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Moretti & Vitali: Il tridente. Campus

Gli eredi di Babele. Rassegna dell'ASPI Associazione per lo Sviluppo dello Psicodramma Analitico

Claudio Giacobbe, Giulio Gasca

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2014

pagine: 240

Il testo, affrontando l'intreccio dei linguaggi, non certo con la pretesa di scioglierne tutti i nodi, ma soltanto di migliorarne un poco la comprensione reciproca tra le molte torri, ruderi di torri e abbozzi di torri cui si è divisa la psicologia e la psicoterapia, si propone di esporre e confrontare da un lato le tecniche, con le loro conseguenze sulla teoria ed il linguaggio usato, dall'altro le radici (dovute a precedenti opere costruttive), che in tali tecniche e teorie si sono fuse, rimescolandosi inestricabilmente. Il contributo di Paola Sabia esplora, rivelando tra l'altro molte informazioni ignote alla maggioranza degli psicodrammatisti, le radici del creatore del modello dello psicodramma classico. Luciana Silvestri e Melania Barbarello mostrano come le diverse matrici professionali e culturali di quattro psicodrammatisti, Navarro, Henche, Blobel, Brem, si siano intrecciate con i loro metodi di lavoro. Nel contributo di Alessandra Verri è centrale, nell'esporre il pensiero e l'opera di Anne Ancelin Schützemberger, la descrizione delle origini e dello sviluppo dello Psicodramma triadico. Rossella Della Pepa confronta, scegliendo come punto focale la modalità con cui affrontano il lavoro sul sogno, differenti scuole di psicoterapia, a partire dal loro modo di operare. Emanuela Gagliostro ha preso in esame l'applicazione del modello psicodrammatico nei setting di psicoterapia duale...
17,00 16,15

Apprendista stregone. Note sul rovesciamento di mezzi e fini nel mondo contemporaneo

Daniele Lorusso

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2014

pagine: 336

Tecnica e capitalismo determinano in misura sempre più decisiva ogni ambito della nostra vita. Mezzi che dovrebbero mettere le società umane nelle condizioni di migliorare la qualità della vita, si sono trasformati in fini che hanno nel potenziamento quantitativo lo scopo ultimo della loro esistenza. Rispetto ad essi gli stessi esseri umani sono diventati mezzi che concorrono a questo accrescimento. Nessuna immagine migliore, allora, per descrivere questo stato di cose, di quella dell'apprendista stregone, di un soggetto che, nella pretesa di ergersi a signore del cosmo, si lascia sfuggire il controllo di quegli strumenti con cui doveva realizzare il suo incantesimo. Da centocinquant'anni la filosofia, autentica Cassandra, ha impiegato, da Nietzsche a Marx, da Adorno a Heidegger, molte delle sue energie migliori, a svelare il complesso intreccio. In questo libro, a questo tema fondamentale, altri inevitabilmente se ne aggiungono, la relazione dell'Occidente con il suo Altro o la tragedia delle guerre mondiali. Ma è sempre il problema dell'apprendista stregone a costituire il fulcro tematico con cui i nostri destini sono implicati e da cui sono condizionati. Problema che in nessun modo è possibile liquidare con la considerazione relativa alla neutralità dello strumento tecnico che si tratterebbe di utilizzare in senso positivo o negativo.
20,00 19,00

Qualcosa è cambiato

Maria Luisa Agostinelli

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2014

pagine: 128

Il lavoro dell'autrice nasce dalla constatazione che il pensiero del folle è un pensiero immaginale. Attraverso un "procedimento per sottrazione", così lo definisce, vengono asportate via via, come fa uno scultore davanti a blocco di marmo, tutte le componenti inessenziali all'immagine, all'emozione. Alla fine, il linguaggio del folle diviene quindi, paradossalmente, non verbale. Questa osservazione ci fa intendere come le immagini fotografiche che accompagnano le Storielle del testo siano in perfetta sintonia con il linguaggio immaginale della follia: bianco e nero, dissolvenze, evocazione di un oltre più intuito che percepito. Evocazione di significanti che rimandano indefinitamente ad altri significanti, ma anche struggimento per un approdo che, per quanto sia lontano, non è ancora impossibile. Ci accorgiamo al termine della lettura di queste pagine che alcuni dei più segreti significati delle contraddizioni in cui viviamo, se spesso sfuggono a chi è ufficialmente sano, non di rado emergono come tracce nell'oceano grazie alle illuminazioni di chi è ufficialmente diverso e, al di là del freddo armamentario di separazioni su cui poggia l'edificio della scienza, gli consentono di essere una volta l'interprete, un'altra il critico più acuto, onesto o semplicemente spietato della comune quotidianità. Fotografie di Francesca Bettera. Con un saggio di Ferruccio Vigna. Postfazione di Alessandro Vallarino.
14,00 13,30

L'ombra

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2014

pagine: 201

La nuova serie della rivista "l'Ombra" riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell'immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea. Grazie all'ingresso in redazione dell'A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca sulla Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.
16,00 15,20

Maestri a confronto

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2014

pagine: 125

In queste pagine sono raccolte le relazioni presentate nel convegno Maestri a Confronto, organizzato congiuntamente da AIPA, ARPA e CIPA a Torino il 13 ottobre 2012 in ricordo di James Hillman e Mario Trevi, recentemente scomparsi. Un convegno che rappresenta il punto di partenza dello sforzo congiunto delle tre principali associazioni junghiane italiane aderenti allo IAAP nel ricreare le condizioni per un dialogo costruttivo, che parta proprio dall'accettazione delle diversità esistenti nel panorama junghiano e le accolga come un valore aggiunto, una possibilità di molteplici letture, da punti di vista differenti, della medesima realtà. È questo il back ground del confronto, qui proposto, tra due maestri che hanno declinato la loro identità junghiana in modo molto diverso, restando però sempre fedeli ai valori che ci definiscono. In particolare, ambedue gli autori rimandano a un modo di essere junghiani dopo Jung: essi hanno aperto prospettive nuove e significative, sviluppando aspetti parziali del complesso e a volte contraddittorio corpus teorico del Maestro. Ambedue hanno cercato, pur in modi diversi, di traghettare il pensiero junghiano nel terzo millennio, rimodulando gli aspetti che fanno di Jung un pensatore del Novecento. Hillman e Trevi parlano all'uomo postmoderno, un uomo cioè che ha perso fiducia in ogni verità assoluta, ed è costretto a convivere con verità parziali, contestuali.
14,00 13,30

Prima e terza persona. Forme dell'identità e declinazioni del conoscere

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2013

pagine: 224

"Danilo Cargnello, in un saggio dedicato alla "Ambiguità della Psichiatria", riproponeva a tutti gli psichiatri che tentassero di essere consapevoli del fondamento epistemico del loro pensare e del loro fare, la realtà della posizione dilemmatica della psichiatria, che, come scriveva, "costringe chi la esercita a oscillare tra un aver-qualcosa-di-fronte e un essere-con-qualcuno". Confrontati con l'apparente aporia di queste due posizioni, verrebbe voglia di rispondere: né l'una, né l'altra, bensì tutte e due - anche se occorre ribadire, con Cargnello, di mai "sorpassare il limite di quella distanza critica per cui un uomo non risulta più tale, ma solo qualcosa". L'esercizio della psicopatologia si fonda anche su questo: su una fluida modulazione della distanza intersoggettiva, di continuo oscillando fra l'immedesimazione nei vissuti dell'altro e la distaccata riflessione sulla densità dei significati che essi veicolano. E soltanto posizioni di un estremismo radicale - o costante immedesimazione o costante oggettivazione - conducono a psichiatrie opposte e forse impossibili. Del resto Jaspers sottolineava la inadeguatezza di una osservazione senza partecipazione, in un ambito, come appunto quello psicopatologico, nel quale l'unico strumento che il ricercatore ha è se stesso (...)." (Arnaldo Ballerini). Con un saggio di Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe.
16,00 15,20

Lo «Zarathustra» di Nietzsche: C. G. Jung e lo scandalo dell'inconscio

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2013

pagine: 350

I seminari zurighesi di Carl Gustav Jung su "Così parlò Zarathustra" (1934 1939), un immenso commento al capolavoro di Nietzsche che si estende negli anni bui della storia della nostra civiltà, sono la testimonianza più importante e più corposa del lungo e tormentato confronto fra lo psicologo svizzero e il filosofo tedesco. Si tratta di un documento storico sui generis, un formidabile specchio di proiezione dell'epoca che rende leggibili i sintomi di una crisi culturale profonda, richiamando gli spettri dell'irrazionalismo e le ombre irredente del Terzo Regno. Nella visione di Jung Zarathustra non solo anticipa il crollo mentale del suo autore, è anche profeta della follia collettiva dell'Europa nazista, nonché precursore di una nuova psicologia che si apre all'inconscio collettivo. Alla lucida follia di Nietzsche e al suo progetto della "grande salute" dionisiaca Jung risponde con il titanismo medicalizzante dello psicoanalista, con un tentativo di cura che viene travolto e stravolto dalla sua stessa ricerca delle origini nel Wotanismo che irrompe sullo scenario storico. Il tentativo di Jung di farsi strada nelle patologie del fenomeno nazista riempie di simboli, mitemi e archetipi la voragine aperta dalla crisi del cristianesimo. Apertura coraggiosa e dichiarazione di impotenza di fronte alla follia collettiva segnano così il compito incompiuto della psicanalisi. Il volume nasce da una serie di incontri interdisciplinari tra psicologi, filosofi e germanisti...
22,00 20,90

Mosaico francese. Studi in onore di Alberto Castoldi

Mosaico francese. Studi in onore di Alberto Castoldi

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2013

pagine: 569

Il volume non è soltanto l'omaggio ad uno studioso che ha percorso gran parte della sua lunga carriera all'interno dell'Università di Bergamo conservando il gusto per la ricerca, con una produzione ampia e costante, ma costituisce l'esito di un impegno comune, da parte dei colleghi della Facoltà di Scienze Umanistiche, per la convergenza di una pluralità di discipline attorno a un tema caro al prof. Castoldi: l'influsso esercitato dalla cultura e dalle esperienze politico-sociali francesi non solo in ambito europeo e nei territori del vasto impero coloniale ma anche in altre regioni. Quali tessere di un mosaico, le molteplici prospettive di ricerca hanno composto una rappresentazione variegata e policroma che si colloca nel solco dell'ampia visione tesa ad un'armonica pluralità di saperi che ha caratterizzato gli anni del rettorato di Alberto Castoldi.
20,00

La vocazione dell'arciere. Prospettive critiche sul pensiero di José Ortega y Gasset

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2013

pagine: 480

L'uomo - scrive Ortega y Gasset - è "un puro e continuo fare, dover fare, esso è puro movimento, e movimento che dev'essere attratto da una mèta", da un ideale a cui consacrare la propria vita e che sia capace di riempirla. Facendo sua la metafora utilizzata da Aristotele all'inizio dell'"Etica nicomachea", Ortega paragona così l'esistenza umana ad una freccia e l'ideale al bersaglio cui quella freccia deve costantemente tendere. Solo in questo modo la vita può essere vissuta dall'uomo con pienezza e autenticità. Ne discende che l'Etica, lungi dall'essere un breviario di pedanti consigli morali, è da considerarsi alla stregua di una nobile disciplina sportiva il cui principale imperativo può essere così sintetizzato: "Uomini, siate buoni arcieri!". Non v'è dubbio, da questo punto di vista, che l'intera esperienza esistenziale e filosofica di Ortega abbia assunto su di sé il peso di questo imperativo di fondo, trasformando la propria peculiare "vocazione" - la rigenerazione spirituale e morale della Spagna - nella sua missione pubblica di intellettuale, di educatore e di riformatore sociale. La stessa Maria Zambrano, sua allieva, è stata toccata dal pensiero del maestro. Tutte le sue numerose e poliedriche attività politiche, culturali e filosofiche rispondono puntualmente a questa fondamentale esigenza. Il volume intende restituire, attraverso una polifonia di approcci critici, la multiformità del pensiero e dell'opera di Ortega, di certo tra i massimi rappresentanti spagnoli della filosofia europea del '900.
24,00 22,80

La prova dell'anima. La borghesia in spiaggia nella letteratura europea tra Ottocento e Novecento. Sei letture

Luca Bani

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2013

pagine: 263

La spiaggia è un paesaggio particolarissimo: per lunghi secoli è stata considerata luogo insalubre, su cui il mare gettava i suoi rifiuti, e pericoloso, perché dal mare venivano le invasioni e i saccheggi. Solo col Settecento essa diventa uno spazio destinato a un progressivo processo di colonizzazione, tornando lentamente ai fasti di cui aveva già goduto in epoca romana. Una volta riaffermato il valore balsamico dell'aria salmastra e quello terapeutico dei bagni di mare, l'aristocrazia prima e la borghesia poi ripopolarono porzioni sempre più ampie di litorale. La riconquista della spiaggia non ha però solo un valore sociale, perché dal momento in cui se ne impossessa la letteratura acquista anche un profondo valore simbolico. Nella narrativa di alcuni scrittori borghesi, da Th. Mann a Moravia, la spiaggia diventa allora uno spazio di confine tra due mondi tipologicamente diversi e metaforicamente impegnati in una lotta durissima per la conquista dell'animo umano. Se la realtà urbana è sinonimo di un ordine gerarchizzato garantito da rigide norme morali, quella del mare è immagine dell'anarchia, è il luogo nel quale l'individuo 'civilizzato' può spogliarsi di tutti gli obblighi verso la società per perdersi nel flusso indistinto ma potente della vita e abbandonarsi a una dimensione di assoluta libertà che, tuttavia, qualche volta ha come contropartita l'oblio e la morte. Prefazione di Claudio Magris.
17,00 16,15

Atque. L'ordinarietà dell'inatteso

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2013

pagine: 242

Questo fascicolo di Atque nasce dall'idea di indagare su quelle fasi del lavoro psicoterapeutico nelle quali ci si affida all'esperienza ordinaria, all'immediatezza dei vissuti e dei comportamenti, affrancandosi da forme di lettura dell'altro (e di sé) trasmesse da teorie o tradizioni di riferimento. È nostra convinzione che questi luoghi d'indagine abbiano da sempre segretamente caratterizzato ogni psicoterapia; che essi siano stati, e siano ancora, travolti da rappresentazioni e resoconti dogmaticamente fantasiosi di ciò che avviene in una seduta; che, viceversa, una maggiore attenzione a essi, e a ciò che in essi si insinua o si produce, possa costituire la via règia del contatto con quanto di sottilmente pervasivo e nascosto ci attraversa, ci lega agli altri e (nel rapporto con gli altri) ci costituisce. Riteniamo, in breve, che vada ampliata e posta in primo piano la pratica del sensibile, dell'immediato, dell'"afferrabile" all'interno del dialogo: non ci sono plessi più degni e produttivi di questi per giungere all'individuazione di quanto permea la nostra presenza e le nostre relazioni, evitando ricorsi ideologici o semplicistici all'"inconscio": riteniamo del resto che non ci sia aspetto più nascosto e inatteso di quello che ci coglie nel quotidiano, "nella nostra stessa dimora", come pure aveva intuito il Freud più sensibile. Come è usuale nella tradizione di Atque, la presentazione di queste prospettive terapeutiche avverrà tenendo in mente le loro intersezioni...
20,00 19,00

Aver cura della bellezza. Immagini della mente estetica

Raffaella Trigona

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2012

pagine: 120

In questo saggio si raccontano molte storie che tutti conosciamo bene ma che qui possiamo riscoprire e reimmaginare sotto una nuova prospettiva. Si raccontano alcune storie sulle nostre origini remote che forse non tutti conosciamo ma che ci riguardano da vicino. Si offre quel tanto di savoir faire che permette di scoprire in modo consapevole e competente cosa significhi oggi avere cura della bellezza. Saper cambiare abitudini percettive, saper osservare, saper ascoltare, sapere immaginare, sono tutte abilità estetiche al centro di questa riflessione. Non sono riducibili al solo pensiero razionale ma non per questo si deve rinunciare a comprenderne le dinamiche e i processi di mutamento, come si originano e come evolvono. L'estetica non si trova né all'origine né alla fine del processo di costruzione dell'identità umana, ma nel circolo ricorsivo tra di esse. Vi è, dunque, un comprendere estetico prima che un apprendere, che arricchisce lo sguardo con cui osserviamo il mondo, la qualità e la bellezza dei nostri percorsi di formazione. Questo comprendere fornisce le condizioni di un apprendimento costruttivo, favorendo possibili processi creativi tanto nel nostro agire quotidiano quanto nel campo delle scoperte scientifiche e delle produzioni artistiche. In tale ottica i due esempi letterari trattati - "La teoria dei colori" di Goethe e le "Lezioni americane" di Italo Calvino - sono solo apparentemente lontani tra di loro e dalle nostre esperienze.
14,00 13,30

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