Edizioni di Storia e Letteratura: Temi e testi
Omero sconfitto. Ricerche sul mito di Troia dall'antichità al Rinascimento
Valentina Prosperi
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2013
pagine: 128
In questo volume, l'autrice si sofferma sulla pervasività del mito troiano nella cultura occidentale, dall'antichità all'età moderna. L'indagine prende l'avvio dai diari di guerra di Ditti il Cretese e Darete il Frigio, i quali dichiarano di essere stati testimoni dell'intero conflitto: i loro resoconti, dal Medioevo, passando per Dante fino all'Umanesimo, dominano per vari secoli l'Europa intera, avida di conoscere, e all'occorrenza di inventare, le proprie radici classiche. Per la ricchezza di particolari sul mito di Troia e per la particolare relazione rispetto alla fonte omerica, questi testi godono di una fortuna ininterrotta, sia una volta perdutasi l'orditura complessiva dell'Iliade, sia nel momento in cui l'Iliade fece la sua ricomparsa in Occidente.
Eugenio Montale critico letterario
Valentina Marchesi
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2013
pagine: 257
Il volume si propone di offrire un profilo della produzione di Eugenio Montale (1896-1981) come critico letterario, a partire dai suoi esordi sulle riviste di Torino, Genova e Milano, nella prima metà degli Anni Venti, sino all'attività di lungo corso nella redazione milanese del "Corriere della Sera" a partire dal 1948. Nel panorama di studi su Montale manca ad oggi infatti un profilo dell'autore come critico. Vengono pertanto proposte alcune ipotesi relative ai rapporti tra poesia e prosa monta liane: rielaborazioni parallele in prosa e in poesia di esperienze esistenziali, occasioni culturali, epifanie di interlocutori (Benedetto Croce, Ernest Hemingway, Roberto Bazlen) che diventano, nel processo di scrittura, microcosmi di sperimentazione stilistica e di un discorso autobiografico, che emerge con carsica discrezione dal fluire delle pagine, consentendo a Montale di suggerire, dietro la diversità dei generi letterari e delle mansioni (il celeberrimo "secondo mestiere", ancora citato nel discorso per il Premio Nobel nel 1975), l'unità della propria esperienza di uomo di cultura.
Picta poesis. Literary and humanistic theory in Renaissance emblem books
Robert J. Clements
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2013
pagine: 248
Dramma e storia. Da Trissino a Pellico
Beatrice Alfonzetti
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2013
pagine: 292
Questo libro sostiene due tre tesi centrali. La prima: il dramma storico non è una conquista dell'Ottocento, perché la rinascita moderna della tragedia avviene nel segno della storia, come nell'antica Grecia o nel teatro elisabettiano. Episodi della storia romana o di quella medievale sono già drammatizzati nel Cinquecento, da Trissino e Rucellai, con funzione esemplare in vista dell'educazione del principe o delle repubbliche (così anche Tasso). Poi la tragedia è investita di compiti riformistici o rivoluzionari nel Settecento. Per questo recupera il passato della 'nazione' che può significare Firenze e i Medici come fa Alfieri non perché segua Machiavelli, da cui, in nome di una storia alternativa, si discosta. Considerata il corrispettivo della stessa nazione, da Foscolo a Mme de Staël a Pellico a Niccolini, la tragedia affianca l'attività clandestina con favole che parlano di patria, prigioni, rivolte. Per questo è sino al 1848 parte attiva del Risorgimento.
Viva Garibaldi! Realtà, eroismo e mitologia nella letteratura del Risorgimento
Quinto Marini
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2012
pagine: 269
«Il mondo sottosopra». Spartaco e altre reticenze manzoniane
Duccio Tongiorgi
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2012
pagine: 116
Svevo e Zéno. Tagli e varianti d'autore per l'edizione francese della Coscienza
Beatrice Stasi
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2012
pagine: 138
Il ritrovamento a Parigi di una copia con interventi d'autore della prima edizione della "Coscienza di Zeno" (1923) rappresenta una novità di grande rilievo nel campo della filologia sveviana. Il saggio ricostruisce la storia della prima traduzione francese del romanzo, che fu l'occasione per la rilettura critica dell'opera da parte dell'autore documentata dal volume ritrovato, che Svevo spedì al traduttore, il giovane italianista e bibliotecario Paul-Henri Michel, il 13 agosto 1926, dopo avervi apportato alcuni tagli nei capitoli centrali (il quinto, il sesto, il settimo), sulla base di un suggerimento di Benjamin Crémieux. Il ritrovamento di questa copia, tuttora conservata in quella che fu l'abitazione parigina di Michel, consente di distinguere i tagli autorizzati dall'autore da quelli, molto più sostanziosi, effettuati in seguito dallo stesso traduttore, in vista di un accorciamento radicale del libro imposto dall'editore Gallimard, ma anche di venire a conoscenza di alcune circoscritte varianti d'autore, lessicali e linguistiche, senz'altro importanti per una aggiornata definizione filologica del capolavoro sveviano.
Intelletto e beatitudine. La cultura filosofica tedesca del XIV secolo
Alessandra Saccon
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2012
pagine: 442
La riflessione filosofica sviluppatasi tra la fine del XIII e il XIV secolo intorno allo Studium Generale domenicano di Colonia, fondato da Alberto Magno, è da alcuni decenni oggetto di crescente interesse. Questo studio ne presenta una sintesi teorica, a partire dal tema centrale della beatitudine come unione intellettuale a Dio, all'interno di un contesto filosofico estremamente vivace, non riconducibile a un unico elemento d'ispirazione, nonostante le molteplici affinità. Seguendo un approccio tematico, vengono ricostruiti gli aspetti principali del dibattito, di cui si prendono in esame sia la riflessione degli autori principali (Ulrico di Strasburgo, Dietrich di Freiberg, Meister Eckhart, Bertoldo di Moosburg), sia le posizioni di testi meno noti, spesso anonimi, sulla base di una letteratura non solo in latino, ma anche in alto tedesco medio, che testimonia l'ampiezza della discussione.
Filosofi italiani del Quattrocento. Ediz. anastatica
Eugenio Garin
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2012
pagine: 597
Politica e diritto naturale nel De legibus di Cicerone
Francesca Fontanella
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2012
pagine: 151
Nel De legibus Cicerone presenta il diritto naturale come fondamento di una legislazione che rispecchia, con leggere modifiche, istituzioni, leggi o consuetudini presenti nella Roma repubblicana. Ma il ius naturae resta allora solo una premessa filosofica o incide in qualche modo sulle leges ciceroniane? L'analisi puntuale del trattato intende dimostrare come l'interpretazione offerta da Cicerone a ogni singola norma sia un serio tentativo di ricollegarla ai principi del diritto naturale. In questo modo l'ordinamento giuridico romano viene identificato col ius naturae e assume un valore universale: legittimazione e quasi profezia di quella potenza che si apprestava a unificare l'Europa e il Mondo Mediterraneo sotto un diritto che ancora nel Medio Evo sarà chiamato ratio scripta. Il volume raccoglie i saggi che l'autrice ha pubblicato sul De legibus insieme a un ultimo inedito che dà il titolo alla raccolta.
Explicatio super officio inquisitionis. Origini e sviluppi della manualistica inquisitoriale tra Due e Trecento
Riccardo Parmeggiani
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2012
pagine: 190
Il volume è dedicato allo studio e all'edizione del più antico manuale inquisitoriale italiano, "Explicatio super officio inquisitionis", scritto da un anonimo francescano ad uso di un giudice della fede di Toscana attorno al 1258. Per una migliore comprensione delle caratteristiche del testo, l'opera è inquadrata storicamente nel panorama complessivo della prima manualistica, fonte 'interna', in quanto riservata ai soli inquisitori. Nati contestualmente al negotium fidei, i manuali rappresentano il veicolo della normativa, permettendo di cogliere un duplice e contrastante fenomeno: se da un lato si dimostrano lo specchio della declinazione della procedura su base locale, restituendo un'immagine complessivamente plurale dell'Inquisizione medievale, dall'altro sono caratterizzati da una forte permeabilità testuale, recependo influssi provenienti da ambiti diversi rispetto a quello di fruizione. Quest'ultima tendenza è confermata da tre inediti formulari italiani, pubblicati in appendice.

