Il Vicolo
Marisa Zattini. Ali selvatiche
Libro
editore: Il Vicolo
anno edizione: 2015
Un catalogo d'arte con testi a firma di Gian Ruggero Manzoni, Gianfranco Lauretano e Chiara Settefonti. A partire dalla prosa poetica di Fabrizio Parrini, Icaro, l'artista Marisa Zattini ha realizzato un'agglutinazione fra parola e figura - traiettorie iconografiche di "ali" misteriose e dionisiache - partendo da un nucleo di lettere antiche scritte due secoli fa. Ai 22 interventi a china su lettera antica si uniscono le trasmutazioni delle "opere al nero" realizzate su lastre di alluminio trattate a specchio e dieci partiture di grande formato sempre risolte in "nigredo", mediante trasporto fotografico a getto d'inchiostro. La polisemia dei linguaggi da sempre è consonante a differenti schemi di aggregazione. La chiave che permette di comprendere un'opera d'arte presuppone una contemplazione iniziale, una meditazione di visione affinché la trasposizione proiettiva fra parola poetica e immagine visiva possa spostare misticamente il nostro asse interpretativo. Scrive Gian Ruggero Manzoni: "Ali selvatiche, perché arcaiche, istintive e primigenie nella loro essenza, risulta, in tale modo, quale piccolo 'libro mondo' (iniziatici) entro cui veleggiare, ricercando un proprio spazio di atterraggio... o di decollo".
Onorio Bravi. Ravenna fantastica!
Libro
editore: Il Vicolo
anno edizione: 2015
Il catalogo d'arte documenta tutte le opere oggetto della mostra ravennate (Biblioteca Classense, Manica Lunga). Il catalogo contiene testi critici a firma di Marco Di Capua e Marisa Zattini, oltre al contributo di Alberto Giorgio Cassani. Si tratta di un inedito ciclo di lavori realizzato nel 2015, dedicato alla città di Ravenna. Le 10 xilografie sono state ispirate dalle poesie inedite, in dialetto, di Nevio Spadoni, dedicate ai luoghi e ai personaggi più importanti della città. Bravi e Spadoni mettono "in scena" una Ravenna dello spirito. Si avverte il sentimento del passato, di un tempo eroico che agisce ancora nella classicità. Un'opera a due voci dove ogni elemento interagisce con gli altri in coesistenza di misura. Insieme, Bravi e Spadoni, ricreano una "città della memoria". L'artista, sapientemente, controlla ogni mezzo espressivo: xilografia, graffito, pittura. La nostalgia innerva ogni dipinto così come le parole che raggrumano lo scorrere del tempo. Una preservazione emotiva per il futuro. Entrambi ripercorrono e rivelano bellezze nascoste. Entrambi richiamano a sé antiche reminescenze. È il ritorno della memoria di un passato come sublimazione e contemplazione.
Fragilis mortalitas. 1915: Renato Serra e la Grande Guerra. Con Federico Guerri e Luca Piovaccari
Libro
editore: Il Vicolo
anno edizione: 2015
Curata dagli architetti Augusto Pompili e Marisa Zattini la mostra è documentata in un corposo catalogo con un apparato di contributi a firma di: Marino Biondi, Gianfranco Lauretano, Gian Ruggero Manzoni, Fabrizio Parrini, Luigi Riceputi, Luciano Benini Sforza, Nevio Spadoni, Pier Guido Raggini. A partire dalla duplice ricorrenza del centenario della morte di Renato Serra e della prima guerra mondiale, il catalogo rende omaggio a Serra, uomo dal "temperamento raccolto", attraverso una riattualizzazione artistica di stampo introspettivo. Tutte le opere dei due artisti invitati, Federico Guerri (Cesena 1972) e Luca Piovaccari (Cesena 1965) allestite nelle stanze di Casa Museo Renato Serra, sono riprodotte. Una sezione del libro è dedicata alle fotografie delle opere collocate nelle stanze del Museo. Il manoscritto Esame di coscienza di un letterato, composto da 49 fogli conservati presso la Biblioteca Malatestiana - come documento-reliquia che incarna l'ansia moderna di un tempo che sentiamo ancora nostro - è riprodotto sia in anastatica che nell'edizione de "La Voce" del 1915. Testimonianza di uno scavo interiore ed esistenziale, destinale, dove il travaglio del giovane scrittore cesenate emerge struggente.

