Lithos: Laboratorio Est/Ovest
Dalla Steppa al cosmo e ritorno. Letteratura e spazio nel Novecento russo
Barbara Ronchetti
Libro: Libro in brossura
editore: Lithos
anno edizione: 2016
pagine: 295
Strategie narrative in Gogol'
Carlo M. Solivetti
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2015
pagine: 288
Un singolare cammino à rebours, quello fatto da Carla Maria Solivetti nel suo percorso di studi: dalle avanguardie russe dei primi decenni del '900 indietro fino agli anni 1830-1840: da Chlebnikov a Gogol', scrittori solo cronologicamente lontani, accomunati dalla stessa fascinazione per la lingua russa e per le sue straordinarie capacità espressive, entrambi insuperati maestri dell'arte verbale. Il volume raccoglie otto tra i saggi di argomento gogoliano dell'Autrice, pubblicati negli ultimi quindici anni, ora in italiano, ora in russo, che spaziano dal racconto "Il Vij" ai "Racconti di Pietroburgo", a "Roma" e al "poema" "Le anime morte". L'ultimo saggio qui presentato, "Dipingere con le parole, narrare con il pennello: Gogol' e Chagall", chiude il cerchio, collegando direttamente l'avanguardia e Gogol'. I saggi compongono un quadro interpretativo non solo originale, ma anche coerente e illuminante, esplicitando la continuità della metodologia d'indagine della studiosa e fornendo un'immagine critica del tutto nuova, e avvincente, dell'opera gogoliana e del suo autore.
Poesia. Testo russo a fronte
Kazimir Malevič
Libro: Libro in brossura
editore: Lithos
anno edizione: 2015
pagine: 192
La poetica di Gogol'
Jurij Mann
Libro
editore: Lithos
anno edizione: 2014
pagine: 490
"Vedere la pienezza umana nella sua rifrazione grottesca, comica: così, forse, si potrebbe definire l'obiettivo della lettura di Gogol' ai nostri giorni". Il libro su Gogol' del suo studioso maggiore.
La mano silenziosa. Dieci elegie
Ivan Strpka
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2014
pagine: 168
"Se Hegel sosteneva che ogni affermazione contiene in sé il fantasma della sua negazione ciò è ancor più vero nel caso di un'interrogativa. Come in Amleto, il poemetto di Ivan Strpka si apre con una domanda: 'Sei tu il mio angelo?' che eserciterà la sua ambigua influenza su tutta la composizione che segue. Echi di Whitman, Rilke, Hölderlin, Kleist, Kafka si inseguono nelle battute iniziali di quella che si delineerà sempre di più come una 'quest' introspettiva che nasce e si sviluppa tra dubbi e contorsioni per tutto il testo, coagulandosi in immagini ricorrenti che incarnano la caccia serrata che il poeta-segugio dà a una sempre più sfuggente preda." (dalla Nota introduttiva di Riccardo Duranti)
L'arancia ungherese. La letteratura in Ungheria negli anni Cinquanta
Cinzia Franchi
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2014
pagine: 207
L'arancia ungherese: la letteratura in Ungheria negli anni Cinquanta, evoca il frutto protagonista del film "A tanú" ['Il testimone'] del regista Péter Bancsó, ambientato negli anni Cinquanta, in cui venne realizzata la clonazione del modello stalinista sovietico. L'agrume viene presentato come "la nuova arancia ungherese. Un po' gialla, un po' aspra, ma è la nostra". Così possiamo definire anche la letteratura ungherese degli anni Cinquanta.
Dalla Senna alla Neva. La Carmen di Aleksandr Block
Danilo Cavaion
Libro: Libro in brossura
editore: Lithos
anno edizione: 2013
pagine: 148
Carmen provoca sensazioni ed immagini intense, difficili da circoscrivere. La sua figura ha ispirato artisti ed esaltato lettori e spettatori. Nietzsche, cercando di spiegare la grande suggestione provocata dall'opera di Bizet, conclude: essa conferisce potenza "perché nell'udirla si diventa noi stessi un capolavoro". Carmen eccita lo spirito dell'analogia, fa recuperare le figure di altre vere o apparenti consorelle, dalla maga Circe alla Brett Ashley di Fiesta. Ma è pure capace di evocare immagini a lei opposte, da Beatrice a Mar'jana dei Cosacchi tolstoiani. Carmen rinnova la meraviglia nata dalla vista delle scatole cinesi: una interna all'altra in una successione di cui pare non trovare mai una fine, gusci che contengono e sono contenuti in altri gusci, e tutti nati da uno stesso monolite.
La vittoria
Henryk Grynberg
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2013
pagine: 176
"Grynberg riporta la tragedia dalla dimensione quasi trascendentale propria della narrazione canonica dell'Olocausto alla serie di vicende e sensazioni elementari di chi si trova di fronte al khurbn, di fronte a una distruzione causata da esseri umani - e per questo ancora più terribile. Ecco perché la sua scrittura ci tocca così da vicino." (dalla Nota introduttiva di Wlodek Golkorn)
L'amico di Tolstoj Vladimir G. Certkov. Profilo critico e bibliografico
Roberta De Giorgi
Libro
editore: Lithos
anno edizione: 2012
pagine: 141
"Alla fine dell'ottobre 1883 alla porta della casa moscovita di Tolstoj si presentò un giovane signore che indossava un cappot
«Nello stretto triangolo della notte...» Jurij Tarnavs'kyj, il gruppo di New York e la poesia della diaspora ucraina negli USA
M. Grazia Bartolini
Libro
editore: Lithos
anno edizione: 2012
pagine: 238
La letteratura della diaspora ucraina negli Stati Uniti è, ad oggi, un universo in parte inesplorato
Nel mondo di Gogol'. Ediz. russa
Libro
editore: Lithos
anno edizione: 2012
pagine: 434
Nel 2009 è stato celebrato in tutto il mondo il bicentenario della nascita del grande scrittore russo Nikolaj Gogol'
«Il libro degli eventi». Calendario di storia e cultura polacca
Andrea De Camillis, Lukasz Kurembski
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2012
pagine: 240
"L'anacronismo è forse una chiave universale di comprensione della perenne attualità della storia, perché riporta al più autentico e simultaneo disordine ciò che noi - pervicacemente - cerchiamo di riassettare con le nostre "ricostruzioni" a posteriori. Proprio per questo l'ordine apparente di una successione cronologica degli eventi, coi numeri crescenti degli anni che li accompagnano, come in questo libro, può sembrare uno dei modi meno inautentici e più rispettosi del naturale caos della storia. [...] Immaginarsi poi per una storia come quella della Polonia, per cui spazio e tempo si sono sbizzarriti in tutte le loro possibili dimensioni, scambi e interconnessioni. [...] Come si fa a raccontare davvero, con un minimo di sobrietà e di attendibilità tutto questo? Questo libretto ci prova, non certo in modo asettico e anaffettivo, ché anzi l'età giovine degli autori si farà qua e là sentire, con le sue predilezioni, idiosincrasie e piccole intemperanze, nonostante che io, Pimko, dottor professor, e per dirla tutta insegnante, dotto filologo dell'Urbe, li abbia costantemente ammoniti e messi in guardia..." (dalla Nota introduttiva di Luigi Marinelli)

