Un romanzo breve ma densissimo, che chiede di "abitare il corpo" e di ascoltare il silenzio che lo divora. Una donna rientra a casa e scopre che la compagna è scomparsa. Aspettandola, per giorni beve acqua compulsivamente, smette di nutrirsi, resta immobile in un silenzio che si fa via via più denso. Il suo corpo diventa misura del tempo, strumento di resistenza e insieme di perdita. Nel vuoto lasciato dall'assenza, si insinuano ricordi e presenze: le voci della madre e della nonna, fantasmi dell'infanzia in conversazioni mai finite. Il presente si frantuma in un mosaico; la realtà si incrina e la casa si trasforma in un labirinto dove il confine fra memoria e allucinazione si assottiglia. La fame, l'acqua, l'attesa: in questa sospensione sorge un racconto vorticoso e viscerale, dove l'"autofagia" è sia pratica fisica che metafora di una generazione che divora sé stessa. L'esperienza dell'ansia diventa vertigine fisica, paesaggio interiore che il lettore è chiamato a percorrere. Premiato in Messico e salutato dalla critica come un'opera di rara intensità, autofagia unisce introspezione radicale e tensione quasi allucinatoria.
Autofagia
in uscita
| Titolo | Autofagia |
| Autore | Alaide Ventura Medina |
| Collana | I selvaggi |
| Editore | Alessandro Polidoro Editore |
| Formato |
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| Pagine | 140 |
| Pubblicazione | 02/2026 |
| ISBN | 9791281852204 |

