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Racconti

La mia guerra segreta

La mia guerra segreta

Philip Ó Ceallaigh

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2019

pagine: 312

Quando Robert Culper, uno spacciatore di mezza tacca, viene prelevato da misteriosi agenti federali e si ritrova a Guantànamo, torturato da musica death metal e deprivazioni sensoriali solo per essersi lasciato andare a commenti spregiativi postcoitali durante il crollo delle Torri gemelle, non sa ancora che la sua vita sta per cambiare per sempre. La guerra che ha combattuto tutta una vita — un conflitto a bassa intensità contro una normalità strisciante, i vialetti con l'auto parcheggiata e il prato ben rasato — sta per essere persa una volta e per tutte. Philip Ó Ceallaigh torna a scrivere di uomini stanchi di essere cinici, solitari sbriciolati di ogni certezza che percorrono le strade brulicanti del Cairo o i disabitati boschi transilvani armati solo di scarponi e del desiderio di trovare un angolo di mondo dove non essere più raggiunti. Il racconto è la speciale forma di questo viaggio, una forma di esplorazione del reale e delle sue estensioni, condotta con mano sicura da chi è a suo agio sia nella satira del romanzo sapienziale à la Coelho sia in un tour de force letterario ambientato tra i signori della guerra georgiani. Il consiglio è di infilare il vostro paio di scarponi più resistenti e seguire le tracce dello scrittore irlandese.
17,00

La felicita è come l'acqua

La felicita è come l'acqua

Chinelo Okparanta

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2019

pagine: 212

L'acqua non disseta e non bagna, piuttosto si disperde in rivoli fra le mani; è la felicità, passeggera e per questo preziosa, raccontata nelle moderne fiabe africane di Chinelo Okparanta. Leggendo le sue storie cí immergiamo, accompagnati da una lingua lirica e una cadenza folclorica, in un nuovo mondo sorretto da parole antiche, ascoltate di sottecchi mentre si cucina un riso jollof, tuonate da pulpiti, o peggio ancora mai pronunciate e sepolte in un quotidiano limaccioso e misterico, riaffiorando in superficie, annaspando per trovare l'aria. Una società rigidamente patriarcale in cui le donne sono disposte a tutto pur di sbiancarsi la pelle nel tentativo impossibile di assomigliare alle modelle lattiginose di Cosmopolitan, oppure vengono ripudiate dai mariti ed etichettate come mgbaliga, «botti vuote», quando non riescono a fare figli. Un mondo ancestrale di pozioni sciamaniche che danno la morte e di una nuova ricchezza che avvelena i pozzi e i parchi gioco. "La felicità è come l'acqua" è anche una controstoria orale in cui la Shell e le perdite di greggio nel delta del Niger possono essere il salvacondotto per raggiungere un amore lontano, una donna che vive negli Stati Uniti tanto idealizzati. Eppure la Nigeria, impersonata da un padre manesco, è capace di inseguire una bambina e sua madre fin nella sofisticata Boston, dentro gli alloggi universitari in cui convivono africani, caraibici e indiani, tutti muniti di un prezioso visto di studio che vale bene qualche livido e occhio nero.
17,00

A casa quando è buio

A casa quando è buio

James Purdy

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2019

pagine: 128

Chissà che non siano le stesse ordalie dell'autore, quelle di un disperato che barricato dentro una cabina telefonica cerca qualcuno a caso a cui poter raccontare una storia, la sua, fatta di una moglie stanca di topi, pappa d'avena e appartamenti fatiscenti. James Purdy del resto ha faticato a incontrare il gusto del grande pubblico e il suo seguito è sempre stato costituito da un manipolo di devoti ben nascosti. Fuori da tutti i giri e alieno alle mode letterarie, come scrive Giordano Tedoldi nella postfazione a questo libro, Purdy non ha fatto parte nemmeno di una controcultura; piuttosto è sempre e" stato contro la cultura stessa. I racconti contenuti in "A casa quando è buio" sembrano confermare questa sua tensione verso un'aporia finale, una continua evocazione di spettri e assenze attraverso la parola e il simbolo. La scrittura di Purdy è cava, i suoi sono sempre incontri mancati e su di essi aleggia incombente un senso di minaccia. Dialoghi platonici irti di "non sequitur" che indagano il baratro, il cuore oscuro dell'uomo, la sua vulnerabilità, e i desideri che si agitano sotto maniere e abiti inappuntabili. Non sappiamo se sia Mr Diehl, oscenamente bagnato come un tritone, a impartire una lezione alla povera Polly, ma leggendo la storia di questo alterco a bordo piscina la nostra quiete è incrinata. Quando due amici discettano a pranzo di un collega culturista il realismo borghese è solo apparente e il quotidiano sconfina nell'onirico. Un attraversamento che diventa definitivo nell'ultima storia di questa raccolta, un sermone all'umanità firmato da Lui in persona.
16,00

Un attimo immobile

Un attimo immobile

Eudora Welty

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2018

pagine: 188

Quando il bandito James Murrell e il predicatore Lorenzo Dow finiscono per incontrarsi dopo una cavalcata furiosa sulla Pista di Natchez si apre al lettore un momento simbolico. Davanti a loro appare un terzo uomo, l'ornitologo Audubon, tutto assorto nei suoi disegni e nella contemplazione della natura, ed è come se il bene e il male arrivassero improvvisamente a una resa dei conti. Quale verità attende loro, e noi che li osserviamo col fiato sospeso? In "Un attimo immobile" ci sembra di ascoltare gli umori e le agitazioni di un'autrice in nuova tensione — una Eudora Welty più che mai devota alle descrizioni. Questo Sud abbandona il grottesco di "Una coltre di verde" per ripiegarsi su di sé, in una continua trasfigurazione dei luoghi e dell'anima. Osserviamo le stagioni cambiare di fronte agli occhi dei protagonisti, i fiumi rallentare, ingrossarsi, esondare, mentre la scrittura tenta un'impossibile fotografia dell'attimo. Talvolta nell'immagine si scorgono persino gli spiriti del passato: l'infanzia degli Stati Uniti, animata dai complotti di Burr, ma anche quella della piccola Josie e del suo sogno d'amore in una burrascosa notte di equinozio. Forse le paturnie della scrittrice e dei tre personaggi del racconto hanno solo una verità a cui chiedere ragioni: il tempo, contraddittorio e divino, a cui questo libro sembra rendere omaggio.
17,00

Dal tuo terrazzo si vede casa mia

Dal tuo terrazzo si vede casa mia

Elvis Malaj

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2017

pagine: 164

Fra due case che si vedono l'un l'altra potrebbe esserci una strada. Lastricata e sicura, a volte, ma più spesso tortuosa, o liquida come il mare fra l'Italia e l'Albania. La via fra le sue onde è faticosa come una lingua da imparare, andando e tornando, pensando una cosa e dicendone un'altra. Ma non sono soltanto le parole a mutare, ad assumere nuovi significati in questo relato sono i fatti stessi e le persone che troviamo sul cammino. Sempre a metà del guado, Elvis Malaj ci restituisce qualche tappa di questo percorso: due mondi, due lingue, fra noi e loro, me e te. Declinazioni dell'inadeguatezza - per forza di cose - poiché a camminare in cima al bordo si finisce per barcollare, e non corrispondere ad alcuna definizione. E così una prima volta non sarà mai abbastanza bella, o abbastanza prima, un approccio mai abbastanza azzeccato, una battuta mai capita fino in fondo, e una metafora? O troppo astratta o presa troppo alla lettera. E qualche volta, per evitare il confronto, si chiederà scusa e si scapperà via approfittando di un incidente; oppure si preferirà il silenzio sin da subito e l'incidente lo si andrà a cercare. Si indosserà una maschera per diventare le persone che vogliamo. Perché il confine, sfumando, è tra finzione e realtà. "Dal tuo terrazzo si vede casa mia" è l'invito a venire dall'altra parte, a scendere di casa e passare per quella strada. Un'istanza di condivisione e meticciato, di sguardo altro, di cui sentiamo il richiamo.
14,00

Viviamo in acqua

Viviamo in acqua

Jess Walter

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2017

pagine: 204

"Viviamo in acqua" è un piccolo trattato di sopravvivenza quotidiana inscenato nei sobborghi di un'America irrancidita, infestata da una panoplia di ragazzini molesti, ladri di bmx e alcolizzati all'ultimo stadio. I suoi protagonisti sono truffatori che fingendosi di Greenpeace gabbano i colletti bianchi pieni di sensi di colpa, giornalisti che si vendicano della ex manipolandole l'oroscopo, barboni in cerca di qualche spiccio per comprarsi l'ultimo Harry Potter. Sono recidivi della vita, gente abituata a deludere le aspettative per quanto basse possano essere, padri dal cuore spezzato che vedono sfilare dinnanzi a sé una lunga carrellata di occasioni perse, uomini in cerca di redenzione che falliscono, e falliscono di nuovo, stavolta meglio. Tutti membri di una comunità «troppo povera, troppo bianca, troppo ignorante». Qual è la loro versione dei fatti? Non c'è nessuna verità né la parvenza di un'agnizione che sistemi le cose e ci faccia tirare un sospiro di sollievo procrastinando l'inevitabile. In compenso «ci sono mondi interi sotto quella superficie». Magari noi non riusciamo a vedere nulla sotto le increspature dell'acqua, ma Walter sì. Abulie, dipendenze e un certo rammaricato cinismo animano una scrittura senza epifanie consolatorie, pungente di ironia e gravida di calor bianco, in cui l'umanità finalmente emerge da sott'acqua con una consapevolezza amara, ma insperata e nuova. O nuoti o affoghi.
16,00

Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose

Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose

Virginia Woolf

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2016

pagine: XXIV-470

Non c'è stato momento in cui la forma breve non abbia accompagnato il fiume narrativo di Virginia Woolf. Schizzi, immagini, prose da cui trarre un'intera poetica: in quel brusio dell'essere, tappeto armonico per l'intera opera della scrittrice, i racconti sembra abbiano fatto da accompagnamento ritmico. In parte pubblicati in vita, in parte postumi, oppure custoditi in un quaderno, oggi costituiscono il battito letterario di Oggetti solidi. Un libro della vita. Sia perché testimone di un'intera biografia, sia perché eloquente di uno sguardo e di un orecchio teso verso niente più, e nientemeno, che la vita stessa. Potrà sembrare astratto, ma è bene coglierne la solidità nascosta. La potenza dei moti d'animo, la forza delle passioni al di sotto di quel volo leggero che sembra planare sopra un chiacchiericcio troppo mondano, come nei racconti della «festa». Le escursioni in una lingua nuova, polifonica anche in seno alla coscienza, che non fatica a far sentire il suo peso. E poi ovunque la gioia, e il fardello, dell'immaginazione: animali che prendono vita su di un pezzo di stoffa, case stregate o piene di tesori sorvegliati da pappagalli, diari colmi di confessioni inascoltate, pensieri racchiusi in uno stagno e la creazione, fra i tanti, di personaggi come Mrs Dalloway e Mrs Ramsay. Raccolti in un'edizione impreziosita dalla curatela di Liliana Rampello, ognuno di questi oggetti ricompone tutta la complessità di un respiro libero, sottile e colmo di ironia, in un rinnovato classico della narrativa breve e non solo.
19,00

Le maschere del massacro

Michele Orti Manara

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2025

pagine: 190

Primo giorno di scuola, quarta liceo, città di provincia negli anni novanta. L’anno alle porte non sembra preannunciare niente di diverso dall’incrollabile monotonia del passato, quando l’appello della professoressa di matematica, come una formula magica, evoca improvvisamente l’arrivo di una nuova compagna di classe. Vestiti scuri, orecchie appuntite, un triangolo di piccoli nèi sotto l’orecchio destro, capelli di un rosso acceso e innaturale, fin dal nome e dall’aspetto l’apparizione di Zoe afferma subito la sua totale distanza da tutto il resto, l’idea che venga «davvero da un altro pianeta». In poco tempo se ne invaghiscono tutti, ma soprattutto se ne innamora un diciassettenne qualunque, non il più bello né il più intelligente, a cui la nuova arrivata accorda imprevedibilmente un’apertura, la possibilità di un rapporto. I due ragazzini inziano a frequentarsi, e benché Zoe sia tutt’altro che intrattabile o scandalosa, come vorrebbero le maldicenze che iniziano a offuscarne la reputazione, starle vicino si impone sempre più come un compito arduo e forse al di là delle capacità e delle certezze di un adolescente. Una villa immensa, l’onnipresenza di un maggiordomo importuno, un passato nero e indecifrabile che pare proiettare di continuo ombre cinesi sul futuro, non fanno che infittire il mistero di una personalità mai totalmente avvicinabile, di un’intimità sempre più agognata e irraggiungibile. Fino al limite della frustrazione… Saltabeccando fra i ricordi di un anonimo narratore, come a voler rintracciare l’inizio della fine, Orti Manara rovescia la spensieratezza tipica del teen drama dipingendo un interrail anti-generazionale che rimodula le tonalità tipiche della novella onirica mitteleuropea. Le maschere del massacro è un viaggio del destino labirintico e sul crinale dell’età adulta in cui sono i simboli a segnare la via e quasi nulla è davvero come sembra.
15,00 14,25

Volevo essere stupefacente

Gordon Lish

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2025

pagine: 245

Grande revisore, teorico della composizione, apologeta della seduzione letteraria, la sineddoche di quattro lettere «Lish» è diventata ormai il simbolo di un approccio perfezionistico al testo votato a una calibratura minuziosa della frase. Riesce perciò difficile non restare abbagliati, se non accecati, dalla cura che emerge dai suoi racconti, cullati dal ritmo variabile della sintassi, stimolati dalla ricorsività dei temi, solleticati dai continui giochi linguistici e dall’uso sapiente di ogni figura retorica. Subito si è portati a considerare la prosa di Lish come l’espressione più alta di una sublime arte dell’ellissi, resa possibile solo grazie a un’intimità febbrile, pluriennale e per niente pacificata con il linguaggio. Ma cosa si cela dietro quest’attenzione per lo strumento letterario, questo perentorio sgomitare della forma in ogni singolo episodio narrativo? Al di là di Lish, è possibile che nessuno come Gordon abbia preso sul serio l’ironia tipica delle parole, la loro irriducibilità a farsi totalmente trasparenti e lasciare che la realtà possa emergere senza farsi trasfigurare. A ben vedere, i racconti di Volevo essere stupefacente restituiscono una quotidianità lontana anni luce dai salotti letterari, fatta di senzatetto rimbecilliti, prostitute alcoliste, interminabili ciance sui vizi dei figli, parchi pubblici, problemi cutanei o intestinali. Momenti di mal-essere, per così dire, di vita vissuta, in cui irrompe sempre qualcosa di impronosticabile, come se l’analogia fosse la cifra del pensiero e della scrittura: riflessioni, fissazioni, interiezioni e ricordi, spiacevoli, disdicevoli o dolcissimi che siano. Evidentemente la persona «che scrive», dietro alla figura autoriale ricamata dalla critica, l’origine di questo tappeto armonico fatto di humor yiddish, sembra dirci che la verità letteraria è qualcosa di solo intuibile in una visione di insieme, contando gli spazi bianchi fra le righe e fra un racconto e l’altro. Il vero Gordon Lish, il «non-detto», è appunto scorgibile solo dietro a un caleidoscopio fatto di omissioni. Realtà e parola, come vita e finzione, non saranno mai totalmente sovrapponibili. E forse è per questo che sono tanto ingombranti e fruttuose l’una per l’altra.
18,00 17,10

Selenide

Marta Cristofanini

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2025

pagine: 324

Luna è coraggiosa, comprensiva, curiosa. Ma Luna è anche fuggevole, volatile, impalpabile. La sua identità è come la luce di un elettrone: più la guardiamo e meno sapremmo dire dove si trovi o dove sia diretta. Nondimeno Luna esiste, è esistita, modificando la vita delle persone che le sono state vicine o di chi semplicemente le è passato accanto. Quando la protagonista di un romanzo si riscopre centro riverberante di un’orbita di vicende, quel romanzo può trasformarsi orgogliosamente in una raccolta di racconti – magari una delle più coese, organiche e originali che siano state scritte in italiano da un’esordiente. Al ritmo di un ciclo lunare, con un tratto ricchissimo di sfumature capace di evocare e suggerire intere galassie emotive, Marta Cristofanini ci racconta Luna attraverso le vite passate e future, possibili e impossibili, delle persone che per desiderio, caso o necessità le hanno gravitato attorno. La famiglia, costretta a contemplare i suoi enigmi e ad accettarne le conseguenze. Le amiche di infanzia, che ritualmente si ritrovano a ricordare il suo sottrarsi. Le compagne d’università, che fugacemente ne hanno osservato la scia e lo scintillio, come di una cometa destinata a tornare solo in una prossima vita. In un momento storico di incessante e maldestra ostentazione dell’io, Selenide torna a scandagliare quello che Flannery O’Connor avrebbe chiamato il «mistero della personalità», obbligando lettori e lettrici a cercarsi fuori, nella vita che siamo nella vita degli altri.
16,00 15,20

Rainbow rainbow

Lydi Concklin

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2024

pagine: 256

Rainbow Rainbow è il nome di un duetto immaginario che un’adolescente insicura e curiosa avrebbe messo in piedi se solo il cielo fosse stato più terso. «Alle ragazze bastava sentirle suonare per diventare lesbiche», e magari non ci sarebbe stato bisogno di costruire bugie per potersi conoscere e amare liberamente. Le storie di Lydi Conklin suonano la stessa musica, note di speranza e illusione, come amuleti da portare sempre in tasca per ricordarci fino a che punto è necessario denudarsi per riuscire a toccare il nostro vero sé. Come succede a Coco, una bambina chiamata a mettere in discussione la propria sessualità dopo che la maestra le chiede di indossare un costume da matriarca per una recita scolastica. Oppure a Leigh, una vignettista di successo che per tenere assieme la propria relazione valuta l’idea di dare alla compagna il figlio che desiderava da tempo. O ancora a Lillia, una quarantenne che per trovare il coraggio di affrontare la propria transizione deciderà di confidarsi col nipote, un giovane influencer forse anche troppo consapevole della propria identità. Valicando e anzi vivendo più di un orizzonte identitario e generazionale, personaggi queer, trans e non-binari provano sulla loro pelle le terribili sfide di quell’elettrico e urticante saliscendi che chiamiamo amore. Colpa e perdono, euforia e disforia, errori ed entusiasmi in cui si ritrova uno spaccato di vita umanissima, futura e presente, al di là di ogni sigla e acronimo: in Rainbow Rainbow troverete tutti i colori dell’arcobaleno e forse qualcuno di più che non abbiamo ancora scoperto.
18,00 17,10

Il sonnambulo

Stephen Graham Jones

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2024

pagine: 144

Junior ha dodici anni quando un’ombra piumata attraversa il corridoio della casa modulare dove lui e il fratello Dino si sono trasferiti con la madre. La sua è una visione fuggevole, sorta sul crinale del sonnambulismo, eppure Junior non ha dubbi: quell’ombra appartiene a suo padre, annegato anni prima in circostanze poco chiare e tornato fra i vivi vestito da danzatore powwow. Qual è il suo scopo, in questo viaggio di ritorno? Il giovane sonnambulo si documenta, ricostruisce la figura paterna, ripercorre i propri passi in cerca di prove tangibili, mappando gli interni di un mondo liminare nei cui interstizi potrebbero rivelarsi e nutrirsi le vere intenzioni del redivivo. Ma se i nativi americani non hanno angeli custodi, quella che lo attenderà non potrà che essere un’altra tipica storia indiana. In un rito di passaggio più spettrale che metaforico, Stephen Graham Jones ragiona ancora sulle radici del rapporto paterno declinandolo sul canone horror e da una prospettiva marginale. Una doppia resa dei conti con il male e con la verità in cui gli spiriti del passato infestano il presente e le decisioni di oggi quelle di ieri. Come a volerci ricordare quel paradosso quotidiano che vede i figli diventare padri e gli squarci di luce squarci di buio.
14,00 13,30

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