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Milella: Viaggio tra le scritture dell'oggi

Nel lessico pasoliniano. Dalla parola al «dicente» cinematografico

Nel lessico pasoliniano. Dalla parola al «dicente» cinematografico

Carmen De Stasio

Libro: Libro in brossura

editore: Milella

anno edizione: 2025

pagine: 80

Ordinare i pensieri per scongiurare la dimenticanza. È l'intento di questo volumetto nel quale l'esperienza apprende la forma dei ricordi riflessi. Apprendere per cercare di comprendere. Ricordi riflessi (o ricordi di riflessi) ambiscono a trattenere la prossimità e la distanza in una declinazione simultanea, laddove fasi di un tempo trascorso ed attitudini del momento convergono in una visualità di sensazioni da riordinare in maniera identitaria. Nel montaggio della presente plaquette, le riflessioni-cornice e le riflessioni imbastite negli otto scorci saggistici realizzati, a suo tempo, per il Progetto "PPP100 2022 DdC" – promosso da «Diari di Cineclub» (Periodico nazionale digitale indipendente di informazione e cultura cinematografica, che da anni porta anche la mia firma) nella ricorrenza del Centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini – dissuadono l’angustia di una fredda registrazione. In questo frangente, il tempo conquista una sua dimensione, i cui trascorsi con ciascuno dei presenti (di scrittura-meditazione) si ricompongono per edificare ulteriori riflessioni (il tempo del meditare è instancabile), e riuniscono la poetica Pasoliniana in un montaggio di scrittura per parole su carta e di scrittura di intenzioni sullo schermo.
9,00

Nelle acque di Babel

Oronzo Liuzzi

Libro: Libro in brossura

editore: Milella

anno edizione: 2025

pagine: 96

Un gran volume di suggestioni convince nella lettura dell’operazione maieutica di Nelle acque di Babel; un’articolazione di fluida tensione che si carica – in piena turbolenza percettiva – di tonalità dalle quali il lettore trae la condizione di un pensiero che si alimenta a partire dalla presente civiltà: ed infatti, convergendo dalla propaggine di parcellizzazioni a una fisicità che porta in auge quella che G. Deleuze appellava come tragedia dell’Apparenza, Oronzo Liuzzi scanda- glia l’indifferenza che è criterio di questa solitaria civiltà, e di essa ricompone l’identità originale a dispetto di un disorientamento che profana – nella replica dei giorni – il valore dell’esistere, un esistere insoluto, sul quale a poggiar- si è lo sguardo affetto da una virtualità – l’Apparenza deleuziana – dalle fattezze di una morte in vita («l’arte profanata del tempo presente (telepresente) non s’interessa che all’al di qua attraverso gesticolazioni e contorsioni “entropati- che” che ne manifestano più l’inerzia che la vitalità» leggiamo con P. Virilio). E ci scopriamo – lettori di vite – a riconoscere gli squarci prevalenti di acque confuse. Acque di Babel, appunto.
11,00 10,45

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