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Rubbettino: Cinema

Sciascia e il cinema. Conversazioni con Fabrizio

Libro

editore: Rubbettino

anno edizione: 2021

pagine: 176

Testimonianze di Roberto Andò, Beppe Cino e Giuseppe Tornatore L'opera letteraria di Leonardo Sciascia ha più volte, soprattutto nei decenni d'oro del cinema europeo, ispirato trasposizioni filmiche. In un contesto sensibilmente diverso da quello attuale, in cui spesso a partire da romanzi di grandi scrittori italiani s'approntavano ambiziose coproduzioni, i romanzi di Sciascia divennero stendardi d'impegno civile. Alcuni film sono diventati dei classici; altri ci appaiono oggi come piccoli gioielli da riscoprire. Quelli erano del resto anni in cui la letteratura e il cinema vicendevolmente si alimentavano: e diversi personaggi, da Pasolini a Calvino, da Malerba a Cerami, oscillavano tra la sacralità del romanzo e la lusinga d'una più immediata narrazione per immagini. D'altro canto, in gioventù, la prima aspirazione di Leonardo Sciascia, trascinato dall'amore per il cinema muto, era stata proprio quella d'essere un regista; una certa ritrosia caratteriale, unita a una più che giustificata diffidenza per un mondo a tratti eticamente disinibito, l'avevano tuttavia indotto rapidamente a rimodulare questo sogno. Sciascia sosteneva però, e non a torto, che la sua scrittura era rimasta cinematografica. E la tentazione del cinema, infatti, sopravvisse costantemente in lui. Questo libro si propone dunque d'analizzare la relazione fra il coraggioso intellettuale di Racalmuto, che così tanto manca alla società in cui viviamo, e la settima arte, attraverso i ricordi e le riflessioni del nipote, il regista Fabrizio Catalano, ex allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia. Un approccio in cui all'analisi critica s'alternano il ritratto di un mondo storicamente vicino e culturalmente lontano, l'aneddotica familiare, l'indagine nei meandri delle corrispondenze fra donne e uomini che hanno lasciato un segno indelebile nella storia d'Italia.
18,00 17,10

Cinema e storia. Rivista di studi interdisciplinari. Volume 1

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2020

pagine: 242

A quasi vent'anni dall'attentato terroristico dell'11 settembre 2001 la tendenziale mediatizzazione degli eventi di guerra ha imposto una urgente riflessione sul valore testimoniale delle immagini. Questo numero di «Cinema e Storia», pertanto, intende riflettere sui rinnovati regimi di rappresentazione della guerra (cinematografica, seriale, videoludica) facendo il punto su una serie di dibattiti teorici nati intorno ai nuovi mediascapes digitalizzati e convergenti. I saggi qui raccolti si interrogano innanzitutto sulla contemporanea riconfigurazione delle guerre del passato, soffermandosi poi sul post-11 settembre e sui nuovi scenari della guerra globale al terrore tra cinema e nuovi media, per riflettere infine sui regimi di visione in era postmediale che sfruttano le potenzialità dei portable device e dei droni a pilotaggio remoto. Come di consueto, il numero monografico vuole adottare un approccio apertamente interdisciplinare (spaziando dalla storiografia contemporanea all'estetica, dai film studies ai media studies, dall'iconologia critica ai cultural studies) per fornire un contributo utile all'urgente riflessione sui profondi mutamenti esperienziali avvenuti nell'odierna cultura visuale.
16,00 15,20

Francis Ford Coppola. Un sogno lungo il cinema

Vito Zagarrio

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2020

pagine: 376

l libro analizza l'opera di Francis Ford Coppola, uno dei massimi Autori del cinema americano, tra New e New-New Hollywood. Un regista che ha avuto un enorme successo internazionale e la cui parabola appare oggi in declino, anche se dai film meno fortunati o apparentemente minori emergono testi sempre molto interessanti. Coppola ha firmato capolavori come Il padrino e i suoi sequels - che hanno molto a che fare con un "mito" italiano -, o come Apocalypse Now - che resta un turning point nel cinema americano e un imprescindibile modello di film sul Vietnam. Il volume racconta i film di questo grande regista che ha oscillato "mercurialmente" tra film "commerciali" (a volte su committenza degli Studios) e film personali (spesso con la produzione indipendente della sua Zoetrope). Affronta le sue ossessioni tematiche e stilistiche, lo mette a confronto con altri grandi registi, come Capra, Bertolucci, Syberberg, Kurosawa e Kubrick.
19,00 18,05

Cinema e storia 2019. Numero speciale. The Other Side of the Seventies. Media, politica e società in Italia

Cinema e storia 2019. Numero speciale. The Other Side of the Seventies. Media, politica e società in Italia

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2019

pagine: 253

I Settanta sono per lo più conosciuti come gli anni di piombo, della violenza brutale che apre le porte al progressivo ripiegamento sul privato che contrassegnerà il decennio successivo. Questo numero speciale di "Cinema e Storia" fa luce sull'altra faccia dei Settanta, rinunciando alle convenzionali scansioni temporali sinora utilizzate dagli storici e soprattutto alla visione tradizionale di un decennio caratterizzato in prevalenza dal terrorismo o dalla violenza politica. Si tratta di un periodo che ha visto una profonda riflessione sul tema dei diritti e che ha rappresentato la stagione più incisiva dell'esperienza riformatrice italiana, con una serie impressionante di riforme varate dal Parlamento, nonché dell'unico decennio della storia repubblicana in cui la forbice tra le classi sociali si assottiglia sensibilmente. È inoltre un'epoca contraddistinta dall'esplosione di variegati fenomeni culturali, libertà creativa, liberazione sessuale ed emancipazione femminile. Nei Settanta si afferma un nuovo protagonismo della società civile, accanto all'emergere dei primi segnali dell'individualismo, considerato un tratto distintivo degli anni Ottanta. Ci troviamo di fronte, in definitiva, a un decennio complesso, al crocevia tra il precedente e il successivo, che sfugge a inquadramenti e definizioni univoche, e che pertanto non può essere letto attraverso una lente unica. Il presupposto scientifico è che la storia politica e quella attraverso gli audiovisivi non bastino a spiegare la complessa realtà di un'epoca e non possano dare risposte esaurienti senza dialogare tra loro tramite un confronto serrato capace di illuminare ulteriormente un tormentato periodo del nostro recente passato.
16,00

È stata Roma. La criminalità capitolina dal «poliziottesco» a Suburra

Matteo Santandrea

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2019

pagine: 214

Grazie al successo di Romanzo Criminale e Suburra anche la delinquenza romana ha potuto godere di una forte attenzione internazionale nel più generale contesto della produzione cinematografica e televisiva contemporanea incentrata sul tema della malavita. Ma in che modo film, documentari e serie televisive, a partire dal poliziesco degli anni Settanta, hanno saputo ritrarre e raccontare banditismo e malaffare nella Capitale? Il quadro che si andrà a tracciare mostrerà come il roman crime movie, che qui si propone quale etichetta classificatoria di un'ormai corposa filmografia, abbia costantemente attinto alla cronaca per edificare o rifondare "romanzi criminali" in cui realtà e finzione si mescolano di continuo, dando vita a una galassia fatta di violenza e sacralità, di omicidi e grandi affari, di misteri, scandali e degrado fortemente connessa al luogo dell'azione. Si esamineranno dunque i percorsi, i mutamenti e le diverse forme di rappresentazione di una produzione variegata intenta ad affrontare coi propri mezzi e il carico della sua influenza la "mala" sanguinaria e affaristica che, oggi come allora, dal Libanese a Samurai, attanaglia le strade millenarie della città eterna.
16,00 15,20

Il doppio sogno di Stanley Kubrick. Dalla Traumnovelle ad Eyes Wide Shut

Libro

editore: Rubbettino

anno edizione: 2017

pagine: 280

Tratto dalla "Traumnovelle" di Arthur Schnitzler, l'ultimo film di Stanley Kubrick, "Eyes Wide Shut", alla sua uscita, quasi vent'anni fa, è stato abbastanza maltrattato dalla critica. Sorte non infrequente per le opere del maestro americano. Nel caso specifico si trattava dell'opera estrema: Kubrick moriva poco prima dell'uscita del film nelle sale. Troppo complicato, non necessario, fuori tempo e fuori luogo? O forse, molto semplicemente doloroso e disturbante. Certo poco compreso e troppo frettolosamente liquidato. L'importanza di questa nuova edizione è dettata dal fatto che era e rimane profonda la convinzione che il nucleo narrativo, tanto della novella di Schnitzler che del film di Kubrick, sia ancora, e lo sarà probabilmente ancora a lungo, uno dei nodi fondamentali del comportamento degli esseri umani.
18,00 17,10

Il cinema e i film. Le vie della teoria in Italia

Roberto De Gaetano

Libro

editore: Rubbettino

anno edizione: 2017

pagine: 155

Esiste una via italiana alla teoria del cinema? E come si colloca rispetto alla tradizione teorica del nostro novecento? Questi sono alcuni degli interrogativi che vengono posti nel volume di Roberto De Gaetano, che delinea una mappa del pensiero teorico del cinema in Italia a partire dai suoi rapporti con l'estetica e la filosofia (anche straniera). Dalle influenze del neoidealismo di Croce e Gentile su Barbaro e Chiarini alla fenomenologia di Zavattini, passando per le idee anticipatrici di Galvano della Volpe e l'eterodossia della posizione di Pasolini, il volume arriva agli ultimi decenni, segnati dalla trasformazione della semiotica, dai suoi innesti con la sociologia, con l'estetica e l'ermeneutica e ad autori quali Garroni, Grande, Montani e Casetti.
16,00 15,20

Sotto le stelle del '44

Stefano Vanzina

Libro: Libro in brossura

editore: Rubbettino

anno edizione: 2017

pagine: 196

Steno alias Stefano Vanzina (1917-1988). Il personaggio "io" di questo diario: umorista, sceneggiatore, regista. Suo padre Alberto, giornalista, originario di Arona, era emigrato a Buenos Aires dove aveva fondato un giornale Italiano e sposato nel '15 Giulia Boggio prima di tornare in patria. Morto Alberto nel '20, la vedova si trovò in ristrettezze e visse a lungo con II figlio Stefano (nato a Roma il 19 gennaio 1917) in varie pensioni. Ancora giovanissimo Steno frequentò l'Accademia di scenografia e il Centro sperimentale di cinematografia, entrando contemporaneamente a far parte della redazione del bisettimanale umoristico «Marc'Aurelio» dove scriveva e disegnava vignette. Nel cinema penetrò con altri redattori del giornale sceneggiando in collaborazione i film di Macario “Lo vedi come sei... Lo vedi come sei?!” ('39), “Il pirata sono io!” ('40), “Non me lo dire!” ('40). Entrato nell'ambiente, spesso a fianco di Mario Mattali del quale fu anche aiuto regista, collaborò con Cesare Zavattini per il copione “La scuola del timidi” ('41) e firmò altre sceneggiature. In “Soltanto un bacio” ('42) di Giorgio C. Simonelli, con Valentina Cortese e Otello Toso, figurò come attore. Nel dopoguerra sceneggiò moltissimi film per Camerini, Freda, Matarazzo, Borghesio e altri. Esordì nella regia in coppia con Mario Monicelli e insieme, in quattro anni, fecero otto film, tra i quali quattro di Totò, incluso il classico “Guardie e ladri” ('51) con Fabrizi. Iniziò a lavorare da solo con “Totò a colori” ('52) e continuò a un ritmo instancabile. Gli si attribuiscono circa 70 titoli. Sposato nel '48 con Maria Teresa Nati, che lavorava nel giornale del Partito d'Azione, ne ebbe due figli: Enrico (1949, produttore e sceneggiatore) e Carlo (1951, regista). Alla signora Nati, scomparsa nel 1993, si deve il ritrovamento del diario. Prefazione di Enrico e Carlo Vanzina.
12,00 11,40

Cinema e storia. Volume Vol. 1

Libro: Libro in brossura

editore: Rubbettino

anno edizione: 2016

pagine: 240

Nella storia del cinema italiano gli anni Cinquanta si impongono come il decennio più lungo del secolo breve. Cominciano, infatti, già nel 1948 e si prolungano compatti fino alle soglie del 1960. Da un lato, intrecciano la storia del cinema con quella della neonata Repubblica italiana, che vede concretarsi i risultati più significativi del laborioso processo di ricostruzione post-bellica proprio nel 1948, quando la parabola del neorealismo conosce la consacrazione ufficiale e al tempo stesso registra le prime avvisaglie di una crisi destinata a monopolizzare il dibattito critico e non solo quello - per tutti gli anni Cinquanta. Dall'altro, a fronte di un inizio anticipato così denso e coeso, l'intero decennio procede all'insegna dei complessi scenari della Guerra Fredda, le cui ripercussioni condizionano variamente la politica interna e la gestione politica della cultura. È in questo clima rovente che prende avvio il faticoso cammino verso il miracolo economico, accompagnato dalle prime avvisaglie di una modernità nostrana e dall'emancipazione di un pubblico che al neorealismo preferisce da sempre melodrammi, commedie e soprattutto i divi d'oltreoceano. Questo numero di "Cinema e Storia" cerca di restituire la complessità di una stagione culturale che occupa un posto centrale nella storia dell'Italia repubblicana, la cui eredità è a ben vedere ancora viva e quanto mai attuale.
16,00 15,20

Anime nere dal libro al film

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2015

pagine: 207

Perché "Anime nere", il film di Francesco Munzi liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, ha riscontrato così tanto successo? Come è stato possibile per il regista romano girare in Aspromonte e ad Africo, luoghi della 'ndrangheta, inaccessibili e infrequentabili? E come è stato possibile per il regista portare davanti e dietro la macchina da presa, attori non professionisti, scoprendo veri e propri talenti? Tredici lunghissimi minuti di applausi al Festival di Venezia e ben nove David di Donatello, il più prestigioso riconoscimento per un film italiano. Qual è il segreto che sta dietro il successo internazionale di questo piccolo grande film? Il libro, oltre a rispondere a queste domande attraverso i racconti dello scrittore e del regista, offre la lucida analisi di Goffredo Fofi, le immagini dal set, le voci dei tanti protagonisti, la sceneggiatura originale, le reazioni della critica e due racconti degli anni '20 sull'Aspromonte e Africo di Umberto Zanotti Bianco.
15,00 14,25

Umanesimo e rivolta in Blade Runner. Ridley Scott vs Philip K. Dick

Libro: Libro in brossura

editore: Rubbettino

anno edizione: 2015

pagine: 240

"Il mio romanzo diventerà una livida, gigantesca accozzaglia di androidi in scadenza che uccidono gli umani, nel mezzo di un caos mortale - il tutto estremamente emozionante da vedere. Al confronto, il mio libro risulta noioso". Così Philip K. Dick, in un testo del 1981, a proposito di "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?", quando il suo romanzo stava per diventare un film "da quindici milioni di dollari". Si può concordare, in parte ci sembra legittimo, con Dick: Blade Runner, è innegabile, non ha molto da spartire con il testo da cui prende le mosse, resta però il fatto che quella gigantesca accozzaglia di androidi in scadenza, cioè Blade Runner di Ridley Scott, ha segnato una frattura nel modo di fare e intendere il cinema di fantascienza." Umanesimo e rivolta in Blade Runner. Ridley Scott vs Philip K. Dick" quinto volume della serie "corpo a corpo" è dedicato a questi due capolavori della science fiction, e, come di consueto, si caratterizza per l'approccio libero da vincoli disciplinari e per l'ampia e differenziata provenienza dei contributi. Come al solito non c'è nessuna pretesa di dare risposte definitive, e meno che mai quella di stabilire "meglio il libro, meglio il film".
14,00 13,30

22,00 20,90

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