Quodlibet
Il mestiere dello scrittore e la sua tecnica
Viktor Šklovskij
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Quando Viktor Šklovskij pubblica Il mestiere dello scrittore e la sua tecnica (1927) sa bene quanto sia scottante la materia. Il suo manualetto agile e cordiale, adatto a un pubblico ignaro di teoria letteraria, fa a meno di ingombranti preoccupazioni metafisiche intorno al “mistero” della scrittura. Destituito di ogni aura mistica e romantica, l’atto creativo è sottoposto a una minuziosa analisi empirica, in un serrato corpo a corpo con quelle opere in cui le “regole della letteratura” si incarnano. Cumuli di esempi, aforismi, digressioni si susseguono in maniera incalzante, dimostrando come ogni pedagogia della scrittura non è altro, in essenza, che una teoria della lettura. Šklovskij non assume però l’atteggiamento dell’analista imparziale e distaccato, ma si pone come un critico-scrittore partecipe del sistema che vuole descrivere. Questo libro non è quindi solo un prontuario di osservazioni e consigli tuttora validi, che rivela quali esigenze morali e quali ambizioni cognitive guidassero l’indagine formalista sulle tecniche letterarie; è anch’esso, piuttosto, un avvincente testo creativo, messo a punto dal prosatore più seducente, più inventivo, più disordinato della letteratura russa del Novecento.
Carisma
Paolo Napoli
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Quando parliamo di carisma siamo abituati ad associare questo termine a personalità magnetiche capaci di esercitare una grande influenza su uomini e donne. La storia sembra ritmata dall’irruzione d’individualità prestigiose in cui l’immagine dell’uomo solo al comando impregna di significato gli eventi che lo circondano. Basti pensare a un esempio per tutti: il carisma mortifero di Hitler. Ma il carisma è necessariamente un dono della persona che lo possiede come se si trattasse di una sostanza magica non spiegabile con le regole abituali della ragione? Il libro cerca di ribaltare questa percezione dominante del carisma, per riportarlo alla sua origine neotestamentaria, in cui la parola fu concepita al plurale: i carismi indicano le funzioni utili alla costruzione e al governo della comunità cristiana, sono ripartiti tra più soggetti, esprimono il lavoro della cooperazione sociale e non si coagulano mai nel privilegio elettivo di una singola figura umana. Dinanzi al proliferare odierno dei partiti-persona cui corrisponde, sul piano del dibattito istituzionale, la concentrazione sui ruoli del «presidente» o del «premier», occorre separare il carisma dal suo connubio col potere di «uno» solo e ripensarne la funzione in una società sempre più impoverita di democrazia.
Nella tana del Lonfo. Scritti scelti
Giovanni Klaus Koenig
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
La bibliografia di Giovanni Klaus Koenig è forse l’unico modo per delineare il suo profilo, recalcitrante alla classificazione tanto quanto il lonfo, animale fantastico che si rifugia nella sua tana piena di libri e riviste pur di non essere acchiappato. Eletto a suo daemon in una rubrica su «Casabella» il lonfo bene esprime il gusto “metasemantico” di Koenig per la parola e i suoi diversi usi inclusa l’architettura. Amori e disamori intellettuali sono insomma del tutto schietti: da un lato gli amati coacervi interdisciplinari, dove gioca un ruolo di primo piano anche il cinema, dell’Espressionismo tedesco (i saggi sugli amati Erich Mendelsohn, Bruno Taut e soprattutto Hans Scharoun) e della semiologia, coltivata fra i primi in Italia insieme con Umberto Eco (suo collega universitario a Firenze); dall’altro il funambolico sarcasmo riservato ai suoi seriosi obiettivi polemici Sant’Aldo (Rossi) o Mangiafuoco (Tafuri) e altri ancora. Anche per questo Koenig è stato un punto di riferimento per molti studenti, soprattutto i futuri architetti e designer radicali. Questa antologia di scritti offre dunque una varietà estrema in grado di mettere a fuoco una personalità unica dell’architettura e del design del Novecento, che spazia tra registri linguistici e generi letterari, dalla storia alla stroncatura, dalla disamina tecnica alla satira, dalla critica estetica alla memorialistica.
Una verità raggiungibile. Scritti su Gianfranco Contini
Pier Vincenzo Mengaldo
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
«Cercando di dire che studioso impareggiabile, geniale, è stato Contini, dominatore di un mezzo secolo di studi, ho come l’impressione di trattenerlo ancora un poco al di qua della “parete che ci separa dai morti” (l’espressione è sua)», scrive Mengaldo, all’indomani della scomparsa di Contini, nel febbraio del 1990, in una pagina di ricordo per i quotidiani. Gli scritti radunati in questo volume – alcuni dei quali mai raccolti sinora – Gli scritti raccolti in questo volume – molti inediti – rinnovano il dialogo con il “vero maestro” e mantengono viva la sua lezione. In questi saggi si esplorano temi come la struttura linguistica della prosa di Contini, il critico militante, i legami con Croce e un’analisi sulla stilistica italiana, con un punto fondamentale rappresentato dal saggio sulle varianti ariostesche del 1937. Ricorrente, in queste pagine dedicate al «più grande critico letterario» del Novecento italiano è l’interrogativo sulla ricerca di una verità immanente, accessibile tramite l’analisi linguistica e stilistica, come affermato dallo stesso Contini: «la verità non è su un piano irraggiungibile, la verità è raggiungibile, la verità è umana».
Storia di un'amicizia
Ermanno Cavazzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
pagine: 252
Questo è un libro di avventure successe davvero, a me e a Gianni Celati, un libro di passioni letterarie, di personaggi un po’ svitati incontrati o transitati nei pressi, un libro sulla vita, la morte, l’eternità; ed è la storia della nostra amicizia, con tutta l’allegria delle vicende più memorabili, e il triste, inevitabile, fatale finale che aspetta tutti, laggiù, quando è scaduto il tempo della sua vita. Gianni Celati (1937-2022), oltre che amico, è stato un magistrale scrittore del secondo Novecento, che senza appartenere a nessuna corrente classificabile, ha però suggestionato tanti altri più giovani autori, me compreso, che infatti qui compaiono coi loro tic, le loro manie, le loro benemerenze. È la descrizione di un’epoca, passata come un sogno, già volato via, che ha fatto in tempo a posarsi su queste pagine, con la delicatezza dei ricordi. Dunque niente critica, niente canonica biografia, è un libro di fantasie narrate, una favola, la favola di un’amicizia, autentica, vissuta, con tutto ciò che ne è scaturito di bello. Buona lettura, spero che anche commuova.
Anche i bambini hanno un’antenna. L’esperienza dell’Antenne 110
Virginio Baio
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Questo volume raccoglie l’eredità teorica e clinica di Virginio Baio, uno dei protagonisti del lavoro psicoanalitico nelle istituzioni. Anche i bambini hanno un’antenna racconta l’esperienza dell’Antenne 110 di Genval in Belgio (1976-2003), nata dall’invenzione della pratique-à-plusieurs di Antonio Di Ciaccia e orientata dal pensiero di Jacques Lacan. Il libro non è un manuale, ma il racconto vivo di un campo di ricerca e di cura dove i bambini psicotici e autistici hanno potuto trovare un posto, una voce, una possibilità di legame con l’Altro. Attraverso casi clinici concreti, osservazioni rigorose e riflessioni teoriche, Baio mostra come un dispositivo apparentemente semplice – mettere più operatori a lavorare insieme, in ascolto e in relazione – possa generare effetti sorprendenti: la sparizione della violenza, la nascita del desiderio, l’integrazione sociale, la possibilità stessa della parola. L’Antenne 110 appare così come un luogo unico, dove il “sapere di non sapere” diventa la regola fondamentale: non imporre al bambino un sapere preconfezionato, ma costruire con lui, passo dopo passo, le condizioni di un’esistenza più pacificata. È questa la forza che ha reso l’esperienza belga un modello internazionale, capace di ispirare centri clinici e istituzioni in tutta Europa, fino alla fondazione dell’Antenna di Pisa nel 2004.
Arte e bellezza. Saggio sull'estetica della pittura
Gianni Carchia
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Il piacere dell'annientamento. Cesare Pavese, i dialoghi con Leucò e il mito classico
Salvatore Renna
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Il volume è dedicato ai Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, una raccolta di 27 dialoghi tra dèi ed eroi del mito classico. Il saggio offre una lettura complessiva dell’opera attraverso un’analisi comparativa dei miti presenti, articolata in sei capitoli. Ogni capitolo esamina gruppi di dialoghi legati alle principali fonti classiche: Esiodo, Ovidio e Omero. Ampio spazio è riservato al rapporto tra Pavese e i grandi studiosi di mitologia e religioni, tra cui De Martino, Frazer e Kerényi. Nei dialoghi più metaletterari, si propone una nuova interpretazione del recupero mitico di Pavese, letta alla luce della teoria del tragico di Nietzsche e Szondi, da cui emerge la sua figura di poeta autenticamente tragico. L’analisi si sviluppa su due piani: da un lato, le strategie di riscrittura dell’antico; dall’altro, il confronto con altre rielaborazioni moderne del mito. Questo doppio approccio colloca l’opera di Pavese all’interno di un contesto europeo più ampio, segnato dall’eredità di Vico e dalle poetiche del modernismo.
Comporre il territorio. Il progetto di architettura per la grande scala
Luigi Margagliotta
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
In un’epoca di grandi mutazioni, affrontare le tematiche che riguardano la grande scala solleva questioni decisive per la cultura contemporanea. Il territorio si presenta oggi come un sistema estremamente complesso, denso di elementi, storia e contraddizioni; esso, per di più, costituisce una risorsa esauribile ed è un patrimonio insostituibile dell’umanità, motivo per cui va tutelato e preservato ma anche modificato, al fine di garantirne la persistenza, l’utilizzo presente e l’operabilità futura. Per tale ragione il libro indaga il tema da una prospettiva eminentemente progettuale, soffermandosi sui concetti di forma e di spazio pur riconoscendo il carattere multidisciplinare che investe la dimensione territoriale. A partire da una selezione di esperienze architettoniche italiane, viene individuata una serie di operazioni proprie del comporre con l’obiettivo di analizzare i modi attraverso cui il progetto è capace di produrre attivamente trasformazioni sullo spazio reale, tentandone un’elaborazione estetica congiuntamente a una re-attribuzione semantica. Vengono in altre parole esplorate le modalità con cui, intervenendo sulla struttura sintattica dello spazio con principi di forma, l’architettura può elaborare strategie di sviluppo che comprendono l’esistente e tutti gli aspetti fisici e immateriali ad esso connessi.
Foucault con Merleau-Ponty. Ontologia politica, presentismo e storia
Judith Revel
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Nonostante la “svolta etica” degli ultimi suoi lavori, Michel Foucault non abbandonò mai quella parte centrale della sua opera che è stata l’analitica delle forme di potere. Partendo da questa riflessione, Judith Revel esplora in profondità il modo in cui il pensiero foucaultiano affronta la questione politica del presente, collegandola alla sua analisi storica dei sistemi di pensiero e cercando di sviluppare una prospettiva che unisca le forze che ci determinano alla ricerca di una “differenza possibile”. In questo percorso, l’ontologia politica, storica e immanente di Foucault si rivela sorprendentemente vicina ai lavori di Maurice Merleau-Ponty, soprattutto nella loro idea di una storia sempre aperta a ciò che la eccede. Una “somiglianza di famiglia” che apre la strada a una lettura radicalmente nuova del panorama della filosofia francese del secondo dopoguerra.
Landshapes. Nuove forme e azioni nei paesaggi contemporanei
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Landshapes costituisce una riflessione plurima e articolata sul tema dello spazio alla grande scala, della sua forma, o delle forme che lo popolano, che nel corso degli ultimi anni sono diventate anche campo di azioni progettuali innovative. Queste strategie, che trovano il loro cardine nel riconoscimento dei valori naturalistici, patrimoniali, culturali, ecologici, storici o identitari del territorio, tentano processi di sintesi tra valorizzazione e trasformazione – termini troppo spesso contrapposti – coniugando di conseguenza tutela e sviluppo. I saggi dei diversi autori, pur affrontando il tema da differenti prospettive, compongono un quadro articolato dei punti nevralgici che il paesaggio espone alla riflessione contemporanea. I contributi sono suddivisi in due sezioni. Il primo, Nuove forme, affronta il paesaggio a partire dai suoi frammenti. Le nuove forme sono aree, edifici, manufatti, ma anche più specificamente strade, cave, discariche, infrastrutture: elementi che tendono all’autonomia funzionale, ma assumono oggi un ruolo primario. Il secondo, Nuove azioni, affronta le diverse e più recenti modalità di intervento sul paesaggio, sia attraverso riflessioni generali, sia più specificamente attraverso l’esperienza di recenti piani paesaggistici, che hanno introdotto nuove modalità operative favorendo riletture del territorio, ma soprattutto formulando nuove azioni che coniugano la consapevolezza collettiva dei valori con le strategie di sviluppo di alcuni contesti di particolare dinamicità. Lanshapes propone quindi più pensieri (più forme, più azioni) che, come spesso avviene, trovano nel paesaggio un luogo di incontro prolifico e un moltiplicatore di idee.
Mario e il mago
Thomas Mann
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Scritto e ambientato negli anni Trenta, il racconto Mario e il mago narra una tragica esperienza di “viaggio in Italia” e si ispira a fatti accaduti alla famiglia Mann nell’estate del 1926 durante una vacanza a Forte dei Marmi. La cittadina, nel racconto appena mascherata dietro il nome fittizio di Torre di Venere, è avvolta in un’atmosfera afosa e vagamente xenofoba, di cui i Mann si ritrovano a fare le spese. Per dimenticare i tanti sgradevoli contrattempi i genitori portano i figli a vedere lo spettacolo del famoso mago Cipolla, che si rivela essere un volgare e improvvisato illusionista. Più volte il narratore e la moglie vorrebbero abbandonare lo spettacolo e non assistere alla manipolazione, umiliante, degli spettatori, ma sono paralizzati in una «specie di contagio della licenziosità generale», diventando a loro volta vittime del mago. «Al tempo in cui lo scrissi», confessò Thomas Mann, «non credevo alla possibilità di un Cipolla tedesco. Era una sopravvalutazione patriottica del mio paese.» Questo Cipolla che Mann riteneva impensabile in Germania è naturalmente il controverso protagonista del racconto, il «mago» che per i suoi modi autoritari e la sua capacità di manipolare la volontà altrui faceva pensare a Mussolini. Giorgio Zampa, che aveva avuto qualche reticenza nel tradurre temendo che Mario e il mago fosse un libro anti italiano, spiega nell’introduzione di essersi alla fine deciso perché la storia, pervasa da una pietas altissima, servisse da monito e civile rieducazione. Perché non potesse più ritornare quell’atmosfera inquinata e pesante di «sovraeccitazione, irritabilità, umor agro» come scrive Mann all’inizio del racconto.

