Edizioni Junior: La cultura del bambino
Storie facili e storie difficili. Valutare i libri per bambini
Roberta Cardarello
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Junior
anno edizione: 2004
pagine: 184
Oggi finalmente si legge, e molto più che in passato, nelle scuole e nelle istituzioni per l’infanzia. Ma proprio per questo ci si interroga sempre più spesso sulla scelta dei libri. Come scegliere e valutare le storie da leggere? Quali libri sono più adatti, e a quali età, per catturare la partecipazione dei bambini? E quando sono troppo difficili o astratti? Il volume risponde a queste domande mettendo al centro la comprensibilità delle storie, come condizione della partecipazione e del coinvolgimento infantili. E si centra sulle storie e i testi narrativi, da sempre quelli più letti e prediletti, per i bambini della scuola dell’infanzia e del primo ciclo della scuola primaria. Frutto di un lavoro pluriennale di analisi dei testi narrativi per i piccoli e di esperienze di lettura a scuola, il libro elenca e discute una ricca serie di criteri di analisi e valutazione dei libri per bambini e illustra i modi in cui l’adulto può produttivamente mediare il rapporto tra il bambino e il testo. L’analisi puntuale di celebri libri per bambini (da Arcobaleno a Elmer l’elefantino) conduce poi a una ridefinizione e verifica critica degli strumenti teorici ricavati dalla più accreditata ricerca cognitivista. Una vasta serie di esempi e di esercizi per il lettore rende il testo uno strumento utile e operativo per coloro che, a vario titolo, vogliono dotarsi di capacità di diagnosi della difficoltà dei testi e della loro accessibilità e intendono possedere attrezzi per favorire la comprensione e il coinvolgimento dei bambini nelle attività di lettura.
Ludus in fabula. Per una pedagogia del narrare infantile
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Junior
anno edizione: 2004
pagine: 408
Il progetto pedagogico del nido e la sua valutazione
Egle Becchi, Anna Bondioli, Monica Ferrari
Libro
editore: Edizioni Junior
anno edizione: 2002
pagine: 176
Con la legge 1 del 2000 la Regione Emilia-Romagna ridefinisce il sistema dei servizi per la primissima infanzia e individua organi e dispositivi di governo di tale sistema in un’ottica di controllo e di promozione della qualità. In linea con lo stile procedurale che contraddistingue le politiche regionali in questo settore e che hanno condotto all’elaborazione, partecipata, negoziata e condivisa, di Indicatori di qualità per gli asili nido (Bondioli, Ghedini, 2000), le questioni aperte dal nuovo scenario normativo – il ruolo e le funzioni dei coordinatori pedagogici, le procedure per l’accreditamento, i dispositivi di controllo e di verifica – sono state oggetto di discussione pubblica nel corso di seminari, convegni, dibattiti, e non solo da un punto di vista amministrativo. La necessità di una qualificazione pedagogica del nido d’infanzia, attraverso la delineazione di un progetto educativo del servizio e l’avvio di procedure valutative, vi appariva centrale. Da qui l’esigenza di riaprire la discussione, già avviata con la stesura degli Indicatori, sulle componenti e le garanzie irrinunciabili di un “buon nido”, sulle responsabilità dei diversi “attori sociali” chiamati a realizzarle, sui nuovi ambiti di “professionalità – progettuale e valutativo – profilati e, non ultimo, sugli strumenti da adottare per lo svolgimento dei nuovi compiti. I saggi, di cui il volume è composto, toccano le diverse questioni aperte con l’emanazione della nuova normativa, discutono i punti “caldi” relativi alla procedura dell’accreditamento, propongono un approfondimento della natura educativa dei servizi per l’infanzia. In linea di continuità con l’idea che la qualità abbia una natura transattiva, negoziale, partecipata, si offrono come spunti e stimoli per un ulteriore confronto.
Osservare il gioco di finzione: una scala di valutazione delle abilità ludico-simboliche infantili (Svalsi)
Anna Bondioli, Donatella Savio
Libro
editore: Edizioni Junior
anno edizione: 2002
pagine: 256
Il gioco di finzione è un osservatorio privilegiato per cogliere nelle condizioni più favorevoli non solo il grado di sviluppo attuale delle capacità infantili ma anche le abilità potenziali che abbisognano di essere sostenute e promosse. Giocando a “far finta” i bambini compiono azioni di trasformazione simbolica, animano e danno la parola agli oggetti, costruiscono trame narrative, utilizzano il linguaggio come mezzo espressivo e comunicativo, interagiscono e cooperano coi compagni. Il gioco di ciascun bambino non si presenta però, da un punto di vista qualitativo, ugualmente ricco, articolato, evoluto, vario e creativo. Poiché il gioco del “far finta”, oltre ad essere un momento gioioso e affettivamente pregnante, è anche un terreno favorevole allo sviluppo di importanti abilità cognitivo-sociali, l’ambiente prescolare ha tra i suoi compiti quello di aiutare tutti i bambini a diventare giocatori esperti. Per fare questo occorre in primo luogo conoscere le potenzialità di ciascun bambino nell’area del gioco e, a partire da queste, allestire esperienze e situazioni che consentano un arricchimento delle capacità ludiche. A tale scopo il volume presenta nel dettaglio la SVALSI, uno strumento di osservazione e valutazione del gioco di finzione, utile per chi opera nel settore della prima infanzia. Articolata in cinque sottoscale (decontestualizzazione, decentramento, integrazione, controllo dell’esecuzione, competenza sociale) la SVALSI consente di elaborare dei profili ludici relativi al singolo bambino o a un gruppo di bambini. La presentazione della scala è accompagnata da una rassegna delle ricerche sul gioco simbolico e dal resoconto di una ricerca nella quale, mediante la scala, è stata studiata la qualità del gioco dei bambini di tre anni.
Le tavole di sviluppo di Kuno Beller. Volume Vol. 2
Battista Quinto Borghi
Libro
editore: Edizioni Junior
anno edizione: 2002
pagine: 192
Connesso al testo di Beller, di cui costituisce la parte applicativa, questo volume di Quinto Borghi indica, con ricchezza di esempi, diversi modi di impiego delle Tavole: • dall’osservazione di singoli bambini a quella mirata di tutta la sezione per coglierne i tratti specifici, individuare raggruppamenti dalle caratteristiche analoghe, collocare il singolo bambino all’interno di un contesto di gruppo; • dal confronto tra osservazioni raccolte nel tempo per cogliere l’andamento evolutivo nelle diverse aree, alle osservazioni in simultanea condotte dai genitori e dagli educatori al fine di adattare reciprocamente lo sguardo sul singolo bambino e prospettare occasioni educative sinergiche tra casa e nido; • dall’uso delle Tavole come momento per riflettere sulle proposte educative offerte ai bambini e come punto di partenza per una programmazione delle attività finalizzata a promuovere, per ciascun bambino, aree potenziali di sviluppo, al loro impiego nella comunicazione tra educatori di nido e di materna al fine di favorire la continuità. Lungi dall’avere finalità diagnostiche o puramente ricognitive, le Tavole si prestano a un uso flessibile per meglio allestire le occasioni educative a casa e al nido.

