Leonida
Il cuore e la mente
Antonio Berardi
Libro: Libro in brossura
editore: Leonida
anno edizione: 2008
pagine: 160
I cieli del sole morente
Franco Giacoid, Palmiro Mignini
Libro: Libro in brossura
editore: Leonida
anno edizione: 2008
pagine: 334
Due vite diverse e parallele
Antonio Berardi
Libro: Libro in brossura
editore: Leonida
anno edizione: 2008
pagine: 144
I primi romanzi di A. Fogazzaro
Egle Greco
Libro: Copertina morbida
editore: Leonida
anno edizione: 2008
pagine: 184
Aspetti e problemi del Mezzogiorno d'Italia nel tardo Medioevo (XIII-XV sec.)
Luciano Catalioto
Libro: Copertina morbida
editore: Leonida
anno edizione: 2008
pagine: 176
Uomini tra realtà e immaterialità
Valeria Di Felice
Libro: Libro rilegato
editore: Leonida
anno edizione: 2007
pagine: 125
Rosina, Concetta e Ciccilla
Luca Servodio
Libro: Libro rilegato
editore: Leonida
anno edizione: 2023
pagine: 112
Una parabola popolare che ridona all’universo contadino la dovuta dignità intellettuale sottratta dal progresso. Il personaggio di Rosina, semplice e sfaccettato a un tempo, ci insegna ad avere pazienza, a rispettare la terra, a condividere con chi non ha o ha perso troppo sotto i colpi dell’avidità altrui; attraverso l’ingenuità dei proverbi e la fermezza della sua condotta cristiana, ella ci svela, pagina dopo pagina, una strategia vendicativa nei confronti del Potere che offre speranza al lettore, e forse un po’ meno alle due figlie, Concetta e Ciccilla, obnubilate dall’ossessione per l’eredità. Non tutto è perduto, anzi, non si può guadagnare davvero che perdendo un pochino.
Dante tra dogma ed eresia. Forme gergali e arte della scrittura fra le righe
Andrea Francesco Calabrese
Libro: Libro in brossura
editore: Leonida
anno edizione: 2018
pagine: 496
Nello scrivere si può alludere, offrendo la possibilità di una lettura molteplice attraverso armi silenziose quanto potenzialmente eversive. Si tratta di verificare possa esistere nella Commedia un livello polisemico rimasto sullo sfondo, a causa di una serie di «lucchetti» sapientemente richiusi da Dante. Nella prima parte viene svolta un’indagine tendente a collocare l’opus magnum dantesco nel quadro di una tradizione che si sospetta possa risalire ben oltre il consueto hortus conclusus del Dolce Stil Novo. Il punto cruciale di questo approccio è l’individuazione di un eventuale linguaggio di gergo, noto ai tempi di Dante ad un gruppo ristretto di persone. Se questo gergo è esistito, esso ha fornito un valore aggiunto ad un corpus di opere che già riveste un alto valore poetico, letterario e storico. Si analizzano quindi il significato delle apostrofi, la presenza delle forme gergali e alcune particolari prese di posizione da parte del poeta nei confronti della visione teologica del tempo. Al termine, si è provato a tracciare alcune conclusioni, forzatamente interlocutorie, ma che ci auguriamo possano servire come contributo su un argomento talmente arduo da far tremar le vene...
Storia di Manfredi dalla morte di Federico II alla sua incoronazione
August Karst
Libro: Libro in brossura
editore: Leonida
anno edizione: 2016
pagine: 208
Il quadro complessivo del saggio di August Karst, che è possibile trarre dai giudizi di storici coevi quali Croce, Hampe e Tout, offre una visione chiara delle valenze e di molte discrepanze nell'inquadramento della complessa vicenda manfrediana, ma allo stesso tempo inserisce il lettore nella temperie culturale e politica dell'epoca. Tra Otto e Novecento la produzione storiografica germanica è, di fatto, fortemente condizionata dal serrato confronto ideologico tra Piccoli e Grandi tedeschi, dall'influsso della scuola prussiana di Droysen, dalla fondazione del Reich dopo la guerra franco-prussiana del 1870 e dagli appetiti imperialistici manifestati in maniera pericolosa dopo l'assunzione al trono di Guglielmo II (1888). In antitesi con la serena visione di storici come Schirrmaker - e senza dubbio condizionato dal giudizio negativo espresso da Jamsilla su Manfredi -, Karst vede con sospetto ogni attentato all'Impero, giudica Manfredi un traditore e considera gli italiani infidi, ponendosi all'origine di quelle aberrazioni nazionalrazzistiche che avrebbero sorretto ideologicamente l'affermazione del nazionalsocialismo hitleriano.

