Sarnus: Toscani super DOC
Befanate e scherzi in poesia. Raccolte di poesie, prose poetiche e stornelli della tradizione orale di Vinci e del Montalbano
Libro: Copertina morbida
editore: Sarnus
anno edizione: 2012
pagine: 160
Questa raccolta di stornelli, rime e prose poetiche rappresenta il primo contributo per la riscoperta delle nobili origini di un'antica tradizione popolare toscana, la befanata dei poeti. Alla vigilia dell'Epifania nel contado di Vinci e del Montalbano si usava raccontare in versi l'anno passato con storie, aneddoti e ritratti scherzosi degli abitanti del luogo. I poeti contadini e improvvisatori, nati come bastian contrari, amavano il paese e i suoi personaggi noti, ma con gioiosa canzonatura li abbozzavano, li canzonavano e li dissacravano, senza mai ferirli veramente. Il volume tramanda e fa rivivere la tradizione poetica giocosa mediante vari testi antichi e moderni: dal famoso scherzo epistolare di Renato Fucini con gli amici Martelli a Telemaco Signorini, qui trascritto fedelmente dalla versione originale, allo scherno patriottico degli stornelli di casa Martelli, alla caricatura dei contadini di San Zio in una inedita composizione di Idalberto Targioni. L'avvelenata composta e distribuita nei modi delle befanate dal dottore di Vinci, Filippo Ciompi, testo pressoché sconosciuto della fine dell'Ottocento, rappresenta infine il monito per le future generazioni.
Teatro popolare minimo
Carlo Lapucci
Libro: Copertina morbida
editore: Sarnus
anno edizione: 2009
pagine: 208
Il volume raccoglie le rappresentazioni elementari che si usavano nelle veglie, nelle aie, nei raduni, nei mercati, nelle fiere, come monologhi, sproloqui, parodie, lamenti, serenate, testamenti, lettere, prediche, contrasti. L'edizione del Teatro popolare minimo, salutata dal favore al suo primo apparire nel 1990, si presenta ora arricchita in modo da rappresentare il compendio di una materia finora dispersa. È il risultato dell'individuazione di un campo confuso di metamorfosi dove il testo orale, nelle mani sapienti dell'attore, passa dal racconto alla rappresentazione, quasi che la novella e altri racconti tendano a travalicare nel teatro. Questa edizione, corredata di stampe popolari che mostrano alcune realizzazioni pratiche dello spettacolo, raccoglie una scelta capace di dare un'idea esauriente della materia nelle sue varie manifestazioni.
Animali e cacce nella Divina Commedia. Dante falconiere ed etologo
Giorgio Zauli
Libro: Copertina morbida
editore: Sarnus
anno edizione: 2009
pagine: 144
Il lavoro di Giorgio Zauli fa luce su un aspetto insolito e poco conosciuto della Divina Commedia, aprendo una finestra sul mondo circostante che Dante ci invita a conoscere attraverso gli animali che lo popolano. È evidente che il sommo poeta fu cacciatore ed etologo (lo dimostrano le sue descrizioni di falconi, segugi, veltri, ecc.) e ciò non dovrebbe stupirci: è avvenuto per secoli e millenni per tutti quelli che hanno praticato la caccia per necessità o per passione. Stupisce invece che tra gli innumerevoli studiosi della Divina Commedia pochi abbiano intuito nel suo autore la condizione di etologo-naturalista e nessuno quello di cacciatore. Attraverso un lavoro interessante e colto, Zauli presenta una specie di bestiario della Divina Commedia, completo di rimandi e riferimenti che propongono una lettura originale e curiosa del poema dantesco.
A Firenze si parla così. Frasario moderno del vernacolo fiorentino
Renzo Raddi
Libro: Copertina morbida
editore: Sarnus
anno edizione: 2007
pagine: 338
Il lavoro di Raddi, così attento a documentare la più pura tradizione del vernacolo fiorentino, era, per così dire, predestinato a un sicuro successo; non soltanto perché in esso i lettori di Firenze sapranno riconoscere vocaboli, frasi e modi di dire familiari e quindi amati, ma anche perché, a qualunque lettore, il libro di Raddi insegna che la tradizione, la storia e il costume di una città (in una parola la sua "cultura") si trasmettono sempre attraverso quell'incommensurabile tesoro comune che è il linguaggio. Parlare una lingua, dunque, significa riconoscersi e capirsi sempre meglio: un libro che ricorda questa verità doveva naturalmente avere successo e, certo, ci auguriamo, continuerà ad averlo.

