento / anche a motore spento). Numerose le poesie dedicate ai familiari, comprese le cugine, il cugino Angelo, La torta della zia Maria. Un sentimento del sacro spira nelle poesie per le grandi ricorrenze religiose, due poesie per Lourdes, I versi chiari e di sofferta umanità, un linguaggio poetico ed immediato per l'aiuto a una pellegrina ammalata. Colma di gratitudine, la poesia Per Suor Nicolina "nelle corsie del Beato don Luigi Palazzolo", ricorda, "con fede sempre più profonda / il male che ho subito / quindici anni fa quando / rimasi per due anni / senza poter camminare. / Se cammino / lei sa che lo devo / al dottor Dezza". In rime concise, la poesia A Papa Wojtyla, scritta "A un anno / dal tuo ritorno / alla casa del Padre," ne riassume il papato e l'azione: "hai riunito / le genti / giovani o meno... / hai fatto cadere / le barriere / dell'Est... Hai portato / la croce / fino al tuo / ultimo istante / di vita". Volutamente si chiude il libro con la poesia L'umile Pastore, dedicata a Papa Giovanni e scritta il 3 giugno 1963, giorno santo della sua morte santa. Poesia tutta da leggere. A sigillo, Santo Natale 2015, Anno della Misericordia, ricorda Papa Francesco.

