Scripta
La chiesa di Santa Croce in Padova
Patrizia Dal Zotto
Libro: Libro in brossura
editore: Scripta
anno edizione: 2016
pagine: 72
La chiesa di Santa Croce in Padova ha origine dall'oratorio annesso ad un lebbrosario fondato nel XII secolo: la sua intitolazione, che resta immutata nel tempo e dà il nome al borgo che si costituisce intorno alla struttura di assistenza, è legata alla devozione per la croce. Ma è forse l'immagine di Cristo portacroce ad esprimere più compiutamente l'identità della comunità lungo i secoli: dall'originaria vocazione assistenziale dell'ospitale medievale, passando per la spiritualità dei padri Somaschi, che reggono la parrocchia dagli inizi del Seicento fino alle soppressioni napoleoniche, per giungere fino ai giorni nostri.
Antonio Balestra. Nel segno della grazia. Guida breve e itinerario per Verona e provincia
Andrea Tomezzoli
Libro
editore: Scripta
anno edizione: 2016
Le ricche miniere. Rivista semestrale di storia dell'arte. Volume Vol. 4
Giuseppe Pavanello
Libro
editore: Scripta
anno edizione: 2015
Farsi storia. Per il bicentenario dell'Archivio di Stato di Venezia. 1815-2015
Libro: Libro in brossura
editore: Scripta
anno edizione: 2015
pagine: 276
L'Archivio di Stato di Venezia rappresenta una delle istituzioni culturali più luminose e significative nel panorama internazionale, per la rilevanza e continuità della documentazione conservata, per gli infiniti approcci ad essa possibili, frutto di una storia millenaria di politica, economia e civiltà che ha toccato non solo l'intero Mediterraneo ma anche altri mondi gravitanti intorno a diversi sistemi geopolitici ed economici. La documentazione archivistica, creazione documentaria prodotta per finalità giuridiche e pratiche, e solo nel tempo riconosciuta bene culturale, consente percorsi di conoscenza sostanzialmente illimitati, ed include al proprio interno dati e fatti che, con il mutare delle prospettive storiografiche, portato di più ampi mutamenti storici, acquistano altra luce, si presentano rinnovati ed utilizzabili per le nuove domande che ogni generazione pone a se stessa ed al proprio presente. L'Archivio di Stato di Venezia nasce nel dicembre del 1815, per volontà dell'Imperial regio Governo austriaco, ma su sollecitazione della cultura archivistica veneziana, moderna e consapevole, reduce dagli interventi classificatori napoleonici che negavano alla radice il ruolo dell'Archivio come memoria storica sedimentatasi nel tempo. Si celebra il bicentenario con un'esposizione documentaria, facendone risaltare il suo essere sempre stato un punto di riferimento ineludibile per la storiografia e per la creazione di una coscienza nazionale.
Attraverso il forte
Mariana Zantedeschi
Libro: Libro in brossura
editore: Scripta
anno edizione: 2015
pagine: 108
Gli arrampicatori veronesi hanno iniziato a recarsi per allenare le braccia sulle sue imponenti mura esterne. Ma Forte Sofia esisteva ben prima, dal 1838, quando venne edificato dall'impero austroungarico durante la dominazione sul Veneto (1816-1866), e con l'arrampicata all'epoca non c'entrava nulla! Dopo la dominazione austriaca arrivò l'Italia unita prima e il fascismo poi, che negli ultimi due anni di seconda guerra mondiale, dal '43 al '45, implicò l'occupazione nazifascista. In questi anni Forte Sofia ospitò una prigione dove dissidenti e partigiani venivano rinchiusi nell'attesa di sommari processi, deportazioni o fucilazioni. I più non avevano che vent'anni, magari alcuni di loro avevano sentito parlare di scalate e roccia, ma spesso non ebbero tempo di seguire le orme di Comici, Cassin e tanti altri dell'epoca. Forte Sofia nel dopoguerra pensò che questo ruolo proprio non gli si addiceva, così decise di cambiare abito, definitivamente. E qui inizia una storia diversa, quella del Fortino, come è stato affettuosamente ribattezzato dagli arrampicatori veronesi. Questo forte, come tutti quelli austroungarici è costruito assemblando pietroni che grazie alle fessure tra uno e l'altro lo rendono arrampicabile, così per questa caratteristica e per la sua vicinanza al centro cittadino è stato presto individuato come buona palestra d'arrampicata.
Aldèbaran. Storia dell'arte. Volume Vol. 3
Libro: Libro in brossura
editore: Scripta
anno edizione: 2015
pagine: 304
Terzo numero della rivista curata da Sergio Marinelli, docente all'Università Cà Foscari di Venezia. Scritti di: Eelna Casotto, Alberto Cibin, Sanja Cvetnic, Alessia Del Bianco, Paolo Delorenzi, Luca fabbri, Isabella Fiorentini, Lucia Gava, Stefano Lusardi, Andrea Piai, Meri Sclosa, Giordana Trovabene, Marino Viganò.In collaborazione con la Fondazione Trivulzio di Milano.
Quattro Garibaldi in cerca d'autore
Carolina Pernigo
Libro: Libro in brossura
editore: Scripta
anno edizione: 2015
pagine: 340
Mosso dal desiderio di garantire una circolazione internazionale alla fama delle sue imprese, Giuseppe Garibaldi consegnò copia della propria autobiografia a quattro amici di diversa nazionalità (l'americano Theodore Dwight, l'italiano Francesco Carrano, il francese Alexandre Dumas e la tedesca Marie Espérance von Schwartz). Ciascuno di questi la riscrisse o tradusse liberamente, a seconda dei propri rapporti con il Generale: ne derivarono quattro ritratti molto diversi dell'eroe dei due mondi, a cui si devono sommare quelli che emergono dalle successive versioni autografe delle Memorie. Un'analisi comparata delle varie redazioni giunte fino a noi, la prima fino ad oggi mai proposta, aiuta a dimostrare che Garibaldi fu il principale autore e promotore di se stesso e chiarisce le dinamiche parallele e concomitanti, popolari non meno che intellettuali, che hanno contribuito alla fondazione del mito garibaldino.
La galleria. Volume Vol. 3
Sergio Marinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Scripta
anno edizione: 2015
pagine: 320
La Triennale in mostra. Allestire ed esporre tra studio e spettacolo (1947-1954)
Elisabetta Modena
Libro: Libro in brossura
editore: Scripta
anno edizione: 2015
pagine: 248
Centro di produzione culturale, luogo di incontro delle arti, di elaborazione ed esposizione del nuovo nel settore del progetto, la Triennale di Milano vive, all'indomani della Seconda Guerra Mondiale e dopo la stagione delle mostre della propaganda fascista, un capitolo significativo della sua storia, fatto di bilanci e proposte, slanci in avanti e momenti di ripensamento, che aprirà la strada verso quell'appropriazione dei linguaggi e significati dell'atto espositivo proprio del settore del progetto e soprattutto di quello delle arti visive a partire dalla fine degli anni Cinquanta. In questo senso l'analisi delle mostre e degli allestimenti espositivi realizzati alla Triennale nell'arco cronologico che comprende la VIII, la IX e la X edizione (1947-1954) attraverso i documenti, in gran parte inediti, conservati nell'Archivio Storico della Triennale, permette di rintracciare gli snodi progettuali, le dinamiche, i metodi di lavoro e i problemi critici con cui gli intellettuali, i progettisti e gli artisti alla guida dell'ente milanese sono chiamati a confrontarsi.

