Milieu
L'ultimo hombre vertical starring Gigi Riva
Luca Pisapia
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2020
pagine: 216
A cinquant'anni dallo storico scudetto del Cagliari (maggio 1970), un libro che ricostruisce la storia e la leggenda del calciatore più rappresentativo di quella squadra epica: Gigi Riva, campione sornione e taciturno che rifiutò le lusinghe dei grandi club del Nord Italia per restare in Sardegna e compiere una delle imprese sportive più importanti della storia. Luca Pisapia narra Gigi Riva l'eroe dell'immaginario collettivo italiano protagonista dell'unico Europeo vinto dagli azzurri (nell'anno di grazia delle utopie, il 1968), demiurgo che plasma la realtà di un Paese che, nel volgere di un decennio, conosce il benessere e assapora il riscatto, si abbandona all'illusione del sogno e in ne precipita nell'incubo. Figura ieratica, enigmatica e silenziosa, il cui volto imperturbabile e imperscrutabile racchiude in sé tutta la gamma di espressioni necessarie e ogni sfumatura delle emozioni possibili, Riva non è solo il calciatore che guida il Cagliari a un incredibile scudetto, è anche il condottiero rivoluzionario che attraverso il calcio guida la riscossa di quell'alchemico athanor incandescente chiamato Sardegna. Come lo Straniero Senza Nome, Django, Silenzio, Cuchillo, Armonica o El Chuncho, suoi contemporanei e protagonisti della gloriosa epoca degli Spaghetti Western, Gigi Riva, pistolero solitario e silenzioso dagli occhi di ghiaccio e dal sinistro esplosivo, è l'ultimo hombre vertical: eroe tragico la cui determinazione a portare a compimento il proprio incarico è pari solo alla perseveranza nel combattere inutilmente contro i mulini a vento di un destino che non si è scelto.
La ballata del Pelé. Una storia di osteria, malavita e nostalgia
Roberto Farina
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Milieu
anno edizione: 2018
pagine: 189
Il Pelé ha conosciuto bene la vecchia Milano e le sue osterie. Un mondo ormai scomparso, di cui è diventato il cantastorie. C'erano artisti e operai, prostitute e malavitosi, tutti a bere allo stesso tavolo. I malavitosi erano quelli di una volta: andavano contro ai soldi, non alle persone. Del resto anche gli artisti, le prostitute e gli operai erano quelli di una volta, e anche i juke box, l'odore di cavolo bollito, quello di legno vecchio, di frutta e di tabacco, i bottiglioni di Barbera sul tavolo e la frittata di cipolle sul bancone. C'erano sbornie da un giorno e una notte. C'erano i tramonti straordinari dei Navigli, quando il sole si infilava sciropposo nella Briosca, dove in mille rivoli traspariva la gioia di stare insieme. C'erano il Pinza, il Wanda, Bruno Brancher, Walter Valdi e Didi Martinaz. C'erano Billy Dardes lo zingaro, e Erik Scheller il pittore di strada, c'erano il Gilberto e il Morelli e tanti altri, tra i quali anche Battisti e Mogol (che fecero bene, quel giorno, ad alzare i tacchi). Un viaggio dove si incontrano epica e marginalità, bassifondi e poesia. Nel CD allegato, cantato e suonato da Pelé e da Nadir Scartabelli, ritroviamo le canzoni d'osteria e di malavita. Canzoni saporite, ironiche, combattive e generose come la vecchia Milano.
Rubare ai ricchi non è peccato
Vincenzo Pipino
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2017
pagine: 238
"Fantomas della laguna", "Arsenio Lupin della Giudecca", "Re dei ladri", i soprannomi si sprecano per Vincenzo Pipino, che ha il vezzo di farsi chiamare "ladro gentiluomo" e può vantare nel suo curriculum ricco di imprese avventurose di aver messo a segno il primo e unico colpo a Palazzo Ducale a Venezia ma anche di aver messo le mani, due volte, sulla galleria privata di Peggy Guggenheim. Nella sua galleria virtuale figurerebbero tra gli altri un Picasso, un Magritte, un Balla, un Kandinskij, un Braque, due De Chirico, due Klee, due Malevich, due Ernst, due Moore sottratti abilmente e restituiti in cambio delle "spese di trasporto", in un'eterna sfida tra guardie e ladri dai risvolti a volte ironici e a volte misteriosi. Pipino racconta con umorismo dissacrante storie di arte e di vita cui risulta impossibile rimanere indifferenti. Furti, fughe rocambolesche, notti sui tetti, episodi sepolti nella memoria popolare e nei segreti del vecchio milieu veneziano, spesso ai limiti dell'incredibile, degni del più fantasioso dei crime movie e in procinto di essere consacrati a Hollywood.
Miccia corta. Una storia di Prima Linea
Sergio Segio
Libro: Copertina morbida
editore: Milieu
anno edizione: 2017
pagine: 235
Sergio Segio, il «comandante Sirio», è stato tra i fondatori di Prima Linea, l'organizzazione armata di estrema sinistra che ha contato mille militanti e migliaia di simpatizzanti e che si è caratterizzata per il rapporto e l'internità con il movimento del Settantasette. In questo libro descrive una delle azioni più clamorose e audaci della lotta armata in Italia: l'assalto al carcere di Rovigo con cui liberò la sua compagna, Susanna Ronconi, e altre tre detenute politiche. Il cuore del racconto si snoda in una sola giornata, il 3 gennaio 1982, con un ritmo incalzante tipico dei migliori di film d'azione. Sullo sfondo si intersecano i fotogrammi dei movimenti degli anni Settanta. Uscito in una prima edizione nel 2005 è diventato subito un classico della memorialistica degli anni Settanta, sia per l'esperienza dell'autore, sia per la capacità di narrare quegli avvenimenti senza censure di sorta. Un libro fondamentale per capire quegli anni, tanto da aver liberamente ispirato nel 2010 il film La Prima linea di Renato De Maria, interpretato da Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno, una pellicola che ha fatto molto discutere e dalla quale Segio ha preso decisamente le distanze. A 40 anni di lontananza dal Settantasette e a 35 dall'assalto di Rovigo, il testo, che si richiama per tradizione narrativa e culturale a grandi film western come Giù la testa e Mucchio selvaggio, in questa nuova versione è stato rivisto, rimontato e significativamente ampliato, con nuovi capitoli e un'ampia introduzione sul "Come è cominciata", con il racconto delle prime azioni e del percorso di formazione di Senza Tregua e di Prima Linea e un "Epilogo", in cui l'autore racconta un progettato attacco a un carcere speciale, le torture a opera di polizia e carabinieri e gli omicidi di militanti avvenuti in carcere, oltre a ripercorrere il proprio arresto e la fine di Prima Linea e della lotta armata.
Renegade bomber. Un soldato di sua maestà al servizio dell'IRA
Michael Dixie Dickson
Libro
editore: Milieu
anno edizione: 2016
pagine: 173
Michael "Dixie" Dickson è stato un militare di Sua Maestà nelle Falkland appena riconquistate dagli inglesi. Lasciato l'esercito a ventiquattro anni e dopo una breve parentesi a Londra si trasferisce a Glasgow dove, frequentando la tifoseria del Celtic inizia ad avvicinarsi alla lotta per l'Irlanda unita. Coinvolto nelle marchin' band repubblicane tocca con mano le lacerazioni e gli odi settari che attraversavano l'Irlanda del Nord. Un crescendo di rabbia e consapevolezza lo spinge ad arruolarsi nell'Ira negli ultimi anni del conflitto, quando ormai il processo di pace è alle porte. Nel 1996 partecipa a una azione in Germania ed è costretto alla latitanza. Ottiene poi la cittadinanza irlandese che sfrutta per seguire le partite del suo amato Celtic. Arrestato a Praga nel 2002 sconta tre anni e tre mesi di carcere tra Repubblica Ceca e Germania, non facendosi mancare una breve evasione. Liberato nel 2006 è l'ultimo prigioniero repubblicano a uscire dal carcere per fatti direttamente connessi ai Troubles. Un memoir denso e senza compromessi, una vita raccontata senza tabù, vissuta sul crinale tra passione calcistica e politica. Nel CD allegato, come ideale colonna sonora, sono raccolte alcune delle più importanti canzoni repubblicane della tradizione musicale irlandese. Frammenti di storia e di memoria popolare, cantate da anni nelle marce, nei pub e negli stadi, e reinterpretate in esclusiva dai Glasnevin e da Gary Og.
Fuoco dalla montagna
Omar Cabezas
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2016
pagine: 253
Romanzo autobiografico e di formazione "Fuoco dalla montagna" racconta in prima persona il fervore rivoluzionario di un'epoca irripetibile. Tradotto in più di venti lingue è considerato ormai un grande classico della letteratura rivoluzionaria latinoamericana. Ripercorre gli anni della formazione di Omar Cabezas da studente attivista del FSLN, del FER, a guerrigliero in lotta contro la dittatura di Somoza, introducendoci nella realtà sociale nicaraguense e in particolare di Leon, fino al periodo della clandestinità vissuta in montagna. Una scelta senza ritorno che ha portato Cabezas e i suoi compagni ad affrontare prove durissime e grandi sacrifici: la lontananza dalla famiglia, la fame, le torture, l'isolamento, prove fisiche stremanti, un inquadramento militare rigoroso ma soprattutto, come racconta l'autore stesso, la solitudine. Un racconto in presa diretta di anni di impegno politico paziente e meticoloso, anni di clandestinità, di speranze, di rabbia soffocata e di piccole vittorie; anni di lotta nelle città, nei campi e in montagna; anni che sono stati determinanti per la fine del regime di Anastasio Somoza Debayle e la vittoria del FSLN nel luglio 1979.
Figli di nessuno. Storia di un movimento autonomo
Sergio Bianchi
Libro: Copertina morbida
editore: Milieu
anno edizione: 2015
pagine: 254
"Figli di nessuno" è la storia di una straordinaria esperienza collettiva vissuta per due decenni. All'inizio degli anni Settanta, in un frammento di territorio dell'alta Lombardia caratterizzato da uno dei più elevati tassi di sviluppo economico europeo, piccoli gruppi di giovanissimi operai e studenti si incontrano e si aggregano dando vita a un movimento culturale e politico autorganizzato e autonomo da qualsiasi ambito della politica istituzionale e tradizionale. Sullo sfondo di veloci e profonde trasformazioni sociali viene descritto un significativo esempio di quell'agire collettivo che intrecciando bisogni culturali, esistenziali e materiali di critica dell'esistente e di costruzione di alternative, ha testimoniato il bisogno di superamento del dominio delle forme capitalistiche sulla società. Un percorso "autodidatta" di invenzione di una politica antagonista, di scoperta, appropriazione e uso dei saperi prodotti dalle intelligenze più raffinate del pensiero critico. Una storia che racconta di vittorie, sconfitte, repressioni, defezioni, annientamenti, esodi, resistenze.
I dannati della metropoli. Etnografie dei migranti ai confini della legalità
Andrea Staid
Libro
editore: Milieu
anno edizione: 2015
pagine: 200
Esistono da sempre due città, una legale e l'altra illegale, i cui confini si spostano a seconda delle epoche storiche e delle necessità economiche contingenti. Spesso gli abitanti di queste due città si sfiorano, interagiscono, confliggono. Sulle loro contaminazioni si costruisce il tessuto sociale. Quasi sempre gli abitanti della città oscura non hanno voce sui media ufficiali: sono un numero, una statistica o un titolo di giornale. "I dannati della metropli" nasce dalla necessità di far parlare i protagonisti del disagio e della devianza che vivono e attraversano le nostre metropoli. Sulle tracce di Danilo Montaldi e della scuola di Chicago, animato da un bisogno radicale di far uscire l'antropologia dalla torre d'avorio dell'accademia, Andrea Staid si è messo in ascolto delle voci della città oscura, senza pregiudizi. Con una ricerca che è frutto di anni passati con i migranti, iscrivendosi in maniera del tutto nuova al filone dell'antropologia delle migrazioni, contaminato con l'etnografia e la storia orale. Il cuore del saggio è rappresentato dall'analisi di un caso specifico spesso al centro della cronaca, su una via e più precisamente un grande palazzo soprannominato dalla stampa "il fortino della droga", situato in un quartiere centrale di Milano (via Bligny 42). Prefazione di Franco La Cecla.
Fuga da Fresnes. Storia del bandito bergamasco che doveva uccidere Berlusconi
Emiliano Facchinetti
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2015
pagine: 313
C'è un vecchio adagio che recita: "bergamaschi, terra di muratori e rapinatori". A cavallo tra anni Settanta e Ottanta, tra le tante batterie di banditi all'assalto di banche e portavalori, tra politica e criminalità, la mala bergamasca era tra le più temute e rispettate. Un vento fuorilegge che soffiava forte tra quelle terre aspre, come la Val Cavallina da cui proveniva il nucleo storico della Banda dei bergamaschi. Figure epiche tra cui spicca Pierluigi Facchinetti, bello e dannato fino alla leggenda, che prima di morire a 31 anni sotto una pioggia di proiettili con una Colt in pugno, si era lasciato alle spalle le polizie di mezza Europa. Nemico pubblico numero uno in Svizzera, Francia, Olanda per sequestri, omicidi e rapine, ricercato e temuto da doganieri e gendarmi. Protagonista di diverse evasioni, una in particolare destinata a entrare nella storia, quella dal penitenziario di Fresnes, vicino a Parigi, per tutti l'Alcatraz francese. Una storia molto conosciuta a livello internazionale quella di Facchinetti e quasi rimossa da noi, soprattutto per le circostanze misteriose legate al progetto di rapire Silvio Berlusconi per conto di una importante banda criminale francese. Un progetto fallito, a seguito del quale tutti gli elementi della banda saranno eliminati in maniera misteriosa. Emiliano Facchinetti, fratello di Pierluigi, con cui ha condiviso alcune delle vicende narrate nel libro, racconta la parabola della banda bergamasca fino al tragico epilogo...
Gli Arditi del popolo. La prima lotta armata al fascismo (1921-22)
Andrea Staid
Libro: Copertina morbida
editore: Milieu
anno edizione: 2015
pagine: 125
In questo libro, Andrea Staid propone un'analisi degli eventi e delle cause che diedero vita agli Arditi del popolo nel 1921 evidenziandone l'originalità politica rispetto ai movimenti di quel periodo storico. Una rilettura del biennio '21-'22 che vede inizialmente contrapporsi da una parte gli Arditi del popolo insieme agli antifascisti e dall'altra i fascisti e i loro sostenitori. Viene esaminato il percorso politico di questa organizzazione: dalla sua formazione, al suo assetto di tipo militare, ai rapporti con i movimenti della sinistra ufficiale fino alle ambiguità che la condussero all'oblio. Un'attenzione particolare è rivolta agli episodi avvenuti nella città di Parma, per ribadirne l'unicità dell'unione popolare sviluppatasi nel borgo di Oltretorrente e culminata con le leggendarie barricate dell'agosto 1922, quando gli Arditi di Guido Picelli sconfissero i fascisti di Balbo, unica sconfitta subita dai fascisti prima della Marcia su Roma, nonostante la differenza delle forze in campo in termini numerici e di armamenti. Nella seconda parte, la lettura storica degli eventi lascia spazio a frammenti unici di testimonianze orali delle giornate delle barricate e a un racconto per immagini delle figure emblematiche dell'arditismo: anarchici, comunisti, irregolari, ribelli, la cui convivenza, non sempre pacifica, sarebbe proseguita nella Guerra di Spagna e nella Resistenza.
Giandante X
Roberto Farina
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2014
pagine: 269
Giandante X (Milano, 1899-1984). Pittore, scultore, architetto, poeta. Ha combattuto su tutti i fronti del Novecento, seguendo senza sosta la propria strada, fin dove le forze gliel'hanno permesso. Per i fascisti fu un anarchico, per i comunisti un compagno, per i repubblicani spagnoli un miliziano delle Brigate internazionali, per lo Stato francese uno "straniero indesiderato", per la Resistenza un partigiano. Si unì di volta in volta al compagno più vicino. Infine, fu sempre solo. Per le sue scelte è stato amato, frainteso, punito. Il mercato dell'arte non ha mai saputo che farsene di lui. Alcuni, pochi, discutono ancora se sia o no un grande artista. Ma essere grandi artisti non significa nulla, essere artisti puri, ecco ciò che conta. Nelle pagine di questo libro si va alla ricerca di Giandante X tra scrittori, filosofi, rigattieri, antiquari, partigiani. Giovanni Pesce e Nori Brambilla, Ernesto Treccani, Aligi Sassu, il signor Manusè che aveva il chiosco di libri e Amatore Sciesa che disse in faccia al boia: "Tiremm innanz", Guido Picelli l'Ardito del Popolo colpito alla schiena, Dino Formaggio e Don Chisciotte... La trincea, i campi di concentramento, un canto di dolore e d'amore, i compagni. Le confessioni, il dubbio, la fame, il freddo. La deportazione, la prepotenza, il privilegio, i martiri, la resurrezione e la poesia. Il carcere. L'arte. L'anarchia. Una storia di vita, morte e libertà.
I dannati della metropoli. Etnografie dei migranti ai confini della legalità
Andrea Staid
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2014
pagine: 191
Esistono da sempre due città, una legale e l'altra illegale, i cui confini si spostano a seconda delle epoche storiche e delle necessità economiche contingenti. Spesso gli abitanti di queste due città si sfiorano, interagiscono, confliggono. Sulle loro contaminazioni si costruisce il tessuto sociale. Quasi sempre gli abitanti della città oscura non hanno voce sui media ufficiali: sono un numero, una statistica o un titolo di giornale. "I dannati della metropli" nasce dalla necessità di far parlare i protagonisti del disagio e della devianza che vivono e attraversano le nostre metropoli. Sulle tracce di Danilo Montaldi e della scuola di Chicago, animato da un bisogno radicale di far uscire l'antropologia dalla torre d'avorio dell'accademia, Andrea Staid si è messo in ascolto delle voci della città oscura, senza pregiudizi. Con una ricerca che è frutto di anni passati con i migranti, iscrivendosi in maniera del tutto nuova al filone dell'antropologia delle migrazioni, contaminato con l'etnografia e la storia orale. Il cuore del saggio è rappresentato dall'analisi di un caso specifico spesso al centro della cronaca, su una via e più precisamente un grande palazzo soprannominato dalla stampa "il fortino della droga", situato in un quartiere centrale di ilano (via Bligny 42).

