Pacini Giuridica: Imago iuris
Una doppia appartenenza. Tullio Ascarelli e la legge come interpretazione
Tommaso Gazzolo
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Giuridica
anno edizione: 2019
pagine: 104
Tullio Ascarelli (1903-1959) è tra i giuristi che hanno più radicalmente segnato la cultura giuridica italiana del Novecento. Il testo qui presentato costituisce una riflessione sulla sua teoria dell’interpretazione della legge - per come articolata soprattutto nel saggio Antigone e Porzia, pubblicato da Ascarelli nel 1955 -, proponendo al lettore un punto di vista inedito. Le tesi di Ascarelli vengono, infatti, rilette in corrispondenza con la concezione della legge e dell’interpretazione propria della tradizione ebraica, profondamente sentita e vissuta dal giurista: il quale verrà, peraltro, costretto a lasciare l’Italia a seguito dell’entrata in vigore delle leggi razziali. Sarà riprendendo la messa in scena del "Mercante di Venezia", ed il confronto tra Shylock e Porzia travestita da ‘dottore patavino’, che le pagine di Ascarelli mostreranno i legami e le corrispondenze tra la sua tesi sull'interpretazione della legge e la sua radicata appartenenza alla cultura ebraica.
Che farò quando tutto brucia? Una lettura politico-giuridica di Antonio Lobo Antunes
Donato Carusi
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Giuridica
anno edizione: 2019
pagine: 151
António Lobo Antunes (Lisbona, 1942) è una delle voci più alte e inconfondibili della letteratura contemporanea. Le metafore più spesso utilizzate al suo riguardo hanno a che fare con il fuoco: una prosa nichilista, un narratore incendiario, bruciante, infernale. Questo libro contiene un itinerario di viaggio nella sua vasta produzione e ne coglie, insieme alla conclamata qualità artistica, un aspetto meno spesso sottolineato: il valore civile.
Ritratti di giudici. Sul Titorelli di Kafka
Enrico Carbone
Libro
editore: Pacini Giuridica
anno edizione: 2026
pagine: 112
Il sacro nel melodramma tra ’800 e ’900
Francesco Cavalla
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Giuridica
anno edizione: 2025
pagine: 112
La perdita del “sacro” caratterizza la cultura contemporanea occidentale. Fin dal secolo scorso molte voci della filosofia, della letteratura e dell’arte si sono levate a denunciare i pericoli, per la libertà profonda dell’esistenza e per la sua dimensione etica, rappresentati dalla progressiva perdita della dimensione verticale nel sapere comune. Tra queste voci l’Autore evoca quelle di grandi compositori che hanno dato vita ad alcuni dei melodrammi più celebrati nella storia della musica eppure – volutamente oggi – rappresentati trascurando il loro messaggio fondamentale. Si passano in rassegna capolavori di Verdi, Boito, Wagner, Puccini, Stravinsky. Si nota come in essi venga chiamata in causa l’arroganza di ogni potere che – con la sua organizzazione attraverso il diritto – pretende di giustificarsi da sé senza ricorrere ad alcuna fonte superiore. Si giunge, alla fine, con il musicista russo, alla desolata rappresentazione di una società del tutta inconsapevole di ciò che ha perduto.
Il gioco della mente. Legge e interpretazione in un blend kafkiano
Enrico Carbone
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Giuridica
anno edizione: 2024
pagine: 120
Joseph Beuys. Materia in movimento e diritto di pietra
Francesca Pulitanò
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Giuridica
anno edizione: 2024
pagine: 144
Durante la seconda guerra mondiale, un giovanissimo Joseph Beuys sopravvive per miracolo a un incidente aereo in Crimea. Soccorso da un gruppo di Tartari, sperimenta il potere taumaturgico del grasso, delle erbe, del feltro. L’arte di Joseph rimane condizionata da quell’esperienza: egli reinventa e trasforma materiali e sostanze, stupisce e coinvolge il pubblico con ‘azioni’ performative decisamente originali. Tra le sue installazioni c’è Olivestone, un’opera altamente evocativa e di grande valore, la cui proprietà, oggetto di una lunga controversia, sarà infine riconosciuta alla critica d’arte e sua grande amica Lucrezia De Domizio Durini. Il presente volume, dopo aver ripercorso le tappe salienti della biografia di Beuys, si sofferma sul richiamo processuale al fondamento della specificazione, recuperando le radici storiche dell’attuale disciplina codicistica e analizzando l’influenza dei principi beuysiani sulle complesse vicende di Olivestone.
De Chirico e Lucrezia romana
Sara Galeotti
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Giuridica
anno edizione: 2023
pagine: 112
Nella «Lucrezia suicida», soggetto che incontra una straordinaria fortuna iconografica a partire dai primi anni del Cinquecento, lo sguardo dell’artista investiga un atto tragico, la cui restituzione figurativa, sovente contaminata dalla reificazione erotica di una nudità fuori contesto, assume un significato ambiguo e sfuggente. Il paradosso, l’ossimoro sono già nelle fonti antiche, del resto, cifre caratterizzanti il ritratto della sposa violata: «animi matrona virilis», Lucrezia viola a più riprese la grammatica dei ruoli, sostituendosi al padre e al marito per esercitarne le prerogative, eppure si autorappresenta secondo l’immagine topica della castità coniugale che una mente maschile ha scolpito. La sua mitopoiesi, iscritta nel solco di un patriarcato adattivo, affonda dunque le radici nell’estrema difesa dei valori di un universo androcentrico, che fa del corpo della donna il tempio della morale dei suoi padri. Attraverso le permutazioni artistiche della «Lucrezia suicida», da Raffaello a Giorgio de Chirico, il volume intende offrire un personale punto di vista nella lettura della cosiddetta «questione femminile», accompagnando il lettore in un itinerario storico, giuridico e artistico capace di svelare le radici culturali profonde della violenza di genere.
The Macbeths. Shakespeare e le due maschere del potere
Maurizio Pedrazza Gorlero
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Giuridica
anno edizione: 2022
pagine: 88
King e Lady Macbeth, The Macbeths appunto, sono la coppia regale che sceneggia, da un lato, la sanguinosa scalata al potere senza limiti, della quale Lady Macbeth sarà l’ispiratrice e in parte lo strumento; e, dall’altro, la ricerca della legittimazione di ciascun singolo proposito ed atto di quel potere assoluto, che costituirà la preoccupazione costante di King Macbeth. Unità di coppia, che impersona l’unità del potere. Il re e la regina rappresentano le differenti ‘maschere’ di quella unità dialettica; la cui frattura è destinata a tradursi nel collasso del fenomeno e nella rovina dei suoi protagonisti politici. L’angolo visuale dal quale si considera il testo shakespeariano è quello del costituzionalista, uno studioso di diritto positivo la cui scienza è nata dopo il testo che si esamina (e anche dopo la vicenda inscenata) e che tuttavia, avendo essa ad oggetto il potere obbedito, e perciò ‘obiettivamente consentito’, è forse in grado di retrocedere al di là della propria nascita, fornendo strumenti concettuali utili alla comprensione dei fatti che, formalizzati nelle Costituzioni storiche, daranno origine al diritto costituzionale.
L'impressionismo giuridico. Artisti e giuristi nella Francia dell’Ottocento
Fabrizio Marinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Giuridica
anno edizione: 2022
pagine: 160
Nella Francia della Terza Repubblica si realizza compiutamente il superamento degli schemi classici nella pittura, nella scultura, nella letteratura e nella poesia, ed a tale fenomeno viene dato, con particolare riguardo alle arti figurative, il nome di impressionismo. Anche il diritto partecipa a questa esperienza superando l'interpretazione letterale del codice civile (la cosiddetta "scuola dell'esegesi") e proponendo nuove forme ermeneutiche come l'interpretazione storica, sociologica, comparatistica. Questa tendenza, grazie ai suoi principali maestri, Raymond Saleilles e François Gény, si caratterizza per un approccio che afferma e favorisce la libertà del giurista ed il suo affrancamento dal testo della legge e che, per le significative assonanze con l'impressionismo, può ben essere definito come impressionismo giuridico.
«Le roi est mort?». I processi a Luigi XVI e a Maria Antonietta
Filippo Danovi
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Giuridica
anno edizione: 2022
pagine: 168
La Rivoluzione francese segna una netta cesura nella storia di Francia e sotto la spinta degli ideali illuministi travolge il retaggio delle disuguaglianze e ingiustizie proprie dell’Ancien Régime. Dopo la proclamazione della Repubblica Luigi XVI e Maria Antonietta divengono pericolosi nemici. Dapprima agli arresti domiciliari a Parigi, dopo la tentata fuga sventata a Varennes vengono imprigionati nella Torre del Tempio. I rivoluzionari devono quindi deciderne la sorte. Nei confronti del re viene imbastito un processo complesso e denso di contraddizioni. È la prima volta che un monarca viene giudicato e non esistono leggi, né forme, per farlo; ma neppure la costruzione di un giudizio ad hoc vale a salvare il sovrano dalla condanna a morte decretata ab origine dai rivoluzionari. Nove mesi dopo anche la regina viene portata al patibolo dopo un giudizio sommario, che appare oggi un’indegna messa in scena. I rivoluzionari, accecati dai loro stessi ideali, non compresero tuttavia che non sarebbe bastata la lama della ghigliottina per spazzare via istituti e abitudini radicati in virtù di secoli di storia. «Le roi est mort?» Alla domanda i rivoluzionari avrebbero voluto rispondere in modo netto. «À jamais», per sempre. Invece, sia pure sul filo degli anni, la monarchia fu ripristinata e la replica rimase quella tradizionale. «Vive le roi!».

