DeriveApprodi
Paesaggio ambiente. Natura, territorio, percezione
Jean-Marc Besse
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2020
pagine: 124
Esistono paesaggi meramente decorativi, cartoline consolatorie pronte a diventare merce. Ma esiste anche un altro paesaggio, che l’autore di questo libro definisce «profondo, essenziale, necessario». Si tratta di quel paesaggio che da sempre è il riflesso delle aspirazioni, delle pratiche e dei desideri umani di continuare ad abitare il mondo. Mentre si moltiplicano i segnali della ricerca di altri rapporti tra città e campagna, mentre si sperimentano forme di vita diverse e compaiono nuove geografie, il paesaggio – ben oltre la sua dimensione estetica – è qui interrogato nelle sue relazioni con l’ambiente, con l’insieme dei viventi che lo abitano e che lo costituiscono. Riflettere sul paesaggio, sul suo essere un elemento connaturato dell’esistenza umana, significa pensarlo come qualcosa di diverso dalla natura, dall’orizzonte, dal territorio, scoprendo – grazie a questo libro – che il paesaggio è il modo in cui diamo forma alle relazioni vissute con ambienti attraversati dalla vita dei quali siamo attivamente parte. "Paesaggio ambiente" è un libro di ecologia e filosofia, architettura e antropologia, che nella forma di un lemmario fa la sintesi, semplice ed esaustiva, di decenni di dibattiti sulla natura del paesaggio e la sua conservazione. Si tratta della prima traduzione italiana dell’opera di un autore che, al pari di Gilles Clément o altri autori francesi, ha dato un contributo fondamentale al rinnovamento del pensiero ecologico globale.
Architetture del dopo. Costruire con le piante. Salice, canna, bambù, paglia, terra
Maurizio Corrado
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2020
pagine: 239
Anche nelle metropoli occidentali si diffondono costruzioni realizzate utilizzando piante: salice, canna, bambù, paglia. Tecnologie naturali che sono rielaborazioni di tecniche legate alle prime costruzioni dell'uomo: architetture "del prima", ma soprattutto "del dopo", di come dovremmo costruire per rendere sostenibile la nostra presenza su questo pianeta. Riprendere la cultura del saper fare con le mani ci riporta al tempo profondo del Paleolitico. Gli allarmi della comunità scientifica ci spingono infatti a guardare a un tempo lontano come a un bacino di conoscenze da approfondire. Da circa vent'anni le "architetture del dopo" attraggono un numero sempre maggiore di estimatori per le loro caratteristiche di sostenibilità, di eco-compatibilità e di rimando a pratiche di coesione sociale. Usare questi materiali è una scelta ecologica e insieme politica, mentre torna centrale la dimensione del gesto e del saper fare, in alternativa ai metodi di produzione industriale.
Marx e il conflitto. Critica politica e pensiero della rivoluzione
Gennaro Imbriano
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2020
pagine: 144
«Questo residuo del vecchio mondo, la regolazione dello scambio delle merci sulla base dell’eguaglianza del lavoro impiegato a produrle, resta “nell’angusto orizzonte giuridico borghese”, e dovrà essere superato nella fase compiutamente comunista della società, quando, accanto all’estinzione dello Stato, saranno “cresciute le forze produttive e tutte le sorgenti delle ricchezze sociali” potranno «scorrere in tutta la loro pienezza». Solo allora la rivoluzione avrà fatto il suo corso. Ciascuno non avrà secondo quanto avrà prodotto: motto dell’umanità sociale sarà “a ciascuno secondo i suoi bisogni, ciascuno secondo le sue possibilità”».
Come vignaioli alla fine dell'estate. L'ecologia vista da una vigna
Corrado Dottori
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2019
pagine: 222
Si può parlare di ecologia partendo da una vigna? È ciò che fa con questo libro Corrado Dottori, vignaiolo marchigiano i cui vini «naturali» sono noti in tutto il mondo. In un «quaderno di campagna» che raccoglie un anno di lavori agricoli — dall'assaggio dei vini alle analisi dei terreni, dalla meteorologia alle vinificazioni, dalle acidità alle fermentazioni —si fa largo un'interrogazione sulla natura e su quel complesso sistema chiamato «vita» all'interno del quale si colloca il lavoro di ogni agricoltore. Le più stringenti questioni del dibattito ecologico contemporaneo — dal riscaldamento climatico all'impatto delle attività umane sul pianeta, dall'esaurimento delle risorse alla capacità di adattamento della vita vegetale — si intrecciano a una narrazione quotidiana fatta di osservazione e meraviglia per un ambiente naturale con il quale la tecnica e il sapere umani della coltivazione interagiscono e che contribuiscono a creare. Questo luogo è qui semplicemente una vigna. E da questo punto di osservazione privilegiato, Corrado Dottori saprà condurre il lettore lungo una strada capace di guardare con grande poetica alla natura. Nel tentativo di ridurre lo scarto che da essa ci separa, spunteranno i vini «di un vignaiolo che dissente»: con la loro estetica ci ricordano che un altro mondo è davvero possibile.
Miti e magie delle erbe. L'aura di piante e fiori tra mitologia e letteratura
Maria Immacolata Macioti
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2019
pagine: 314
Alberi, piante, fiori sono da sempre presenti nell'immaginario e nei rituali delle più diverse culture. Cibo dell'anima e del corpo, ciascuno è portatore di un'aura particolare. Ci sono fiori prediletti dagli Elfi e altri amati dalle fate. Nella tradizione greco-romana la quercia è sacra a Zeus, mentre il mirto lo è a Venere. Alcuni danno vita e amore, come le rose e le viole, altri celano insidie mortali, quali l'iris portatore di sonno. Vi sono poi piante legate alle grandi religioni, quali il loto, importante per il buddismo, o il vischio, a lungo ritenuto un dono degli dèi, o la mandragora, la cui forma umana la riconduce al Paradiso terrestre. Il libro di Maria Immacolata Macioti è un lungo viaggio storico e culturale nelle narrazioni mitiche che hanno accompagnato l'uso e la diffusione delle piante dalla classicità ai giorni nostri nella loro funzione curativa tanto del corpo quanto dello spirito, passando per le loro connessioni religiose. Nel rapporto che gli umani hanno stabilito con le piante, facendo di esse l'oggetto di riti e racconti e attribuendo loro specifiche qualità, si è dato loro l'abilità di fare da tramite con ciò che le diverse culture hanno immaginato di un aldilà. Le piante traducono l'incanto magico e simbolico che accompagna la nostra permanenza sulla terra.
Nell'antropocene. Etica e politica alla fine di un mondo
Gianfranco Pellegrino, Marcello Di Paola
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2018
pagine: 267
Cambiamento climatico, crisi degli ecosistemi, inquinamento, esaurimento delle risorse, collasso ambientale: gli ultimi giorni dell'umanità potrebbero essere quelli di massima potenza di Homo sapiens, quando l'essere umano avrà forse compiuto il suo progetto di dominio sul cosmo distruggendo la natura stessa e le condizioni della vita sul pianeta. Quest'epoca, dove a rischio è l'esistenza di tutti i viventi, è stata da molti identificata con una nuova era geologica: l'Antropocene - l'epoca dove per la prima volta gli esseri umani sono una forza della natura superiore alle altre, una forza capace di determinare il corso della storia del pianeta Terra. Il libro rende conto dell'esteso dibattito internazionale che ormai da alcuni anni ha assunto il paradigma dell'Antropocene come orizzonte a partire dal quale ripensare il presente e il futuro della vita umana, e non solo - dibattito che ha visto la pubblicazione di centinaia di volumi a cavallo tra diverse discipline: ecologia, ambientalismo, antropologia, sociologia e scienza politica. Partendo da un'analisi delle concezioni di natura di cui l'Antropocene è solo l'ultima, e attraverso le questioni principali poste dall'etica dell'ambiente e dalla filosofia politica, il libro analizza le politiche che sono state impiegate nell'ultimo decennio per fronteggiare i problemi posti dall'Antropocene, provando a immaginare un paradigma di azione basata su nuove forme di partecipazione individuale e pratiche collettive.
Il diavolo e il feticismo della merce. Antropologia dell'alienazione nel «patto col diavolo»
Michael T. Taussig
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 332
«L'obiettivo di questo libro è cogliere il significato sociale del diavolo nel folklore dei lavoratori salariati delle piantagioni e dei minatori nel Sudamerica contemporaneo. Il diavolo è un simbolo sorprendentemente preciso dell'alienazione che i contadini esperiscono quando entrano nelle fila del proletariato. Qual è la relazione tra l'immagine del diavolo e lo sviluppo capitalista? Quali contraddizioni dell'esperienza sociale sono mediate dal feticcio dello spirito del male? Per rispondere a queste domande ho provato a dissotterrare la storia sociale del diavolo, a partire dalla conquista spagnola, in due aree di sviluppo capitalista intensivo: le piantagioni di canna da zucchero della Colombia occidentale e le miniere di stagno in Bolivia. Nel processo di proletarizzazione il diavolo emerge come immagine potente e complessa, che media modi opposti di concepire il valore umano dell'economia. Tanto nella cultura occidentale quanto in quella dell'America del Sud esiste un immenso repertorio mitologico sull'uomo che si separa dalla comunità vendendo la propria anima al diavolo in cambio di una ricchezza che non solo è inutile, ma anche foriera di disperazione, distruzione e morte. Che cosa simboleggia questo contratto? La secolare battaglia tra bene e male? L'innocenza dei poveri e la malvagità della ricchezza? Più ancora, il mitico contratto col diavolo è indizio di un sistema economico che obbliga gli uomini a barattare la propria anima in cambio del potere distruttivo delle merci. In virtù della pletora di significati interconnessi e spesso contraddittori che porta con sé, il contratto col diavolo è, sotto questo profilo, straordinario: l'anima dell'uomo non può essere comprata o venduta e nondimeno, in certe situazioni storiche, l'umanità è minacciata dall'intendere questo tipo di scambio come un modo per procurarsi sostentamento. Nel narrare questa favola del diavolo, l'uomo retto affronta la battaglia tra bene e male in termini che simbolizzano alcune delle più acute contraddizioni dell'economia di mercato. L'individuo è separato dalla comunità. La ricchezza esiste accanto a una povertà devastante. Le leggi economiche trionfano sulle leggi etiche. La produzione, non l'uomo, è il fine dell'economia, e le merci dominano i loro produttori. La feticizzazione del male nell'immagine del diavolo consente allora di mediare il conflitto tra il modo precapitalistico e quello capitalista di oggettivare la condizione umana.»
Carla Lonzi. Un'arte della vita
Giovanna Zapperi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2017
pagine: 320
Da circa un decennio l'avventura teorica di Carla Lonzi, figura preminente del neofemminismo italiano degli anni Settanta, è oggetto di riscoperta, non solo in Italia: dapprima con la ripubblicazione di molti dei suoi scritti, tra i quali il famosissimo “Sputiamo su Hegel”, poi con convegni, incontri e studi specifici a lei dedicati. Riemerge così il lavoro di riflessione, complesso e anticipatore, di un'autrice affascinante che ha saputo pensare il femminismo e il mondo dell'arte, il potere e le forme dell'emancipazione delle donne e non solo. La ricerca di Giovanna Zapperi si interessa alla traiettoria di Carla Lonzi e ai rapporti tra arte e femminismo nell'Italia tra gli anni Sessanta e Settanta. Attingendo a fonti di archivio in gran parte inedite, questo libro dimostra che i due periodi che sembrano scandire la biografia di Carla Lonzi — prima la critica d'arte, poi il femminismo — segnano in realtà un percorso che intreccia l'intera espressione teorica di questa importante autrice. Una lettura che ci consente di ricavare dal pensiero di Carla Lonzi strumenti per leggere il presente, tanto per una critica all'altezza dei tempi sul ruolo e l'uso delle immagini, quanto per intendere le forme di subordinazione legate al genere, all'identità e alle classificazioni sociali che non cessano di riprodursi. Grazie alla ricerca della storica dell'arte e femminista Giovanna Zapperi, la radicale creatività della vita e degli scritti di Carla Lonzi trovano in questo libro una sintesi analitica rivolta al futuro, che di quel «gesto creativo all'altezza della vita» si vuole erede.
I furiosi
Nanni Balestrini
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2003
pagine: 124
La violenza dello stadio nasce come può nascere da un risultato che ti fa perdere lo scudetto, e allora la gente si arrabbia e si scatena spacca tutto. E poi c'è anche quella cosa antica che c'è ancora nei paesi quando tu vai negli altri paesi a cuccare le ragazze, allora quelli del paese si mettono tutti insieme e la volta che torni te li trovi tutti lì e ti danno una bella bastonatura, poi noi vedevamo anche quello che facevano negli stadi in Brasile e in Inghilterra, vedevamo i gruppi ultra brasiliani che sono uno spettacolo fantastico con tutti i tamburi e che ballano la samba tutta la partita e trascinano la squadra ma soprattutto c'è il fallo che la violenza è bella perché ce l'abbiamo nel sangue c'è la bellezza di quando spacchi tutto.
Sconvolgenti analogie. Gli omicidi di Francesco Lorusso e Carlo Giuliani
Giulia Carati
Libro
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2026
pagine: 202
Il volume mette a confronto le vicende giudiziarie seguite agli omicidi di Pierfrancesco Lorusso (1977), nel contesto del movi
È primavera. Intervista a Antonio Negri
Claudio Calia
Libro
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2026
pagine: 176
Antonio Negri racconta la sua vita e il suo pensiero in una conversazione aperta e senza filtri

